Aprire un’Azienda Agricola Biologica: Come Avviare un’Azienda Agricola Competitiva? Normativa e Requisiti

Su Affari Miei abbiamo già affrontato come aprire un’azienda agricola, una guida in cui insieme abbiamo fatto il punto della situazione imprenditoriale nel mondo dell’agricoltura in maniera del tutto generale.

Proprio per questo, nell’articolo che stai leggendo, voglio andare a vedere in maniera più approfondita come aprire un’azienda agricola biologica, valorizzando una produzione esistente e nel rispetto dei requisiti fissati dalla legge.

Conviene investire in campagna? Nonostante la crisi, diverse aziende agricole competitive si stanno affermando sul mercato con produzioni mirate e di nicchia: saper cogliere questo filone può rappresentare senza dubbio una validissima opportunità.

Una premessa

Prima di addentrarci nell’analisi di ciò che bisogna fare per avviare questo genere di attività, vorrei prendere in considerazione insieme a te alcuni aspetti da non trascurare del contesto attuale.

La prima considerazione riguarda l’edificazione:  il nostro Paese sta subendo un inesorabile processo di costruzione di nuovi edifici e capannoni che lascia poco spazio ai cambi da dedicare all’agricoltura e all’allevamento.

Inoltre bisogna sottolineare che l’azienda e l’impresa sono due realtà differenti:

  • impresa: si tratta di un’attività professionale organizzata ai fini della produzione e dello scambio di beni o servizi;
  • azienda: questa rappresenta un insieme di beni organizzati dall’imprenditore in vista dell’esercizio della sua attività imprenditoriale.

Essere consci della realtà geografica e della realtà giuridica in cui vogliamo andarci ad inserire è fondamentale per poter avere successo: studiare il contesto, le reali dinamiche tra la domanda e l’offerta, quindi il mercato in cui si pensa di inserirsi, è fondamentale per poter avere successo.

Soltanto dopo un’attenta analisi di mercato, dei prodotti richiesti, delle alternative esistenti, della normativa in vigore, solo allora potrai davvero pensare di gettarti in questa impresa!

Avviare un’azienda agricola: cosa serve?

Detto questo, vediamo cosa occorre per iniziare la tua avventura imprenditoriale. Se vuoi avviare questo genere di attività devi diventare imprenditore agricolo professionale, figura che fa riferimento alla sigla IAP.

Tale concetto, quello dello IAP, è nato nel 2004 a seguito dell’emanazione del Decreto Legislativo numero 99 del 29 marzo 2004, successivamente modificato dal D.Lgs.n. 101/2005.

Cosa fa questo professionista? Quali sono le sue caratteristiche, stando a quanto stabilito per legge? L’imprenditore Agricolo Professionale è in possesso di conoscenze e competenze professionali nel campo agricolo. La sussistenza di tali requisiti vanno certificati dalle regioni stesse.

Vediamo nel dettaglio quali sono i requisiti specifici:

  • conoscenze e competenze professionali, come la Laurea in Scienze Agrarie o Forestali, oppure in Medicina Veterinaria, Scienza delle Produzioni Animali, Scienza delle Tecnologie Alimentari, Diploma Universitario nelle stesse aree. In alternativa è possibile aver conseguito un Diploma di Istituto Tecnico Agrario o professionale con indirizzo agrario. Inoltre è necessario aver  frequentato corsi di formazione professionale in Agricoltura, la cui durata e frequenza è variabile da regione a regione;
  • altro requisito è di essere stati per almeno tre anni prima del momento in cui si presenta la domanda, titolari, contitolari, coadiuvanti familiari, amministratori oppure lavoratori agricoli, dimostrando di aver lavorato per questo lasso di tempo nel campo agricolo;
  • l’attività agricola deve essere esercitata per almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo, e da essa deve derivare almeno il 50% del proprio reddito complessivo (25% nelle zone svantaggiate).

A partire dal 2005, la qualifica IAP è stata estesa anche ai soci di società agricole nelle società di persona con almeno 1 socio con qualifica di IAP, nelle società in accomandita dove la qualifica IAP sia riferita ai soci accomandatari, nelle società di cooperative in cui almeno 1/5 dei soci siano in possesso di  qualifica di IAP e nelle società di capitali in cui la qualifica IAP sia  posseduta da almeno 1 amministratore.

Qui trovi una guida dettagliata per chi vuole diventare imprenditore agricolo!

Aprire Partita IVA agricola oggi: costi e regime fiscale di riferimento

E per quanto riguarda la burocrazia? Per avviare un’impresa agricola occorre aprire la Partita IVA, iscriversi all’Inps e all’Inail e alla Camera di Commercio: un buon commercialista potrà aiutarti ad adempiere a tutte queste incombenze.

Per quanto riguarda il regime fiscale, nel caso in cui la tua impresa non superasse i 7.000 euro di fatturato l’anno, potrai usufruire del regime fiscale chiamato regime di esonero. Esse permette di essere esenti da:

  • obbligo della dichiarazione dei redditi;
  • emissione e registrazione fatture;
  • liquidazione e versamento imposte;
  • dichiarazione IVA e comunicazione spesometro.

Come imprenditore avrai l’obbligo di numerare e conservare le fatture di acquisto e le bolle doganali, e lo stesso con le copie dell’autofattura nel caso di acquirenti non in regime di esonero, poiché su esse va invece trattenuta l’imposta.

Non vi è obbligo di emissione scontrino o di rilascio di ricevuta fiscale qualora si effettuasse vendita diretta ai privati.

Cosa succede se la tua attività supera la soglia dei 7000 euro? In tal caso il regime di esonero cessa dall’anno successivo, da cui entrerai nel regime fiscale semplificato o ordinario, oppure nel regime speciale riservato alle imprese agricole che effettuano cessioni di prodotti agricoli elencati nel “testo Unico” dell’IVA

Quanto costa aprire un’azienda agricola?

Abbiamo visto le pratiche fiscali, ma non abbiamo parlato ancora di costi: quanto verrà a costare realizzare questo progetto?

Le pratiche burocratiche possono costare fino a 2000 euro (all’anno, anche a causa ei contributi, che vanno versati sempre!) esclusi gli incentivi fiscali di cui parleremmo più avanti, tuttavia bisogna considerare anche l’acquisto dei macchinari e dei mezzi agricoli, dei terreni, dei capannoni e cascinali in cui ubicare l’attività, oltre agli arredi e a tutto l’occorrente necessario.

Per i dettagli rimando al link  che trovi nel primo paragrafo! E ora vediamo ciò che riguarda i bonus e gli incentivi fiscali.

Bonus agricoltori: cosa prevede e come funziona

La nuova Legge di Bilancio 2017 ha previsto, con lo scopo di rimettere in moto l’economia agricola:

  • l’abolizione dell’Irpef agricola 2017;
  • un bonus per gli agricoltori autonomi, riservato ai giovani coltivatori diretti e agli IAP, imprenditori agricoli professionali.

L’agevolazione spetta ai giovani agricoli autonomi che avviano l’attività o si iscrivono alla Gestione previdenziale agricola dell’INPS nel corso dell’anno. In particolare devono rispondere ai seguenti requisiti:

  • Iscrizione alla previdenza obbligatoria Inps;
  • Rientrare nei limiti di età stabiliti dalla normativa, ossia, avere un’età massima 40 anni.

Aprire un’azienda agricola biologica: cosa bisogna fare

Siamo alle conclusioni: se l’imprenditore agricolo decide di produrre con metodo biologico, è necessario che segua una procedura che andiamo a schematizzare di seguito in otto punti:

  1. Stipulare convenzione o associarsi ad un organismo di controllo riconosciuto dal Ministero Agricoltura e Foreste;
  2. Definire l’unità produttiva, cioè la porzione della propria azienda da dedicare all’agricoltura biologica. E’ consigliato non coinvolgere tutta la superficie che già si utilizza ma dedicare una porzione che deve essere delimitata e separata dal resto dell’azienda con filari non produttivi, siepi, eccetera. Tale suddivisione deve essere duratura, nel senso che all’interno dell’unità produttiva non possono essere coltivate varietà presenti anche nella parte non biologica;
  3. Una volta terminato lo step della definizione dell’area, occorre eseguire una Notifica in cui indicare una serie di dati aziendali che sono richiesti dal Ministero. Essa si realizza compilando un modulo fornito dagli organismi di certificazione, dagli enti pubblici, oppure, in alcune zone, dalle associazioni stesse di categoria;
  4. Successivamente si deve procedere a spedire la Notifica di cui al punto 3 all’organismo di controllo preposto. Un’altra copia, invece, deve essere inviata al Ministero per le Risorse Agricole, Alimentari e Forestali. Tale documentazione è prevista soltanto la prima volta, si caratterizza per essere una sorta di iscrizione. Laddove la situazione aziendale mutasse è necessario l’invio di una nuova notifica, altrimenti l’azienda agricola biologica non è più tenuta ad altri adempimenti di questo genere;
  5. ogni anno deve essere compilato e spedito alle autorità competenti il Piano Annuale di Produzione (PAP), nel quale vengono annotati i dati riferiti alla produzione biologica preventivata per il periodo di tempo di riferimento;
  6. effettuata la Notifica al Ministero, è necessario iniziare la fase detta di “Conversione”. La durata è fissata in tre anni per le produzioni agricole, ovvero per due raccolti consecutivi. Terminata questa fase, in cui comunque si deve già attuare per intero quanto previsto dal Regolamento CEE, la produzione dell’azienda può essere definitivamente definita “Biologica”. Le imprese in corso di convenzione non sono aziende agricole biologiche ma vengono definite “in conversione” in seguito al primo anno di coltivazione;
  7. occorre, poi, tenere aggiornato il Quaderno di Campagna, nel quale debbono essere annotate tutte le pratiche agricole eseguite sul fondo (trattamenti, lavorazioni, eccetera). Inoltre bisogna sempre aggiornare il Registro di carico e scarico dei prodotti aziendali. E’ obbligatorio, poi, conservare copia delle fatture di acquisto e vendita. Tutta la documentazione a cui si è fatto riferimento deve essere fornita direttamente dagli Organismi di Controllo.
  8. la produzione venduta sia nella fase di conversione che una volta acquisito il titolo di azienda agricola biologica deve essere identificata, al fine di rendere individuabile la partita di prodotto e il produttore stesso. I prodotti biologici devono essere accompagnati da apposita documentazione biologica che attesti le caratteristiche e le quantità del prodotto. Anche in questa fase è l’Organismo di Controllo a fornire la documentazione e le indicazioni necessarie per espletare le pratiche burocratiche prescritte dalla legge.

Questi sono gli adempimenti principali per aprire un’azienda agricola biologica: per approfondimenti si consiglia comunque di contattare le associazioni di categorie più vicine alla propria città, al fine di avere informazioni più dettagliate e personalizzate.

Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto che per avviare un’impresa agricola è bene conoscere la normativa e anche le differenze tra IAP e Coltivatore Diretto.

Non solo, anche conoscere il mercato in cui ci si vuole inserire è fondamentale per la riuscita del tuo progetto. Magari, a seguito della tua analisi, scoprirai che non si tratta d una idea imprenditoriale valida, o che non soddisfa del tutto le tue aspettative.

Per questo voglio proporti alcune alternative che possano comunque rispondere al tuo bisogno di stare all’aria aperta:

Come vedi le opportunità per lavorare in campagna sono moltissime. Non tiresta che scegliere quella più adatta a te!

In bocca al lupo!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
Affari-Miei
mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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