Investire in BTP Oggi: Guida Completa ai Buoni del Tesoro Pluriennali

I BTP sono titoli di Stato italiani che pagano una cedola semestrale fissa e restituiscono il capitale a scadenza. Si acquistano sul MOT di Borsa Italiana tramite banca o home banking, con multipli da 1.000€.

Il rendimento deriva da tre componenti: tasso cedolare (tassato al 12,50%), scarto emissione/rimborso e possibile plusvalenza da vendita anticipata.

Convengono principalmente a chi ha patrimoni sopra i 150.000€ e cerca diversificazione obbligazionaria, altrimenti gli ETF obbligazionari governativi offrono maggiore flessibilità e riduzione del rischio.

Ogni giorno migliaia di italiani si chiedono se investire in BTP sia una scelta saggia.

I Buoni del Tesoro Pluriennali sono il titolo più conosciuto nel nostro Paese, ed è normale che tu abbia dubbi sulla loro convenienza effettiva.

In questa guida voglio darti tutte le informazioni necessarie:

  • cosa sono esattamente
  • come si acquistano
  • quali rischi comportano
  • se conviene davvero comprarli nel 2026.

Non mi limiterò a spiegarti i tecnicismi. Ti darò anche un parere qualificato basato su anni di esperienza nel settore, perché l’obiettivo è permetterti di prendere decisioni consapevoli sulla gestione del tuo patrimonio.

Cosa Sono i BTP: La Base da Conoscere

Partiamo dalle fondamenta.

Tutti i Paesi hanno spese da sostenere: stipendi pubblici, infrastrutture, sanità, welfare. Una parte di queste spese viene finanziata con il gettito fiscale (cioè le tue tasse); la parte restante viene coperta emettendo obbligazioni che i risparmiatori possono acquistare come forma di investimento.

In Italia esistono tre categorie principali di titoli di Stato:

  • BOT (Buoni Ordinari del Tesoro): sono titoli zero-coupon a breve termine. Non staccano cedole e il guadagno deriva solo dalla differenza tra prezzo di acquisto e valore di rimborso. Se vuoi approfondire, qui trovi la guida completa ai BOT;
  • CTZ (Certificati del Tesoro Zero-coupon): funzionano come i BOT ma hanno durata fissa di due anni. Anche per questi c’è una guida dedicata;
  • BTP (Buoni del Tesoro Pluriennali): staccano una cedola semestrale il cui valore è noto fin dall’inizio. La scadenza varia da 3 a 30 anni. Spesso l’investitore guadagna anche dalla differenza tra valore di emissione e valore di rimborso.

Come Funziona il Rendimento Netto dei BTP

Semplifichiamo al massimo.

Un BTP può generare guadagni attraverso tre meccanismi diversi. Non sempre si verificano tutti e tre contemporaneamente, e in alcuni casi potresti persino perdere denaro. L’importante è conoscerli prima di investire.

1. Tasso Cedolare

Il tasso cedolare è un tasso di interesse semestrale che determina l’importo delle cedole.

Esempio concreto: hai acquistato un BTP a 100€ con tasso cedolare 1,20%. Riceverai 0,60€ ogni sei mesi (1,20€ annui diviso 2), al netto della tassazione del 12,50%. Questa è la parte più prevedibile del rendimento.

2. Scarto di Emissione

Un BTP viene sottoscritto a un certo prezzo (valore di emissione), ma alla scadenza potrebbe essere rimborsato a un valore diverso (valore di rimborso).

Distinguiamo tre scenari:

  • Emissione sopra la pari: il valore di rimborso è inferiore a quello di emissione. Le cedole rappresentano un guadagno ma il rimborso una perdita;
  • Emissione alla pari: valore di emissione = valore di rimborso. Guadagni solo dalle cedole;
  • Emissione sotto la pari: il BTP viene emesso a un prezzo inferiore rispetto al rimborso. Sia le cedole che il rimborso rappresentano un guadagno.

Il valore di emissione dipende dall’asta dei BTP, evento complesso a cui partecipano gli investitori istituzionali (banche, assicurazioni, fondi).

3. Vendita Anticipata

Se non vuoi attendere la scadenza naturale, puoi rivendere i BTP sul mercato in qualsiasi momento, senza vincoli o penali.

Trovare un acquirente è solitamente facile e poco costoso, mediato dalla tua banca o piattaforma di trading.

In questo caso, il valore di vendita sostituisce quello di rimborso. Anche qui, l’operazione può generare plusvalenze, minusvalenze o nessuna delle due.

Una regola pratica:

  • Se il tuo BTP ha un tasso d’interesse maggiore di quello attuale, molti vorranno acquistarlo e saranno disposti a pagare un prezzo più alto;
  • Se il tuo BTP ha un tasso d’interesse minore di quello attuale, dovrai venderlo a un prezzo inferiore per compensare l’acquirente.

Come si calcola il rendimento di un BTP

Il rendimento di un BTP è il rendimento totale che un investitore otterrebbe dal possesso di tale titolo, ed è determinato da diversi fattori. In primo luogo, il rendimento dipende dal tasso di interesse nominale del BTP, che è il tasso di interesse che il governo italiano promette di pagare agli investitori. Questo tasso di interesse è stabilito al momento dell’asta in cui vengono emessi i BTP e rimane fisso per tutta la durata del titolo.

Tuttavia, il rendimento effettivo di un BTP può variare in base al prezzo al quale viene acquistato o venduto sul mercato secondario.

Se il prezzo di mercato è superiore al valore nominale del BTP, il rendimento sarà inferiore al tasso di interesse nominale, e viceversa. Questo perché il rendimento di un BTP è calcolato in base al rapporto tra il flusso di cassa futuro (cioè i pagamenti degli interessi e il rimborso del capitale alla scadenza) e il prezzo attuale del titolo sul mercato.

Per calcolare il rendimento di un BTP, è necessario tenere conto anche del periodo residuo fino alla scadenza del titolo. Più lungo è il periodo residuo, maggiore è l’incertezza riguardo ai tassi di interesse futuri e quindi maggiore è il rischio di fluttuazione del prezzo di mercato del BTP.

Se volessimo mettere il tutto in una formula potremmo dire che il rendimento effettivo di un BTP è pari a:

R=2C+[(P-

dove:

  • R= rendimento effettivo
  • C= importo cedola semestrale
  • P= importo rimborsato al netto delle imposte
  • n= anni che mancano alla scadenza

Come Comprare BTP

Vediamo il lato operativo.

Per acquistare BTP puoi procedere tramite il tuo home banking oppure recandoti fisicamente in banca. Nonostante le transazioni online siano in crescita, molti risparmiatori preferiscono ancora il contatto diretto con la filiale.

Il requisito fondamentale è avere un dossier titoli, ovvero una piattaforma che ti permette di operare sui mercati finanziari e detenere gli strumenti che acquisti. Il dossier titoli può essere abbinato al conto corrente o essere una piattaforma separata.

I BTP si acquistano sul MOT (Mercato Telematico delle Obbligazioni), il segmento di Borsa Italiana dedicato alla compravendita di obbligazioni. Ogni BTP ha un codice ISIN univoco che lo identifica.

Esistono due momenti per acquistare:

  • Durante l’emissione: quando vedi annunci sui media che parlano di collocamento, siamo nella fase iniziale in cui il BTP viene venduto per la prima volta direttamente ai risparmiatori;
  • Sul mercato secondario: terminato il collocamento, i BTP vengono scambiati come qualsiasi altro strumento finanziario. Acquisti titoli emessi anche anni prima da altri investitori che decidono di venderli.

Il BTP resta sul mercato fino alla scadenza, quando il possessore riceve il rimborso del capitale. Nel frattempo incassa le cedole periodiche.


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Quando Conviene Investire in Titoli di Stato?

La domanda da un milione: meglio comprare in sede di emissione o successivamente?

Non esiste una risposta univoca.

Pur essendo il BTP uno strumento con relativamente poca volatilità, possono crearsi condizioni favorevoli all’acquisto sul mercato secondario. Se accadono eventi che spaventano alcuni risparmiatori e causano vendite, il prezzo dei BTP può diminuire creando opportunità interessanti.

In altri casi può essere vantaggioso acquistare durante la sottoscrizione, se le condizioni offerte risultano competitive rispetto al mercato obbligazionario in quel momento.

Il punto chiave: il BTP che stai valutando va confrontato con il mercato obbligazionario nel suo complesso e con quello che offre in quella specifica fase.

E Lo Spread? Cosa Cambia Quando è Alto?

Quando lo spread è alto significa che il differenziale tra i BTP italiani a 10 anni e i Bund tedeschi a 10 anni è in crescita.

Tradotto: il mercato ha meno fiducia nell’Italia e richiede rendimenti maggiori per compensare il rischio percepito.

In questi momenti può succedere che alcuni vendano per paura, oppure che nuove emissioni debbano offrire tassi più vantaggiosi per attrarre investitori.

Potrebbe essere conveniente comprare, ma solo se le condizioni sono effettivamente vantaggiose rispetto alla “concorrenza” delle altre obbligazioni e rispetto alla tua strategia complessiva.

È Davvero Conveniente Acquistare BTP Oggi?

Arriviamo al nocciolo della questione.

Negli ultimi tempi i tassi sui BTP sono aumentati dopo anni di rendimenti vicini allo zero, e molti risparmiatori si sono entusiasmati. Prima di decidere, però, dovresti riflettere su diversi fattori critici:

1. È davvero il caso di investire sui mercati finanziari?

Molte volte si pensa agli investimenti finanziari troppo presto. Potresti ottenere rendimenti maggiori investendo sulla tua formazione professionale, sulla tua attività, estinguendo debiti già contratti o altro ancora.

I mercati sono una prerogativa di chi ha già escluso la convenienza di usare quei soldi per qualsiasi altra cosa.

2. Qual è l’orizzonte temporale del tuo investimento?

I BTP a lunga durata (20-30 anni) rendono di più ma sono anche più rischiosi. I BTP a 3-5 anni rendono poco, spesso non bastano nemmeno a battere l’inflazione.

Con i BTP a lungo termine ti esponi di più alla possibilità di voler vendere prima della scadenza, cosa che costituisce un rischio ulteriore (ricordi quella storia dei rendimenti che influenzano il valore di vendita?).

3. Quali altri prodotti potresti comprare?

Dovresti chiederti se a parità di rischio esistono opzioni con rendimenti maggiori, oppure se a parità di rendimento esistono soluzioni meno rischiose.

La risposta spesso è sì.

4. Quante buone norme della finanza personale stai ignorando?

Facciamo qualche esempio pratico:

  • Comprando soltanto BTP non stai diversificando il tuo investimento. Stai rischiando molto di più rispetto a chi acquista quote di un fondo obbligazionario o di un ETF;
  • Comprando tutti i titoli in un solo momento stai ignorando l’eventualità che i rendimenti possano migliorare a breve. Una strategia più prudente prevederebbe acquisti scaglionati nel tempo;
  • Valutando i BTP prima di ogni altro strumento finanziario stai ragionando per familiarità, esattamente come farebbe un tedesco che valuta solo i Bund tedeschi. Quando investi devi farlo senza bandiere, perché il patriottismo gioca brutti scherzi.

In generale: i BTP sono un investimento dal rischio non così basso, che rende comunque poco.

Ecco perché preferisco valutare altre strade.

I Rischi dei BTP

Le obbligazioni governative sono normalmente considerate tra gli investimenti più sicuri. Tra queste, però, si fa differenza tra quelle emesse da nazioni con maggiore probabilità di onorare il debito e quelle con minori garanzie.

La Germania, ad esempio, è nota per la solidità dei suoi conti pubblici. I Bund tedeschi offrono rendimenti bassi ma sicuri.

L’Italia non versa nelle stesse condizioni. I nostri BTP sono considerati più rischiosi, e le agenzie di rating ci collocano vicino alla zona junk (titoli ad alto rischio).

Attenzione agli allarmismi inutili: l’Italia rimane un Paese economicamente solido, con un tessuto imprenditoriale dinamico e prodotti d’eccellenza. Il rischio di default è praticamente nullo, almeno a breve termine.

CACs: Le Clausole di Azione Collettiva

Forse hai sentito parlare di CACs (Clausole di Azione Collettiva).

Riguardano la possibilità che lo Stato emittente possa chiedere agli obbligazionisti di accettare riduzioni del valore nominale, tagli alle cedole o allungamenti delle scadenze. Le CACs possono anche prevedere un cambio di valuta e modifiche alle condizioni.

Queste clausole sono state introdotte gradualmente dal 2013 e, dal 2022, sono presenti in tutti i BTP con scadenza superiore a 12 mesi.

Cosa significa? Che chi possiede BTP potrebbe dover accettare una riduzione del valore nominale, un rimborso inferiore al 100% predefinito, dei tagli alle cedole e un posticipo delle scadenze.

L’applicazione delle CACs richiede l’approvazione attraverso votazioni degli obbligazionisti. In pratica, lo Stato potrebbe costringere i detentori di obbligazioni a partecipare al salvataggio dello Stato stesso.

Si tratta di un’eventualità piuttosto remota, ma che devi tenere presente quando investi in BTP. Anche i BTP Italia e i BTP Futura emessi negli ultimi anni sono soggetti a queste clausole.


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Come Investire in BTP Diversificando (La Soluzione Migliore)

Se hai un patrimonio di almeno 150.000€ – considerando sia la liquidità che gli investimenti già attivi – allora l’acquisto diretto di singoli BTP può avere senso come operazione tattica.

Perché 150.000€? Perché i BTP si acquistano a blocchi di 1.000€. Con patrimoni inferiori, destinare anche solo 5.000€ a un singolo BTP significherebbe concentrare troppo il rischio.

Per patrimoni più bassi (o anche per chi ha patrimoni più alti ma vuole gestire meglio il rischio), esistono alternative decisamente migliori.

ETF Obbligazionari Governativi: Una Valida Alternativa

Una soluzione alternativa per investire in titoli di Stato sono gli ETF obbligazionari governativi.

Sono fondi passivi che acquistano obbligazioni di diverse nazioni, creando una diversificazione geografica e di durata molto più interessante per il singolo investitore.

Acquistando quote di un ETF obbligazionario governativo, acquisti implicitamente una piccola parte di tutte le obbligazioni detenute dal fondo.

Esistono ETF che:

  • Investono in obbligazioni più sicure (tedesche, americane);
  • Investono in obbligazioni di Paesi emergenti (più rischiose);
  • Fanno un mix bilanciato di entrambe.

A differenza dei fondi gestiti attivamente, gli ETF non tentano di battere il mercato. Nel lungo termine risultano più sicuri e meno costosi, motivo per cui li preferisco.

La diversificazione è sempre più vantaggiosa rispetto all’investimento in un singolo strumento.

ETF Bilanciati: Per Chi Vuole Più Rendimento

Oltre agli ETF obbligazionari, potresti considerare ETF bilanciati che includono una componente azionaria (anche piccola) per aumentare il rendimento.

La diversificazione contribuirà a bilanciare il rischio associato alle azioni in portafoglio, che potrebbero offrire rendimenti più interessanti nel lungo periodo.

Molti investitori sono eccessivamente timorosi riguardo ai titoli azionari, nonostante la crescita storica dei mercati azionari globali nel lungo periodo. Le serie storiche degli ultimi 40, 30, 20 o 10 anni lo dimostrano chiaramente.

Conviene Investire in BTP Oggi?

I BTP sono uno strumento che ha senso in contesti molto specifici:

✓ Patrimoni sopra i 150.000€
✓ Come parte di una strategia diversificata
✓ Per operazioni tattiche sul mercato secondario
✓ Con piena consapevolezza dei rischi

Per tutti gli altri casi, gli ETF obbligazionari offrono:

  • Maggiore diversificazione
  • Costi più bassi
  • Facilità di gestione
  • Minore concentrazione del rischio

La scelta dipende sempre dalla tua situazione personale, dal tuo patrimonio, dai tuoi obiettivi e dal tuo orizzonte temporale.

Non esistono risposte valide per tutti. Esiste però un principio sempre valido: investi con consapevolezza, non per familiarità o patriottismo.

Conclusioni:

Come sempre spero di avere chiarito i tuoi dubbi, di essere stato esaustivo e di poter continuare a mostrarti altri contenuti del blog. Se non lo hai già fatto, ti invito a scaricare il video report sui BTP qui, per ricevere ogni settimana tutte le ultime novità e ritagliarti uno spazio per aumentare la tua conoscenza della finanza personale.

Inoltre puoi guardare questa puntata del podcast in cui abbiamo affrontato il tema BTP.

Ulteriori risorse utili

Se stai pensando di investire e vuoi approfondire il mondo della finanza e degli investimenti, ho pensato per te un percorso tematico che potresti seguire per agire in modo consapevole e oculato, così da non mettere a rischio il tuo capitale.

Te lo propongo qui di seguito.

Buon proseguimento qui su Affari Miei!


Scopri che Investitore Sei

Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:

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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei
Ha fondato Affari Miei nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente. É autore dei libri "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" (2019) e "Investimenti Sicuri - Come Proteggere il Tuo Patrimonio e Vivere di Rendita" (2023).
Categorie: Obbligazioni

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