Migliori Investimenti da Fare se Hai dei Risparmi: Finanza o Economia Reale?

Quando parlo con amici e conoscenti incontro una difficoltà che svetta rispetto alle altre: parlare di soldi.

Se hai un’azienda, se sei un professionista o  se hai letto qualche testo di finanza personale, capirai benissimo di cosa sto parlando: spiegare a chi si è indebitato per 5 anni per comprare una macchina o per 30 per comprare la casa dei suoi sogni che si sta incamminando verso una spirale di debiti improduttivi è piuttosto difficile, in genere cerco di soprassedere.

In questo articolo, comunque, voglio parlarti più in particolare di investimenti: no, non ti dirò come devi investire per guadagnare il 20% subito (ammesso che si possa fare!) ma ti chiarirò un concetto di base che latita in moltissime persone con cui generalmente parlo.

Investire in azienda vs investire i risparmi

Ogni volta che affronto il discorso degli investimenti si finisce per spaziare dal racconto dell’assicuratore che vuole a tutti i costi venderti il fondo pensione all’analisi socio-economica dell’investimento del conoscente che ha rilevato il bar sulla spiaggia.

Il che mi va bene, è sicuramente più stimolante che discutere del vicino di casa cornuto e di Maria De Filippi, ma sarebbe ancor meglio se fosse incanalato in maniera ordinata e razionale.

Mi spiego meglio. Esistono fondamentalmente due modi di investire dei soldi:

  • Aprire un’azienda, rilevarne una, migliorare la propria: in questo caso si sta investendo in un’attività produttiva che, nella stragrande maggioranza dei casi, ci vedrà impegnati in prima persona a lavorare o coordinare gli sviluppi.
    Il conoscente che apre il bar di cui sopra, spesso, finisce per lavorarci dentro h24 dopo aver lasciato il posto fisso: secondo alcuni, in verità, questo non è da considerarsi nemmeno un investimento finanziario e la sua non è da ritenersi nemmeno un’azienda ma un lavoro autonomo ma non entriamo nel merito perché ci sarebbe da scrivere un altro articolo, ne parlerò appena riesco;
  • Fare investimenti finanziari di vario tipo: comprare BTP, bloccare liquidità su un conto deposito, investire in obbligazioni private, fare trading online di vario tipo (azioni, opzioni, forex, criptovalute, etc.).
    In questo caso, a vario titolo, si decide di mettere la propria liquidità su un cavallo ritenuto vincente – io ritengo che si debba diversificare e mai affidarsi ad uno solo – sperando di avere degli interessi che, realisticamente, permetteranno nel breve periodo soltanto di difendere il proprio patrimonio dall’inflazione.

Vedi, c’è una differenza abissale tra le due prospettive che, nel discorso comune, spesso vengono confuse e mixate.

Nel primo caso, infatti, l’investimento è parte di un processo che potremmo definire “attivo” da parte dell’investitore che non solo ci mette i soldi ma anche il tempo: se stai per compiere un passo di questo tipo stai diventando un imprenditore, non sei un investitore.

Nel secondo caso, invece, il processo è “passivo”: compro dei titoli, acquisto partecipazioni o presto soldi a qualcuno e divento un investitore che ottiene una remunerazione dal suo capitale.

Maggiori sono i rischi e maggiore è l’impegno necessario (pensa al trading online) per seguire il tutto: rischio che viene ovviamente retribuito da maggiori interessi, laddove tu sappia vederci giusto.

Ho dei soldi da parte, come li investo?

Qualche giorno fa ero al bar con un amico che, dopo anni di lavoro, si chiedeva appunto come investire il gruzzoletto che aveva messo da parte. Le prospettive sciorinate davanti ad una birra erano queste:

  • Acquistare una casa di proprietà per andarci a vivere: la liquidità avrebbe permesso di finanziare la parte che non viene concessa a mutuo (ormai le banche non concedono più i mutui 100%) e nel corso degli anni il nostro avrebbe risparmiato sull’affitto. Qui trovi la mia analisi sul tema;
  • Avviare un’attività da capo: non c’era un’idea specifica, il pensiero era quello di mettersi in proprio e stop, poi si vede…;
  • Investire i soldi da qualche parte: non sapeva dove, nella sua mente balenava questa idea molto vaga.

E’ un paradosso ma le tre idee, che probabilmente saranno venute anche a te ad un certo punto della tua vita, sono tra loro molto diverse.

Nel primo caso, infatti, si ragiona di finanziare l’acquisto di un appartamento pensando di sostituire il fitto con la rata del mutuo per poi trovarsi, alla fine della filiera, un immobile di proprietà con un dato valore.

Lasciamo stare le discussioni di merito su se è giusto o meno (ti ho appunto linkato sopra un articolo in cui ne parlo dettagliatamente), parliamo di una prospettiva con un orizzonte temporale di almeno 20-30 anni, un grado di rischio medio (non è detto che la casa valga sempre quanto vale oggi) e ritorni immediati pari a 0 perché domattina i soldi messi da parte non ci sono più.

Nel secondo caso, invece, siamo di fronte ad una soluzione ancora più rischiosa: mollo il lavoro grazie al quale ho messo da parte qualche soldo e compro/rilevo un’attività senza sapere nemmeno quale. In questo caso il grado di rischio è altissimo (lo è più del trading secondo me) perché il business è di per sé incerto e lo diventa ancora di più quando non si è particolarmente ferrati nel settore in cui ci si imbatte.

Inoltre, lasciare un lavoro anche pagato poco ma relativamente sicuro può comportare il pericolo di ritrovarsi non solo con ritorni dell’investimento negativi ma anche senza i soldi per mangiare visto che il reddito non è detto che venga sostituito subito. In questo articolo parlo della prospettiva, suggerendo di cominciare sempre come secondo lavoro e non di tuffarsi del tutto in un’avventura su cui si ha uno scarso controllo.

La terza ipotesi è quella più fumosa: investo in qualcosa, non so cosa e non so come. Ecco, molto probabilmente il nostro fa confusione tra l’investimento del risparmio e quello in azienda di cui ho parlato in apertura. Dare una risposta in questo caso è molto difficile, io gli ho consigliato di leggere questo articolo generale sugli investimenti.

Come Investire in Maniera Consapevole

Il mio pensiero su questo tema è molto lineare: devi partire da un’analisi di te stesso. Cosa fai nella vita? Che prospettive personali/professionali credi di avere? Proviamo a delineare qualche scenario.

Scenario #1: Piccolo Imprenditore, libero professionista, lavoratore autonomo

E’ la soluzione più frequente quando si prospettano questi ragionamenti perché di solito chi lavora in proprio è più propenso a farli. La tua azienda, se oltre a pagarti uno stipendio riesce a produrre degli utili ed a pagare altri collaboratori, è la tua miniera. Non esiste investimento più redditizio di quello in azienda.

Pensa, per esempio, ai margini di un ristorante: quello sotto il mio ufficio in centro a Torino vende un piatto di mozzarella con i pomodori a 10€. Ora, specie se sei un ristoratore, sai benissimo i costi ed i rischi che questa attività porta con sé. Se, però, sei un ristoratore con discreto successo o hai un’azienda che è in grado di sviluppare processi simili, hai di fronte due opportunità:

Proteggere i risparmi

E’ la più semplice e meno rischiosa, i tuoi soldini vengono investiti in forme relativamente sicure come i conti deposito o le obbligazioni, di anno in anno aumenti il valore del tuo salvadanaio con l’interesse composto e con ulteriori versamenti.

Qui trovi tutti gli investimenti più comuni a cui puoi accedere ordinati in base al grado di rischio.

Investire in azienda

In questa ipotesi puoi prendere una parte dei tuoi soldi e investirli per far aumentare il valore della tua azienda.

Pensaci un attimo, ha senso per te andare da un promotore che investe i tuoi soldi in borsa senza che tu ne capisca niente? E’ molto più probabile che tu sia ferrato nel tuo settore dove sai quantificare un rischio esattamente come un trader sa farlo quando opera sui mercati.

In questo caso non c’è via più redditizia e prospera di quella su cui sei già: puoi pensare di assumere dei collaboratori per offrire servizi collaterali che non eri in grado di garantire, puoi ingrandire il tuo locale aumentando la produzione oppure puoi rilevare altre aziende, magari dello stesso settore e che servono un pubblico diverso, portandole ad un livello superiore sfruttando i vantaggi dell’economia di scala.

Per te è relativamente più semplice: se vuoi proteggere il patrimonio hai tutti gli strumenti, se vuoi rischiare di più puoi utilizzare la liquidità per far crescere la tua azienda.

Non mi sto contraddicendo con quello che ho scritto prima: l’idea che aprire un’attività con dei risparmi sia fuorviante riguarda chi nel business non c’è mai stato perché le variabili che non è in grado di prevedere sono troppe.

Se tu hai già un business, invece, è diverso perché hai maggiori possibilità di contenere i rischi. Sia chiaro che, comunque, devi fare un’attenta analisi di partenza e che questa strada è e resta la più rischiosa delle due.

Scenario #2: Impiegato, operaio, lavoratore dipendente, disoccupato

Negli ultimi anni ho visto tante persone rimaste disoccupate che, prendendo gli ultimi risparmi, si sono lanciati in business che non stavano in piedi pensando che l’azienda potesse essere una cugina dell’INPS più ricca.

Al tempo stesso molti lavoratori dipendenti che conosco sono da tempo nel limbo per fare il grande passo ma, in realtà, non hanno la più pallida idea di cosa fare oltre al lavoro noioso e monotono dell’ufficio.

In questa seconda ipotesi, hai due possibilità esattamente come nel primo scenario:

Proteggere i Risparmi

E che fai, dici sempre le stesse cose? Si, ma da una prospettiva diversa. Secondo molti autori di finanza personale come R. Kiyosaki o MJ De Marco questa strategia è da ceto medio: lavori 5 giorni su 7, metti da parte dei risparmi abbassando leggermente il tenore di vita e grazie all’interesse composto, se non corri particolari rischi, quando andrai in pensione avrai qualche soldo da parte.

E’ una strategia che non ti fa arricchire ma che, se non vuoi correre particolari rischi, può permetterti di condurre una vita tutto sommato tranquilla: risparmiare accuratamente ti permette di avere “tassi d’interesse” a due cifre che potresti reinvestire in strumenti finanziari poco rischiosi come i conti deposito o le obbligazioni. Qui ti ho indicato una strategia, se vuoi approfondire è esattamente quello che ti serve.

Avviare un business

E’ esattamente quello che pensano molti ma che, in verità, viene fatto in maniera poco razionale.

Piuttosto che bruciare i tuoi risparmi in un’attività di cui sai poco o nulla, considerando che sei privo di esperienza imprenditoriale, ti consiglio un percorso a step dove prima ti formi comprando libri, partecipando a eventi di settore (scegli un settore affine alle tue competenze, se fai l’impiegato e al pub ci vai per una birra, non puoi pensare di fare il barista in una settimana!) e facendo pratica.

Uno strumento per fare pratica, per esempio, potrebbe essere l’aspettativa non retribuita che ti permette di lasciare il lavoro senza perdere il diritto ad essere riassunto.

Piuttosto che investire soldi in macchinari e altre spese di avviamento di un’attività di cui non sai nulla, potresti per esempio usarli per mantenerti per un breve periodo nel quale ti offri di fare pratica in un’azienda che svolge un’attività simile o uguale a quella che vorresti fare.

“Non mi prende nessuno” è una scusa: nessun imprenditore rifiuterebbe una persona che si offre di lavorare “gratis” in cambio di nulla. E’ chiaro che non puoi pensare di andare a progettare gratis i ponti, per fare pratica, ma se vuoi aprire un bar o in ristorante, per dire, puoi stare tranquillo che nessuno rifiuterà la tua offerta.

In questo caso ti consiglio, però, di essere onesto e spiegare chiaramente la tua intenzione al mentore: qualcuno con la mentalità da bottegaio ti dirà di no ma, alla fine, troverai la tua occasione.

Potresti offenderti per qualche porta chiusa? Fregatene, fidati che è meglio ricevere un rifiuto e trovare una strada per imparare piuttosto che schiantare un capitale in 6 mesi in un business in cui non sei pronto.

Una prospettiva alternativa potrebbe essere quella di interessarti al business online: esistono molte attività che si possono avviare anche con poche ore di lavoro nel corso delle quali, per i primi mesi, ti limiti a fare pratica prima di iniziare a guadagnare. Al riguardo, puoi leggere l’articolo su come guadagnare con un blog che può essere illuminante.

Questa seconda ipotesi che ti ho suggerito è importante perché, se praticata correttamente, ti porterà nel giro di qualche anno all’ipotesi numero due del primo scenario: quella, appunto, di investire nell’azienda che hai creato per aumentare le tue entrate.

Conclusioni

Ho provato a spiegarti in maniera molto elementare come devi, secondo me, inquadrare il discorso degli investimenti laddove dovessi avere dei risparmi.

I soldi si fanno con le aziende, inutile girarci intorno: le altre forme di investimento ti aiutano a proteggere il capitale e lo fanno aumentare grazie all’interesse composto ma non possono, in nessun modo, permetterti di diventare ricco in poco tempo. Se vuoi guadagnare tanto da questa seconda strategia devi avere già un capitale elevato: come vedi, torniamo al punto di partenza, ammesso tu non abbia appena ricevuto una cospicua eredità (in questo caso il discorso si complica, teniamolo fuori da questa trattazione!).

Sul web ci sono diversi esperti che sostengono che ci si può arricchire investendo in borsa o comprando e rivendendo immobili. Il mio parere è che non dicono balle, è assolutamente vero quello che sostengono e può essere fonte di grandissime soddisfazioni se impari la strategia giusta. Tuttavia, alla luce di quello che ci siamo detti, chi intraprende questo percorso non è un investitore ma un imprenditore a tutti gli effetti che dedica molte ore della sua giornata ad un progetto quale può essere il creare sistemi di trading profittevoli o guadagnare dalla compravendita di appartamenti.

Da oggi hai la tua mappa mentale per capire come comportarti e che psicologia assumere quando ti poni un problema legato al tuo portafoglio.

Spero di esserti stato di aiuto,

buona fortuna!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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