Lettera di Presentazione: Come Scrivere una Lettera STRAORDINARIA

La lettera di presentazione è un documento di fondamentale importanza nel moderno mondo del lavoro, nonché uno di quelli che può fare la differenza tra l’ottenere la posizione per la quale ci siamo candidati e invece l’ennesimo “le faremo sapere”.

lettera di presentazione

Si tratta di un documento che è stato mutuato dagli Stati Uniti, dove continua ad essere molto più importante del nostro Curriculum Vitae, in quanto in primis in grado di parlare di più della personalità e delle ambizioni del candidato e in secondo luogo più adatto a valutare preventivamente la candidatura, prima ancora di esaminare competenze e titoli.

Ma come si scrive una lettera di accompagnamento? Quanti tipi ne esistono? Come cercare di impressionare davvero il nostro interlocutore ed evitare l’ennesimo “le faremo sapere”?

Il marketing di noi stessi: perché è importante una lettera di presentazione personalizzata

Quello che gli americani hanno capito prima di noi, e del quale dovremmo cercare di fare tesoro soprattutto durante la trattazione che stiamo affrontando, è che presentarsi per ottenere un posto di lavoro vuol dire cercare di vendere un prodotto, con quel prodotto che siamo noi, almeno nella nostra maschera professionale.

Per questo motivo, così come non si vendono beni di pregio con i volantini sempre uguali, non possiamo pensare di presentare la nostra candidatura con una lettera di presentazione che non sia tarata specificatamente per il nostro interlocutore.

colloquio

Le competenze e le specificità che possiamo offrire all’azienda X sono diverse da quelle che poi potrebbero interessare l’azienda Y, quindi è assolutamente necessario creare ogni volta una lettera di presentazione che sia organizzata specificatamente per il nostro interlocutore.

La merce buona si vende con offerte personalizzate, e questo vale anche quando la merce siamo noi e l’acquirente il nostro, speriamo, futuro datore di lavoro.

Il tema, comunque, è ormai avvertito anche nel nostro Paese tant’è che stanno nascendo addirittura siti specializzati come www.letterapresentazione.com che vi suggeriamo di consultare dopo aver letto la nostra guida se desiderate conoscere ulteriori altre informazioni.

La candidatura spontanea: non si va da nessuna parte senza una buona lettera

A questo scopo è bene anche ricordare il fatto che la candidatura spontanea è ben diversa da quella invece fatta in relazione ad una specifica posizione aperta.

In questo caso infatti dovremo infatti giocarci le nostre carte ancora al meglio, cercando di stimolare prima la curiosità, poi l’interesse e infine il desiderio dell’azienda, che non ha posizioni disponibili per noi e sarebbe dunque disposta ad assumerci soltanto nel caso di una candidatura davvero straordinaria.

Lettera di presentazione, candidatura spontanea, posto di lavoro ottenuto: si tratta di un ciclo che possiamo gestire al meglio soltanto essendo consci del fatto che dovremo utilizzare al nostro meglio tutte le frecce che abbiamo al nostro arco.

Lettera di presentazione aziendale: cosa scrivere all’interno?

Quando la nostra lettera di presentazione è destinata ad un’azienda (e dunque non servirà per ottenere il posto in un master o comunque in altri tipi di contesti non lavorativi), sarà importantissimo non dimenticare quelli che sono i dati e le informazioni che dovremo necessariamente inserire all’interno della stessa.

Tra i dati e le informazioni che dovremo scrivere necessariamente nella lettera di presentazione aziendale troviamo:

  • i nostri dati anagrafici e i recapiti: vanno inseriti nome, cognome, indirizzo di residenza, numero di telefono, indirizzo mail e qualunque altro tipo di informazione che sia utile per andare a contattarci
  • i dati del destinatario: il nome dell’azienda e, quando possibile, il nome e cognome della persona alla quale è destinata la nostra lettera
  • inserire sempre e comunque la data e il luogo di redazione, dato che darà l’impressione di una lettera che è stata quantomeno aggiornata
  • l’autorizzazione e il consenso per il trattamento dei dati personali: va esplicitato il riferimento al d.lgs 196/2003.

lettera di lavoro

Strutturare la lettera motivazionale per il nostro futuro datore di lavoro

Una buona organizzazione del testo è anche segnale inequivocabile di una mente che sappia strutturare i problemi e affrontarli nel modo migliore.

Per questo motivo nella lettera motivazionale (e con questa dicitura indichiamo la lettera che deve appunto motivare il datore di lavoro a prendere in considerazione la nostra candidatura) dovremo cercare di organizzare la presentazione di noi stessi nel dettaglio e cercando di offrire un flusso di informazioni facili da captare.

Chi siamo? Perché siamo scrivendo?

Non serve ripetere di nuovo nome e cognome, dato che li abbiamo inseriti in principio.

Qui è utile presentarsi in modo affabile, dando anche sfoggio delle nostre capacità relazionali.

Si deve andare dritti al punto, parlando di quello che facciamo e non dei titoli, che saranno comunque contenuti all’interno del CV, documento che ha uno scopo completamente diverso da quello della lettera di presentazione aziendale.

Se si è appena laureati, si può sicuramente indicare il fatto di essere freschi di università, indicando contestualmente se il nostro percorso di laurea sia stato particolarmente brillante.

Nel caso in cui si siano già ricoperti incarichi di spessore all’interno di aziende analoghe, ci si può anche presentare con il titolo professionale, senza fare riferimento specifico a quella che è la nostra mansione svolta in precedenza, ma piuttosto ricorrendo a formule chiare, come “ingegnere informatico specializzato in programmazione di microcircuiti” etc.

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Cosa non scrivere nell’introduzione

Si dovrebbe evitare di essere eccessivamente prolissi. Non si tratta infatti di un punto in più, come ci hanno purtroppo spesso insegnato a scuola, ma di un qualcosa in grado di far cestinare anche immediatamente la nostra lettera di presentazione, soprattutto nel caso di candidatura spontanea.

Nessuno vuole leggere dei lunghissimi polpettoni pieni di niente (per le mansioni e i titoli c’è spazio nel CV, ricordate?).

Evitare dunque anche un resoconto dettagliato di chi si è e di quello che si è fatto: ogni informazione ha il suo posto e quello di queste è nel curriculum vitae e non nella lettera.

Perché l’azienda dovrebbe sceglierci? Quali sono i valori e le competenze che portiamo portare nella compagnia?

Sembrerà poco romantico, ma le aziende non decidono soltanto sul tipo di persona che siamo, ma anche in relazione al valore che possiamo portare in azienda. Non si tratta dunque di parlare soltanto dei nostri successi, che siano di tipo lavorativo o scolastico, ma piuttosto di sottolineare quelli che possono essere i valori, anche economici, che possiamo generare in azienda.

lettera

Sarà dunque importantissimo sottolineare:

  • i nostri obiettivi: possono coincidere con quelli dell’azienda, sia sul breve, che sul medio che sul lungo periodo. Cosa cerchiamo dal posto di lavoro? E dall’azienda? E perché proprio questa azienda? Cosa ci muove oltre al necessario bisogno di portare a casa uno stipendio? Cosa offre a noi l’azienda, cosa pensiamo di poter realizzare nel caso in cui ottenessimo il posto di lavoro? Come e quando questo coincide con l’interesse dell’azienda? Si tratta di risposte alle quali dovremo cercare di dare risposta nella lettera di presentazione, cercando di andare ancora una volta dritti al punto, senza perderci in chiacchiere inutili che non possono in alcun modo aiutarci;
  • le nostre motivazioni: quali sono gli stimoli? Perché vogliamo lavorare in questa specifica posizione? Perché abbiamo scelto l’azienda in questione piuttosto che un’altra? Cosa ci ha colpito della filosofia aziendale? Come pensiamo che possa aiutarci a svolgere al meglio il nostro lavoro? Le aziende non sono soltanto macchine da fatturato, ma anche delle organizzazioni di persone, di donne e uomini, che remano tutti (si spera) nella medesima direzione con la guida offerta non solo dalla dirigenza, ma anche da quella che è la filosofia aziendale. Cosa ci piace del posto dove vogliamo lavorare? Anche in questo caso è bene andare dritti al punto, cercando di evitare lunghissime perifrasi o periodi poco chiari;
  • le nostre qualittà: non si tratta soltanto di riportare le esperienze precedenti, ma anche di far capire che siamo quelli giusti, in quanto in grado di lavorare in team, in quanto in grado di essere leader, di essere efficienti, etc. In questa sezione andrebbero specificate anche le competenze di tipo linguistico e relazionale.

Chiudiamo ringraziando

La chiusura della lettera di presentazione deve fare appello all’attenzione del lettore, ringraziandolo della stessa. Aggiungiamo di essere ad disposizione per un colloquio e/o per ulteriori scambi e chiarimenti.

Dimostriamoci pronti ad attendere una risposta e indichiamo, eventualmente, da quando saremmo a disposizione.

Le aziende leggono davvero la lettera di presentazione?

Sì. Bisogna però ricordarsi che per ogni lettera di presentazione, così come per ogni libro, che si tratti di manuali o di letteratura, è importantissimo avere un flow, uno scorrimento che sia in grado sia di rendere la lettura piacevole, sia di far comprendere le informazioni che si vogliono recapitare al destinatario facilmente.

Non bisogna essere dei premi nobel della letteratura, ma sarà comunque una buona idea andare a strutturare bene il nostro documento, rileggendolo più volte a voce alta per cercare di individuare quali potrebbero essere i punti in cui la nostra lettera si intoppa e non scorre come dovrebbe.

aziende

Le accortezze che possono fare la differenza nella nostra lettera di accompagnamento CV

Abbiamo detto di essere concisi per quanto possibile, ma non dovremmo comunque dimenticare di andare ad includere informazioni che possono smussare qualche angolo e che possono sicuramente aiutare a metterci in una luce più positiva. Approfittiamo della lettera anche per spiegare eventuali voti bassi oppure dei ritardi nel percorso di studio; approfittiamone anche per giustificare alcune nostre eventuali mancanze a livello di curriculum vitae.

La lettera di presentazione deve essere necessariamente considerata anche come una lettera di accompagnamento CV: andrà ad integrare le informazioni presenti nel secondo, pur scegliendo una forma decisamente più discorsiva.

Il corredo della lettera: quando deve essere presentata in forma cartacea

Nonostante il grosso delle candidature, soprattutto per le grandi aziende, avvenga ormai quasi completamente online, ci possiamo trovare nelle condizioni di dover presentare la nostra lettera motivazionale a mano.

procedura

In questo caso dovremo avere dei piccoli accorgimenti che saranno in grado di aumentare grandemente le nostre chance di essere assunti:

  • prepariamoci: due copie della lettera e del CV sempre dietro, per qualunque tipod di colloquio o di incontro con l’azienda;
  • anche nel caso di Career Day, Fiere del Lavoro, giornate dell’occupazione etc. è sempre meglio avere a disposizione delle copie della lettera di presentazione;
  • la carta utilizzata deve essere standard, di quelle che vengono usate per i documenti in ufficio: i fogli A4 da 80 grammi saranno più che sufficienti. Evitare assolutamente fogli colorati, troppo spessi o troppo sottili, carta lucida, etc. Stiamo presentando infatti un documento e non una prova del nostro senso del gusto;
  • scegliamo un font leggibile e non qualcosa che sia semplicemente bello da vedere. Il caro vecchio Times New Roman andrà più che bene; evitare i font troppo infantili (è il caso del Comic Sans, per citare il più popolare);
  • scegliamo un’interlinea che renda il documento leggibile. 1,5 è il valore standard, non ci sono motivi per discostarci da questo valore;
  • cerchiamo di scrivere al massimo 20–25 righe nella lettera di presentazione;
  • controlliamo per bene la presenza di eventuali refusi. Rileggiamo la lettera di presentazione attentamente e facciamola leggere anche a qualcuno dei nostri amici o dei nostri parenti. La revisione di un soggetto terzo tende a rilevare gli errori molto più facilmente;
  • facciamo delle prove di stampa e sottoponiamo la nostra lettera all’attenzione di qualcuno dei nostri amici: è leggibile? Ha un aspetto professionale?

Cosa evitare di inserire nella lettera di presentazione?

Ci sono anche delle cose da evitare assolutamente nella redazione della nostra lettera di presentazione, degli errori e delle inutilità che possono vanificare, nello spazio di pochissime righe, le nostre possibilità di essere assunti:

  • evitiamo gli errori grammaticali, di ortografia e di sintassi: l’italiano è una lingua particolarmente complicata, soprattutto nella coerenza dei tempi verbali. Se non ci dovessimo sentire in grado di maneggiarli con maestria, meglio mantenere i periodi semplici il più possibile. Si tratta inoltre di un’impostazione che viene preferita dal grosso delle aziende;
  • evitiamo gli errori di punteggiatura. Un punto è un punto, una virgola è una virgola, un punto e virgola ha i suoi ambiti di utilizzo specifico. Anche qui vale la regola di prima: evitare cose troppo complicate che possono indurci in errore;
  • evitiamo di parlare in terza persona: i casi di persone che hanno scritto in terza persona senza essere immediatamente tradotte in una casa di cura sono poche. Non siamo Giulio Cesare, né tanto meno maestà o autorità che richiedono l’utilizzo della terza persona quando parlano di loro stesse. Keep it simple, direbbero gli americani: che sia semplice!
  • evitiamo il burocratese: frasi come “desidero mettere a disposizione della vs. Azienda le capacità e le conoscenze professionali che ho acquisito” è una frase che forse andrebbe bene in parlamento, ma che non va dritta al punto, mostra di saperci fare con le parole (e sicuramente meno coi fatti) e che non può che suscitare sbadigli in chi ci legge;
  • evitiamo inoltre una candidatura molle e fiacca: intendiamo dire che dalle poche righe della nostra lettera di accompagnamento dovremo mostrare di avere gli attribuiti e di essere motivati; le aziende sono sempre alla ricerca di personale tosto e motivato, energico, sempre pronto a nuove sfide.

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Serve davvero scrivere una lettera di presentazione?

Sì. Non è un futile esercizio delle proprie abilità letterarie, ma un complemento unico per il proprio curriculum vitae.

Le aziende la leggono davvero e quasi sempre prima del curriculum vitae. Questo per dire che spesso è la lettera a determinare il vostro successo, oppure, nei casi peggiori, a portare la vostra candidatura a finire nel cestino.

Chiudiamo la nostra lunga guida con un esempio fac simile di lettera di presentazione: volta pagina!

Esempi di lettera di presentazione

Avremmo potuto sicuramente fornirvi degli esempi di lettera di presentazione dai quali attingere e lo faremo, dandovi un documento che però, non riferendosi ad una situazione specifica, non potrà avere quello che è il fattore più importante per un documento del genere, ovvero l’anima,

Non dovremmo mai e poi mai dimenticarci che stiamo scrivendo un documento che parla di noi stessi sia sotto il profilo professionale che su quello umano e che dunque limitarsi al compitino, prendendo un form già precompilato, non potrà aiutarci in alcun modo.

Per il nostro esempio immagineremo di essere Mario, 25 anni, fresco laureato in ingegneria informatica, che cerca di ottenere una posizione nel settore IT – Analisi Dati di un’importante banca d’affari.

La lettera di presentazione di Mario

Mario Rossi

Via degli Olivi, 33

00100 Roma (RM)

+39 345 3929299

mario@gmail.com

 

Alla cortese Attenzione di:

Paolo Brambilla

Direzione del Personale Banca ABA

Via degli Uliveti

00100 Roma (RM)

 

Gentile Dott. Brambilla,

Sono un giovane neolaureato di 25 anni. Mi sono occupato nella mia carriera universitaria di sistemi di analisi dati e di Deep Learning. La mia tesi di laurea “Analisi delle preferenze dei consumatori nel mercato dei derivati OTC” dimostra il mio interesse per la materia specifica, interesse che avrei piacere a trasformare nella mia occupazione professionale.

Ho scelto di candidarmi per la posizione di IT – Analista Dati Clientela in quanto certo di:

  • trovare nell’azienda che rappresenta gli strumenti per svolgere al meglio il mio lavoro
  • poter crescere professionalmente insieme alla Sua impresa
  • poter lavorare in un’organizzazione che rispecchia anche i valori che ritengo importanti personalmente: servizi per la comunità, servizi al cliente, scelta e indirizzamento verso strumenti di investimento etico e sostenibile
  • poter inserirmi in un contesto umano e lavorativo che crede nelle possibilità offerte dall’informatica al servizio del risparmio

Ho avuto modo di svolgere uno stage in settore analogo presso Banca Fides, al termine del quale ho preferito interrompere i rapporti in quanto la filosofia aziendale non era in linea con la mia vocazione personale per una finanza responsabile.

Ho superato brillantemente il mio percorso di studi e il leggero ritardo accumulato è dovuto al fatto di aver svolto un periodo di formazione all’estero, al fine di migliorare la mia conoscenza di inglese e francese. Posso utilizzare entrambe queste lingue a livello professionale e sarebbe di enorme stimolo poter lavorare in un’azienda di respiro internazionale come la vostra.

La ringrazio anticipatamente per l’attenzione. Potrà trovare un elenco dettagliato delle mie competenze ed esperienze nel Curriculum Vitae allegato alla presente lettera. Resto in attesa di un suo eventuale interessamento.

Distinti Saluti

Mario Rossi

In riferimento alla legge 196/2003 autorizzo espressamente l’utilizzo dei dati personali riportati nel mio curriculum vitae.

Mario Rossi

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
Affari-Miei
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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