Cos’è la Borsa Valori: Guida Alle Caratteristiche

Ne senti parlare al telegiornale, sai che c’è chi gioca in Borsa e magari hai visto persino qualche documentario o film a riguardo, ma non hai idea di che cosa sia una Borsa Valori. Non ti preoccupare: in questa guida scoprirai esattamente perché esistono i listini di Borsa, perché sono fondamentali per la finanza e l’economia, come sono nate e che cosa puoi fare tu se sei interessato a questo tipo di investimento.

In ogni caso, mi sembra giusto ricordarti che questa guida è solo la prima risorsa che sviluppa il tema del giocare in Borsa; sulla pagina principale potrai trovare un elenco di risorse utili per continuare ad apprendere su questo argomento. Ti esorto a controllarle se vuoi costruire un percorso di crescita delle tue competenze come investitore.

Come nasce la Borsa Valori

Comprendere questo argomento ti verrà molto più semplice se comprendi innanzi tutto il motivo per cui esiste questa istituzione.

Tutto ha inizio nel 1602, quando la Compagnia Olandese delle Indie Orientali decise di vendere una parte della proprietà ai risparmiatori privati, ricompensandoli con una parte dell’utile prodotto annualmente dall’azienda. La vendita delle quote, la prima forma di azioni moderne, permise alla compagnia di navigazione di aumentare la propria flotta e intensificare le rotte commerciali: così è nato il concetto di mercato azionario.

Fu negli Stati Uniti, allora soltanto un “Nuovo Mondo” totalmente selvaggio e tutto da costruire, che questo tipo di meccanismo cominciò a decollare. I pionieristici imprenditori americani avevano bisogno di enormi capitali per costruire grandi infrastrutture, sfruttare le risorse naturali, commerciare con il resto del mondo e sviluppare l’economia del nuovo continente.

Per un solo imprenditore i capitali da investire sarebbero stati troppo alti, per cui divenne prassi che questi si associassero tra di loro, mettendo ognuno una parte del capitale necessario per far partire il progetto e ottenendo in cambio delle quote.

Questa attività divenne così importante che si iniziò a sentire il bisogno di avere tutti gli uomini d’affari in un solo posto, in cui poter comprare e vendere quote avendo tutti come riferimento lo stesso valore per ogni quota. Erano tempi in cui non esistevano i bonifici e non ci si poteva parlare via mail, quindi la lontananza fisica tra imprenditori era effettivamente un grande ostacolo alla compravendita di quote o azioni delle società.

Nel 1773 a Londra fu fondato il primo luogo chiamato “stock exchange” (= scambio di azioni), ancora oggi utilizzato nel gergo anglosassone. La prima Borsa americana aprì i battenti nel 1790 a Philadelphia, seguita poco dopo da quella di Wall Street a New York nel 1792.

Verso la Borsa moderna

Una Borsa Valori non è un luogo dove si scambiano semplicemente azioni. Anche in questo caso, l’origine si deve all’azione dei coloni americani che iniziarono a radunarsi nello “stock market” anche per vendere materie prime, come il petrolio estratto nel sud degli Stati Uniti o il legno disboscato dalle aree centrali della nazione.

Con il passare degli anni, divenne sempre più evidente che fosse necessario dare a tutti un riferimento comune per il prezzo di beni molto simili tra loro, come un barile di petrolio o un sacco di farina: non c’è molta differenza tra un barile di petrolio ed un altro oppure tra un sacco di farina ed un altro, e far sì che tutti abbiano come riferimento un solo prezzo rende decisamente più veloci le contrattazioni.

Se ti interessa sapere come vengono definiti questi prezzi per rispecchiare l’effettivo valore di quel che gli investitori comprano o vendono, sempre sulla pagina principale della mia guida al gioco in Borsa troverai una risorsa dedicata.

La trasformazione del mercato azionario in un mercato di azioni e materie prime diede slancio a nuovi tipi di investimento, come quello in strumenti per la gestione del rischio, di obbligazioni ed in tempi più moderni di derivati.

Tutto grazie al fatto che i coloni americani avessero bisogno di incontrarsi in un solo posto per condurre i loro affari e fare in modo di capitalizzare le aziende del Nuovo Mondo. Ma oggi che possiamo pagarci o vederci anche a distanza con tutti gli strumenti messi a disposizione da internet, perché esistono ancora le Borse Valori?

A cosa serve la Borsa Valori

Sostanzialmente ancora oggi una Borsa ha la stessa funzione che aveva al tempo dei coloni americani: mettere in comunicazione due tipi di soggetti. Ti sto parlando di un concetto ampiamente riconosciuto nel campo della finanza, quello dei soggetti in surplus e dei soggetti in deficit.

  • I soggetti in surplus, tipicamente le famiglie, hanno dei risparmi da parte e desiderano investirli per poter far rendere il loro capitale o evitare che si svaluti per effetto dell’inflazione;
  • I soggetti in deficit, tipicamente le aziende e le amministrazioni pubbliche, hanno bisogno di liquidità per fare nuovi investimenti, pagare i loro debiti, espandere il loro business o assumere nuove persone.

Quello che fa una Borsa Valori è semplicemente mettere in relazione questi due soggetti, facendo in modo che i soggetti in surplus possano investire il loro capitale sui soggetti in deficit in cambio di benefici, come quote di proprietà nel caso delle azioni o cedole fisse nel caso delle obbligazioni.

In ogni caso vedremo meglio in un’altra risorsa della guida quali siano tutti i tipi di asset (termine inglese per “strumenti finanziari”, ampiamente utilizzato anche in Italia) quotati in Borsa.

Il primo compito di una Borsa Valori è quello di mantenere perfettamente operante il sistema di gestione dei prezzi e delle oscillazioni degli stessi. In ogni attimo, tutti gli investitori devono poter conoscere il valore delle azioni o di qualsiasi altro strumento; questo valore, che come ti ho accennato prenderemo in esame in un’altra guida, non può essere approssimativo o tirato ad indovinare ma frutto di calcoli precisi.

Il secondo compito di una Borsa Valori è quello di accettare gli intermediari al suo interno. Dal momento in cui sarebbe ingestibile una situazione in cui tutti coloro che oggi hanno dei soldi da investire si recassero in Borsa, come avveniva nei primi esperimenti londinesi ed americani, oggi ognuno di noi deve delegare un intermediario (broker) che acquisti o venda i titoli su richiesta.

L’intermediazione è un concetto fondamentale per le Borse, quindi anche a questo tema ho dedicato una guida specifica.

La filosofia del gioco in Borsa

Anche se non amo il termine “giocare” associato ad una cosa molto seria come la Borsa Valori, rifacciamoci all’espressione tradizionale. Vediamo esattamente qual è il motivo per cui esiste un ecosistema da triliardi di euro dietro ai mercati finanziari e quale dovrebbe essere, di base, il tuo approccio.

Possiamo sintetizzare il gioco in Borsa come un modo per far rendere il tuo capitale in due modi:
  • Comprando un titolo ad un prezzo e rivendendolo ad un prezzo più alto. Questo tipo di profitto, ottenuto per differenza tra prezzo di vendita e di acquisto, si chiama capital gain;
  • Ottenendo ritorni che non coinvolgono la rivendita del titolo. Ad esempio, quando acquisti un’azione otterrai di anno in anno dei dividendi (frazioni dell’utile prodotto dall’azienda); quando acquisti obbligazioni, invece, queste ti pagheranno ad intervalli fissi una cedola che puoi conoscere già in partenza e che dipende dal tasso cedolare;
  • Vendendo titoli allo scoperto e riacquistandoli ad un prezzo minore. Questa è l’operazione complementare alla prima che abbiamo visto: anziché comprare e poi rivendere, vendi prima e compri poi. Grazie a questo modo di fare compravendita, puoi lucrare talvolta anche dai ribassi del valore dei titoli.

Sarebbe un errore, tuttavia, pensare che si giochi in Borsa soltanto con l’obiettivo di guadagnare.

Esistono altre cose importanti per la finanza personale oltre alla rendita del capitale, specialmente le tutele dai rischi; nella maggior parte dei casi, a comprare titoli per coprire i rischi sono le aziende, ma può capitare anche ai privati:

  • Tutela dal rischio di cambio: ipotizza di star programmando di trasferirti negli Stati Uniti tra un anno. Se attualmente il cambio euro/dollaro vale 1,20, potresti temere che il prossimo anno il cambio scenda ad 1,10. Come puoi tutelarti da questa evenienza? Ad esempio cambiando oggi una parte dei tuoi euro in dollari, oppure acquistando dei contratti che ti permettano alla scadenza (fra un anno) di convertire i tuoi euro in dollari al tasso corrente;
  • Rischio di mercato: pensa a qualcuno che di mestiere fa il gioielliere. Potrebbe temere un rialzo del prezzo dell’oro nei mesi futuri, esattamente come nell’esempio precedente stavamo considerando un ribasso del tasso di cambio. Anche in questo caso, con i mercati finanziari il gioielliere si potrà muovere per tutelarsi contro un’eventuale tendenza rialzista nei mesi futuri. In questo caso, il rialzo è temibile perché il gioielliere deve comprare l’oro come materia prima per farne dei gioielli, mentre il ribasso del valore del metallo prezioso lo aiuterebbe ad acquistarlo ad un minor prezzo.

Abbiamo esaminato solo alcuni degli scopi che può perseguire chi gioca in Borsa: specialmente a livello aziendale, ci sono molte questioni in più che si potrebbero citare.

In ogni caso, dal momento in cui ora sai perché esistano i mercati finanziari e come siano nati, ti consiglio di proseguire con la seconda guida in cui tratteremo delle diverse tipologie di asset che puoi comprare e vendere in Borsa.

Ulteriori risorse utili

Riporto, al termine di questa guida, l’elenco ordinato delle risorse da consultare per completare il percorso completo per imparare a giocare in borsa:

  1. Giocare in Borsa: Comincia da Qui
  2. Cos’è la Borsa Valori
  3. Intermediari Finanziari: Chi Sono e di Cosa Si occupano
  4. Cassettista o Speculatore? Tutte le Differenze
  5. Cosa Si Compra e Cosa si Vende in Borsa: Guida agli Strumenti Finanziari
  6. Le Leggi Fondamentali di Borsa: Tutto Quello che Devi Sapere prima di investire

Se vuoi approfondire questo argomento, inoltre, ti consiglio di leggere altre guide che ho scritto per te qui su Affari Miei:

Buon proseguimento su Affari Miei!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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