Cosa Fare per Aprire un Bar: Analizzare il Contesto in Cui Operare

Cosa fare per aprire un bar? Se questo è il tuo sogno, questa domanda è la prima che ti è balenata per la testa. Tuttavia ti renderai conto da solo che si tratta di un quesito troppo ampio per permetterti, da solo, di trovare la risposta, tanto più che di risposta non ce n’è una sola.

Infatti per realizzare questo progetto dovrai metterti in gioco su più fronti, e quindi dovrai frammentare il tuo grande interrogativo e rispondere ad ogni micro domanda che cela. In questa guida voglio iniziare a incanalarti verso alcune risposte, a partire da un tema davvero centrale nell’elaborazione del planning, ossia quello legato al contesto in cui andrai ad operare.

Se vuoi saperne di più sull’analisi di mercato correlata all’avviamento di un bar, continua a leggere, sei ne posto giusto!

Qualche considerazione iniziale

Se stai pensando di avviare un’attività ex novo, ossia una start up (termine sempre più diffuso), che sia un bar o qualunque altro esercizio commerciale o meno, devi  prendere atto del contesto n cui andari ad inserirti.

Ciò comporta il raccoglimento di alcuni dati di fondamentale importanza e che non vanno in alcun modo tralasciati. In particolare:

  • devi avere una visione organica del progetto;
  • devi analizzare il mercato in cui vuoi operare;
  • devi preparare un piano d’azione, schematizzando i passaggi che dovrai porre in essere, specificandone l’ordine;
  • devi definire le tempistiche entro le quali raggiungerai i traguardi prefissati, analizzando in itinere la tua capacità di raggiungere tali traguardi ed eventualmente ridefinire il percorso.

Insomma, in poche parole devi raccogliere dati di varia natura (economici, territoriali, temporali e così via) e sintetizzarli in un planning, così da riuscire a capire l’effettiva fattibilità del tuo progetto.

Come vedi si tratta di raccolta di dati oggettivi, poiché la sola capacità intuitiva non è sufficiente, anzi, affidandosi alle proprie sensazioni il rischio che si corre aumenta in maniera esponenziale.

Inoltre questa analisi andrà effettuata non solo in maniera propedeutica all’apertura del tuo bar, ma anche durante il tuo lavoro, per sempre: il mercato, lo saprai bene, è in continua evoluzione.

Dunque potresti avviare un bar di successo, ma dopo pochi anni potresti notare una diminuzione più o meno drastica del fatturato. Come mai avviene? È cambiato il contesto in cui sei inserito (ad esempio hanno chiuso degli uffici)? Sono nate attività che propongono un’idea innovativa?

Come vedi l’analisi continua vita natural durante, e devi essere pronto a metterti in gioco, da solo o con l’aiuto di qualche esperto.

In altre parole… Le azioni preliminari

Tutto questo per dirti che prima di firmare contratti di locazione, comprare macchinari e organizzare l’inaugurazione della tua attività dovrai compiere in primis queste operazioni:

  • calcolare il bacino di utenza che potrai raggiungere e richiamare nel tuo locale, così da capire se ha senso porre in essere la tua avventura imprenditoriale o se rischia di non esservi nessun riscontro economico;
  • assicurarsi che la clientela sia davvero raggiungibile: non basta la volontà. Fare un piano di promozioni allettanti per gli studenti universitari quando tra te e l’ateneo ci sono altri 20 bar e trattorie e 2 km di distanza potrebbe essere poco sensato, no?
  • Circoscrivere la concorrenza: attenzione, come vedremo più avanti, vi sono moltissime tipologie di bar. Cerca di capire quali sono davvero “pericolose” per il tuo lavoro (i concorrenti diretti) e quindi evidenziane le debolezze e i punti di forza: sono questi gli aspetti da cui devi partire per trarre il massimo profitto dal contesto in cui vai ad inserirti;
  • identifica anche i concorrenti indiretti: se, appunto, ne tuo raggio di operatività c’è un sushi bar, mentre tu hai aperto un’attività più tradizionale, cerca di capire se può esserti davvero concorrenziale oppure no. Anche in questo caso, evidenzia i punti di forza e quelli di criticità dell’altro locale.

Un’altra accortezza da attuare: non scoraggiarti se ti sembra di aver raccolto pochi dati, considera che devi puntare sugli aspetti qualitativi della tua indagine, e non su quelli quantitativi. Anzi, cercare di strafare potrebbe solo confonderti e rendere meno limpido il quadro che si delinea davanti ai tuoi occhi, poiché potresti appesantirti con informazioni inutili, almeno in un primo momento.

Nel prossimo paragrafo ti darò qualche dritta per aiutarti a raccogliere i dati in maniera ottimale.

Come raccogliere i dati

La raccolta dei dati può articolarsi su più livelli. Dedicherò qualche riga ad ognuno di loro, in modo da supportarti nella costruzione di uno schema efficace.

Step 1

Le prime informazioni da raccogliere sono quelle legate alla clientela, e quale modo migliore di farlo se non attraverso interviste dirette?

Le modalità di osservazione sono parecchie, ad esempio puoi limitarti ad osservare i locali “nemici”. Da ciò potrai carpire sia le modalità lavorative degli altri bar (quanti dipendenti vi sono? Come turnano? Quali sono gli orari di apertura/ chiusura, cosa offrono?) e anche la clientela che frequenta il posto.

Da ciò potrai ottenere informazioni per la seconda azione che puoi mettere in atto, ossia scambiare qualche parola con gli avventori dei locali della zona che hai adocchiato per capire quali sono le abitudini e individuare il target, ossia la fascia d’età – e non solo- che si approccia a questo tipo di esercizio. Potresti così cogliere quali sono le lacune dei tuoi concorrenti e lavorare in quella direzione.

È ovvio che queste preziose informazioni proverranno da habitué, poiché avventori di passaggio o saltuari non sapranno ovviamente aiutarti: per questo la fase osservativa è anche importante.

Step 2

Il secondo passaggio mira ad approfondire quanto studiato sinora, entrando ad un livello più articolato dell’elaborazione del tuo progetto.

Si tratta di una fase progettuale altrettanto impegnativa, se non di più, e che richiede la costanza e l’intelligenza di non lavorare superficialmente: raccogliere dati davvero attendibili comporta una ricerca approfondita su motori di ricerca e presso enti attendibili.

Quindi dovrai analizzare il contesto economico, quello sociale e demografico dell’area in cui vuoi operare, chiedendo tali dati alla Camera di Commercio, all’ISTAT, al Censis e ad altre fonti ufficiali, in grado di procurarti dati aggiornati e validi.

In secondo luogo, devi inquadrare e capire il mercato del bar, cercando di risalire al fatturato e ai modelli di business, segnandoti se si tratta di locali che lavorano in base alla stagionalità turistica o meno, e evidenziando se nel corso del tempo vi sono attività che hanno dovuto chiudere: se sì, perché?

Studiare!

Sì, sì, non mi stancherò mai di ripetertelo qui su Affari Miei. Per stare sempre sul pezzo non devi adagiarti sugli allori, né prima, né dopo il successo. Studiare non significa, come molti erroneamente ritengono, assimilare informazioni in maniera accademica e totalmente mnemonica, ma essere sempre attivi e informati, avere voglia di capire qual è l’ambiente che ci circonda.

Quindi dovrai informarti circa l’andamento dell’intero mercato nazionale, l’andamento economico e i cambiamenti politici. Inoltre devi sempre, anche quando sei in vacanza, magari all’estero, analizzare come si comportano gli altri imprenditori nel tuo settore, cercando di emulare le tecniche vincenti.

Come ti ho anticipato, poi, devi studiare anche indietro nel tempo, cercando di capire perché altri locali abbiano chiuso. Dovrai poi leggere riviste di settore, iscriverti a newsletter e a corsi di aggiornamento.

Dovrai essere anche abile a creare rete, cercando di evitare di pensare di poter fare tutto da solo (o credendo di non avere altra scelta!).

Nel processo di costruzione di un’impresa sono coinvolti anche i cosiddetti stakeholder, ossia il commercialista e la banca, i fornitori, i collaboratori e anche il territorio in genere. Questi sono attori che vanno coinvolti, possono essere risorse fondamentali per la buona riuscita della tua attività!

Inoltre i tuoi collaboratori vanno premiati e resi partecipi, gratificati con corsi di formazione almeno una volta all’anno, sempre nell’ottica del coinvolgimento positivo in vista del successo.

Non dimenticare, però, di non pensare solo a come implementare la partecipazione di chi è dalla tua parte e le azioni in vista del successo. Purtroppo, lo vediamo tutti i giorni sia a lavoro che nella vita privata, possono capitare imprevisti più o meno gravi che possono ostacolare se non compromettere del tutto la nostra attività.

Anche se si spera che ciò non accada, è fondamentale stilare una lista di sfortunati eventi che possono colpire il nostro esercizio (licenziamento di un collaboratore, malattia dei dipendenti, apertura di un’attività simile nella vostra zona, chiusura di un ufficio adiacente a voi…) e programmare una serie di soluzioni che possono eventualmente aiutarvi ad uscire vincenti da questa crisi.

Se pensi di campare proprio sul fatto che nella zona, magari industriale, in cui vuoi avviare il tuo bar c’è un’unica grande azienda, forse dovresti riflettere: se la sede chiudesse, cosa faresti?

Non importata quanto l’azienda sia grande o affermata… Purtroppo le aziende chiudono, o semplicemente spostano la loro sede altrove! Se invece, in questa situazione, riesci a elaborare un piano B che sembra ottimale, beh… ottimo!

Cos fare con questa mole di dati?

Fatta questa laboriosa operazione, devi studiare con obiettività quanto ne emerge, sia in termini di criticità che di potenzialità.  Hai tutti gli elementi per poter davvero mettere nero su bianco il tuo progetto, individuando mete, sì, ambiziose, ma anche attuabili.

Una volta individuato il primo punto di arrivo puoi elaborare i passaggi per arrivarci. Cercherò di aiutarti anche in questo passaggio, suggerendoti alcuni atteggiamenti e alcune idee che possono supportarti nella tua avventura.

Ovviamente non devono mancare l’educazione e il buon umore. Ti sembra scontato? Beh, non è sempre così. Ricordati che lavorare in un bra comporta il contatto con la clientela (e da qui non si sfugge!) e quindi dovrai essere affabile anche durate la tua giornata peggiore!

L’arredamento dovrà essere curato e comodo, in modo da essere fruibile, piacevole e non dare l’idea di “raffazzonato” e improvvisato come talvolta capita di trovare.

Il locale e le divise dovranno essere puliti, i prodotti dovranno essere di qualità (per questo dovrai scegliere i fornitori migliori!) e le vetrine dovranno catturare l’attenzione dei passanti, cos’ come le insegne: queste devono essere luminose al punto giusto e posizionate in modo strategico.

Infine puta molto sul personale! Deve piacere alla clientela, devi riuscire a costruire un team affiatato, piacevole e solare, che sappia creare una buona atmosfera nel tuo bar.

Conclusioni: cosa serve per aprire un bar?

Abbiamo visto che avviare un bar sempre molto semplice a dirsi, ma si trasforma in un’impresa di proporzioni bibliche quando si tratta di mettere in atto un progetto.

In questo articolo ti ho fornito una guida veramente dettagliata e precisa di ciò che devi fare per evitare di incappare in errori che possono determinare il fallimento della tua impresa.

Ci tengo a sottolineare ancora una volta l’importanza dello studio: si tratta di uno stile di vita, più che di un’azione fine a se stessa. Studiare vuole dire essere osservatori e avere la voglia di mettersi in gioco, migliorandosi sempre.

Questo sarà ciò che dovrai fare sia prima che durante il tuo business!

Ulteriori risorse utili

Prima di salutarti, voglio lasciarti in regalo una lista di guide dedicate a chi, come te, vuole aprire un bar. Abbiamo capito che si tratta di un’operazione complessa, che richiede un’oculata pianificazione… Per questo, ti consiglio di leggere i seguenti articoli:

Buona lettura e buona fortuna!

mm
Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

 


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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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