Come Aprire una Profumeria: Requisiti, Consigli e Costi

C’è qualcosa a cui effettivamente in pochi rinunciano, qualcosa che risveglia i sensi fin dalla mattina, quando decidiamo di spruzzarci addosso qualche goccia per sentirci meglio con noi stessi: stiamo parlando dei profumi, quei liquidi inscatolati che sono la passione di molte donne ma anche di molti uomini.

Ad oggi, come si può notare girovagando per centri commerciali e vie, la maggior parte delle profumerie è legata ad una catena, ad un marchio.

In poche parole esistono quasi solo ed esclusivamente franchising e pochi, pochissimi negozi più artigianali e autonomi. Questo perché, molto probabilmente, la clientela italiana ha desiderato e continua a desiderare delle garanzie che un marchio di fama mondiale sembra produrre.

In ogni caso aprire una profumeria tipo può fornire soddisfazioni, è anche vero poi che un’attività di questo tipo non vende solo ed esclusivamente profumi ma anche altri strumenti utili al corpo e di conseguenza anche alla mente: creme, trucchi, lozioni, spugne, spazzole, smalti, accessori per il trucco e parrucco.

Chi si occupa della profumeria deve quindi conoscere le specifiche delle creme che vende e degli altri prodotti, così da poter informare al meglio i clienti su ciò che stanno acquistando.

In realtà nella nostra Penisola aprire una profumeria è più facile di quel che si pensa, o meglio, è più semplice dell’apertura di altre attività che spesso richiedono procedimenti più angusti.

La burocrazia italiana quindi richiede: l’apertura di una Partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio e agli enti previdenziali, la consegna della dichiarazione d’inizio attività al Comune interessato.

Altri requisiti sono invece quelli, certamente non obbligatori, ma in realtà fondamentali per il successo dell’attività.

Stiamo parlando ad esempio delle capacità di gestione di una serie di risorse come i fornitori, i dipendenti, e le spese del locale e la capacità di stare dietro al mercato e accontentarlo, oltre alla capacità nello scegliere i prodotti più di successo e migliori.

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Costi per aprire una profumeria

I costi iniziali d’investimento dipendono, come sempre, da molte caratteristiche, ad esempio dal fatto di essere in proprio o affiliato ad un marchio, così come dipende dall’ampiezza del locale e dalla scelta della zona.

Aprendo in maniera completamente autonoma, l’investimento iniziale è sicuramente medio-alto, poiché bisogna fin da subito ammortizzare tutti i costi relativi alle case produttrici, le certificazioni per attuare tali vendite, pubblicità e marketing, salario dei dipendenti, eccetera.

Come abbiamo accennato precedentemente, la profumeria deve saper rispondere a tante esigenze fisiche/estetiche, di conseguenza colui o colei che ci lavora dentro non può non avere una preparazione sotto questo punto di vista.

Ad esempio, non può non saper rispondere alla domanda di una cliente che cerca il correttore migliore per le sue occhiaia.

Sembra banale, ma non lo è per niente.

Per questo motivo solitamente il lavoro in questione è perfetto per chi ha studiato in ambito estetico o almeno ci ha lavorato per qualche tempo, ovviamente non è però obbligatorio.

Essendo poi un negozio che si basa sull’esteriorità della persona è anche scontato che debba essere a sua volta un locale impeccabile, un vero e propria piacere per gli occhi.

Sbizzarritevi con il design ma ricordate di non tralasciare mai il buon gusto e la finezza nell’arredarlo.

Per chi volesse iniziare con un’attività però più ridotta e meno rischiosa, esiste la possibilità di aprire una profumeria che venda realmente solo ed esclusivamente profumi. Anche se questo comporta un numero di clienti in meno, quindi conviene che vi facciate bene i conti.

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Burocrazia

Rivediamo, quindi, molto velocemente quali sono i passaggi da effettuare per dar vita a questa invitante attività:

  • apertura Partita IVA;
  • iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio;
  • autorizzazione da parte del Comune e quindi consegna della dichiarazione d’inizio attività;
  • iscrizione all’INPS e all’INAIL;
  • scegliere se associarsi ad un franchising o iniziare un’attività in proprio;
  • scelta del locale e arredamento: attenzione, su questo passaggio perchè dovrete obbligatoriamente prevedere all’interno i servizi igienici e lo spogliatoio obbligatori per il personale;
  • scelta dei fornitori e degli eventuali dipendenti necessari al negozio.

In pochi punti abbiamo dunque riassunto i passaggi fondamentali, quelli che devono essere presenti in qualsiasi business plan.

Requisiti, costi e consigli per aprire una profumeria

Visto che spesso è utile fornire delle cifre d’esempio, abbiamo stimato che per aprire una profumeria sono necessari circa 30.000 euro.

Come affermato precedentemente quindi, l’investimento è abbastanza cospicuo, poiché ci vorranno mesi e mesi (se non anni) prima di riuscire a recuperare tutte le spese effettuate.

Tuttavia con un buon lavoro, passione e coraggio tutti gli sforzi vengono ripagati.

Se non sapete da dove iniziare per formarvi in questo mondo potete innanzitutto iniziare con un bel corso di formazione, o perché no, con una gita in Francia, il Paese più famoso per la creazione di questi prodotti tanto amati e desiderati.

Non dimenticate, infine, l’importanza del marketing e della pubblicità, che durante il primo periodo di apertura devono essere costanti e devono accompagnare il vostro progetto nel medio periodo in maniera efficace: il classico volantinaggio e le campagne su Google Adwords o Facebook Ads possono rivelarsi fondamentali.

Migliori marchi in franchising

Vediamo ora di dedicare la nostra attenzione ad alcuni dei marchi in franchising che permettono di avviare un negozio di profumi e prodotti per l’igiene e la bellezza.

1. Guam

Il primo marchio che esaminiamo è il franchising Guam: l’investimento iniziale previsto per avviare una sede Guam è di 9.9000 euro.

Qui si vendono esclusivamente i prodotti firmati, appunto, Guam, previa consulenza di un consulente del benessere formato dalla casa madre.

Chi avvia tale attività segue infatti i corsi di formazione mirati e organizzati dall’azienda, con lo scopo di rispondere agli standard previsti: il consulente non si limita alla sola vendita, ma guida il cliente in percorsi educativi, con l’obiettivo di migliorare le sue abitudini alimentari ed il suo stile di vita.

Si tratta di un format indicato soprattutto per Erboristi, Biologi, Dietisti, Farmacisti, Tecnologi Alimentari e tutti coloro che, anche quando non provvisti di uno specifico titolo accademico, desiderano investire nel settore del benessere.

2. CienFragancias

L’investimento, in questo caso, è di 10.900 euro per un negozio ex novo, oppure di 3.900 euro se l’imprenditore vuole inserire un corner in un’attività già avviata e che venda anche altri prodotti.

Il marchio propone oltre 180 fragranze, un angolo make-up, prodotti beauty e per la casa e una linea tutta dedicata ai bambini.

Inoltre, elemento apprezzato da tutta la clientela raggiungibile, non vengono effettuati test sugli animali per quanto riguarda i prodotti venduti, e questo consente di raggiungere una fetta di mercato in più.

3. InEstasy

Altro marchio che alletta i più ambientalisti e attenti alla natura, è InEstasy, franchising che propone profumi alla spina e biologici.

L’investimento è di 15.000 euro: questo format è di sicuro successo e permette margini di guadagno che superano il 200%, stando ai dati rilasciati dalla casa madre.

Nonostante la qualità dei profumi e il fatto che si vendao alla spina, i prezzi dei prodotti non sono particolarmente inaccessibili o di nicchia, bendsì sono piuttosto concorrenziali rispetto a quanto si trova in una “normale” profumeria.

L’affiliazione non prevede né royalty né fee d’ingresso e la media annuale di fatturazione prevista 100mila – 200mila euro a seconda della posizione, con recupero dell’investimento previsto entro i primi 3/6 mesi.

4. Bottega Verde

Ecco uno dei marchi più noti in tutta Italia, BottegaVerde, che, con 20.000 euro di investimento iniziale, permette di affilarsi e avviare una profumeria in proprio.

La merce è in conto vendita e l’affiliato non ha bisogno di anticipare grosse somme di denaro per rifornire il negozio, né fornire alle banche garanzie che di solito vengono richieste, proprio perchè  i prodotti vengono essere pagati solo dopo essere stati venduti.

Inoltre  Bottega Verde ha eliminato i vincoli più onerosi per l’affiliato, grazie alla formula di affiliazione che prevede condizioni particolarmente vantaggiose per ridurre il tuo investimento iniziale al minimo possibile.

5. Cipria

Infine, il marchio più caro è Cipria, che richiede quasi 40.000 euro di investimento

Il progetto Cipria Make up consiste in una rete di negozi con un concept unico, realizzati secondo le più innovative tendenze del settore, per offrire prodotti per la cura e la bellezza della persona femminile a prezzi molto competitivi.

Il negozio tipo Cipria Make Up è pensato per una metratura di circa 50/100 mq.

Tuttavia il dato è soggetto a possibili variazioni legate al contesto e alle disponibilità commerciali delle zone interessate.

Risorse fondamentali

Se state pensando di mettervi in proprio, la lettura di questi articoli vi può essere di super aiuto. Non andate via, continuate ad approfondire:

In bocca al lupo!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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