Tutti i Costi di Gestione di un Bar: le Spese che Dovrai Affrontare

Su Affari Miei ti ho già parlato dei costi di apertura di un bar e del modo di reperire i soldi per poter avviare la tua attività. Tuttavia, se hai la mente imprenditoriale (e se sei qui è perché ce l’hai), certamente avrai un altro quesito a cui devi dare risposta prima di metterti in gioco: quanto costa gestire un bar?

Prima di lanciarti in qualunque avventura lavorativa che prevede l’utilizzo di tue risorse personali, e magari l’accensione di qualche finanziamento, è fondamentale che tu prenda in considerazione anche le spese che dovrai affrontare quando il locale sarà aperto.

Non è saggio dare per scontato che le entrate permetteranno di ripagare le uscite e di pagare gli stipendi: anche in questo caso serve un’attenta pianificazione e un oculato controllo delle risorse.

In questa guida potrai trovare tutto ciò che riguarda questo argomento, legato ai costi di gestione di un bar. Se pronto a inerpicarti nei meandri più complessi della gestione economica di un’attività? Continua  a leggere!

Incasso vs spese

Quanto ti piacerebbe guadagnare in termini di stipendio netto che ti resta in tasca? Diciamo che almeno 1100 euro sarebbero l’ideale. Ma per poter raggiungere questo risultati, quanto dovrebbe incassare il bar?

È ovvio che la buona volontà non basta e nemmeno il progetto in sé: ci sono moltissimi elementi da considerare se si vuole campare con questo lavoro, fatto di ospitalità e contatto con i clienti.

Dovrai dunque considerare che non importa se entrano 1500 euro durante il mese, perché non è assolutamente sufficiente: da ciò che entra dovrai contare le spese di affitto, le utenze, i contratti di fornitura, gli stipendi dei dipendenti, la manutenzione, le tasse… Le spese sono tantissime e quindi anche le entrate dovranno essere elevante per poterti permettere di poterle affrontare!

Detto ciò, vediamo di esaminare tutte le sfaccettature di questo delicato argomento.

Quanto guadagna un barista? Contare l’utile

In termini oggettivi, a quale stipendio può aspirare un barista? Come anticipato, il minimo è 1000- 1200 euro circa. Secondo alcune testimonianze che si possono raccogliere sul web, addirittura potrebbe essere meno, soprattutto se si lavora in due, ad esempio marito e moglie: 900 euro a testa.

Certo è che il vantaggio è la possibilità di lavorare per se stessi, dunque la gratificazione di avere un lavoro tirato su con le proprie mani è certamente da considerare.

Poniamo il caso che in due si voglia guadagnare un utile netto di 28.800€ annui: se così fosse, l’utile lordo dovrà essere di almeno 37.000 € circa, ma solo per coprire le tasse!

In altre parole, quanto costa il personale? Ho scelto questa formula di impresa coniugale, perché in Italia il costo dei lavoratori dipendenti è piuttosto oneroso, in quanto devi tenere conto del cosiddetto “cuneo fiscale”, ossia la disuguaglianza fra il costo del personale dipendente e lo stipendio effettivamente percepito da quest’ultimo.

Considera che per uno stipendio di circa € 1.000 al mese corrisponde un costo per l’azienda di circa € 2.200. Esistono, tuttavia, numerose forme contrattuali vantaggiose.

Le spese da sostenere

Veniamo al dunque: quali sono le spese per un bar? Ecco l’elenco, ipotizzando la presenza di un titolare e di un altro collaboratore inteso nell’ottica di un’impresa coniugale, in un contesto piuttosto centrale.

  • Affitto: 1200€ al mese quindi 14.440 € annui;
  • Personale: 3500- 4000 € annui a persona per INPS e INAIL. Il totale, nel nostro esempio, è di 7.000€;
  • Utenze e rifiuti su un locale di circa 100 mq: altri 7.000€ annui;
  • Commercialista e spese collegate: sui 4.000 annui;

Il totale è di oltre 30.000 euro solo per le spese della gestione pratica dell’attività, le spese non sono finite qui. Parti dal presupposto che potresti avere bisogno di un finanziamento e tale spesa sarà da aggiungere al tuo bilancio.

I costi annuali potrebbero così facilmente superare i 50.000 euro, da sommarsi ai 37.000 euro che servono per due stupendi e le tasse.

Siamo dunque a quota 80.000 circa!

Eppure…

…Eppure ci sono altre spese di gestione

Parlo ovviamente delle spese legate all’acquisto del cibo e delle bevande, che costeranno al nostro bilancio circa 25.000 euro all’anno, per un totale di 100.000 euro circa di spese annuali.

Si tratta quindi di guadagnare circa 365 euro al giorno per poter far tornare i calcoli fatti sinora.

Calcolare il Break Even Point, ossia il punto di pareggio

In conclusione, per elaborare quanto potresti spendere per la tua attività devo calcolare il BEP (break Even Point). Dovrai tenere a mente i costi legati a:

  • affitto del locale;
  • utenze (elettricità, acqua, gas etc.;
  • costi dei servizi (commercialista e consulente del lavoro sono figure indispensabili, soprattutto se hai dipendenti);
  • riparazioni e manutenzioni;
  • assicurazione: verso incendi, atti vandalici e verso danni a terzi;
  • pubblicità: per una nuova apertura è un costo quasi indispensabile;
  • oneri finanziari: quanto ci costano, in interessi, i finanziamenti che abbiamo preso in prestito per avviare?

Conclusioni

In questa guida ti ho parlato in maniera davvero approfondita delle modalità in cui devi elaborare il tuo programma di spese gestionali da tenere in conto.

Hai visto che le spese sono parecchie, tuttavia se saprai scegliere la giusta location (come ti ho spiegato qui), potrai iniziare sin da subito a vedere gli incassi che speri.

È logico che dovrai sempre formarti e essere pronto ad adattarti ai cambiamenti, adattandoti al contesto e alle trasformazioni del mercato. Se saprai fare questo, le probabilità di successo sono destinate ad aumentare!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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