Cosa Sono le Opzioni e Come Sfruttarle per Investire

Se ti interessi di finanza certamente avrai sentito parlare dei derivati. Tra questi troviamo sia le opzioni che i contratti futures. Dei Futures ti ho parlato in questa guida, dunque nell’articolo che stai leggendo voglio approfondire con te cosa sono le opzioni e come investire attraverso questo strumento.

Continua a leggere per trovare risposta a tutti i dubbi legati a questo tema, buona lettura!

Opzioni, definizione e caratteristiche

Come ti ho anticipato, quando parliamo di opzioni parliamo di derivati, ossia strumenti finanziari il cui valore è, appunto, derivato da un altro tipo di attività. Fanno parte di questa categoria le opzioni binarie, le quali hanno però altre caratteristiche ed altri profili di rischio: te ne ho parlato in questa guida.

Ma come possiamo definire questo tipo di derivato? Le opzioni possono essere descritte come dei contratti in cui colui che acquista l’opzione acquisisce il diritto (ma non l’obbligo) di opzioni call (ossia di comprare) oppure di opzioni put (e quindi di vendere) la cosiddetta sottostante (ossia il titolo o il bene la cui quotazione imprime il valore al derivato) ad una certa data (o entro una certa data) e ad un determinato prezzo (strike price).

Da questa definizione che ti ho dato si possono estrapolare alcune caratteristiche fondamentali di questo strumento.

La prima è la tipologia di opzione a cui ci riferiamo, poiché possiamo parlare di calls e di puts, a seconda che si venda o si compri. La seconda nozione da ricordare è il concetto di sottostante, che rappresenta la grandezza oggetto del contratto, il bene che si ha il diritto di acquistare oppure di vendere al venditore dell’opzione. Questi derivati possono avere sottostanti di tutti i tipi: metalli preziosi, azioni, prodotti agricoli, obbligazioni…

In terzo luogo, esiste la dimensione della scadenza entro cui esercitare il proprio diritto di compravendita e infine quello dello strike price, ossia il prezzo di acquisto o di vendita fissato nel contratto.

Nel contratto sono dunque previste due parti, colui che crea l’opzione e colui che la acquista.

A cosa servono? Il fine

Le opzioni possono essere adoperate sia a fini speculativi sia ai fini di copertura. Cosa significa? Nel caso di “copertura”, ciò che interessa è assicurarsi il diritto di acquisto o di vendita di un determinato bene.

Si investe dunque nell’opzione per timore che il prezzo possa mutare con il passare del tempo, con il rischio di dover in futuro pagare una somma maggiore di quella che ci si accaparra sottoscrivendo l’opzione stessa.

Si parla invece di fine speculativo qualora il proprio interesse sia mosso dal desiderio di realizzare un profitto sulla base di aspettative di rialzo o di ribasso del prezzo del sottostante.

Il funzionamento

Come ti ho anticipato, esistono due tipologie di opzione. Le opzioni call sono quelle che conferiscono il diritto di acquisto del bene. Tali derivati sono caratterizzati da una posizione long e prevedono un’aspettativa di rialzo del prezzo.

Invece, le opzioni put conferiscono il diritto di vendita del bene, e la loro posizione è definibile short. Esse prevedono un’aspettativa di ribasso del prezzo.

Colui che acquista l’opzione è tenuto al pagamento di un premio, che tuttavia conferisce il diritto di acquisto o di vendita.

Oltre alle opzioni put e call, esistono altre due categorie di derivati di questo tipo, ossia le opzioni europee e quelle americane.

  • opzioni europee: il diritto di vendita o di acquisto può essere esercitato esattamente alla data di scadenza;
  • opzioni americane: il diritto di acquisto o vendita può essere esercitato entro la data di scadenza.

Non dimentichiamo infine le varianti di opzioni esotiche, ossia quei contratti di derivati in cui il calcolo del payoff presenta elementi di novità rispetto alle opzioni ordinarie.

Come sfruttare le opzioni

Se allo scadere dell’opzione il prezzo di mercato del cosiddetto sottostante (il bene di riferimento) è maggiore dello strike price, allora colui che detiene una opzione call dovrebbe, per convenienza, esercitare l’opzione.

Si parla in questo caso di opzione è in the money: il detentore, infatti, esercitando l’opzione pagherebbe un bene meno del suo valore di mercato di quel preciso momento.

Al contrario, se il derivato in questione presentasse un valore inferiore, allora l’opzione non andrebbe esercitata e si parlerebbe di opzione è out of the money.

Infine, potremmo parlare di opzione at the money qualora il valore fosse pari a quello dello strike price, poiché avremmo indifferenza tra l’esercizio o meno dell’opzione.

Opzioni: vantaggi e costi

Quali sono i costi delle opzioni e i vantaggi di questo strumento? Il vantaggio principale è quello della versatilità. Infatti non parliamo di uno strumento caratterizzato dall’obbligatorietà, bensì dalla possibilità di gestire l’opzione come più conviene.

Infatti l’opzione consente al sottoscrivente di lasciar decorrere la data di scadenza senza necessariamente esercitare il proprio diritto. Dunque, se l’esercizio dello stesso causasse una perdita, il proprietario potrebbe evitare di incorrere nella perdita economica, non esercitando il dritto.

Il secondo vantaggio delle opzioni è quello legato alle prospettive di guadagno: se le aspettative insite nell’opzione di cui si è possessori si realizzassero, gli introiti potrebbero superare di gran lunga le spese dei costi sostenuti inizialmente.

Tale strumento, a prescindere dall’esito delle proprie aspettative, presenta infatti un costo che l’acquirente deve sostenere: il premio. Questa voce rappresenta un costo da sostenere certo, e non soltanto possibile, che il sottoscrivente deve necessariamente sostenere in ogni caso, in rapporto a un guadagno che nasce come possibile, ma mai dato per certo!

Dunque, nel sottoscrivere un’opzione bisogna ricordare anche ciò, pur tenendo comunque presente che l’esercizio dell’opzione rimane comunque facoltativo e che alla peggio si sarà perso il premio.

Vendere un’opzione: i rischi

Ti ricordo che le opzioni sono caratterizzate da un loro valore, stimabile, che le rende contrattabili all’interno dei mercati finanziari. Il valore di questo tipo di derivati dipende dai fattori che ora vado ad elencarti:

  • il prezzo di mercato del sottostante;
  • il prezzo di esercizio;
  • la volatilità del prezzo del sottostante;
  • il tasso di rendimento a breve termine privo di rischio;
  • il tempo residuo alla data di scadenza;
  • i dividendi (eventualmente) previsti dal sottostante.

Sommando questi punti che ti ho appena elencato potrai ottenere il valore di un’opzione che, in quanto strumento finanziario con vita indipendente, potrà essere sia comprata che venduta.

Il fatto che le opzioni, sia call o put, possano essere vendute stravolge le regole che sinora abbiamo visto insieme, poiché colui che vende un’opzione si trova ad avere l’obbligo e non solo il diritto di vendere o acquistare il sottostante.

Inoltre vendere le opzioni è più rischioso che acquistarle, poiché, a fronte di un guadagno certo corrispondente all’ammontare del premio, egli corre il rischio di maturare perdite superiori.

Se vuoi restare aggiornato in tema di investimenti, ti consiglio di visitare la mia sezione dedicata, dove troverai sempre le mie guide aggiornate.

Buona lettura e buon proseguimento su Affari Miei!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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