Piano di Accumulo Credem: Guida ai Prodotti Assicurativi della Compagnia

Su Affari Miei abbiamo già recensito vari piani di accumulo del capitale (PAC). Oggi esaminiamo l’offerta del piano di accumulo Credem, che propone qualcosa di molto diverso da concorrenti come Poste Italiane e Mediolanum.

In particolare, non si tratta di un prodotto rigido; non avendo nessuna componente assicurativa, come ce l’hanno invece il PAC di Generali, risulta piuttosto flessibile. Se questa flessibilità sia conveniente per gli investitori, poi, è un altro discorso: seguimi e nel corso della guida andremo a fare tutte le analisi del caso.

Probabilmente il tuo obiettivo è quello di mettere da parte un pochino dei tuoi risparmi tutti i mesi. Magari lo fai con la prospettiva di risparmiare per la vecchiaia ed integrare la tua pensione, oppure semplicemente per vedere crescere i tuoi risparmi anziché tenerli fermi sul conto corrente.

Qualunque sia la motivazione, se segui Affari Miei saprai che in linea di massima trovo molto sconveniente il risparmio gestito; ci sono sicuramente dei modi migliori per far crescere il tuo capitale senza ricorrere ad un piano di accumulo.

In questa specifica guida, comunque, voglio semplicemente mettere a confronto le proposte di Credem con gli altri PAC reperibili sul mercato.

Piano di accumulo Credem, che confusione per gli investitori!

Se c’è una cosa su cui bisogna essere chiari, sono i soldi. Già in passato ho messo in guardia i miei lettori dagli investimenti presentati in modo fumoso e incompleto; anche il PAC di Credem presenta lo stesso, enorme, difetto.

Quello che succede è che ogni prodotto finanziario ha una serie di documenti obbligatori in allegato. Il più importante è il KIID, che riassume tutte le informazioni come i costi di gestione e le possibilità di guadagno. Alcune aziende, come Poste Italiane, sono molto trasparenti e ci danno la possibilità di consultare facilmente questi documenti.

Altre, come Credem, li nascondono in un’area remota del sito; questa parte non viene nemmeno presa in considerazione dai motori di ricerca, per cui l’unico modo per trovarla è scavare nei meandri del sito dell’azienda fino a trovare qualcosa di simile ad una risposta.

Perché soltanto qualcosa di simile? Perché i documenti, comunque, non ci sono. O meglio: ce ne sono a migliaia sul sito di Credem, ma non è specificato quali siano relativi al piano di accumulo di capitale che ti sto per presentare. Abbiamo un elenco di fondi sul sito del partner che gestisce i PAC di Credem, ma non sappiamo quali rientrino in quale PAC.

Per onestà intellettuale voglio quindi dirti da dove provengono le informazioni che stai per leggere. Nella pagina del sito ufficiale di Credem in cui sono presentati i PAC disponibili, c’è un rimando alla sezione remota del sito in cui teoricamente dovrebbero esserci i documenti in allegato.

All’interno di questa sezione, come ti dicevo, non è possibile comprendere quali documenti siano relativi al prodotto che stiamo esaminando; si sa soltanto che i soldi vengono investiti da una società chiamata Euromobiliare AM SGR, con sede in Lussemburgo, che fa capo alla stessa proprietà di Credem. Inoltre si sa su quali fondi investe questa SGR, anche se non si sa di preciso su quali fondi investa i soldi di chi sottoscrive un PAC. Un bel caos!

Sottolineo una cosa: ho verificato personalmente queste cose in data 11 marzo 2019. Dovesse cambiare qualcosa, non esitare a segnalarmelo perché potrebbe anche trattarsi di un errore dello staff della banca che magari, nel frattempo, viene corretto.

Morale della favola

La morale della favola è questa: io ti darò soltanto le informazioni di cui posso essere sicuro. Necessariamente saranno incomplete. Sei libero di contattare un promotore finanziario di Credem, se vuoi, ed approfondire il mio discorso.

Io personalmente non lascerei mai che i miei soldi venissero investiti su un prodotto finanziario che mi viene venduto in questo modo, cercando in tutti i modi di rendermi difficile il reperimento delle informazioni che mi servono per valutarlo.

Magari contattando un promotore questo potrebbe portarmi il prospetto, ma questo tipo di strategia non fa per me: io sono abituato a cavarmela da solo e farmi le mie idee in autonomia, ed eventualmente chiedere dopo il supporto. Come sai, la consapevolezza è un’arma che raccomando sempre.

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Come funziona il PAC di Credem

Come tutti i piani di accumulo, è fondamentalmente previsto che tu faccia dei versamenti mensili. I soldi dei tuoi versamenti, al netto dei costi, verranno poi investiti nei vari fondi di Euromobiliare AM SGR.

A seconda del tuo profilo di rischio, ti verranno proposti dei prodotti composti da fondi diversi: più azionari se intendi rischiare di più, più obbligazionari se intendi rischiare di meno.

In ogni caso, nell’elenco di fondi Euromobiliare non vedo fondi che investano nel settore immobiliare; per quello che ho avuto modo di vedere, tutto si basa su azioni ed obbligazioni.

A seconda del tuo profilo di rischio ti verrà proposta una delle opzioni a disposizione:

  • Monetario: costituito in prevalenza da fondi che investono in obbligazioni a breve termine. Rischio molto basso e orizzonte di breve periodo;
  • Obbligazionario: costituito in prevalenza da fondi che hanno in portafoglio obbligazioni a breve e lungo termine. Rischio basso e orizzonte di breve-medio periodo;
  • Flessibile: la costituzione è variabile. Di solito questo tipo di prodotto è inizialmente costituito da fondi a prevalenza azionaria, ma col tempo aumenta la componente obbligazionaria per ridurre il rischio in prossimità della scadenza. Rischio medio-basso ed orizzonte di lungo periodo;
  • Azionario: costituito in prevalenza da fondi azionari. Il rischio diventa medio o medio-alto, a seconda della composizione, e l’orizzonte rimane di lungo periodo.

Il versamento minimo è di 50 euro al mese per tutte le tipologie, ma c’è anche la possibilità di scegliere l’opzione annuale. Questa ovviamente non conviene, perché i soldi cominceranno a produrre interessi prima se li versiamo prima.

Per capirci, se al 1 gennaio verso 50 euro, questi cominceranno a produrre interessi; al 1 di febbraio verserò altri 50 euro che cominceranno a produrre interessi e così via. Tutti questi interessi, se aspettassi l’anno prossimo per fare il versamento, li perderei.

Cosa devi assolutamente sapere

Anche se non ci è dato tutto, vedrai, gli elementi che abbiamo in mano ci bastano per fare tutte le valutazioni di cui abbiamo bisogno.

Si tratta di pochi semplici elementi che, personalmente, mi fanno sconsigliare il prodotto offerto da Credem in tutte le sue possibili varianti.

Flessibilità

Comincio da questo aspetto perché sul sito ufficiale viene nominato con grande sottolineatura. In poche parole, sottoscrivendo un piano di accumulo Credem sarai libero di scegliere:

  • Quanto versare ogni mese o ogni anno, purché la somma non sia comunque inferiore a 50 euro al mese;
  • Se cambiare i fondi o le Sicav in cui sono stati investiti i tuoi soldi. Questo presuppone però che nel frattempo tu abbia imparato a fare da te le scelte migliori per i tuoi soldi, decidendo tu stesso dove investirli. In questo caso, difficilmente vorrai continuare sulla strada del risparmio gestito perché non avrai bisogno di nessun gestore.
  • Quando disinvestire. Ovviamente non senza termini e condizioni! Sei vincolato per i primi 12 mesi a non poter prelevare, e disinvestendo prima di avere ammortizzato la commissione iniziale (di cui non ci viene detto il valore) ci verrà addebitata la somma mancante per ripagarla del tutto. Come ho spiegato in altri contesti, infatti, per fare sembrare più basse le commissioni di ingresso banche e assicurazioni le distribuiscono su più anni; in questo modo il cliente finale non ha la sensazione di farsi mettere le mani in tasca appena sottoscritto un prodotto.

Non ci viene detto niente nemmeno in merito alla possibilità di scegliere se ricevere dei bonifici periodici con i nostri interessi accumulati o meno. In ogni caso, come spiegavo nella guida generale all’investimento in ETF, sempre meglio un prodotto senza cedola per sfruttare l’effetto dell’interesse composto (ovvero degli interessi che vengono reinvestiti e generano altri interessi).

Costi

Questo è sempre l’aspetto determinante quando si parla di risparmio gestito, quello che fa tutta la differenza tra un prodotto che vale la pena sottoscrivere ed uno che non ha senso di esistere. Perché? Se mi segui da un po’ lo saprai già, ma ti faccio comunque un riassunto:

  • I piani di accumulo si assomigliano tutti a livello di prodotti finanziari che vengono comprati con i tuoi soldi. Il fondo obbligazionario a medio termine con rischio 4 di Credem è diverso da quello di Intesa (sarebbe più corretto citare le loro SGR, ma è per capirci). La differenza è comunque molto relativa, perché né gli uni né gli altri hanno la sfera di cristallo per sapere cosa succederà in futuro; sappiamo semplicemente che il profilo di rischio, quindi quello di rendimento, è analogo. Il resto ci importa poco;
  • Le commissioni sono molto più onerose di quel che potresti pensare. Quando ho parlato del PAC di Generali, ho fatto vedere come nel prospetto informativo ci sia scritto chiaramente che è possibile perdere soldi anche se le cose vanno mediamente bene e si detiene il prodotto per vent’anni. Perché? Perché in molti casi i soldi spesi in commissioni sono più di quelli prodotti come interessi. Ogni anno, infatti, una parte più o meno grande del tuo capitale ti viene portata via per remunerare:
    • Chi ti ha venduto il prodotto, che non è colui che lo ha creato e non può venderti quello che vuole (solo quello che gli propone la banca/assicurazione/SIM/SGR per cui lavora);
    • Chi gestisce i fondi su cui sono investiti i tuoi soldi, che non necessariamente ti aiuta a guadagnare. Anzi, nella maggior parte dei casi un fondo a gestione attiva finisce per avere rendimenti peggiori di uno a gestione passiva, motivo per il quale io investo la maggior parte dei miei risparmi in ETF.

Che costi ci sono per gli investimenti nei fondi di Credem, gestiti da Euromobiliare AM SGR?

  • Un costo di entrata aggiunto da Credem che non ci è dato sapere, ma che forse non esiste per alcuni prodotti;
  • Un costo di gestione annuale molto elevato: non il più alto in assoluto (Generali fa peggio) ma comunque troppo alto. Si parla di 1,50% in media per i prodotti a basso rischio e addirittura il 2,25% per alcuni fondi azionari;
  • Un costo di entrata fisso stabilito da Euromobiliare. Su alcuni prodotti è assente, in particolar modo quelli a basso rischio; in alcuni casi si arriva però al 4,00%!

Con dei costi così alti ci aspettiamo delle performance grandiose! Andando a vedere i KIID, però, scopriamo una realtà che fa sorridere: questi fondi a gestione attiva, per la maggior parte, hanno performance estremamente vicine all’ETF corrispettivo.

Quindi un prodotto che costa lo 0,25% l’anno in commissioni mi può dare lo stesso rendimento di un prodotto che mi costa il 2,25% l’anno: perché dovrei scegliere il secondo? Ricordiamoci che il 2,25% di 30.000 euro sono 675 euro, non proprio noccioline.

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Il piano di accumulo di Credem conviene?

Sinceramente non ho bisogno di avere un dettaglio degli eventuali costi di Credem -se ci sono- da aggiungere a quelli della sua SGR. Prendendo la metà di tutti i KIID presenti sul loro sito (sono tanti) ho guardato semplicemente tre cose:

  • Tipo di strumenti finanziari acquistati;
  • Profilo di rischio;
  • Costi di gestione e commissioni d’entrata.

Questi tre elementi sono stati sufficienti per farmi un’idea chiara. I costi sono, a parità di rischio/rendimento, superiori alla media dei piani di accumulo. Mi basta. Sempre meglio di quelli che in realtà nascondono l’intento di vendere una polizza sulla vita, ma se dovessi scegliere il meno peggio di tutti i PAC ne sceglierei comunque un altro.

Questi sono semplicemente i miei pensieri, supportati dai numeri che ho riscontrato, sul piano di accumulo di Credem. Se stai cercando un modo per investire i tuoi soldi nel lungo termine, in ogni caso, sappi che le strade che ti si parano davanti sono davvero tante.

Soluzioni alternative

Puoi comunque scegliere una vasta gamma di soluzioni alternative che ti consentono di risparmiare denaro per il futuro: in special modo, puoi dare uno sguardo agli articoli di Affari Miei in cui ho parlato di ETF e della costruzione di un portafoglio.

Anche nelle pagine del mio corso “100 Mila Euro sul Conto” trovi molti riferimenti agli investimenti di termine lungo o medio: ho messo a punto il corso proprio per permettere a chi, come te, vuole risparmiare ed investire di raggiungere gli obiettivi prefissati, riportando la mia esperienza personale e le mie strategie che, sinora, si sono rivelate vincenti. Ricorda, però, che la base indispensabile è che tu abbia la stessa precisione nel risparmiare il denaro che avresti avuto se si fosse stata una compagnia assicurativa o una banca a chiederteli per il piano di accumulo.

Ti lascio qui un po’ di risorse che ti possono essere utili per valutarle al meglio e fare la scelta più conveniente per te ed i tuoi risparmi:

Buon proseguimento su Affari Miei!


Scopri che Investitore Sei

Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:


mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

2 COMMENTI

  1. purtroppo sono uno dei fessi convinto ad investire in credem, essendone correntista; in 18 mesi , su 30000 di investimenti ho perso 3000 euro, quando sono andato a disinvestire mi dicevano ancora che bisognava aspettare ancora! Mi dispiace dirlo ma a quel punto ho perso le staffe li ho mandati a …………
    Saluti
    Claudio Bellevicine

    • Ciao Claudio,

      come spiego tantissime volte sul blog, il fatto che io sconsigli determinati prodotti non vuol dire sempre che le colpe siano esclusivamente di chi ha venduto.

      Tanto per dire:
      – in che momento ha sottoscritto? Nel 2018 tutti i mercati mondiali sono andati giù, anche Warren Buffet ha perso soldi;
      – con che orizzonte temporale ha investito? Se non lo sa, non le occorre un prodotto ma, a mio avviso, le serve un po’ di sana formazione.

      I miei studenti del corso “100 Mila Euro sul Conto” lo sanno perfettamente, è quello che insegno da anni: https://www.affarimiei.biz/100-mila-euro-sul-conto-corso/

      Non sono un difensore delle banche, anzi, penso che vendano prodotti poco utili per i clienti. Tuttavia un po’ di sana formazione e di autocritica, in certi casi, fa bene a tutti perché siamo adulti che investono e non bambini che giocano al parco giochi.

      I miei più sinceri auguri.

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