Piano di Accumulo BNL: Opinioni, Vantaggi e Svantaggi, Scopri se Investire in PAC BNL

Il piano di accumulo BNL è uno dei tanti PAC che ho recensito su Affari Miei. Abbiamo già incontrato questi strumenti diverse volte, sia analizzandoli singolarmente (ho infatti recensito i PAC Mediolanum, i PAC Intesa, i PAC Generali Assicurazioni e i PAC Credem), che parlando più in generale del risparmio gestito; nel caso in cui tu fossi per la prima volta sul sito, comunque, si tratta di prodotti finanziari piuttosto semplici.

Il meccanismo è questo: di mese in mese vai a mettere da parte un po’di risparmi, che verranno investiti per te sui fondi del gestore (attenzione: il gestore non è la banca o l’assicurazione che ti vende il prodotto).

Nel tempo questi risparmi, essendo investiti in strumenti finanziari, dovrebbero generare un interesse superiore a quello dei costi trattenuti dal gestore e da chi ti ha venduto il prodotto.

Nelle recensioni precedenti sui piani di accumulo, ti ho messo in guardia su come la maggior parte delle volte i costi legati all’investimento non giustifichino il rendimento ottenuto ed il rischio che esso comporta. Tuttavia, cercando di essere imparziale, voglio dare fiducia a BNL e approfondire con te il PAC che viene proposto ai suoi clienti.

Magari anche a te è stato proposto da qualche consulente e vuoi saperne di più prima di investire.

Il piano di accumulo di BNL spiegato ai non-esperti

Ecco che cosa succede esattamente ai tuoi soldi dal momento in cui sottoscrivi il prodotto. Anche se il bonifico viene fatto a BNL, in realtà i soldi vengono poi girati direttamente alla SGR.

Questo acronimo sta per Società di Gestione del Risparmio, un’azienda che è autorizzata a investire materialmente i tuoi soldi e a creare dei fondi di comuni di investimento su cui investirli. Ti potrà suonare come una novità, ma né banche né assicurazioni sono autorizzate, secondo il diritto italiano, ad occuparsi di queste cose.

Quando ti viene fatta la consulenza da un operatore di BNL, questa serve soltanto a comprendere l’orizzonte temporale del tuo investimento ed il tuo profilo di rischio. In base a questi due parametri verranno create delle istruzioni, che poi saranno girare agli operatori della SGR che investiranno i tuoi soldi sui fondi aziendali.

Come tutte le SGR, anche quella del gruppo BNP Paribas offre diversi fondi che si differenziano tra loro, fondamentalmente, per il profilo di rischio:

  • Basso – I fondi a minor rischio sono quelli che comprano prevalentemente obbligazioni emesse dai governi delle nazioni più avanzate economicamente, come Germania e Stati Uniti. In piccola parte possono far rientrare nel portafoglio anche altre obbligazioni, mentre le azioni sono di solito rappresentate in minima parte;
  • Medio – I fondi a medio rischio sono tipicamente quelli flessibili. Vengono armonizzati facendo rientrare più o meno azioni e più o meno obbligazioni a seconda della scadenza del fondo e delle condizioni di mercato. In altri casi i fondi a rischio medio sono quelli che comprano per lo più obbligazioni di governi e aziende con un rating medio-alto, ed in piccola parte azioni;
  • Alto – I fondi a rischio più alto sono quelli composti per la maggior parte da azioni. Il loro rendimento può variare fortemente nel tempo in base alle condizioni di mercato, ma in linea di massima seguono l’andamento globale dell’economia. Esistono poi dei fondi particolari, chiamati hedge funds o fondi speculativi, che investono nella categoria più rischiosa in assoluto di strumenti finanziari: i derivati, che fondamentalmente sono prodotti creati per la speculazione di brevissimo termine e la possibilità di fare vendita allo scoperto (cercare di guadagnare dai ribassi del mercato).

La SGR e BNL si dividono i proventi dell’investimento. Già, alle volte tendiamo a dimenticarlo: i soldi che fanno girare la macchina del risparmio gestito sono quelli che stiamo versando mettendo da parte di mese in mese.

Ecco perché io non investo mai in questo modo i miei soldi e perché già più di 2.000 persone hanno deciso di seguire la mia strada.

Se ti interessa, ho creato un corso a riguardo che si chiama “Easy Investments Formula”: qui ho illustrato la mia strategia di investimento, rivolgendomi a coloro che partono dal basso esattamente come ho fatto io.

Se vuoi scoprire (ed evitare) gli errori che io stesso ho commesso e che mi hanno fatto inciampare nell’ascesa alla stabilità e agli investimenti consapevoli, ti consiglio di dar un’occhiata al mio lavoro!

Conviene investire nel PAC di BNL?

Come sempre questa è la vera domanda a cui rispondere. Ci sono quattro elementi che bisogna prendere in considerazione:

  • Limitazioni;
  • Rischi;
  • Rendimenti;
  • Costi.

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Limitazioni

Le limitazioni sono davvero poche, secondo una corrente che si sta affermando negli ultimi anni. Dal momento in cui i risparmiatori si dimostrano sempre più preoccupati per il futuro, banche e assicurazioni si adattano creando dei piani di accumulo senza vincoli. Potrai scegliere liberamente:

  • Quanto versare di mese in mese;
  • Se cambiare o mantenere i fondi in cui vengono investiti i tuoi soldi;
  • Se sospendere o interrompere i versamenti;
  • Quando riavere indietro il tuo capitale.

In ogni caso vengono applicati dei costi di sottoscrizione e dei prelievi sui versamenti che ti scoraggeranno dall’uscire anticipatamente dal piano di accumulo.

Nel caso di rimborso entro i primi due anni, allo stato dei fatti, i costi sarebbero superiori ai ricavi ottenuti con gli interessi; onde evitare di rendere un investimento una perdita certa, dovresti cercare di evitare questo prodotto se non sei certo di poter versare regolarmente per almeno due anni.

Rischi

Il rischio è modulabile, ovvero siccome la SGR ha già in portafoglio tantissimi fondi con rischi diversi si adatta direttamente alle tue esigenze. Ci hanno insegnato che il rischio ed il rendimento sono proporzionali, ma questa cosa non è necessariamente vera.

Da una parte è vero che gli strumenti finanziari più rischiosi sono quelli potenzialmente più redditizi; dall’altra parte il rendimento dipende in gran parte dalla capacità umana di scegliere il momento giusto per comprare e per vendere quel titolo.

Quanto al tuo profilo di rischio, è probabile che se hai deciso di scegliere il risparmio gestito è perché non ti senti in grado di fare da solo le tue valutazioni. Non preoccuparti, dunque, e limitati a spiegare per filo e per segno al tuo consulente quello che ti aspetti dal prodotto finanziario; vedrai che sarà lui a farti le domande necessarie per scegliere al meglio la destinazione dei fondi, dopodiché trasmetterà il tutto alla SGR che metterà in pratica quanto stabilito.

La SGR ha molti fondi diversi, per cui il tuo profilo di rischio determinerà in quale fondo saranno investiti i tuoi soldi. Dal momento in cui non hai limiti sulla scelta dei fondi, questo elemento non è granché importante se preso singolarmente: tutto dipende dal rendimento che corrisponde a quel rischio.

Rendimenti

Come ti spiegavo negli altri articoli sui piani di accumulo, i tuoi rendimenti dipendono dalla gestione della SGR. I suoi fondi sono sempre a gestione attiva, ovvero vengono continuamente manovrati comprando e vendendo azioni; l’obiettivo è quello di massimizzare il rendimento.

Per capire se queste continue manovre sul fondo siano positive o negative, si paragona il fondo ad un benchmark. Supponiamo ad esempio che tu voglia investire su un fondo a gestione attiva che tratta azioni italiane; l’andamento di quel fondo andrà paragonato all’andamento del FTSE MiB, ovvero l’indice delle 40 aziende italiane con la maggiore capitalizzazione di Borsa.

  • Se il rendimento del fondo a gestione attiva supera la performance del benchmark, allora il gestore ha fatto un buon lavoro;
  • Se il rendimento del fondo a gestione attiva è inferiore alla performance del benchmark, allora il gestore non ha fatto un buon lavoro.

Per buono o cattivo che sia, sii comunque cosciente del fatto che di anno in anno il lavoro del gestore viene retribuito con una parte non indifferente del tuo capitale.

Nel caso dei piani di accumulo di Intesa Sanpaolo ( che ho linkato in apertura) ti avevo fatto vedere come il rendimento dei fondi della sua SGR fosse sistematicamente minore di quello del benchmark. Nel caso di BNL non ci discostiamo molto, con un’aggiunta che segna ulteriormente il mio disprezzo nei confronti del risparmio gestito:

  • Moltissimi fondi flessibili/bilanciati vengono lasciati senza benchmark, così sul KIID non devono comparire le differenze di rendimento. Questa pratica non mi piace affatto, perché fa perdere all’investitore delle informazioni importanti sulla qualità della gestione.
  • Dei fondi che invece presentano un benchmark ne ho controllati alcuni. A parte uno di quelli in elenco, che ha performato grossomodo nello stesso modo del suo benchmark, tutti gli altri sono andati decisamente peggio. L’orizzonte temporale di riferimento sono gli ultimi dieci anni, nel caso in cui te lo stessi chiedendo. In particolare ho verificato:
    • BNL Azioni America (azionario);
    • BNL Azioni Emergenti (azionario);
    • BNL Azioni Europa Dividendo (azionario);
    • BNL Obbligazioni Emergenti (obbligazionario);
    • BNL Bond Euro Corporate L1 (obbligazionario);
    • BNL Bond Euro High-Yield (obbligazionario).

Questo significa che i gestori dei fondi vengono remunerati cospicuamente con il tuo capitale per fare peggio di quello che avresti potuto ottenere comprando delle quote di fondi a gestione passiva.

Oltre ad avere un rendimento maggiore, avresti anche sostenuto costi decisamente minori; se facessimo il calcolo del rendimento al netto dei costi, in molti casi questi dieci anni non ti sarebbero bastati nemmeno per pareggiare l’inflazione.

Costi

I costi sono il grande problema del piano di accumulo, non solo di quello di BNL. Il risparmio gestito è sempre costoso; questi costi non sono affatto da poco, anche se tantissime persone tendono a sottovalutarli. La struttura dei costi è questa:

  • Una parte del tuo denaro ti viene sottratta al momento della sottoscrizione o dei versamenti periodici;
  • Di anno in anno, dovrai pagare una commissione di gestione per il lavoro svolto dalla SGR sui fondi in cui hai investito.

La catena di comando è davvero lunga, ed è per questo che i costi sono così alti. Non solo ci sono da remunerare tutti i membri della SGR, ma anche tutta la struttura commerciale che sta a monte del consulente finanziario con cui hai parlato del piano di accumulo.

I costi esatti dipendono dai fondi su cui vengono investiti i tuoi risparmi. Come quasi sempre avviene, i costi maggiori sono legati ai fondi più rischiosi e quelli minori a quelli meno rischiosi; ti faccio un breve elenco di modo che tu possa avere un’idea chiara del costo medio di ogni fondo.

  • Obbligazionari: 3,00% spese di sottoscrizione, 1,35% spese annue di gestione;
  • Azionari: 3,00% spese di sottoscrizione, 1,75% spese annue di gestione;
  • Bilanciati: 3,00% spese di sottoscrizione, 1,44% spese annue di gestione.

Non ci sorprende scoprire che, in fondo, i costi del PAC di BNL sono fondamentalmente allineati con quelli di tutti i maggiori istituti di credito. Se paragonati ai costi dei fondi a gestione passiva, di cui ti parlerò tra poco, questi sono costi esorbitanti.

In conclusione

Tiriamo le somme: a mio avviso il piano di accumulo di BNL non conviene. A parità di costi ci sono SGR che gestiscono i loro fondi con un successo decisamente maggiore.

Ovviamente i rendimenti passati non sono indicativi dei rendimenti futuri, ma ho molta se tre indizi costituiscono una prova…cosa costituiscono cinque fondi su sei che ne ho controllati, tutti con un rendimento decisamente inferiore a quello del benchmark su un arco temporale di dieci anni?

Tendenzialmente io sconsiglio sempre il risparmio gestito, per cui tra poco ti presenterò un’alternativa completamente diversa. Supponiamo però che tu non abbia proprio tempo da dedicare ai tuoi investimenti ed alla cultura finanziaria personale.

Magari sei un medico che guadagna molto bene e che passa tante ore in sala operatoria, per cui quando torni a casa vuoi soltanto rilassarti e non pensare a capire come investire da solo i tuoi risparmi; a questo punto posso sentirmi di consigliarti il risparmio gestito, perché in fondo il tempo è una risorsa preziosa. Semplicemente, in questo caso, potresti trovare dei fondi che si presentino con delle credenziali migliori.


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L’alternativa ai PAC: usare gli ETF per investire a poco a poco

Su Affari Miei parlo sempre coniugando la teoria e la pratica, specie dal momento che io stesso investo i miei soldi e cerco tutti giorni il modo migliore per farlo.

Un’alternativa che dovresti valutare è quella di scegliere i fondi a gestione passiva, chiamati ETF, che si limitano semplicemente a uguagliare l’andamento del loro benchmark.

Abbiamo visto in varie recensioni dei piani di accumulo che la gestione attiva, nella maggior parte dei casi, rende meno di quella passiva; a questo si unisce il discorso dei costi: se il fondo medio di BNL ha una commissione di sottoscrizione del 3% ed un costo di gestione dell’1,50% annuo, gli ETF su cui investo i miei risparmi prevedono commissioni di sottoscrizione inesistenti e un costo annuo di gestione dello 0,2-0,45%.

L’effetto del miglior rendimento e dei minori costi, nel tempo, aumenta esponenzialmente per effetto della capitalizzazione composta. In sostanza, reinvestendo i maggiori interessi che ottengo con la gestione passiva aumento ulteriormente la differenza tra il rendimento che questa mi dà e quello che mi darebbe il risparmio gestito. Qui puoi leggere una guida di approfondimento.

Considerando che le quote degli ETF hanno solitamente costi compresi tra i 10 ed i 200 euro, potresti comprarne delle quote a intervalli mensili esattamente con la stessa regolarità di un piano di accumulo. Questo ti permetterebbe di ottenere lo stesso effetto di risparmio progressivo, ma ti renderebbe anche padrone dei tuoi risparmi.

Oltre a parlarne nel mio corso, che ti ho consigliato nei paragrafi precedenti, ti lascio il link a delle ulteriori risorse che possono aiutarti ad approfondire l’argomento, a partire dalla recensione sui migliori ETF.

Buon proseguimento su Affari Miei!


Scopri che Investitore Sei

Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:

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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei
Ha fondato Affari Miei nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente. É autore dei libri "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" (2019) e "Investimenti Sicuri - Come Proteggere il Tuo Patrimonio e Vivere di Rendita" (2023).

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