Cosa si Compra e Vende in Borsa: La Guida Completa Agli Investimenti

Quando si pensa alla Borsa Valori, istintivamente si pensa alle azioni. Gli amanti di “Una poltrona per due” potrebbero pensare alle materie prime, ma di sicuro sono pochi quelli che pensano agli ETF o ai futures. Insomma, c’è bisogno di una guida che faccia chiarezza su tutti gli strumenti che si possono comprare e vendere sui mercati finanziari da inserire all’interno della mia guida sul gioco in Borsa.

Se ti stai avvicinando a questo mondo, puoi consultare la pagina principale in cui sono elencati tutti i singoli articoli che ho scritto per aiutarti a scoprire questo mondo, partendo proprio da che cosa sia una Borsa Valori.

Questa è la seconda guida del percorso, in cui ci concentriamo sugli asset negoziabili spiegando per ciascuno di che cosa si tratti.

Azioni

Il primo tipo di asset che andiamo ad analizzare sono le azioni. Che cosa sono? Sono quote di società. Anche se ti può sembrare difficile, in realtà ti basta semplicemente pensare che le aziende quotate in Borsa non hanno un solo proprietario: la loro proprietà è frazionata in tanti singoli pezzettini, le azioni, e tutti coloro che le possiedono sono in parte proprietari dell’azienda.

Ovviamente c’è chi può averne di più (azionista di maggioranza) e chi ne ha di meno (azionista di minoranza), ma per definizione ogni azienda quotata divide la sua proprietà tra diversi azionisti.

Vediamo nello specifico che cosa comporta la proprietà di un’azione.

  • Diritti: i diritti connessi alle azioni sono molteplici e sono una parte importante di tutti gli esami di diritto commerciale. Guardando solo a quello che ci interessa in fatto di finanza, un’azione ti dà diritto a ricevere una parte degli utili a fine anno (il tuo dividendo). Questo se l’assemblea dei soci, alla quale ti spetta di diritto poter partecipare, delibera che una parte degli utili venga utilizzata per pagare gli azionisti con i dividenti. Inoltre hai la possibilità di vendere in ogni momento la tua azione al prezzo di Borsa;
  • Guadagno: con le azioni puoi guadagnare in due modi. Il primo è il capital gain, ovvero il guadagno che realizzi nel momento in cui vendi il tuo titolo ad un prezzo più alto di quello a cui lo hai acquistato. Il secondo metodo è l’accumulo dei dividendi, ovvero ricevendo la quota di utili che ti spetta nel momento in cui viene approvato il bilancio di fine anno. Proprio dal momento in cui gli utili vengono distribuiti una sola volta l’anno, devi attendere la data stabilita per il saldo annuale dei dividendi prima di ricevere il pagamento;
  • Tassazione: anche la tassazione si scompone in due modi, ovvero una riguarda il capitale e l’altra i dividendi. Sul guadagno di capitale, pagherai il 26% sulla plusvalenza tra prezzo di acquisto e di vendita. Nel caso in cui tu non abbia generato una plusvalenza (sei andato a pareggio o in perdita) non dovrai pagare tasse sullo scarto. Sui dividendi, la tassazione attuale è del 20% sull’importo erogato e questi non vanno a sommarsi al reddito dichiarato ai fini Irpef.

Qui trovi la mia guida completa sulle azioni.

Obbligazioni

Le obbligazioni sono considerate un investimento dal rischio inferiore rispetto a quello in titoli azionari, anche se esistono delle eccezioni a questo principio generale. Le obbligazioni sono dei titoli di credito, di conseguenza ti rendono creditore -non proprietario, come nel caso delle azioni- di un’azienda. Nel caso specifico dei Titoli di Stato, anziché creditore di un’azienda sarai creditore di uno Stato sovrano.

Le obbligazioni, essendo dei titoli di credito, ti pagano in misura fissa a determinate scadenze. A determinare l’entità del pagamento è il tasso cedolare, ovvero il rapporto percentuale tra la cedola (quello che ti viene pagato) e il prezzo a cui l’obbligazione è stata emessa.

Esistono vari tipi di obbligazioni, ma fondamentalmente girano tutti intorno a questo schema. Il tasso cedolare, ultima cosa che ci interessa notare in questa guida, è proporzionale al rischio: maggiore il rischio che un’azienda non restituisca il debito, maggiore il tasso cedolare.

Ecco i tratti distintivi di questi strumenti:

  • Diritti: l’obbligazione ti dà diritto di ricevere un pagamento basato su un certo interesse a scadenze fisse, solitamente semestrali. Inoltre hai sempre la possibilità di vendere sul mercato il tuo titolo. Alla data dell’ultima cedola, oltre a quest’ultima ti verrà anche rimborsato il valore di emissione del titolo. Attenzione: il prezzo di emissione non è uguale al prezzo del titolo quando lo vendi sul mercato prima della scadenza. Ci sono altri fattori che determinano il prezzo di vendita, in primo luogo il numero di giorni che separano il titolo dal rilascio della cedola successiva.
  • Guadagni: con le obbligazioni hai nuovamente due modi per guadagnare, solo che in questo caso uno dei due è decisamente preponderante. Chi investe in obbligazioni lo fa soprattutto per ricevere le cedole, anche se c’è la possibilità di speculare sul prezzo di acquisto e vendita.
  • Tassazione: sia le cedole che l’eventuale plusvalenza ottenuta vendendo il titolo prima della scadenza sono tassate al 26%.

Per approfondire questo argomento, ti lascio il richiamo alla mia guida dedicata.

Materie prime

Le materie prime sono beni come il petrolio, l’oro puro e il grano. Molte materie prime, chiamate spesso commodities sono quotate in Borsa perché sono soggette a scambi molto frequenti tra nazioni diverse e già decine di anni fa si è reso necessario dare un unico riferimento di prezzo a tutti i mercati.

Inoltre hanno la caratteristica di essere uniformi: non c’è grande differenza tra un barile di petrolio e l’altro, o tra due lingotti d’oro puri al 99,9% che pesano un chilo ciascuno. Per questo è stato possibile inserire le materie prime nei listini di Borsa e lasciare che le aziende potessero scambiarle con un unico riferimento di prezzo in tutto il mondo.

Le materie prime quotate in tutto il mondo sono davvero tante, per cui possiamo semplicemente limitarci a descrivere le principali categorie. Sono quotate quelle legate alla produzione di energia (petrolio, gas naturale, olio combustibile), all’alimentazione (grano, riso, mais, succo d’arancia), i metalli preziosi e altri beni industriali comunemente lavorati per diventare prodotti finiti.

Anche in questo caso, ecco come si caratterizza:

  • Diritti: comprando e vendendo materie prime ne detieni e poi cedi la proprietà;
  • Guadagni: giocare in Borsa con le commodities significa esclusivamente lucrare tra il prezzo di acquisto e quello di vendita;
  • Tassazione: varia a seconda dell’asset considerato, ad esempio l’oro è esente da IVA. Ci sono asset veri e propri “da investimento”, che non hanno imposte dirette ma su cui si paga solo il 26% sullo scarto tra prezzo di acquisto e di vendita, così come ci sono asset che non sono categorizzati come strumenti da investimento veri e propri su cui grava la normale tassazione per la compravendita commerciale.

Ho scritto anche sulle materie prime un testo di approfondimento, che puoi trovare qui.

ETF

Il primo tipo di fondi che incontriamo lungo questo percorso sono gli ETF, uno strumento davvero importante per chi vuole giocare in Borsa come privato e di cui parlo molto nel mio corso “100mila euro sul conto”. Dal momento in cui ti permettono di diversificare il tuo investimento anche senza enormi capitali e hanno basse commissioni d’entrata e di gestione, non devi sottovalutare gli ETF.

Questi fondi replicano l’andamento di un certo mercato senza cercare di batterlo. Ad esempio, nel momento in cui investi su un ETF che replica l’andamento del FTSE MiB otterrai esattamente lo stesso rendimento generato dal listino di Piazza Affari. Ne esistono moltissimi, il che ti consente di scegliere tra un’ampia gamma di fondi.

Ecco in breve cosa devi sapere:

  • Diritti: quando investi in ETF compri delle quote di questi fondi. I fondi comprano a loro volta le azioni o le obbligazioni che li compongono, quindi il valore della tua quota è garantito su una parte degli strumenti finanziari di cui il fondo è proprietario.
  • Guadagni: nel momento in cui il valore degli strumenti finanziari posseduti dal fondo aumenta, oppure questi rilasciano cedole o dividendi, il patrimonio del fondo aumenta e di conseguenza aumenta anche il valore delle singole quote. Il valore di ogni quota è dato dal patrimonio complessivo del fondo, diviso per il numero di quote in circolazione.
  • Tassazione: la tassazione equivale al solito 26% su eventuali plusvalenze generate dalla compravendita delle quote. Se l’ETF rilascia dei dividendi per via delle azioni che ha in portafoglio, la tassazione è analoga a quella dei dividendi dei titoli azionari.

Qui puoi approfondire tutto sugli ETF!

Fondi d’investimento a gestione attiva

I fondi d’investimento a gestione attiva sono simili agli ETF. La principale differenza consiste nel fatto che mentre gli ETF rispecchiano l’andamento di un certo settore o mercato, i fondi a gestione attiva cercano di battere la sua performance, anche se non sempre ci riescono.

Il problema fondamentale di questo tipo di strumenti finanziari è che oltre al rischio di ottenere un underperform -nel caso in cui il fondo performi peggio del mercato- le commissioni sono decisamente superiori a quelle di un fondo a gestione passiva.

  • Diritti: come per ETF;
  • Guadagni: come per ETF;
  • Tassazione: come per ETF.

Io ti sconsiglio questi prodotti, e qui ti spiego il perchè.

Warrant (garantiti e non)

I warrant sono dei titoli che consentono al titolare di comprare una certa quantità di beni o strumenti finanziari ad un dato prezzo. Una tipica forma di warrant sono quelli che vengono associati alle obbligazioni.

Lo puoi comprendere meglio con un esempio: ipotizziamo che tu abbia comprato un’obbligazione di Saipem accompagnata da un warrant che ti consente tra due anni di sottoscrivere delle azioni della società al prezzo di 3 euro.

Nel corso dei prossimi due anni potrai attendere e osservare quel che succede, oppure scorporare il warrant dalla tua obbligazione e venderlo sul mercato. Se il prezzo delle azioni Saipem dovesse aumentare, anche il tuo warrant aumenterà di valore in quanto una volta esercitato il diritto di sottoscrivere le azioni al prezzo fissato di 3,00 euro sarà possibile rivenderle nell’immediato con un buon profitto.

Nel caso in cui invece il prezzo delle azioni dovesse diminuire, anche il valore del warrant scenderà.

Ecco cosa devi sapere:

  • Diritti: quando acquisti un warrant non diventi titolare di altri, ma soltanto del warrant che ti darà diritto a comprare gli altri strumenti finanziari in un secondo momento. In ogni caso, questo diritto ha in sé un valore e questo ti rende possibile venderlo su un mercato regolamentato apposito;
  • Guadagni: il guadagno consiste nella plusvalenza che puoi ottenere rivendendo il warrant ad un prezzo maggiore di quello di acquisto, oppure nell’esercitare il diritto di acquistare i titoli a scadenza rivendendoli poi ad un prezzo maggiore di quello fissato dal warrant;
  • Tassazione: 26% su plusvalenze generate dall’acquisto e vendita del warrant. Nel caso in cui dovessi esercitare il diritto e rivendere gli strumenti comprati, verrà applicata la tassazione specifica di quel tipo di asset.

Derivati

Gli strumenti derivati sono una categoria molto vasta. L’esempio più facile che possiamo fare per aiutarti a capirli è quello dei CFD, i “Contratti per differenza” che vengono negoziati nel trading online.

Questi sono una forma molto semplice di strumento finanziario derivato, in quanto non fanno altro che simulare direttamente l’andamento di un sottostante. Il CFD dell’azione Amazon, in ogni momento, ha il valore dell’azione Amazon.

Questo significa che ad ogni oscillazione del titolo corrisponde istantaneamente una variazione del valore del CFD e che chi fa il mercato deve simulare anche il rilascio di eventuali dividendi.

Cosa devi sapere? Eccotelo spiegato:

  • Diritti: nel momento in cui acquisti uno strumento derivato diventi titolare di quello strumento, che potrebbe essere garantito su qualsiasi cosa (o persino non garantito) e non necessariamente sull’asset sottostante. Quando fai trading online e compri del petrolio, ad esempio, non diventi proprietario di alcun barile di petrolio: l’unico strumento di cui detieni effettivamente la proprietà è il CFD. Tuttavia, grazie all’elasticità offerta da questi strumenti puoi trarre dei benefici che i sottostanti non hanno; negoziare derivati prevede quasi sempre la possibilità di sfruttare la leva finanziaria e le commissioni sono decisamente inferiori a quelle applicate ai sottostanti.
  • Guadagni: gli strumenti derivati sono tipicamente speculativi, quindi fatti per investimenti di breve periodo e per lucrare sullo scarto tra il valore di acquisto e quello di vendita.
  • Tassazione: se stai facendo trading online, molto spesso il broker stesso può farti da sostituto d’imposta. In alternativa, ti ritroverai come sempre a dover pagare un’imposta del 26% sullo scarto tra il prezzo di acquisto e quello di vendita.

Conclusioni

Abbiamo visto che la Borsa è una realtà molto complessa, in cui è possibile acquistare (e vendere) moltissimi strumenti di investimento.

Non è un settore in cui gettarsi a cuor leggero, poichè il rischio di perdere i propri capitali è sempre alto e dunque la consapevolezza è indispensabile. Non ti metteresti mai alla guida di un mezzo di trasporto senza avere la più pallida idea di dove sono i freni, giusto? Qui vale lo stesso.

Riporto, al termine di questa guida, l’elenco ordinato delle risorse da consultare per completare il percorso completo per imparare a giocare in borsa:

  1. Giocare in Borsa: Comincia da Qui
  2. Cos’è la Borsa Valori
  3. Intermediari Finanziari: Chi Sono e di Cosa Si occupano
  4. Cassettista o Speculatore? Tutte le Differenze
  5. Cosa Si Compra e Cosa si Vende in Borsa: Guida agli Strumenti Finanziari
  6. Le Leggi Fondamentali di Borsa: Tutto Quello che Devi Sapere prima di investire

Ecco, infine, qualche altra risorsa che potresti trovare utile:

Buona lettura!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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