Certificates: Cosa Sono e Come Funzionano i Derivati

I certificates sono una delle possibilità offerte dalle banche per l’investimento di capitali piccoli, medi e grandi.

Sono titoli strutturati e non sempre di facilissima comprensione, che spesso fanno il gioco delle banche e nei quali potrebbe non essere conveniente investire.

Dietro i certificates ci sono delle operazioni articolate, che mescolano marketing (vedremo come) a commissioni di gestione oculatamente inserite dalle banche, in un prodotto dove le garanzie sono relativamente poche e i rischi sono invece alti.

Vedremo insieme quali sono i vantaggi e gli svantaggi di operare in un mercato del genere, quali sono le possibilità per chi decida di investire in questo prodotto, quali sono le circostanze che dovrebbero spingerci a scegliere i certificates rispetto ad altre forme di investimento.

Cosa sono i Certificates di investimento?

I Certificates sono dei titoli derivati veri e propri, ovvero dei titoli virtuali che basano il loro valore su un altro titolo, il sottostante, amplificandone le variazioni di prezzo.

Messa così, in modo scolastico, potrebbe essere difficile da capire per chi non ha alcuna esperienza nei mercati finanziari, ed è per questo motivo che sarà necessario, al fine di capire dove stiamo per mettere le mani, affrontare la questione dei titoli derivati, almeno nei suoi aspetti fondamentali.

Come funzionano i derivati?

I derivati sono dei titoli che tipicamente permettono di investire a margine, ovvero andando a coprire soltanto le differenze di valore tra il prezzo di acquisto originario e quello attuale.

Un esempio pratico dovrebbe aiutare a chiarire la questione:

  1. immaginiamo di aver acquistato un titolo derivato, che ha come sottostante FIAT, con leva finanziaria 10, e con il prezzo delle azioni FIAT che è al momento dell’acquisto di 2,00 euro;
  2. immaginiamo dopo una giornata di contrattazioni che il valore dell’azione FIAT sia di 1,95 euro;
  3. dovremo coprire soltanto 0,05 (differenza di valore) moltiplicato per 10 (la leva), ovvero soltanto 5 euro;
  4. immaginiamo il caso contrario, ovvero che il titolo FIAT valga 2,05 € dopo una giornata di contrattazioni;
  5. avremo incassato 0,05 € x 10 = 5,00 euro, guadagnando dunque ben 5 euro avendo investito 1/10 di quello che avremmo dovuto investire per avere lo stesso risultato senza derivato.

Il derivato è dunque un titolo che, a seconda della leva incorporata, moltiplica di diverse volte il guadagno o la perdita di un investimento, ed è proprio per questo motivo che sono tanto popolari: permettono di investire somme che effettivamente non si hanno a disposizione, potendo portare subito al successo finanziario oppure al completo disastro.

Come funzionano nello specifico i certificates?

Dopo aver capito quali sono le modalità generiche dei titoli derivati, possiamo passare a parlare nello specifico dei derivati.

Parliamo di strumenti che esistono due versioni, ovvero quelli vanilla (il nome inglese con il quale si indicano strumenti base e non sofisticati) e quelli strutturati.

Per quanto riguarda i certificates vanilla siamo di fronte ad uno strumento che si limita a replicare l’andamento di un determinato indice (e dunque tecnicamente di un paniere di beni), al quale può essere associata o meno una leva finanziaria.

Per quanto riguarda i certificates strutturati abbiamo un prodotto che:

  • offre secondo delle ipotesi molto precise la garanzia per il capitale investito;
  • offre rendimenti molto alti, che sono, almeno per i meno versati in questo tipo di questioni, facili e fuori mercato;
  • si basano su un paniere di beni (un indice), oppure una valuta, oppure anche panieri di azioni meno diversificato;
  • operano con una barriera, il cui funzionamento illustreremo poco più avanti.

Immaginiamo di avere un certificate con un rendimento annuo del 6%. Una volta scaduto, il certificato restituirà a noi investitori il patrimonio investito, più l’interesse, a patto che però il paniere sottostante non sia sceso del 25%.

Il valore del 25% è il cosiddetto valore di barriera, al di sotto del quale il nostro patrimonio non è per nulla garantito.

A seconda del tipo di certificato che si va a sottoscrivere, potremo incontrare diversi livelli barriera, che offrono di concerto diversi livelli di rendimento.

I certificates sono uno strumento ad alto rischio

Quello che il bravo investitore sa, la regola che sempre fa da faro alle sue decisioni finanziarie, è che ad un alto rendimento corrisponde sempre e comunque un rischio più alto.

Non dovremo dunque farci in alcun modo ingannare da quelli che sono i rendimenti molto alti offerti da alcuni certificates anche in Italia e anche da gruppi bancari più che rispettabili.

Il rendimento è alto perché il rischio al quale viene esposto il patrimonio è altrettanto alto e in alcun modo la rendita offerta deve essere considerata come sicuramente da riscuotere una volta terminato il contratto.

Contando anche il fatto che il valore barriera e il rendimento vengono calcolati per far pendere l’ago del rischio sul nostro capitale e non su quello della banca, è facile capire come con i certificates, come spesso accade nel caso di titoli derivati, siamo in realtà scommettendo contro la banca e non contro grandezze economiche separate.

La scommessa che stiamo facendo è che la banca sia stata meno brava di noi a calcolare il rischio insito un determinato investimento!

Quando si è al di sotto della barriera: ecco cosa succede

Nel caso malaugurato in cui il paniere sottostante dovesse scendere al di sotto del livello di barriera, il capitale che abbiamo investito in certificates verrà immediatamente convertito nelle stesse azioni che fanno da sottostante.

Questo vuol dire che a fronte di un livello barriera di 30% e una perdita del paniere del 32%, ci troveremo ad incassare una perdita a livello patrimoniale di tutto il 32% che abbiamo segnalato sopra, una perdita sicuramente importante e molto maggiore rispetto al miraggio di guadagni che in genere non superano mai l’8% annuo.

Quando conviene usare i certificates?

Ci sono in realtà dei casi in cui può essere corretto rivolgersi a questo tipo di strumenti, casi che sono però specifici e che devono riguardare delle strategie di investimento a livello di portafoglio che siano più ampie e che riguardino anche altri tipi di strumento.

Potrebbe convenire investire in certificates quando:

  • hai la ragionevole certezza che il sottostante si muoverà meno della barriera e MENO DELLA RENDITA: è un altrettanto pessimo investimento portare a casa una rendita del 6% su un paniere che è cresciuto del 30%!
  • Nel caso in cui si abbiano delle minusvalenze da recuperare, dato che le rendite offerte dai Certificates possono essere utilizzate a compenso delle minusvalenze.

In tutti gli altri casi, soprattutto se non sei esperto, è forse più indicato operare in altri contesti e in altri mercati, anche se tu fossi particolarmente predisposto agli investimenti rischiosi e che possono farti portare a casa buone rendite.

I certificates sono strumenti ad alto rischio sia nel caso in cui il paniere superi la rendita (in quel caso si tratterà di incassi mancati), sia nel caso in cui sfondino la barriera, causando danni importanti al nostro patrimonio.

Ulteriori approfondimenti

Per concludere, ecco una serie di articoli dedicati agli investimenti nel 2017:

Buoni investimenti!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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