Aprire una Tabaccheria e Ricevitoria: Acquisto o Richiesta Licenza e Liberalizzazioni

Nonostante la crisi economica che attanaglia l’Italia e le difficoltà del commercio in quest’ultima fase, aprire una tabaccheria è un’idea che viene in mente a molti aspiranti imprenditori.

Si tratta di un’attività ancora molto redditizia considerato l’alto numero di fumatori e inoltre, grazie alle reti Sisal e Lottomatica, è possibile espandere il business aprendosi a settori come giochi e scommesse. 

Naturalmente viene spontaneo domandarsi quanto costi aprire un tabacchino e se convenga effettivamente farne la propria fonte di guadagno.

Rilevare una tabaccheria necessita infatti di un investimento molto corposo e richiedere la licenza tabacchi prevede tempi lunghi e incerti.

E’ bene chiarire  fin dal principio tale punto a coloro che intendono mettersi in proprio in questo particolare segmento economico. 

Conviene guardarsi intorno e porsi le domande adeguate: questo è il primo di una serie di post che ci aiuterà a capire se vale la pena intraprendere questo tipo di attività nonostante il rischio di una liberalizzazione annunciata da anni.

Se questa è la tua prima volta su Affari Miei, nel darti il benvenuto, ti invito a leggere la sezione idee imprenditoriali in cui recensisco quotidianamente le migliori prospettive di business.

Entriamo ora nel merito: scopriamo tutto quello che c’è da sapere: costo tabacco, prezzo del patentino, eccetera.

Come aprire un tabacchino: riflessioni preliminari

E’ la domanda, un po’ scontata ma efficace, che tutti si fanno.

Sicuramente conviene farlo se si rileva una tabaccheria situata in un posto ad alto passaggio e con una grossa clientela: il problema, a quel punto, è il prezzo eventualmente richiesto dal proprietario.

Perché dovrebbe fare a meno della sua attività e mettere la tabaccheria in vendita (licenza tabacchi ed eventualmente anche il locale adibito alla vendita)?

Di solito ciò capita quando ci sono ragioni personali, di salute oppure imprenditoriali: in quel determinato posto, magari, il business non funziona più. Bisogna, perciò, fare molta attenzione in questa delicata fase.

Se, invece, si vuole iniziare da zero può risultare ancora più difficile essendo la procedura burocratica molto lunga, complessa e incerta.

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Richiedere la licenza: costo

I costi da sostenere sono elevati e la procedura prevista dall’AAMS va letta con attenzione, anche perchè è l’unica strada da seguire se non si vuole comprare la licenza da un altro esercente.

Nel paragrafo successivo cerchiamo di capire meglio come funziona questo passaggio.

Come richiedere licenza per aprire una tabaccheria

Ai sensi della normativa vigente, le tipologie di operatori previsti dall’AAMS sono quattro:

  1. rivendite ordinarie: sono le normali tabaccherie che devono essere distanziate più di 300 metri nei comuni con popolazione fino a 30 mila abitanti, più di 250 metri in quelli compresi fra 30 mila e 100 mila e più di 200 metri nei comuni con più di 100 mila abitanti. Nei comuni fino a 10 mila abitanti, poi, non è consentita la creazione di una nuova rivendita se è stato già raggiunto il rapporto di una tabaccheria ogni 1500 persone;
  2. rivendite speciali: sono ubicate presso speciali strutture come stazioni ferroviarie, aeroporti, stazioni marittime, caserme e altri luoghi come bar di strutture alberghiere di dimensione e importanza significativa, stazioni metropolitane, ipermercati, sale bingo, centri commerciali (nei casi previsti dalla legge);
  3. patentini: sono concessi a titolari di esercizi particolarmente affollati (bar soprattutto) a condizione che nel luogo in cui sono presenti ti sia un’esigenza non sufficientemente coperta dagli altri tabacchini;
  4. distributori automatici: sono installati dal rivenditore autorizzato nelle immediate vicinanze del locale predisposto per la vendita.

Per richiedere la licenza per tabacchi occorre inviare una domanda all’AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) generalmente a inizio anno.

Nell’istanza bisogna indicare tutto quanto specificato sul sito dell’ente. Seguendo lo spazio web periodicamente vengono pubblicati i piani semestrali per nuove istituzioni.

Costo licenza tabacchi: come rilevare una tabaccheria comprando la licenza

Nei paragrafi precedenti a questo abbiamo già visto come aprire un tabacchino, aprendo ai due scenari possibili: l’acquisto della licenza per tabacchi o la richiesta all’Aams per avviare una tabaccheria nuova.

Conviene cimentarsi in questo tipo di impresa? I costi necessari sono proporzionati ai guadagni? E’ questa la valutazione ulteriore che andremo a fare in questa sede, cercando di esplicare tutte le potenzialità che questo business è in grado di manifestare se accuratamente curato in questa difficile fase storica.

Aprire una tabaccheria ricevitoria e acquistare una licenza in vendita è un pensiero che balza alla mente del potenziale imprenditore essenzialmente per le possibilità di guadagno che, secondo l’immaginario comune, sono alte.

Sia essa in un piccolo paese o in un centro commerciale, agli occhi di un “laico” dell’economia appare un investimento sicuro e redditizio.

Ma vale veramente la pena? Conviene investire tanti soldi in questo business? Andiamo a sviscerare alcuni aspetti negativi di questa idea.

Il costo di una licenza per un tabacchino è variabile a seconda della zona. Generalmente chi cede tende a sparare il prezzo alto, sia per garantirsi un buon margine nella trattativa, sia per pagare eventuali intermediari.

Va detto, poi, che il venditore cerca sempre di insistere sul fatto che c’è un guadagno sicuro legato al fatto che il mercato sia chiuso. E se arrivassero le liberalizzazioni? Ecco un primo svantaggio da tenere in considerazione: in altri Paesi il servizio è stato già liberalizzato.

E’ vero che l’Italia viaggia sempre con ritardo ma, alla lunga, finisce sempre per adeguarsi agli altri.

Quali sono i reali guadagni di una tabaccheria?

Consideriamo che la tassazione reale sulle imprese arriva in certi casi al 65%: un negozio che guadagna 100 mila euro l’anno, quindi, resta con meno di 50 mila euro a cui sottrarre il canone di locazione del locale se non è di proprietà.

Valutiamo poi l’eventuale mutuo e il fatto che difficilmente un’attività del genere si gestisce singolarmente: se ci si organizza in famiglia forse si riesce anche a portare a casa un buon gruzzolo ma vanno considerate ancora altre variabili.

Conviene un attimo ragionare, ad esempio, sul fatto che le tabaccherie e ricevitorie ogni giorno lavorano con alte quantità di contanti e sono esposte a rapine. Questi fenomeni di criminalità sono diffusi in tutta Italia.

Anche su questo aspetto, bisogna fare attenzione.

Conclusioni: conviene oppure no aprire una tabaccheria?

Se non si hanno i soldi (tanti) necessari per l’investimento sarà necessario prenderli in prestito: un mutuo (sempre nell’ipotesi ottimale che venga concesso, il che non è affatto facile) per tanti anni sulle spalle che si aggiunge ai rischi di una liberalizzazione che, prima o poi, potrebbe arrivare. Se si dispone del denaro necessario per il costo dell’acquisto del tabacchino, probabilmente esistono metodi più produttivi per impiegare quel capitale.

Opzione bar-ricevitoria

Ti consiglio di analizzare anche cosa serve per aprire un bar: infatti in linea di massima conviene comprare una tabaccheria ricevitoria, magari con annesso bar, se acquistata a prezzo di favore.

Bisogna cercare un’occasione fra le attività in vendita e, valutato il mercato, magari l’idea può essere interessante.

Considerando che tutti i tabaccai che cedono chiedono prezzi elevati, bisognerà armarsi di tanta pazienza e sperare che il proprio investimento non venga travolto da un’improvvisa apertura del mercato. In quel caso il rischio non potrebbe che aumentare.


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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

10 COMMENTI

  1. le tabaccherie faranno la fine delle edicole , basta guardare quante c’e’ ne sono in vendita….. La tendenza è quella di compensare le perdite con i servizi di pagamenti e biglietterie varie che praticamente sono a guadagno zero e fanno perdere un sacco di tempo… Da ex tabaccaio evitate…

    • Una tabaccheria oggi come oggi dovrà puntare su articoli e servizi AL DI FUORI di sigari e sigarette.
      In queste modo è difficile andare a picco, a prescindere dalle leggi.
      Quì a Roma ce ne sono svariate famose, che durano da tre generazioni ed oltre…

      • Buongiorno abito a Roma e o a disposizione 350mila e vorrei comprare una tabaccheria e mettere un bar dato che sono un barista.pero non ci capisco niente di tabacchi e guadagni . Mi potresti dare delle info ti ringrazio

    • Condivido al 100%: ci si butteranno tutti, a cominciare dalle lobby delle multinazionali della grande distribuzione ( proprio come vent’anni fa successe per le edicole )

  2. Buongiorno, io ho un edicola a cinque metri da una tabaccheria che negli ultimi anni non va per niente bene causa stoltezza dei proprietari; non hanno valori bollati, valori per il tribunale, pochissime sigarette… E girano voci che abbiano lo sfratto.
    Sappiamo tutti come vanno le edicole, il guadagno è poco… ma mi domandavo se a seguito della probabile chiusura io potessi subentrare? Quali costi avrei?

    • No. Mai. Puoi solo rilevata. Attenzione.
      A differenza da ciò che scrivono tanti competenti,NON SI ACQUISTA LA TABACCHERIA,ma si può solo CEDERE.
      Si cede un complesso aziendale,con annessa tabaccheria.È SEMPRE PROPRIETÀ DELL’AAMS. Se viene soppressa,chiusa, AAMS fa l’asta pubblica.

  3. Comprai una tabaccheria nel 1993 e già allora si parlava di liberarizzazione imminente dei tabacchi. Supermercati, poi distributori di benzina. Che la liberarizzaxione avvenga nei supermercati non fa certamente paura. Aprono più tardi dei tabaccai e su quedto abbiamo visto l’effetto che si è avuto con la vendita dei giornali. Spariti dagli scaffali!! Adesso vendono i gratta e vinci, ma pure li si vede come il guadagno imposto dallo stato (8%} non sia sufficiente a soddisfare un ipermercato. Riguardo i distributori di benzina o i bar, sappiamo benissimo dove sia i tabacchi che i g&v siano venduti in misura molto maggiore nelle tabaccherie. Quindi, se mai verranno liberalizzati, a chi converebbe mettete su un negozio di tabacchi con tanto di arredamento, merce, tasse iniziali vicino ad un aktro tabaccaio i cui proventi sono a tasso fisso? Magari sarebbe meglio spiegare anche questo, invece di fare solo terrorismo. Se per acquistare una tabaccheria richiedono molti soldi, penso che un motivo ci sarà.

    • Ciao Valerio,

      grazie per la tua esperienza. Credo che non ci sia nessun terrorismo di base ma soltanto un messaggio chiaro: oggi la licenza costa tanto perché compri un minimo di “sicurezza”. Quando cadrà la “sicurezza”, diminuirà esponenzialmente il valore dell’attività che viene ceduta.

      Non so se è chiaro il ragionamento: è economia, non c’è nessun allarmismo.

      In bocca al lupo!

      • Mi sembra che nel mio piccolo ho spiegato benissim , ed è economia, che vendere un prodotto a tasso fisso come sono i tabacchi, non conviene a nessuno della grande distribuzione e sopratutto dei piccoli negozi. Hai provato a investire 10 mila euro ed avere un entrata di 800 lordi! Ecco immagina un piccolo negozio che faccia questo. Ma anche i grandi ipermercati che se non sbaglio vendono già da anni i g&v e non mi sembra abbiano arrecato un grosso danno all’economia del tabaccaio, anzi. I giornali lo dimostrano. Grande battage pubblicitario all’inizio, e oggi scomparsi dagli scaffali degli stessi. Prova ad aprire un megoxio di tabacchi da zero, con nuova licenza anche in tempo di liberarizzazione e vediamo quanto ti costa in tasse, pensi che lo stato mollerà l’osso su questo?, aredamento investimento iniziale con prodotti a tasso fisso, e poi potrai dire di aver parlato di economia e sopratutto se varrà la pena anche in tempo di liberarizzazione aprire una nuova licenza, per vendere tabacchi….

  4. Volevo solo aghiungere che sopratutto mancherebbe la concorrenza che è il succo dell’economia. Vendere la maggior parte dei prodotti, che caratterizzano un’attività, a tasso fisso e così basso porterebbe solo ad un impoverimento di tutti. Almeno che non si voglia liberalizzare anche il prezzo delle sigarette e dei giochi, ma mi sembra utopia, anche perché il tasso di guadagno è gia basso e se vi mettiamo dentro anche i costi di un negozio…. Dico solo che se devi comperare una tabaccheria la devi comprare con un buon reddito, controllare se fanno orario continuo, se fanno ferie e sopratutto il costo dell’affitto. Sembrano indicazioni da poco,ma sono fondamentali se si vuole sviluppare un’attività.
    Spero di essermi spiegato.

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