Uscire dalla Zona di Comfort: 3 Consigli per Abbandonarla Rapidamente

Se ti sei interessato almeno una volta in vita tua di crescita personale, conosci perfettamente il concetto della zona di comfort. Io stesso, nel momento in cui ho iniziato a guardarmi intorno, mi ci sono imbattuto ed ho cercato, nel corso degli anni, di rendere il concetto quanto più concreto possibile.

Se non sai precisamente cos’è la zona di comfort, te lo spiego a parole mie rapidamente. Ognuno di noi vive in un ambiente ben determinato: casa, lavoro, affetti personali, amici e famiglia rappresentano alcuni dei capisaldi della vita di tutti.

Sentendo la parola “comfort” pensi al divano in cui sei seduto comodamente o comunque ad una situazione piuttosto agiata, in realtà il concetto non postula che tu debba per forza passartela bene.

Molto spesso, infatti, anche chi si trova in una zona di estrema incertezza lavorativa, economica, sentimentale o personale ed attraversa una fase della vita tutt’altro che confortevole è impelagato totalmente nella zona di comfort. Paradossalmente, per chi è in maggiore difficoltà, uscire da questo limbo può risultare molto difficile perché ciò comporta la messa in discussione di sé stessi, delle proprie abitudini e di tutto ciò che c’è intorno.

In questo articolo voglio fornirti 3 pratici consigli per uscire dalla zona di comfort: non sono un formatore, tutto quello che ti dico è il frutto della mia personale esperienza.

Cominciamo!

#1 Fissa un obiettivo preciso

Molti di noi vivono la cosiddetta ruota del criceto (se clicchi sul link, ti spiego in breve cos’è), una situazione che non ha apparentemente via di uscita e che ti riduce, nella migliore delle ipotesi, ad organizzare i weekend e le ferie di agosto sulla base delle possibilità del tuo portafoglio.

La cosa più facile da fare è quella di fissare un obiettivo: è facile a parole perché, nei fatti, è la cosa più complessa.

Conosco persone con cui da anni, quando ho modo di parlarci, affronto sempre gli stessi argomenti: il lavoro che sta stretto e vorrebbero mollare, l’attività di famiglia che non gli piace, la professione troppo stressante, l’azienda che prende troppo tempo a discapito di tutto il resto.

Ogni volta che discuto cerco sempre di porre una domanda molto semplice: assodato che questo o quel problema ti destabilizza, cosa pensi possa renderti felice da qui a 3 anni? Le risposte, spesso, sono confuse e si limitano al rimpianto del passato o al problema imminente che appare come insormontabile.

Vedi, il primo consiglio fondamentale è quello di fissare un obiettivo: decidi cosa vuoi fare nella vita e smettila di lamentarti.

Fissare un obiettivo passa, inevitabilmente, da un’analisi critica di sé stessi: almeno nel tuo intimo, prova ad analizzare il tuo percorso di vita e la tua storia professionale e personale cercando di cogliere gli aspetti negativi, le valutazioni errate, le potenzialità su cui ripartire.

Ti do una notizia: se cambi idea su qualche tuo vecchio pensiero non commetti alcun reato. Solo gli imbecilli restano fermi sempre sulle stesse posizioni, abbi il coraggio di guardarti allo specchio per capire esattamente chi sei e dove vuoi arrivare.


Vuoi Abbandonare la Zona di Comfort?


#2 Impara la differenza tra evento e processo

Qualche settimana fa sono stato a cena con un amico. Mentre parcheggiavamo dinanzi al ristorante il nostro, fermandosi, ha iniziato ad ammirare tre automobili che erano dinanzi a noi: per farla breve (di motori ne capisco molto poco!) una era da ceto medio, una da benestanti ed una da ricchi. A me le automobili non fanno né caldo e né freddo ma capisco che ad altri possono piacere non poco.

Il mio amico mi spiegava appunto le differenze ed immaginava chi potessero essere i proprietari: probabilmente un professionista, un imprenditore e un ricco con un patrimonio cospicuo. Lo status dei proprietari, superiore a quello del nostro amico, gli faceva illuminare gli occhi unitamente ad un “Beati loro” venuto fuori d’istinto.

A cena gli ho spiegato la differenza tra evento e processo. L’evento è quello che siamo abituati a vedere irrompere all’improvviso: la storia della exit milionaria rilanciata dai giornali, la vincita alla Lotteria, l’ingaggio faraonico strappato dal calciatore più forte del momento.

A nessuno, però, interessa sapere quello che c’è dietro. Ho visto su Netflix un documentario sulla vita di Leo Messi, se non l’hai fatto ti consiglio di vederlo. Se hai la mia età, hai salutato la nascita di colui che viene considerato tra i calciatori più forti al mondo quasi all’improvviso: dall’esordio come ragazzo prodigio del Barcellona gli sono bastati 2-3 anni di carriera per prendersi la scena internazionale.

Il racconto della sua vita, però, parte molto prima, da un quartiere povero di Rosario, in Argentina, dove un bambino con problemi di crescita tirava i suoi primi calci: le difficoltà economiche, le cure costose a cui il nostro si è sottoposto, il trasferimento a Barcellona ed il difficile adattamento suo e della famiglia al nuovo contesto sono fatti che raramente hai visto in tv o sui giornali. Al massimo hai ammirato le sue gesta ed i tanti articoli sui suoi lati guadagni.

Tutto quello che ha portato al successo è un processo, un insieme coordinato di azioni e decisioni che si sono rivelate fondamentali.

Una volta che hai fissato l’obiettivo devi tracciare la strada per realizzarlo: io ti auguro ogni bene ma è probabile che per uscire dalla zona di comfort tu debba compiere azioni controcorrente rispetto a quello che hai sempre fatto, è probabile che sia chiamato a prendere decisioni importanti e non è da escludere che debba anche sopportare il parere contrario di chi ti sta intorno.

Se vuoi raggiungere il tuo obiettivo di diventare migliore, devi allenarti a mettere in discussione il passato ed a compiere scelte coraggiose. Continuare a fare sempre le stesse cose non ti porterà mai fuori dalla tua zona di comfort!

#3 Sii costante e deciso, se cadi ti devi rialzare

Nel mentre sto buttando giù la bozza di questo articolo sono trascorsi quasi due anni da quando ho deciso di andare a vivere da solo e di trasferirmi a Torino, circa 1000 chilometri più a nord rispetto al mio paese di origine.

Il mio obiettivo era quello di misurarmi professionalmente e personalmente con una grande città, sebbene vivessi di business online già all’epoca senza particolari vincoli territoriali. Ogni volta che preparo le valige per rientrare dai giorni che passo al mio paese d’origine, sento lo stomaco stringersi come la prima volta e mi ricordo del primo viaggio che ho fatto in treno, da solo, nel corso del quale mi sono passati davanti agli occhi pieni di lacrime i primi 25 anni della mia vita.

Sebbene avessi un obiettivo ed avessi abbozzato il processo da realizzare, non è stato affatto facile separarmi dalla mia famiglia, dal mio paese, dalle mie abitudini e da tutto ciò che mi aveva permesso, fino a quel momento, di vivere sereno.

Solo diversi mesi dopo ho realizzato che nel corso di quel viaggio ho abbandonato la zona di comfort che mi ero creato per tuffarmi in un futuro che, in quel preciso istante, non era determinabile a priori.

Quando parlo con le persone che conosco della zona di comfort cito sempre questo episodio. Era molto difficile, per me, giustificare a chi mi conosceva il reale motivo del mio trasferimento: di solito si va via per studiare o per lavorare, quindi per decisioni “di forza maggiore”. Io avevo tutto quello che nell’immaginario comune potesse servirmi ed ogni volta, anche nel corso delle prime conoscenze fatte in città, ho dovuto trovare le parole giuste per dare una risposta che potesse essere accettata dagli interlocutori.

Nel momento in cui hai preso una decisione, hai fissato un obiettivo ed abbozzato il processo, devi essere coerente e realizzare quello che hai programmato.

Sia chiaro, coerente non vuol dire ottuso: ti ho detto prima che solo gli imbecilli non cambiano idea, nel corso dell’attuazione del tuo piano potrebbero sopraggiungere esigenze diverse oppure potrebbe essere necessario apportare delle correzioni alla tua road map.

Ti dirò di più: non è detto che la tua decisione drastica o la serie di decisioni che devi prendere siano tutte rose e fiori. Potrebbero rivelarsi sbagliate o magari non idonee a dare subito dei frutti visibili e dei cambiamenti immediati.

Metti in preventivo anche questo mentre disegni il tuo futuro e fatti forza perché sarai chiamato a dare il meglio di te per non perdere mai il timone.

Conclusioni

Non voglio ammorbarti con pipponi chilometrici anche perché, come ti ho detto, questo articolo è frutto della mia personale esperienza e non pretendo di venderti corsi o insegnamenti di vario tipo.

Lo scopo era solo quello di darti qualche stimolo in più per abbandonare la tua zona di comfort: io ti ho fornito un metodo ed una visione, il resto sta a te.

In bocca al lupo!

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

6 COMMENTI

  1. Ciao Davide, anche io come te vorrei spostarmi in un ‘altra città (mi sta stretta la mia città e la mia famiglia), però quello che mi manca è appunto risolvere alcuni problemi qui a livello burocratico poichè papà è deceduto da poco, ma soprattutto rispetto a te, mi manca un’entrata (tu hai scritto “…..sebbene vivessi di business online..”).
    Cosa potrei fare per poter avere un aiutino dal web? rispondere ad un sondaggio ogni tanto sicuramente non è vivere di business online, così come pure il trading da quello che so è molto aleatorio e rischioso.
    grazie

    • Ciao Vittorio,

      in realtà io questo percorso l’ho già fatto: vivo a Torino dal 2015.

      Se vuoi un “aiutino” non puoi fare altro che quello che dici. Se vuoi un’entrata, devi metterti a studiare ed approcciarti professionalmente alla cosa. Tertium non datur!

      In bocca al lupo!

  2. Ciao Davide, grazie per questo articolo in cui si vede proprio la tua testimonianza personale! Per quanto mi riguarda direi che il cambiamento non è proprio nella nostra natura. Cerchiamo di preservarci dai pericoli rinchiudendoci nella nostra zona di comfort e nelle nostre abitudini perché così ci sentiamo più al sicuro.
    Se tuttavia riusciamo a superare questo ostacolo naturale e a introdurre qualcosa di nuovo nella nostra vita i benefici che ne derivano sono enormi.
    Anche io come te un giorno dopo tante riflessioni ho deciso di lasciare la mia famiglia, un lavoro sicuro e il mio paese con niente tra le mani.
    A distanza di due anni non posso che ringraziare me stesso per averlo fatto.

    “Non avere paura di rischiare, perché il dolore è temporaneo, il rimpianto è per sempre”

    Un Saluto da Andrea

  3. Ciao sono Riccardo il mio problema più grande sta nel fatto che mi stufo troppo facilmente di tutte le cose che faccio o che ho fatto . Ho iniziato l’università e dopo mezzo anno ho perso interesse, iniziò ad andare in palestra uguale , corso d’inglese idem . Cerco di sfruttare al meglio le mie potenzialità ma poi arrivò ad un punto dove non vado più avanti di quanto possa fare , questo mi spaventa e sta provocando danni alla mia salute e alla mia anima.
    Puoi aiutarmi?

    • Ciao Riccardo, mi dispiace per la tua situazione. A mio parere devi trovare qualcosa che ti interessi davvero (se non l’hai ancora trovata) e darti degli obiettivi intermedi che ti devi imporre di portare a termine. Mi sembra l’unica strada nel tuo caso.

      In bocca al lupo!

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