Piano di Accumulo per Minorenni, Quali Sono i Migliori?

Il Piano di accumulo per minorenni conviene? Una delle domande che mi sento rivolgere più spesso, specialmente da chi ha figli, riguarda proprio il cosiddetto PAC. Il Piano di Accumulo di Capitale è uno degli strumenti finanziari a cui si pensa tipicamente quando nasce un bambino e si vuole mettere da parte qualcosa per maturare degli interessi.

Nell’immaginario comune, quando il bambino avrà bisogno di quel capitale per iscriversi all’Università o per comprare casa, guarderà indietro all’avvedutezza dei suoi genitori e li ringrazierà per aver messo dei risparmi a fruttare nel corso del tempo.

Le cose non funzionano realmente così, o meglio funzionavano così quando i rendimenti erano diversi. Ci sono persone che hanno ancora dei PAC che rendono bene perché li hanno sottoscritti prima dell’entrata in vigore dell’euro, quando l’inflazione cavalcava ed i rendimenti erano conseguenzialmente più alti.

Non per virtù dei prodotti che hanno sottoscritto, ma per il semplice rendimento dei BTP che i gestori compravano, quei fondi si sono rivelati fruttuosi nel momento in cui il passaggio all’euro ha arginato nettamente il fenomeno dell’inflazione. Oggi i rendimenti non sono più quelli di una volta e anche se cambiassimo moneta all’improvviso, sarebbe ancora peggio.

In questa guida, quindi, voglio più che altro mostrarti quali siano le motivazioni per cui un PAC per bambini è un prodotto decisamente sconveniente persino nel lungo termine.

Come funziona un PAC per bambini

Il meccanismo del piano di accumulo per bambini è molto semplice:

  • Di periodo in periodo (ogni mese, tre mesi, sei mesi o un anno) fai un certo versamento di capitale. I limiti minimi e massimi sono stabiliti da ogni gestore, ma il minimo che ho trovato confrontando una ventina di prodotti sono i 50 euro al mese di Poste Italiane;
  • I tuoi soldi vengono gestiti da qualcuno che non è chi ti ha venduto il prodotto. Che sia una banca o un’assicurazione, la gestione dei soldi del fondo in cui investi spetta sempre e comunque ad un’azienda che fa specificamente quell’attività;
  • Dopo un tot di anni -solitamente ogni prodotto ha una durata raccomandata- puoi prelevare il tuo capitale maggiorato degli interessi.

Fin qui ci limitiamo a chiamarlo “versamento di capitale”. Questo perché in teoria un piano di accumulo è soltanto quel che il nome suggerisce: un modo per investire periodicamente una certa somma. Se però ci concentriamo sui prodotti per bambini, allora il campo si restringe decisamente e dobbiamo chiamarlo “premio”; come vedremo tra poco, infatti, praticamente tutti i piani di accumulo rivolti ai minori sono organizzati in forma di polizza assicurativa.

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Il peccato originale: la forma assicurativa

Dal momento in cui tuo figlio non ha ancora raggiunto la maggiore età, non può investire in proprio nome. Eppure è tipico che le persone pensino “Io voglio formalizzare il fatto che questi soldi sono per lui”, un ragionamento molto comune ma insensato dal momento in cui potresti investire i tuoi soldi in qualsiasi altro modo e poi fare a tuo figlio un bonifico quando sarà più grande.

Ecco perché esistono i prodotti specifici per bambini: di per sé non c’è nessuna motivazione logica per formalizzare la destinazione di questo capitale, però a livello di marketing è una leva che funziona molto bene.

Per aggirare la problematica dell’investimento dedicato ai bambini, banche e assicurazioni hanno pensato alla polizza assicurativa come strumento valido. In poche parole, tu verserai dei premi che verranno investiti ed il beneficiario della tua polizza sarà tuo figlio. Alla scadenza del contratto, se il contraente è in vita viene restituita al beneficiario la somma maggiorata degli interessi.

In realtà, come vedremo tra poco, quasi mai è maggiorata in valore assoluto e tanto meno se consideriamo l’effetto dell’inflazione. In caso di morte, il beneficiario riceve invece una somma leggermente maggiore (è una specie di polizza mista).

Come abbiamo detto più volte su Affari Miei, le assicurazioni sono fondamentali per tutelarci dai rischi ma sono una pessima scelta quando si tratta di investire il nostro denaro. Il costo dei loro prodotti, infatti, è tale da far perdere agli investimenti quasi tutta la convenienza che c’è nel farli.

Perché la forma assicurativa è un problema?

Per un semplice motivo: quando c’è di mezzo un’assicurazione, ci sono di mezzo dei costi esorbitanti. Tieni conto del fatto che i PAC per bambini sono quasi tutti nella fascia di rischio 2 su 7, secondo la scala ufficiale che viene utilizzata nei prospetti informativi dei prodotti finanziari.

Questo genere di prodotto rende quindi molto poco e di conseguenza, se sulla rendita gravano molti costi, finirà per non rendere niente o per rendere meno di quel che l’inflazione ci ha portato via in termini di potere d’acquisto.

Qui puoi vedere un PAC di AXA che viene spesso nominato come prodotto adatto ad investire sul futuro dei figli. Cosa notiamo? Che persino mantenendo il prodotto per tutta la sua durata raccomandata avremmo una perdita sul capitale investito dello 0,5% circa. Significa che tutto lo sforzo di accumulare il capitale sarà ricompensato ridandoci indietro meno di quello che abbiamo versato, una cosa davvero ai limiti dell’assurdo.

Osservando i costi di gestione, comprendiamo di trovarci di fronte ad un prodotto che costa il 2,85% l’anno ed ha una commissione d’ingresso superiore allo 0,3%. Considerando che si tratta di un fondo a rischio molto basso, ecco spiegato il motivo per cui non bastano nemmeno 5 anni a recuperare l’investimento: troppe spese, troppo poco rendimento.

Poco meglio si comporta il fondo di Poste Italiane rivolto ai bambini, che anzi si salva in corner avendo una durata raccomandata di 10 anni. In questo caso, in uno scenario favorevole, osserviamo che 10 anni saranno appena sufficienti per restituirci il 2,13% di ritorno sul nostro capitale.

Meno di quello che rende un semplice portafoglio fatto per metà di obbligazioni italiane e per metà di obbligazioni tedesche a 10 anni! I costi di gestione sono inferiori, come dimostra il KIID dello strumento, ma ci troviamo sempre e comunque di fronte ad un investimento tutt’altro che redditizio.

Ora, anche se il PAC “Da Grande” delle Poste sembra rassicurarci per lo meno sul fatto che avremo un ritorno positivo sul nostro capitale, rimane il fatto che considerando la serie storica dell’inflazione tra 10 anni quel capitale si sarà comunque svalutato molto più che del 2%. Questo significa che in termini di potere d’acquisto reale avrai comunque perso soldi anche in questo caso.

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Conviene investire in un PAC per mio figlio?

Al di là del semplice piano finanziario, possiamo fare alcune considerazioni di carattere più ampio. Anche in questo caso, però, la risposta per me è un no secco.

I PRO di un piano di accumulo per bambini

Non ho tantissime cose buone da dire in merito a questo tipo di prodotti, ma ce ne sono alcune:

  • In primis il fatto che le forti penali di uscita nei primi anni ti scoraggeranno dall’idea di richiedere il tuo capitale prima del tempo. Se non sei mai stato un grande risparmiatore, questa è una tentazione che potrebbe emergere ad un certo punto;
  • In secondo luogo il fatto che, impegnandoti a versare una certa somma di periodo in periodo, ti troverai costretto ad onorare il percorso che hai scelto. Ancora una volta, questo è un bene se sei una persona che ha bisogno di essere “costretta” a risparmiare ed investire i suoi soldi. Comunque è una mezza verità: quasi tutti i PAC prevedono che tu possa modificare, sospendere o interrompere definitivamente il versamento del capitale.

Fondamentalmente, quel che c’è di buono è che un piano di accumulo del capitale forza la tua volontà a farti mettere da parte dei soldi.

I CONTRO di un piano di accumulo per bambini

A questo punto possiamo riassumere quanto ci siamo già detti, in termini un po’ più semplici, giusto per chiudere il discorso nel caso in cui ti fossi un po’ confuso con i numeri che abbiamo snocciolato prima.

  • Il rendimento è molto basso;
  • Il rendimento, già basso, viene divorato dalle commissioni di gestione fino a diventare nullo o persino negativo. Se è positivo, è comunque inferiore all’inflazione nella quasi totalità dei casi;
  • Esistono dei metodi alternativi decisamente più convenienti per mettere da parte dei soldi per tuo figlio. Si tratta per altro di metodi che non ti vincolano ad una permanenza minima di 3-5 anni.

Qui ti propongo il video in cui ti illustro le soluzioni alternative.

Soluzioni alternative

Le soluzioni con cui puoi mettere da parte dei soldi per il futuro di tuo figlio sono molte. In particolare, puoi dare un’occhiata a tutti gli articoli che ho scritto su Affari Miei in cui ho parlato di ETF e di costruzione di un portafoglio.

Anche nel mio corso “100mila euro sul conto” ci sono molti riferimenti all’investimento di medio-lungo termine, ma ricorda una cosa: la parte fondamentale di tutto questo percorso è che tu abbia la stessa precisione nel mettere da parte i soldi che avresti avuto se fossero state un’assicurazione o una banca a chiederteli per il piano di accumulo.

Se preferisci avere l’impellenza per assicurarti di non mancare ai tuoi impegni, scegli un prodotto già costruito. Se invece vuoi investire da solo i tuoi soldi, mettendoli su degli strumenti con costi decisamente inferiori ma altrettanto sicuri, ci sono molte obbligazioni e fondi obbligazionari a gestione passiva tra cui puoi scegliere.

Ti invito a leggere queste risorse:

Infine ti ricordo che puoi ricevere di settimana in settimana la mia newsletter con tutte le novità più interessanti pubblicate su Affari Miei.

Specialmente se hai intenzione di capire cosa fare dei tuoi risparmi, le mail che riceverai (niente spam, ovviamente) conterranno molti spunti che nel tempo ti aiuteranno a costruire una maggior consapevolezza finanziaria.


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Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:


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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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