AcomeA Italia, Tutto sul Fondo Comune di Investimento

AcomeA Italia è un fondo comune di investimento a gestione attiva, commercializzato e amministrato da AcomeA SGR, un’importante società di gestione del risparmio che probabilmente conosci.

Siccome scegliere il fondo da sottoscrivere non è questione di pochi minuti –almeno non dovrebbe esserlo –, ti propongo una semplice ma utile guida alla comprensione del prodotto.  

Le informazioni chiave, che ti servono per giudicare la convenienza dell’investimento, si trovano all’interno del KIID, del Prospetto e del Regolamento del fondo, ma bisogna sapere cosa guardare. 

Alla fine, la convenienza di un prodotto è relativa, la riuscita dell’investimento potrebbe anche non dipendere da te. Ciò che conta davvero è trovare uno strumento coerente con le tue caratteristiche e i tuoi obiettivi, perché l’errore più grande è investire a casaccio.

Buona lettura.

Profilo del fondo

Scopriamo qual è la politica di investimento di AcomeA Italia. Si tratta di un fondo azionario che investe nelle imprese italiane, anche residenti all’estero ma con stabile organizzazione nel territorio italiano.

Le azioni in paniere sono emesse sia dalle società comprese nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana (ossia quelle con maggiore capitalizzazione), sia da società che non ne fanno parte (con qualsiasi capitalizzazione).

Le aziende con maggiore peso sono: Intesa San Paolo (3,91%); Mediobanca (3,14%); Unicredit (2,90%); Leonardo Spa (2,84%); Biesse Spa (2,42%); Fiat Chrysler Automobiles (2,27%); Telecom Italia (2,22%); Generali Assicurazioni (2,10%).

I settori economici più rilevanti sono quello finanziario (30,31%), industriale (24%), dei beni di consumo (12,17%) e tecnologico (10,60%).

Il parametro di riferimento (benchmark) scelto dal fondo per misurare il profilo di rischio/rendimento atteso è l’indice Thomson Reuters Italy Total Return Local Currency Index.

Siccome lo stile di gestione è attivo, la SGR non segue fedelmente l’andamento del benchmark, ma può adottare strategie di investimento mirate a realizzare risultati migliori rispetto al mercato.

L’obiettivo del gestore è accrescere il capitale in modo significativo, per fare ciò il fondo ha una prospettiva di investimento di lungo periodo e un livello di esposizione al rischio decisamente alto.

Profilo di rischio e rendimento 

A proposito di rischio… diamo un’occhiata all’Indicatore sintetico di rischio/rendimento. Si tratta di una scala, abbastanza approssimativa, che classifica il fondo in base alla volatilità storica e alla redditività potenziale.

Ti serve principalmente per inquadrare, rispetto alla moltitudine di fondi, quanto è rischioso investire con AcomeA Italia. 

Il fondo si posiziona alla categoria 6 su una scala di valori che va da 1 a 7 (rispettivamente rischio minimo e rischio massimo). Pertanto il livello di rischio/rendimento è alto, una valutazione coerente con un portafoglio quasi esclusivamente azionario. 

Classi di quote: le differenze

È piuttosto comune che le quote dei fondi siano suddivise in più categorie dette “classi”. Una classe può differenziarsi dalle altre per modalità di sottoscrizione, profilo tariffario e destinazione dei proventi. 

AcomeA Italia è suddiviso in:

  • Quote di Classe A1 e A2, quote standard sottoscrivibili tramite PIC e PAC;
  • Quote di Classe P1 e P2, finalizzate all’investimento nei Piani Individuali di Risparmio a lungo termine (PIR), che godono di un trattamento fiscale di favore;
  • Quote di Classe Q2, riservate all’acquisto sul mercato di Borsa Italiana, ATFund, dedicato alla negoziazione dei fondi aperti.

Modalità di sottoscrizione

Le quote di Classe A1 e A2 possono essere sottoscritte mediante versamento in un’unica soluzione (PIC) o mediante adesione ai piani di accumulo del capitale (PAC)

L’importo minimo per il PIC è di 100 euro, con il PAC puoi fare versamenti rateali di minimo di 50 euro.

Le quote PIR sono invece soggette a specifiche modalità di entrata e investimento. Per saperne di più leggi questo articolo: “Piani Individuali di Risparmio: Conviene Investire?”.

Infine, le quote A1-P1 si differenziano dalle quote e A2-P2 perché le prime sono riservate a chi entra nel fondo con la mediazione della SGR o della banca, che verificano l’adeguatezza del profilo del cliente rispetto allo strumento di investimento.

Le seconde sono riservate ai clienti che entrano nel fondo in modalità execution only”: la SGR o la banca si limitano alla semplice trasmissione dell’ordine senza effettuare la verifica di adeguatezza. Godono di un regime commissionale agevolato.

Modalità di disinvestimento e utilizzo dei proventi

Le quote di Classe A1, A2, P1 e P2 possono essere rimborsate dalla SGR in qualunque momento, su richiesta scritta del cliente. Il rimborso può essere totale o parziale, a seconda delle esigenze. La cifra rimborsata viene calcolata sulla base del valore unitario della quota in quel giorno.  

Tutte le classi sono ad accumulazione dei proventi, per cui gli utili maturati sono reinvestiti nel patrimonio del fondo.

Prospetto dei costi

Chiaramente la permanenza nel fondo ha un costo. La SGR deve giustamente ripagarsi del lavoro di amministrazione e gestione delle attività del fondo. 

Alle volte, i costi possono penalizzare gravemente il rendimento, ecco perché ti consiglio di scegliere il fondo che ti costa meno, a parità di rischi e tipologia di portafoglio.

Mettiamo a confronto i costi delle varie classi di quote:

  • Le quote A1 e P1 sono gravate da spese di sottoscrizione una tantum e spese per il disinvestimento; queste spese, calcolate sul totale del capitale, possono arrivare fino ad un massimo del 4%.
  • Le spese correnti prelevate dal fondo ogni anno includono gli oneri di gestione e altre spese che incombono sul fondo. Le percentuali variano in base alla classe di quote: quote A1 e P1: 2,01%; quote A2: 0,86%; quote P2: 0,88%; quote Q2: 0,80%.
  • Commissione di overperformance pari al 20% della differenza positiva tra l’aumento di valore della quota e la variazione percentuale del benchmark nel medesimo periodo. 

Come vedi, i profili tariffari delle classi A1 e P1 sono decisamente sconvenienti. Il 4% di spese di sottoscrizione è altissimo, si mangia subito una grossa fetta del capitale versato, ancor prima che sia investito. 

Performance passate

All’interno del KIID trovi sempre il grafico delle performance passate. A cosa ti serve guardare i risultati storici? 

Non ti serve a capire se il fondo renderà in futuro, perché le performance passate non sono indicative di quelle che verranno. Ma ti è utile a verificare l’operato della gestione, se negli anni è stato efficiente nel raggiungere gli obiettivi, anche in relazione al benchmark. 

I risultati registrati includono le spese correnti, l’eventuale commissione di performance e i costi di transazione, perciò il rendimento è diverso in base alla classe di quote. 

Le classi A2 (in verde) e Q2 (in blu) hanno difatti reso di più rispetto alla Classe A1 (in arancione). Riguardo alle classi P1 e P2 non si hanno dati sufficienti poiché sono operative solo dal 2017.

Invece, non sono calcolate le spese di ingresso, quindi parti dal presupposto che al tuo capitale iniziale potresti dover togliere un eventuale 4% – fin dall’inizio avrai una cifra più bassa di quanto versato. 

Tralasciando l’impatto delle spese sul rendimento, possiamo constatare che il fondo è riuscito, in diversi casi, a realizzare performance migliori del benchmark (in giallo). 

Tuttavia, l’investimento è molto volatile, i risultati non sono mai costanti e quando i fondo va in negativo lo fa di parecchi punti percentuali.

Se intendi investire in questo paniere devi essere in grado di sopportare i continui sali e scendi. Se sei debole di stomaco è meglio per te orientarti verso un fondo che ha rendimenti più costanti da un anno all’altro.

Opinioni di Affari Miei sul fondo AcomeA Italia

Alla luce di tutte le informazioni raccolte, conviene o non conviene investire nel fondo azionario italiano? 

Personalmente io NON investo nei fondi comuni a gestione attiva, perché non sono adeguati alle mie esigenze come ho raccontato tante volte. Tuttavia, ogni strumento ha i suoi pro e contro, può essere utile per alcuni risparmiatori ed essere svantaggioso per altri.

Ma come si fa a scegliere senza commettere errori? 

Quando investire e quando non farlo

Anzitutto, devi raccogliere tutte le informazioni sul fondo che abbiamo analizzato: politica di investimento, stile di gestione, profilo di rischio/rendimento, modalità di entrata e utilizzo dei proventi, oneri e spese.

Se le caratteristiche di AcomeA Italia corrispondono alle tue richieste, ovvero se il tuo orizzonte temporale, il tuo profilo di rischio e le tue aspirazioni di guadagno sono coerenti con quelle dichiarate nel KIID, allora questo fondo è ipoteticamente adeguato.

Devi anche chiederti se ti interessa investire sul mercato azionario italiano e perché. Magari hai già in portafoglio altri investimenti, e un paniere di titoli di società italiane è proprio quello che ti serve. 

Se invece stai andando un po’ a sentimento dovresti considerare che un paniere non troppo diversificato, sul piano geografico e settoriale, è più rischioso.

Infine devi valutare l’impatto dei costi sul rendimento. A parità di portafoglio e di livello di rischio/rendimento, devi trovare il prodotto che ti costa di meno, altrimenti non ha senso.

Onestamente sono un po’ scettico riguardo a questo fondo, su cui può gravare anche un 4% di spese di sottoscrizione, che è tantissimo. Il profilo commissionale delle quote di Classe A2 e P2 è più conveniente, ma investire senza la consulenza della banca può essere rischioso per alcuni. 

Fatte queste considerazioni lascio a te il giudizio finale.

La formazione ha precedenza su tutto

Il mio consiglio è di non buttarti su un prodotto senza sapere cosa stai facendo. Prima della scelta dello strumento ci deve essere la definizione della strategia

Senza la definizione dei tuoi obiettivi, e senza un’adeguata pianificazione, non andrai molto lontano, anzi, rischierai di fare scelte sbagliate. 

Per poter investire in modo consapevole, senza dipendete dalle banche e dai consulenti, quello che ti occorre è un minimo di formazione finanziaria.

Conclusioni 

La formazione sta a monte. Studiare e informarti è un investimento che fai per te stesso, che ti renderà libero di gestire i tuoi soldi nella maniera più idonea, senza lasciarti ammaliare da soluzioni facili, senza che siano gli altri a decidere per te. 

Se non sai da dove iniziare puoi appoggiarti alle risorse che rendo disponibili su Affari Miei:

Non mi resta che salutarti e sperare che investirai sulla tua formazione.

A presto!


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Davide Marciano
Imprenditore e Investitore
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, ha sviluppato nel tempo la passione per la finanza personale e lo sviluppo individuale. Nel 2019 ha scritto il libro "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" ed ha fondato la Affari Miei Academy.

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