Contratto Badanti e Colf: Lavoro Domestico, Guida Completa

Contratto badanti e/o contratto colf: quante persone hanno pensato di assumere una di queste figure per assistere un anziano malato o in difficoltà o per avere un aiuto nella gestione della propria casa?

Tuttavia non tutti sono a conoscenza di come sia regolato il contratto nazionale del lavoro  per colf e badanti.

Dopo aver affrontato la discussione relativa ai costi e agli emolumenti a favore di colf e badanti nel nostro articolo relativo a quanto costa una badante in regola, oggi entriamo più nello specifico.

Andremo infatti ad occuparci dei contratti di lavoro di base che deve essere necessariamente riconosciuto, nel nostro paese, alle figure professionali che svolgano lavori di aiuto domestico e di assistenza agli anziani, quelle che in modo in realtà più comune e semplificata chiamiamo in genere badanti.

Il contratto è necessario: stabilisce la natura e la specificità dell’accordo tra datore di lavoro (la famiglia) e il lavoratore, ne indica le condizioni, le mansioni, i livelli, gli orari, i riposi dal lavoro, nonché le ferie e la retribuzione.

Nella guida di oggi andremo ad analizzare, in ogni parte rilevante, il contratto nazionale del lavoro per colf e badanti.

Le categorie che hanno sottoscritto il contratto

Il contratto che ci apprestiamo ad analizzare riguarda il contratto nazionale così come è stato contrattato dalle seguenti associazioni di categoria:

  • ARPE – FEDERPROPRIETA’
  • CONFSAL FISALS – Federazione Italiana Sindacati Autonomi Lavoratori Stranieri
  • CONFSAL – Confederazione Sindacati Autonomi Lavoratori
  • CONFAPPI – Confederazione Piccola Proprietà Immobiliare
  • FESICA CONFSAL – Federazione Nazionale Sindacati Industria Commercio ed Artigianato
  • FEDER.CASA CONFSAL – Sindacato Inquilini
  • UPPI – Unione Piccoli proprietari immobiliari
  • FAI – Filipino Alliance in Italy
  • UNAI – Unione Nazionale Amministratori di Immobili
  • ANIA – Associazione Nazionale Inquilini Assegnatari
  • UIIR – Unione Imprenditori Italiani Romania

Contratto colf e badanti: quali sono le condizioni lavorative riconosciute alle domestiche?

Il Contratto Collettivo per colf e badanti impone il rispetto, da parte del diritto di lavoro, delle condizioni lavorative ivi stabilite (malattia colf, licenziamento, gravidanza…), e che affronteremo una per una da qui in avanti.

Le mansioni della colf / badante (convivente e non)

Le mansioni che vengono attribuite alla colf / badante cambiano a seconda del livello contributivo.

  • per il livello A parliamo di lavori che non sono comunque addette all’assistenza di persone, che non hanno esperienza professionale superiore ai 12 mesi; svolgono compiti generici, di fatica e manuali, di tipo esecutivo e lavorano sotto il controllo diretto del datore di lavoro;
  • Per il livello B: abbiamo invece lavoratori e lavoratrici che hanno più di 12 mesi di esperienza, che lavorano però sempre in un contesto di natura esecutiva. In questa categoria rientrano i lavori di custode, di addetti alla stireria, camerieri, giardinieri, autisti; nella categoria SUPER del LIVELLO B, può essere inclusa l’assistenza a bambini o anziani non auto-sufficienti, che possono svolgere anche mansioni che sono correlate a suddetta assistenza;
  • Per quanto riguarda il livello C, parliamo di soggetti che hanno già un’esperienza superiore ai 12 mesi e che hanno capacità professionali specifiche. Possono svolgere la loro attività in completa autonomia e responsabilità. Possono inoltre occuparsi, nella categoria super, di assistenza a bambini e persone non auto-sufficienti, che non hanno un diploma professionale oppure un attestato specifico, possono occuparsi di mansioni che riguardano il vitto e la pulizia della casa;
  • Per il livello D le attribuzioni di mansioni sono identiche rispetto a quelle che vengono attribuite alla categoria di livello C, con l’aggiunta però che per raggiungere il livello di emolumenti più elevato, sarà necessario avere un attestato o diploma specifico.

Il riposo settimanale

Secondo il CCNL colf e badanti hanno diritto almeno ad un riposo settimanale, ovvero una giornata che sia completamente libera dal lavoro.

Le colf che inoltre sono conviventi con la famiglia hanno diritto ad una mezza giornata aggiuntiva nel corso della settimana.

Secondo quanto previsto dal CCNL:

  • I collaboratori domestici che non sono conviventi hanno diritto a 24 ore, tipicamente la domenica;
  • Per i collaboratori domestici che invece convivono, hanno diritto a 36 ore, di cui 24 ore la domenica, le 12 rimanenti in forma di mezza giornata, concordato tra le parti durante un qualunque giorno della settimana.

Non è possibile per colf e badanti rinunciare al riposo durante la domenica. Nel caso di presenza di esigenze imprevedibili, il lavoratore ha diritto a 24 ore di riposo nella giornata subito successivo.

Nel caso in cui inoltre per eventi di natura straordinaria la colf / badante sia costretta a lavorare di domenica, avrà diritto ad un compenso maggiorato del 60%.

Per quanto riguarda le ore lavorate invece durante la mezza giornata libera settimanale, l’aumento di retribuzione è del 40%.

Colf e badanti di fede diversa da quella cattolica o cristiana possono concordare con il datore di lavoro un giorno diverso (pensiamo al venerdì per i musulmani).

Il riposo giornaliero

Esistono diverse condizioni per il riposo giornaliero a seconda della tipologia di colf e badante e a seconda del fatto che sia convivente oppure no:

  • Per colf e badanti non conviventi, che siano impiegati presso lo stesso datore di lavoro per più di 4 ore, si ha diritto ad almeno 8 ore consecutive tra i due giorni lavorativi
  • Per colf e badanti conviventi, si ha invece diritto ad almeno 11 ore di riposo tra due giorni lavorativi.

Si ha inoltre diritto a 2 ore di riposo intermedio. Il lavoratore ha diritto a lasciare l’abitazione durante le due ore di riposo.

Nel caso di momento di attività intensa o di emergenza, il riposo intermedio durante la giornata può essere accumulato per un altro giorno.

Permessi per lutto o disgrazia familiare

Da contratto colf e badanti e collaboratori hanno diritto nell’arco di un anno a tre giorni di permesso retribuito, che possono essere utilizzati nel caso di decesso di un familiare o di gravissima infermità delle seguenti persone:

  • il coniuge, anche nel caso in cui sia legalmente separato;
  • di un parente entro il secondo grado, anche nel caso in cui non sia convivente
  • di un qualunque familiare convivente

I giorni di permesso devono essere fruiti necessariamente entro 7 giorni dall’avvenuto decesso, o anche dall’insorgenza della grave infermità che innesca il diritto in capo al lavoratore.

Nei giorni di permesso non sono comunque mai conteggiati i giorni festivi e gli eventuali giorni non lavorativi.

Si può inoltre licenziare il lavoratore durante la fruizione del permesso per lutto familiare soltanto nel caso in cui sia stato dato preavviso adeguato come previsto dalla legge.

Contratto badanti conviventi e colf: quali sono gli stipendi minimi?

Quanto si devono pagare colf e badanti? Per il conteggio degli emolumenti dovuti a colf e badanti è necessario andare a riprendere la tabella che riguarda i livelli che abbiamo indicato poco prima.

Gli stipendi per le badanti conviventi sono i seguenti, come previsti dalla legge:

  • per I livelli A: 624,65 euro
  • per i livelli A SUPER: 739,23 euro
  • per i livelli B: 795,01 euro / 567,87 euro per i lavoratori fino a 30 ore settimanali
  • per I livelli B super: 851,80 euro / 596,26 euro per i lavoratori fino a 30 ore settimanali
  • per la categoria C: 908,60 euro / 658.71 per i lavoratori fino a 30 ore settimanali
  • per la categoria C super: 965,38 euro
  • per la categoria D: 1.135,73 euro più 167,94 euro a titolo di indennità
  • per la categoria D SUPER: 1.192,52 euro, più 167,94 a titolo di indennità

Per le colf e le badanti non conviventi abbiamo invece:

  • per I livelli A: 4,54 euro a ora
  • per i livelli A SUPER: 5,36 euro a ora
  • per i livelli B: 5,68 euro per ora
  • per I livelli B super: 6,02 euro per ora
  • per la categoria C: 6,35 euro a ora
  • per la categoria C super: 6,69 a ora
  • per la categoria D: 7,72 euro a ora
  • per la categoria D SUPER: 8,06 euro a ora

Sono inoltre previsti:

  • 967,57 euro per l’assistenza notturna di anziani o bambini autosufficienti
  • 1.110,18 euro per l’assistenza notturna di anziani e bambini non autosufficienti, per le categorie C SUPER
  • 1.371,42 euro per le categorie D e D SUPER che coprano con assistenza durante la notte a soggetti non autosufficienti

Per quanto riguarda l’assistenza notturna per personale non convivente e dunque pagato ad ora abbiamo:

  • C SUPER: 7,20 euro per ora
  • D e D SUPER: 8,68 euro per ora

Sono inoltre da riconoscersi delle indennità minime per vitto e alloggio, stabilite in 5,48 euro e ripartite in Pranzo e colazione (1,91 euro), Cena (1,91 euro) e Alloggio (1,66 euro).

I minimi contributivi che vedete sopra elencati sono considerati netti rispetto ai contributi.

Calcolare l’ora di lavoro vuol dire calcolare la retribuzione oraria effettiva, che deve necessariamente corrispondere al minimo contributivo che è previsto per il livello di appartenenza.

Si deve tenere conto anche del fatto che il CCNL, ultima volta siglato nel 2016, è da aggiornarsi secondo quanto stabilito il 1^ Gennaio ogni anno dalla Commissione Nazionale per l’aggiornamento Retributivo.

Si tratta di un’associazione che prevede la partecipazione delle rappresentanze sindacali che hanno stipulato il CCNL. La commissione si raduna ogni anno entro il 20 dicembre presso il Ministero del Lavoro.

In caso di mancanza di accordo viene riconosciuto ai titolari del contratto di cui abbiamo parlato nella nostra guida un aumento pari all’80% dell’aumento del costo della vita per le famiglie di impiegati e operai che sono rilevate dall’ISTAT il 30 novembre ogni anno, e del 100% per i valori convenzionali relativi al vitto e all’alloggio.

Licenziamento

Non sono richiesti né il giustificato motivo né tantomeno la giusta causa per licenziare una colf o una badanti.

Si può dunque procedere in totale assenza di motivazione o comunque senza che sia necessario comunicare la motivazione che ha portato alla decisione.

È necessario fornire un preavviso di licenziamento, che deve essere calcolato come segue:

  • nel caso di lavoratore oltre le 25 ore settimanali, che lavora da 0 a 5 anni nel luogo di lavoro da dove sta per essere licenziato: 15 giorni di preavviso
  • nel caso d lavoratore oltre le 25 ore di lavoro settimanali, che lavori nel luogo da più di 5 anni, c’è bisogno invece di fornire almeno 30 giorni di preavviso
  • nel caso di lavoratore al di sotto delle 25 ore settimanali, sarà necessario invece dare 8 giorni di preavviso per i primi due anni
  • nel caso in cui invece lavori da oltre due anni, sarà necessario dare 15 giorni di preavviso

Nel caso in cui non venga rispettato il preavviso sarà necessario pagare il lavoratore per il tutto il periodo di preavviso mancato.

Licenziamento di colf e badanti a tempo determinato

Diverso invece il discorso per colf e badanti a tempo determinato. In questo caso una risoluzione anticipata del contratto crea in capo al lavoratore il diritto ad essere risarcito per i danni patiti, tanto di natura economica quanto di natura morale.

Il caso specifico della maternità

Nel computo dei giorni di preavviso dovuti va anche considerata l’eventuale maternità. Nei primi 31 giorni al termine della maternità, devono infatti essere considerati doppi i termini sopra indicati.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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