Contratto di Stage e Tirocinio Retribuito e non Retribuito: Tutto Quello che Devi Sapere

Torno a parlare di mondo del lavoro e lo faccio affrontando un tema che è tra i più spinosi, soprattutto per chi si è affacciato adesso al mondo del lavoro e deve fare, per così dire, la proverbiale gavetta. Parlo delle esperienze lavorative rivolte ai più giovani per contratto: stage e tirocini.

Se ti è capitato di chiederti che differenza ci sia tra uno stage e un tirocinio o ancora tra un tirocinio curriculare ed extracurriculare, soprattutto leggendo le job description, continua a leggere l’articolo di seguito e avrai le idee più chiare.

Che differenza c’è tra Stage e Tirocinio?

Molto spesso si fa confusione tra questi due termini e chissà quante volte ci siamo chiesti se effettivamente ci sia o meno una vera differenza. Di fatto lo stage e il tirocinio sono la medesima cosa in quanto volti a creare un legame diretto tra l’azienda, vale a dire il soggetto ospitante e il tirocinante.

Il periodo di inserimento all’interno del contesto lavorativo ha l’obiettivo di consentire al tirocinante di acquisire un’esperienza pratica, un periodo di formazione in un determinato settore produttivo.

La disciplina dei tirocini, per evitare che fosse utilizzata in modo errato e distorto, utilizzando i tirocinanti al posto dei lavoratori assunti regolarmente, è stata rivista dalla riforma Fornero, vale a dire dalla legge numero 92 del 2012, con l’obiettivo di strutturare gli stage in modo da non poter più aggirare la normativa.

Differenza tra tirocinio curriculare e tirocinio extracurriculare

Il tirocinio formativo non ha un’unica forma di rapporto, ma si concretizza in diverse tipologie con regole differenti. Innanzitutto bisogna fare una distinzione tra quelli curriculari ed extracurriculari.

Con i primi l’intenzione è quella di creare un percorso formativo e professionale da inserire all’interno del piano di studi universitario o di un istituto scolastico. Il tal modo si mira ad affinare l’apprendimento dello studente con un insegnamento diretto e pratico.

I tirocini di curriculari di conseguenza, oltre ad essere obbligatori possono essere svolti solo se si è iscritti a uno dei corsi di studi previsti dall’ente promotore.

Per quanto riguarda i tirocini extracurriculari invece il discorso è diverso. L’obiettivo perseguito in questo caso è quello di accompagnare un giovane nelle proprie scelte professionali, in particolar modo nella fase di transizione dal mondo scolastico a quello lavorativo/professionale. Questi ovviamente sono facoltativi e ce ne sono di diversi tipi.

Tirocini Extracurriculari: Tipologie e Durata

Tra i tirocini extracurriculari abbiamo:

  • tirocini formativi. Questi hanno l’obiettivo di facilitare le scelte professionali e di occupabilità, andando a favorire i giovani in quel particolare periodo di transizione tra il mondo dell’istruzione scolastica/universitaria e il mondo del lavoro. Di regola, i destinatari di tale tipologia sono soggetti in possesso di un titolo di studio conseguito e non oltre i 12 mesi. La durata di questo tipo di tirocinio e di massimo 6 mesi;
  • tirocinio di inserimento o reinserimento. I destinatari di questo tipo di tirocinio, come si può capire dalla parola stessa sono le persone disoccupate, inoccupate nonché i lavoratori in regime di cassa integrazione. La durata estesa ad un periodo di 12 mesi;
  • tirocinio di orientamento e formazione o di inserimento o reinserimento in favore delle categorie protette. Il tirocinio in questo caso sarà attivato fino ad un periodo di 24 mesi.

Volendo essere ancora più specifici, Il tirocinio ha una durata massima che non può essere superiore a:

  •  6 mesi nel caso in cui gli stagisti siano lavoratori inoccupati o disoccupati;
  • 4 mesi nel caso in cui gli stagisti siano studenti che frequentano la scuola secondaria;
  • 12 mesi per gli studenti universitari, comprendendo anche coloro che frequentano corsi di diploma universitario, dottorati di ricerca e scuole o corsi di perfezionamento e specializzazione. Lo stesso discorso vale anche per coloro che frequentano scuole o corsi di perfezionamento e specializzazione post-secondari anche non universitari, anche nei diciotto mesi successivi al termine degli studi;
  • 6 mesi nel caso in cui gli stagisti frequentino corsi di formazione professionale, siano allievi di istituti professionali di Stato, di corsi di formazione professionale, studenti frequentanti attività formative post-diploma o post laurea, anche nei diciotto mesi successivi al completamento della formazione;
  • 12 mesi nel caso in cui i soggetti beneficiari siano persone svantaggiate intendendo persone con invalidità oppure che abbiano trascorso un periodo di ricovero in ospedali psichiatrici o ancora tossicodipendenti, alcolisti minori in età lavorativa con una difficile situazione familiare, i condannati, i detenuti con l’esclusione dei portatori di handicap;
  • 24 mesi nel caso di soggetti portatori di handicap.

Attivazione e svolgimento dei tirocini

Il tirocinio presuppone un accordo tra tre soggetti e vale a dire:

  • l’ente promotore;
  • la struttura ospitante;
  • il tirocinante.Lo svolgimento di un tirocinio è possibile soltanto se l’ente promotore sia che esso sia privato o pubblico si fa garante della serietà dell’azienda che ospiterà il tirocinante stipulando con essa una convenzione.Inoltre, sono diversi i soggetti che possono svolgere la funzione di ente promotore tra cui:
  • le università degli studi, anche privati, abilitati al rilascio di titoli accademici;
  • i provveditorati agli studi;
  • le agenzie per l’impiego o strutture analoghe che vengono individuate dalle Regioni;
  • le sezioni circoscrizionali per l’impiego o strutture con compiti analoghi sempre individuate dalle Regioni;
  • i servizi di inserimento lavorativo per disabili gestiti da enti pubblici delegati dalla Regione;
  • i centri pubblici per la formazione professionale o orientamento, o ancora centri che operano in convenzione con la regione o la provincia o da questi accreditati;
  • le comunità terapeutiche e le cooperative sociali a condizione che siano iscritti negli specifici albi regionali;
  • le strutture formative private, senza scopo di lucro, diverse da quelle indicate in precedenza, che operano in base di una specifica autorizzazione da parte della Regione.

Come già è stato detto, lo stage, per essere svolto, deve essere soggetto ad una convenzione tra l’ente promotore e l’impresa ospitante.

Alla convenzione inoltre deve essere allegato un progetto formativo relativo a ciascun tirocinio.

Il progetto formativo deve essere obbligatoriamente firmato dall’azienda ospitante, dal tirocinante e dall’ente promotore, che avrà il compito di inviare una copia alla regione, al ministero del lavoro e alle rappresentanze aziendali.

Il tirocinante e di conseguenza lo svolgimento del progetto formativo sono seguiti dal tutor aziendale che altro non è che il responsabile aziendale dello stage e il tutor del soggetto promotore nominato appunto dall’ente che promuove lo stage. Tale progetto formativo deve indicare:

  • quali sono gli obiettivi da raggiunger e con quali modalità, assicurando agli studenti un collegamento con i percorsi formativi svolti presso le strutture di provenienza;
  • gli estremi identificativi delle assunzioni;
  • il nome del tutor incaricato sia dal responsabile d’azienda che dal soggetto promotore, il quale seguirà l’esperienza lavorativa del tirocinante;
  • il settore aziendale nel quale il tirocinante viene inserito;
  • la durata ed il periodo di svolgimento del tirocinio.Ci sono comunque dei casi in cui non è possibile attivare il tirocinio extracurriculare ed è quando:
  • è limitato il numero dei tirocinanti in azienda.

Di regola il regolamento prevede che per le imprese fino a 5 dipendenti ci può essere un solo stagista, per le imprese tra i 6 e i 20 dipendenti non più di due e un’impresa con oltre 20 dipendenti, il 10% dell’organico può essere costituito da tirocinanti.

Inoltre sono state introdotte delle agevolazioni per l’ultima circostanza elencata, che porta al superamento del 10% con un contratto della durata minima di 6 mesi, anche part time al 50%;

  • il tirocinio non abbia mansioni che necessitano di una preliminare formazione;
  • non è possibile utilizzare un tirocinante per sostituire dipendenti assenti per malattia, maternità o ferie, né per sostituire i lavoratori stagionali nei periodi di maggiore produttività.

Lo Stage o il Tirocinio sono retribuiti?

Fino all’entrata in vigore della riforma Fornero, il tirocinante non aveva diritto a nessuna retribuzione per l’attività svolta all’interno dell’azienda ospitante anche se di regola venivano riconosciuti delle indennità o dei rimborsi spesa e tutto ciò perché lo stage non costituiva un vero rapporto di lavoro.

Anche tutt’ora il contratto di stage non stabilisce un rapporto di lavoro ma la riforma Fornero ha previsto che l’accordo quadro Stato-Regioni sia provvista di indicazione relative alle indennità da versare allo stagista e le sanzioni per le ipotesi in cui l’impresa ospitante non vi provveda.

Perciò è stata stabilita un’indennità minima da corrispondere allo stagista per ogni tirocinio extracurricolare. Tale indennità non può essere inferiore 300 euro lordi mensili anche se alle regioni è rimasto il potere di aumentare l’importo.

Quest’indennità può essere erogata per intero a fronte di una partecipazione minima ai tirocini del 70% su base mensile. Inoltre, se il tirocinio è organizzato nell’ambito di un bando pubblico, l’indennità può essere posta a carico dell’ente organizzatore del progetto. In questo modo l’azienda ospitante sarà esonerata dalle spese.

Da non dimenticare sono le pratiche da avviare presso l’inail per eventuali infortuni sul lavoro.

Infatti tra gli obblighi dei soggetti promotori vi è quello di assicurare i tirocinanti presso l’ente e di stipulare una polizza per la responsabilità civile verso i terzi nel caso in cui il tirocinante dovesse provocare danni durante lo svolgimento dell’attività lavorativa purché si tratti di attività comprese nel progetto formativo.

Per approfondire le caratteristiche di un altro tipo di contratto atipico molto diffuso, rimando alla mia guida dedicata al contratto a progetto.

Buona lettura!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

LASCIA UN COMMENTO


Ricevi gli aggiornamenti da Affari Miei