Contratto Commercio: Guida Definitiva al CCNL di Commercio

Il contratto nazionale commercio è uno di quelli più importanti nel panorama della contrattazione collettiva italiana, dato che interessa oltre 3 milioni di lavoratori e lavoratrici. È il più utilizzato nel settore terziario e anche quello che, in un Paese come il nostro che si sta lentamente muovendo verso una società di servizi, offre le maggiori prospettive alla forza lavoro italiana.

Nella guida che ho preparato per te troverai tutti quello che hai bisogno di sapere sul contratto commercio collettivo, con emolumenti e salari, diritti, doveri, i livelli e gli scatti di anzianità.

Se hai appena firmato un contratto di lavoro che fa riferimento a questa categoria o stai per firmare, ti consiglio di leggere fino in fondo la guida. Conoscere i propri diritti e i propri doveri è il passo giusto per entrare nel mondo del lavoro e rimanerci da protagonisti, consci di cosa si può pretendere e di cosa si deve offrire all’azienda.

Che cos’è il CCNL Commercio

IL CCNL Commercio è il contratto nazionale del lavoro che viene riservato alle categorie di lavoratori nelle aziende commerciali, dei servizi e più in generale del terziario, ove non appartenenti ad altra categoria contrattuale.

Il Contratto Nazionale è da ritenersi operativo per tutte le aziende che:

  • fanno attività di vendita: come vendita all’ingrosso o al dettaglio di generi alimentari e non alimentari; sono incluse nelle categorie anche le aziende che operano tramite altri tipi di contratto diversi da quelli di vendita, come le imprese di noleggio di autoveicoli;
  • operano nel settore dei Servizi: un settore enorme, che include i mediatori pubblici, gli agenti di commercio senza partita IVA, imprese portuali, imprese di leasing, telemarketing, controllo qualità, distribuzione materiale pubblicitario, organizzazione di congressi e meeting, servizi alle imprese, parcheggi, brokering, promozione e intermediazione immobiliare, servizi doganali, servizi meteo, servizi alle persone;
  • fanno attività di Ricerca: selezione e formazione del personale, ricerche di mercato, relazioni pubbliche, design, grafica e progettazione, informazioni commerciali, servizi inerenti ai brevetti e invenzioni, agenzie pubblicitarie, risanamento ambientali.

Di conseguenza tutti i lavoratori inclusi nei settori di cui sopra (una lista che devi considerare come esemplificativa e non completa – i settori coinvolti sono praticamente tutti quelli dei servizi) vengono assunti e lavorano secondo quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale Commercio.

Le mansioni e i livelli

Di seguito passiamo ad analizzare quelli che sono i livelli e le relative mansioni previste dal suddetto contratto collettivo.

Quadri lavoratori

È il livello più alto che si può raggiungere nel contratto. Operano in autonomia e indirizzano, coordinano e gestiscono il lavoro di tutti gli altri dipendenti.

Il primo livello

È il livello di chi svolge mansioni di contenuto professionale molto alto e che hanno ruoli di indubbia responsabilità, che possono prevedere anche una direzione esecutiva di alcuni rami aziendali e di alcune importanti sezioni dell’impresa.

All’interno del primo livello le mansioni previste sono quelle del:

  • gestore di negozio;
  • gerente che ha responsabilità tecniche e/o amministrative;
  • capo Servizio;
  • analista sistemista;
  • responsabile di progetto;
  • responsabile di reparto;
  • responsabile esperto di settore.

Sono da considerarsi all’interno del primo livello anche le altre mansioni non espressamente elencate che possono essere equiparate, per responsabilità della mansione, a quelle dei ruoli sopra indicati.

Il secondo livello

È il livello di lavoratori che vengono ritenuti di concetto e che sono anche autonomi sul livello operazionale. Spesso hanno anche funzioni di controllo. All’interno di questo livello si trovano:

  • capo Reparto;
  • cassiere capo;
  • contabile;
  • responsabile di magazzino.

 

Il terzo livello

I lavoratori che hanno o conoscenze tecniche particolari o che comunque hanno una esperienza adeguata in particolari settori. All’interno di questa categoria troviamo:

  • i vetrinisti;
  • i capi piazzale nei distributori di carburante;
  • gli addetti alla vendita di auto usate che possono fare stime sul prezzo;
  • stimatori in gioielleria;
  • commessi Specializzati;
  • ottici;
  • meccanici ortopedici;
  • magazzinieri che hanno funzioni di vendita;
  • macellai specializzati.

Vanno ovviamente anche in questo caso accorpati a questo livello i dipendenti che svolgono mansioni che richiedano la stessa esperienza o lo stesso grado di conoscenza specifica.

Quarto Livello

In questo livello troviamo i lavoratori che svolgono mansioni operative con conoscenze tecnico-pratiche:

  • cassieri comuni;
  • banconieri di salumeria e macelleria;
  • aiuto vetrinisti;
  • operai specializzati;
  • impiegati amministrativi.

Quinto livello

I lavoratori che hanno conoscenze normali e non specializzate, con un lavoro principalmente tecnico-pratico:

  • aiuto commessi;
  • aiuto banconieri macelleria e salumeria;
  • preparatori di fatture;
  • operai comuni.

Sesto livello

Tutti i lavoratori che svolgono mansioni che richiedono conoscenze pratiche semplici:

  • guardiani;
  • portieri;
  • custodi;
  • pompisti comuni da stazione di benzina, senza alcuna responsabilità di cassa.

Settimo e ultimo livello

L’ultimo dei livelli previsti dal contratto collettivo commercio è il settimo. È il livello di chi svolge lavori di pulizia e messa in igiene, compresi i ruoli di garzone.

Contratto commercio: cosa è riconosciuto oltre alla paga

All’interno del contratto di commercio sono previsti ulteriori benefit, che ti elenco sezione per sezione.

Contratto di commercio: ferie

Per quanto riguarda le ferie il dipendente con orario di lavoro medio di 40 ore settimanali matura 14,66 ore di ferie al mese, ovvero 176 ore di ferie annuali. Chi lavora a tempo parziale ha diritto in proporzione allo stesso ammontare di ferie.

Buoni pasto

I buoni pasto continuano ad essere regolati da norme interne e non vi è previsione a livello contrattuale nazionale.

Contratto di commercio: malattia

Per quanto riguarda la malattia, questa deve essere comunicata tempestivamente entro le prime quattro ore dall’inizio dell’assenza. Per quanto riguarda invece il certificato medico, ti rimando al mio speciale, che spiega come comportarsi per la trasmissione dello stesso all’INPS.

Fino al ventesimo giorno di malattia vengono corrisposti emolumenti per il 50% della retribuzione media giornaliera. Superato il ventesimo giorno e fino al centottantesimo giorno, si ottiene invece il 66,6%.

Questo per quanto riguarda le integrazioni INPS. L’azienda invece contribuirà per il mancante 50% per i primi tre giorni, dal quarto giorno invece si riceve dall’azienda soltanto il 20%.

Permessi

Il lavoratore che è incluso nel CCNL Commercio ha diritto a chiedere permessi retribuiti a patto che lo faccia con almeno 2 giorni lavorativi di permessi. L’azienda ha comunque diritto a negarli nel caso di impegni imprevedibili o urgenze.

Esistono casi speciali:

  • matrimonio di un figlio: 1 giorno di permesso garantito con retribuzione giornaliera normale;
  • nascita o adozione di un figlio: 2 giorni di permesso garantito.

Gli scatti di anzianità

Gli scatti di anzianità nel contratto commercio spettano dopo 3 anni di anzianità di servizio. Si tratta di quote stabilite in misura fissa, ossia da 25,46 euro al mese per un quadro a 19,47 euro per un 7 livello del commercio.

Essi decorrono a partire dal primo giorno di assunzione, regola valida  anche per apprendisti e lavoratori part-time.

Vediamo gli importi validi per  ciascun livello di inquadramento:

  • quadri – 25,46 euro di scatti di anzianità;
  • I livello – 24,84 euro di scatti di anzianità;
  • II livello – 22,83 euro di scatti di anzianità;
  • III livello – 21,95 euro di scatti di anzianità;
  • IV livello – 20,66 euro di scatti di anzianità;
  • V livello – 20,30 euro di scatti di anzianità;
  • VI livello – 19,73 euro di scatti di anzianità;
  • VII livello – 19,47 euro di scatti di anzianità.

CCNL Commercio, apprendistato e periodo di prova

Per quanto riguarda i periodi di prova e l’apprendistato, questi sono regolati nel contratto commercio con contratto di lavoro subordinato a tempi indeterminato.

Il fine del contratto specifico di apprendistato è quello di garantire al dipendente un periodo di formazione, precedente alla futura occupazione piena. Prevede una retribuzione.

Le tipologie di apprendistato che sono previste dal CCNL Commercio sono tre:

  • per qualifica e diploma professionale;
  • per chi ha tra 18 e 29 anni, finalizzato all’apprendimento di una professione;
  • per chi invece è inserito in contesti formativi per la formazione e la ricerca, per titoli di studio specialistici, anche post-universitari.

Qui puoi leggere di più sull’apprendistato!

 

Il caso del tirocinio

Diverso il caso invece del tirocinio, che non prevede alcun tipo di rapporto subordinato di lavoro. È una forma che nel nostro ordinamento è prevista per l’inserimento nell’alternanza tra scuola e lavoro, favorendo al tempo stesso l’inserimento in contesto lavorativo di disoccupati e invalidi.

Il tirocinante ha comunque il diritto (e vige l’obbligo per il datore di lavoro) di assicurazione presso l’INAL.

Anche in questo caso sono previsti diversi tipi contrattuali:

  • per i tirocini formativi fino a 6 mesi;
  • per i tirocini di inserimento e reinserimento fino a 12 mesi;
  • per i tirocini verso i soggetti svantaggiati fino a 12 mesi;
  • per i soggetti disabili fino a 24 mesi.

Per il tirocinio è prevista una retribuzione minima, in forma di rimborso spese, di 400,00 euro. In alcune regioni sono presenti norme più restrittive in questo senso, che prevedono rimborsi spese minimi maggiori.

Dimissioni e contratto commercio

Per quanto riguarda invece le dimissioni, operano diversi indirizzi, a seconda della causa che ha portato alle dimissioni stesse. La causa comporta differenze sostanziali per quanto riguarda il regime del preavviso sulle dimissioni.

Le dimissioni per giustificato oggettivo

È il caso in cui le dimissioni provengano da un grave inadempimento da parte dell’azienda. Il caso tipico è quello del mancato pagamento dello stipendio per un periodo superiore a 30 giorni, senza che ci sia stato preventivo accordo con la RSA. In questo caso non c’è alcun obbligo di preavviso per le dimissioni.

Le dimissioni per giusta causa

Le dimissioni per giusta causa possono essere fatte operare quando il ritardo nel pagamento degli emolumenti ha superato i 90 giorni. Anche in questo caso non c’è obbligo di preavviso e il lavoratore ha diritto di accesso al regime NASPI.

L’azienda al tempo stesso deve riconoscere l’indennità sostitutiva come nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

Le dimissioni per giusta causa riguardano anche altri casi:

  • mancanza di regolare posizione contributiva;
  • omesso versamento dei contributi;
  • molestie sessuali;
  • mobbing;
  • spostamento ad altra sede senza comprovate ragioni organizzative o tecniche;
  • sospensione del lavoro senza retribuzione o senza accesso alla Cassa Integrazione.

Ecco un articolo di approfondimento sulle dimissioni per giusta causa.

Il caso delle dimissioni volontarie

Nel caso di dimissione volontarie invece prevedono un periodo di preavviso a seconda dell’anzianità di servizio e a seconda dell’anzianità di servizio maturata.

La prima sezione è per chi ha maturato fino a 5 anni di servizio:

  • quadri e livello I hanno l’obbligo di dare dimissioni con preavviso di almeno 45 giorni di preavviso;
  • livelli 2 e 3: obbligo di dimissioni con almeno 20 giorni di preavviso;
  • livelli 4 e 5: obbligo di dimissioni con almeno 15 giorni di preavviso;
  • livelli 6 e 7: obbligo di dimissioni con almeno 10 giorni di preavviso.

Per chi è invece oltre il quinto anno e fino a 10 anni di servizio:

  • quadri e livello I hanno l’obbligo di dare dimissioni con preavviso di almeno 60 giorni di preavviso;
  • livelli 2 e 3: obbligo di dimissioni con almeno 45 giorni di preavviso;
  • livelli 4 e 5: obbligo di dimissioni con almeno 30 giorni di preavviso;
  • livelli 6 e 7: obbligo di dimissioni con almeno 15 giorni di preavviso.

Per chi ha maturato più di 10 anni di servizio:

  • quadri e livello I hanno l’obbligo di dare dimissioni con preavviso di almeno 90 giorni di preavviso;
  • livelli 2 e 3: obbligo di dimissioni con almeno 45 giorni di preavviso;
  • livelli 4 e 5: obbligo di dimissioni con almeno 30 giorni di preavviso;
  • livelli 6 e 7: obbligo di dimissioni con almeno 15 giorni di preavviso.

Conclusioni

Prima di salutarti vorrei consigliarti di leggere anche il mio articolo dedicato agli elementi essenziali del contratto, in modo da approfondire le tue conoscenze in merito a tale argomento qualora tu stessi per firmare una proposta lavorativa.

Buona lettura!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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