Perseo Sirio, Opinioni sul Fondo Pensione per la Pubblica Amministrazione e la Sanità: Cos’è e Come Funziona?

Cos’è Perseo Sirio? Ti stai interessando di previdenza complementare e ti sei imbattuto in questo fondo pensione?

Oggi cercherò di spiegarti nel dettaglio cos’è e come funziona il fondo pensione riservato ai lavoratori del settore della pubblica amministrazione e della sanità. 

Si tratta di uno strumento che ti servirà per costruire una rendita con la quale potrai andare ad integrare la tua pensione pubblica.

Se lavori nel settore della pubblica amministrazione potrebbe interessarti scoprire i vantaggi di un investimento nel fondo pensione dedicato alla tua categoria di lavoratori.

Cerchiamo quindi di capire insieme come funziona, quali sono i suoi costi e le sue caratteristiche.

Buona lettura!

Che cos’è Perseo Sirio

Come sempre prima di addentrarci ad analizzare insieme le caratteristiche del fondo, cerchiamo di capire nel complesso di cosa si tratta.

Perseo Sirio è il fondo pensione complementare dei lavoratori della Pubblica Amministrazione e della Sanità, che è previsto dal contratto di lavoro e iscritto all’Albo Covip.

Il fondo naturalmente è soggetto alla vigilanza della Covip, questa è una garanzia di sicurezza. Inoltre è supervisionato da Banca d’Italia, CONSOB e IVAS.

Esso nasce nel 2014, dopo l’unificazione dei due fondi pensione di previdenza complementare Perseo e Sirio.

L’obiettivo del fondo è quello di garantire ai lavoratori una pensione complementare che vada a integrare quella obbligatoria, in modo che essi possano affrontare il periodo della pensione, ovvero quello in cui si smetterà di lavorare, in maniera serena. 

Perseo Sirio è un fondo pensione negoziale, e differisce quindi dai fondi aperti (come il fondo Cometa).

I fondi aperti sono liberi, ovvero chiunque vi può aderire, qualsiasi lavoratore appartenente a qualsiasi categoria. Si tratta dei fondi più comuni e anche dei più numerosi.

I fondi negoziali invece sono dei fondi chiusi, la cui adesione è riservata soltanto a determinate categorie di lavoratori, in questo caso specifico a coloro che lavorano nel settore della pubblica amministrazione e della sanità.

Siamo di fronte ad associazioni senza scopo di lucro, in quanto chi vi aderisce diventa associato e partecipa attivamente alla vita del fondo, eleggendo i rappresentanti dell’assemblea dei delegati che scelgono poi i membri del consiglio di amministrazione. 

Chi può aderire

Abbiamo già accennato alle categorie che possono iscriversi al fondo pensione, ma vediamole più nel dettaglio.

Il fondo è destinato ai dipendenti dei Ministeri, delle Regioni, delle Autonomie Locali e Sanità, degli EPNE, dell’ENAC, del CNEL, delle Università e dei Centri di Ricerca e Sperimentazione, delle Agenzie Fiscali, delle Federazioni Sportive, di Sport e Salute, ai Dirigenti e a tutti coloro richiamati nell’Accordo istitutivo.

Questi dipendenti possono essere assunti sia con contratto a tempo indeterminato, che con contratto part-time a tempo indeterminato, ma anche con contratto a tempo determinato, anche part-time.

Possono aderire ance i lavoratori del settore privato, compresi i dipendenti UNIONCAMERE, della pubbliche assistenza aderenti all’ANPAS, delle casi di cura e delle case di riposo private che già aderiscono a Perseo Sirio, delle Federazioni Sportive Nazionali, dei consorzi e degli enti per la promozione e lo sviluppo industriale, e i dipendenti di CINSEDO e aderenti a FICEI.

Anche i familiari fiscalmente a carico possono usufruire dei vantaggi della pensione complementare.

Per aderire al fondo è necessario stampare, compilare e firmare il modulo di adesione, e consegnarlo alla propria amministrazione che lo invierà al fondo.

Come funziona

Nel fondo, attraverso un conto pensionistico individuale, vengo raccolti i contributi versati periodicamente dall’aderente e dal suo datore di lavoro.

Le somme versate confluiscono nel conto individuale dell’iscritto, e vengono poi investite negli strumenti finanziari sotto la supervisione dei gestori professionali scelti dal CdA. 

Il conto individuale dell’associato sarà costituto dai suoi versamenti che effettuerà, ma anche dai rendimenti che derivano dalla gestione finanziaria.

Quando l’aderente avrà maturato i requisiti per il pensionamento, quindi quando avrà raggiunto la pensione di vecchiaia e sarà iscritto al fondo pensione da almeno 5 anni o, in alternativa, quando avrà raggiunto la pensione di anzianità e sarà iscritto al fondo da almeno 15 anni, allora a quel punto potrà ricevere la pensione complementare, e avrà diritto quindi alla sua prestazione pensionistica.

La prestazione pensionistica

Quando il lavoratore avrà raggiunto i requisiti di cui sopra per poter andare in pensione, egli avrà diritto alla sua prestazione pensionistica, ovvero a ricevere la pensione complementare.

La pensione complementare verrà erogata immediatamente sotto forma di capitale per un massimo del 50% del montante totale e per il restante 50% in rendita vitalizia mensile, che verrà calcolata sulla base del capitale accumulato e dell’età.

Se, convertendo il 50% della posizione individuale si dovesse ottenere una rendita annua di importo inferiore al 50% dell’assegno sociale, allora si potrà ricevere interamente la prestazione in un’unica soluzione sotto forma di capitale. 

Se invece convertendo la rendita, almeno il 70% del montante finale fosse inferiore al 50% dell’assegno sociale, allora a quel punto il lavoratore potrà ricevere la prestazione in un’unica soluzione sotto forma di capitale.


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La rendita 

Come abbiamo appena visto, la rendita verrà erogata al momento del raggiungimento dei requisiti per la pensione, ma vediamola più nel dettaglio.

La rendita sarà pagata all’aderente per il resto della vita, e verrà calcolata in base all’entità delle somme accumulate e all’età del lavoratore al momento della richiesta. 

La rendita quindi risulterà essere tanto maggiore quanto lo saranno le somme accumulate e anche l’età al momento della richiesta.

Potrà essere erogata con diverse rateazioni, quindi potrà essere annuale, semestrale, trimestrale, bimestrale e mensile.

Possiamo avere diversi tipi di rendita:

  • Rendita vitalizia immediata: viene pagata immediatamente all’aderente fino a quando è in vita, e si estingue poi con il decesso dell’aderente;
  • Redita reversibile: viene pagata immediatamente all’aderente finché rimane in vita, e in caso di decesso la rendita andrà al beneficiario designato se superstite e finché sarà in vita;
  • Rendita certa per 5-10 anni: si tratta di una rendita che viene pagata immediatamente, nel periodo quinquennale o decennale di certezza all’aderente se in vita, o ai beneficiari in caso di sua premorienza. Al termine di questo periodo se l’aderente è ancora in vita allora diventa una rendita vitalizia, mentre si estingue se l’aderente è deceduto;
  • Rendita controassicurata: si tratta di una rendita adatta a chi vuole proteggere i superstiti dall’eventuale perdita di una fonte di reddito. Il capitale sarà uguale alla differenza tra la posizione individuale e la rata di rendita moltiplicata per il numero di rendite già scadute;
  • Rendita LCT (long term care): il valore della rendita in questo caso raddoppia se sopraggiungono delle situazioni di non autosufficienza, per tutto il periodo di loro permanenza. Questa opzione è consentita soltanto ad aderenti che abbiamo un’età assicurativa non superiore a 70 anni, e verrà valutata da parte della compagnia assicuratrice.

I versamenti

È molto importante analizzare come avverranno i versamenti nel fondo pensione.

Naturalmente se versi delle somme maggiori, potrai ottenere un ritorno economico migliore.

Vediamo come si versano i contributi: ogni aderente versa i suoi contributi in base a due principi:

  • Contribuzione definita;
  • Capitalizzazione individuale.

I contributi possono essere propri dell’aderente, del suo datore di lavoro, e derivanti da parte o tutto l’accantonamento del TFR. 

Se lo desideri puoi optare anche soltanto per versare il TFR (trattamento di fine rapporto) senza contribuire ulteriormente con versamenti volontari. 

Se vuoi saperne di più, puoi leggere questa guida nella quale ho parlato proprio di TFR. 

Anticipazione o Riscatto 

Abbiamo visto che fino a quando non raggiungerai l’età per andare in pensione non potrai nemmeno accedere alla pensione complementare. 

Nonostante questo è possibile ottenere i propri soldi in anticipo, soltanto al verificarsi di determinate condizioni. 

L’anticipazione può essere richiesta per tutto il capitale oppure anche soltanto per una parte, a patto che siano trascorsi almeno 8 anni di iscrizione al fondo.

Inoltre può essere richiesta soltanto in questi casi:

  • Per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa per sé o per i figli;
  • Per sostenere spese sanitarie per terapie o interventi straordinari;
  • Per sostenere delle spese per congedi o per la formazione.

Queste condizioni riguardano i lavoratori pubblici.

Per quanto concerne invece i lavoratori privati essi possono richiedere:

  • Fino al 75% di quanto maturato per spese sanitarie straordinarie, senza un limite minimo di iscrizione al fondo;
  • Dopo 8 anni di iscrizione, per un importo non superiore al 75% di quanto maturato per acquistare la prima casa per sé o per i propri figli;
  • Dopo 8 anni di iscrizione, per un importo che non superi il 30% per altre esigenza dell’aderente.

Il riscatto può essere integrale oppure l’aderente può anche richiedere il trasferimento ad un’altra forma di previdenza complementare.

La RITA

Se l’aderente dovesse cessare l’attività lavorativa in anticipo, se ha maturato almeno 20 anni di contributi nel regime pensionistico obbligatorio ed è iscritto alla forma di previdenza complementare da almeno 5 anni, allora può richiedere che il capitale accumulato sia erogato, tutto oppure in parte, sotto forma di rendita integrativa temporanea anticipata (RITA).

L’anticipo può essere al massimo di 5 anni rispetto alla data di maturazione dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia. 

Inoltre la RITA può essere richiesta anche in caso di inoccupazione per più di 24 mesi e se si maturerà l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i 10 anni successivi.

L’investimento 

Vediamo adesso come il fondo Perseo Sirio investe i soldi degli aderenti.

Il fondo Perseo Sirio raccoglie i contributi degli associati, custoditi presso la banca depositaria, alla gestione delle risorse e all’erogazione delle prestazioni in rendita o in capitale nell’interesse degli aderenti.

Esso prevede due comparti di investimento tra i quali l’aderente può scegliere, a seconda delle sue caratteristiche:

  • Comparto garantito: pensato per i lavoratori che abbiamo un orizzonte temporale fino a 5 anni e offre la garanzia di restituzione del capitale affidato in gestione. In questo caso il portafoglio sarà investito per il 95% in obbligazioni e per il 5% in azioni. Questo comparto prevede la garanzia di restituzione integrale del capitale;
  • Comparto bilanciato: esso è invece pensato per i lavoratori con un orizzonte temporale medio-lungo, dai 10 ai 15 anni, e in questo caso il portafoglio sarà composto per una percentuale minima del 60% e massima del 90% in obbligazioni e per una percentuale minima del 10% e massima del 40% in azioni. 

Scegliere il comparto di investimento non è semplice, e richiede anche un’attenzione particolare, in quanto occorre scegliere un comparto coerente con le proprie ambizioni di rendimento, secondo la propria età anagrafica e sulla base del proprio orizzonte temporale. 

Per esempio, se sei all’inizio della tua carriera lavorativa potresti optare per un comparto con maggior rischio/rendimento, poiché avrai un orizzonte temporale lungo, mentre se se quasi vicino alla pensione potrebbe essere più saggio scegliere un comparto più sicuro che abbia una garanzia sul capitale.


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I costi

Ora possiamo analizzare la parte dei costi.

Si tratta di una parte molto importante, in quanto essi impattano sui tuoi rendimenti, e di conseguenza diminuiranno l’importo della tua rendita.

Le spese sono così suddivise:

  • Spese di adesione: non previste;
  • Spese da sostenere durante la fase di accumulo: 

-0,09% della retribuzione annua utile all’accantonamento;

    -10 euro annui per i soggetti fiscalmente a carico del lavoratore iscritto al fondo

    -16 euro annui per gli aderenti contrattuali.

    Per quanto riguarda invece le spese indirettamente a circo dell’aderente:

    • 0,32% del patrimonio su base annua per il comparto garantito;
    • 0,20% del patrimonio su base annua per il comparto bilanciato.

    Non sono previste né spese di anticipazione e nemmeno per il riscatto, mentre invece per il trasferimento volontario sono previsti 9 euro da pagare.

    Per avere un’ulteriore panoramica dei costi e del loro impatto sul vostro investimento, ti consiglio di dare uno sguardo all’indicatore sintetico dei costi (ISC), che esprime il costo annuo facendo riferimento a un aderente che versa un contributo annuo di 2.500 euro con un tasso di rendimento annuo pari al 4%.

    I vantaggi della pensione complementare

    Siamo quasi alla fine della nostra trattazione, e possiamo vedere insieme quali sono i vantaggi del sottoscrivere un fondo pensione.

    Molti lavoratori infatti scelgono proprio questa strada.

    Se opti per la previdenza complementare potrai costruirti una pensione aggiuntiva rispetto a quella pubblica, che con i tempo che corrono è una buona idea, visto che non possiamo sapere tra l’aspettativa di vita e le varie riforme, quale sarà l’età in cui andremo in pensione e soprattutto se la nostra pensione sarà dignitosa. 

    Inoltre anche dal punto di vista fiscale l’investimento conviene, e senza dimenticare, potrai investire senza dover preoccuparti del tuo investimento in quanto potrai avvalerti di un gestore appartenente a una società specializzata che si occuperà del tuo investimento, anche se dovrai comunque pagare delle commissioni più alte.

    Siccome si tratta di un fondo in forma di associazione dei lavoratori, potrai contare su una maggior trasparenza rispetto al passare magari attraverso banche o società di investimento.

    Il trattamento fiscale

    Vediamo nel concreto in cosa consiste il vantaggio fiscale. 

    Si tratta di un aspetto che merita un discorso approfondito, in quanto le agevolazioni riguardano sia i contributi versati che i rendimenti conseguiti.

    I dipendenti pubblici e privati possono dedurre dal reddito imponibile IRPEF i contributi versati al Fondo con un limite massimo di  5.164,57 €. 

    Alla determinazione del tetto massimo di deducibilità concorre anche il contributo del datore di lavoro, mentre il TFR e l’ulteriore accantonamento dell’1,5% per i lavoratori assunti a tempo indeterminato prima del 1 gennaio 2001 non concorrono a costituire l’importo complessivamente deducibile. 

    Per quanto concerne i rendimenti invece, essi sono tassati con aliquota del 20% con esclusione dei titoli di Stato che sono assoggettati ad aliquota del 12,50%, a fronte del 26% applicato su tutti gli altri strumenti finanziari.

    Gli svantaggi della pensione complementare

    Quello fiscale è senza dubbio uno dei vantaggi più importanti e concreti della previdenza complementare.

    Ma passiamo anche ad analizzare gli svantaggi di questa forma di previdenza. 

    Abbiamo capito che crearsi una pensione integrativa è conveniente per certi punti di vista, soprattutto alla luce delle modifiche al nostro sistema pensionistico che sposta sempre più in avanti l’età pensionabile e modifica sempre l’importo della pensione.

    Proprio per questo motivo costruirsi una rendita ulteriore potrebbe essere utile a continuare a mantenere uno stile di vita simile a quello dell’età lavorativa, e potrebbe anche essere utile per crearsi un cuscinetto per attingere in caso di problemi o semplicemente per continuare il proprio tenore di vita.

    Se vuoi investire sappi però che ci sono anche altre metodi alternativi al fondo pensione, che possono essere diversi e portare anche a maggiori rendimenti.

    Come NON aderire al fondo

    Se ti stai chiedendo cosa sia il silenzio assenso per quanto riguarda l’adesione a questi fondi, sappi che per tutti gli assunti dal 17/09/2021 il contratto individuale l’Amministrazione deve informare anche sulle modalità di adesione al Fondo, in particolare sugli effetti del silenzio-assenso.

    Nei sei mesi successivi alla data di assunzione il lavoratore potrà iscriversi al fondo o manifestare espressamente la volontà di non aderire, ma nel caso non proceda a nessuna scelta si ritroverà automaticamente iscritto a Perseo Sirio.

    Se hai già una posizione aperta, sappi che la sentenza n. 168 del 04.05.2020 ha stabilito che l’adesione al Fondo è obbligatoria per l’Ente pubblico, ma questo obbligo non si estende al dipendente, che non ha quindi nessun onere di aderire o contribuire al Fondo Perseo Sirio.

    Secondo la sentenza , dunque, i lavoratori possono mantenere le loro posizioni individuali già esistenti presso altre forme pensionistiche complementari e le relative risorse pregresse già confluite.

    Opinioni di Affari Miei

    Come avrai ben capito dunque, le strade da percorrere possono essere diverse.

    Spero innanzitutto che questa guida ti sia stata utile e che tu abbia compreso il funzionamento e tutte le caratteristiche del fondo Perseo Sirio; non conoscendo la tua situazione personale e finanziaria non posso dirti con certezza cosa fare, ma posso solo dirti che dipende da molti fattori che ti ho già ampiamente elencato durante tutta la nostra guida.

    Se sei un lavoratore di circa 50 anni, e hai un reddito medio-alto con altri investimenti, sicuramente investire in questo fondo per integrare la pensione potrebbe essere un buon investimento, e soprattutto potresti beneficiare di vantaggi fiscali non indifferenti. 

    Anche se sei all’inizio della tua carriera lavorativa e hai davanti un orizzonte temporale bello lungo potresti pensare di sottoscrivere il fondo e beneficiare quindi della tua età, del tuo orizzonte temporale e di un investimento più rischioso che potrebbe portarti più rendimenti.

    Ti consiglio quindi, prima di prendere una decisione, di riflettere bene e di pensare ai pro e ai contro di questi investimenti.

    Prima di salutarti inoltre ci tengo a consigliarti alcune risorse che a mio parere potrebbero esserti utili:

    Buon proseguimento!


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    Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
    Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

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