Fondo Cometa: Anticipo e Riscatto Pensione Integrativa, Conviene?

Il fondo Cometa è un fondo pensionistico integrativo che è stato realizzato appositamente per i dipendenti del settore metalmeccanico. La sua nascita è stata successiva ad una lunga trattativa con i principali referenti dell’intera categoria dei lavoratori appartenenti al ruolo di metalmeccanici.

Si può aderire al fondo di previdenza in forma completamente volontaria e non è fatto alcun obbligo, a nessuno, di utilizzare questo strumento pensionistico.

Come è facile intuire, si potranno iscrivere al fondo solamente quei soggetti che hanno un contratto lavorativo inquadrato nelle leggi in materia di lavoro metalmeccanico. Inoltre quando un’azienda del settore effettua una nuova assunzione, deve provvedere a fornire al soggetto anche una copia dei documenti necessari per l’iscrizione al fondo Cometa.

Questo sarà libero di scegliere se compilare i documenti e consegnarli per l’iscrizione che viene riconosciuta come una libertà contrattuale.

Cerchiamo di capire insieme qualcosa in più.

Come funziona il fondo Cometa: rischi, anticipo e riscatto

Il fondo Cometa è caratterizzato da una gestione senza scopo di lucro ma, periodicamente, all’interno vengono nominati i gestori che si dovranno occupare di utilizzare i fondi ricevuti a titolo di versamento. Questi capitali devono essere impiegati sui mercati finanziari per poter generare un rendimento per i lavoratori.

Con la nuova normativa, dal 2005 sono state precisamente indicate le aree di possibile intervento per gli associati al fondo pensione integrativa. Ogni soggetto ha, oggi, infatti, l’opportunità di scegliere tra quattro profili differenti di gestione.

Il primo è il “monetario plus2″ che è rappresentato al 100% da investimenti in obbligazioni.

Il secondo è il cosiddetto “sicurezza” che prevede un limite massimo del 10% per l’investimento in azioni, mentre tutto il resto deve essere impiegato per l’acquisto di obbligazioni.

Il terzo profilo di investimento è il “reddito” che prevede un investimento massimo in azioni del 30%, mentre il restante dovrà essere impiegato sempre per l’acquisto di obbligazioni.

Infine, il quarto piano di investimento è il “crescita” che sbilancia il rapporto utilizzato dai primi tre ed investi la maggior parte del capitale, il 60%, in azioni e solamente la parte restante in obbligazioni.

Se il lavoratore opta per questa forma di gestione dei propri fondi pensionistici, il suo TFR verrà integralmente versato al fondo Cometa e sarà gestito come egli indicherà. Inoltre questa forma alternativa di gestione, permette di giovare di un altro vantaggio.

Il datore di lavoro, infatti, dovrà effettuare un ulteriore versamento dell’1,2% della retribuzione lorda annuale del lavoratore dipendente.

Questo versamento andrà ad incrementare la posizione del lavoratore che a sua volta effettuerà un ulteriore versamento. Egli potrà decidere se versare la solita percentuale del datore di lavoro, oppure una differente. I limiti previsti sono del 1,24%, 2%, 3% e del 4%. In ogni caso tutti gli anni potrà essere variata a piacimento questo percentuale, entro il mese di Novembre.

L’aderente al fondo Cometa avrà sempre sotto controllo i dati riferimenti alla sua posizione di capitale. Infatti, trimestralmente, riceverà comunicazione da parte del datore del lavoro circa il bonifico effettuato al fondo ed annualmente potrà ricevere la comunicazione di Cometa con il riepilogo di tutti i dati importanti.

In ogni caso sarà sempre possibile accedere al sito internet del fondo per poter verificare in autonomia se tutti i dati rispecchiano quelli previsti e che non ci siano problemi collegati al calcolo del capitale personale.

E’ possibile il riscatto di quanto versato?

Dopo che siano trascorsi 8 anni dall’inizio del rapporto, potranno anche essere chiesti degli anticipi se si dovessero verificare delle situazioni importanti per il soggetto richiedente.

In caso di acquisto della prima casa o di spese mediche, ad esempio, si potrà richiedere il 100% del capitale maturato per poter far fronte ai propri impegni. Il capitale sopravvive anche alla persona stessa che ne è titolare e, in caso di morta, esso verrà interamente liquidato agli eredi del lavoratore.

Dopo 5 anni di iscrizione, inoltre, è possibile anche sospendere il rapporto contrattuale e ricevere interamente i propri versamenti. In questo caso si potrà anche optare per una forma pensionistica alternativa al fondo.

Se, ad esempio, il lavoratore effettua un cambiamento di attività lavorativa, avrà a disposizione diverse possibilità di scelta.

Potrà mantenere il capitale in Cometa fino alla decisione di assunzione in un altro settore economico, potrà scegliere il rimborso immediato di tutti i versamenti, oppure potrà chiedere il trasferimento ad un altro fondo di categoria. In quest’ultimo caso sarà Cometa ad occuparsi di tutto in seguito alla ricezione della richiesta da parte del lavoratore.

Per poter accedere all’assegno derivante dai versamenti nel fondo Cometa, bisognerà aver maturato i requisiti previsti dalla legge per chiedere la pensione di vecchiaia o la pensione anticipata.

In particolare il lavoratore dovrà aver maturato l’età pensionabile ed essere iscritto da almeno 5 anni al fondo. Al riguardo, consiglio di leggere il mio articolo che chiarifica le informazioni circa l’età pensionabile.

Conviene veramente aderire al Fondo Cometa?

Molto spesso vengono effettuate delle critiche a questa tipologia di gestione dei fondi pensionistici.

Se si considerano le informazioni sopra esposte e la normativa in merito allo stanziamento del TFR nel nostro Paese, invece, risulta abbastanza evidente che questo metodo sia quantomeno affidabile se i versamenti non vengono effettuati su fondi ad alto rischio.

Basti pensare al caso in cui la propria azienda dovesse fallire per insufficienza di attività in grado di coprire le passività.

Se il TFR fosse stato versato al fondo Cometa, questo provvederebbe ad rimborsare il lavoratore in un periodo di tempo relativamente breve. Questo sarebbe possibile perché i capitali sono già in suo possesso, dato che il datore di lavoro li avrà versati periodicamente.

Nel caso in cui, invece, si sia scelto di mantenere la propria liquidazione all’interno dell’azienda, risulta subito evidente che si potrebbero incontrare enormi problemi nel pagamento della stessa.

Infatti non esistono liquidità disponibili dell’imprenditore per far fronte a questo debito ed il rischio reale è quello di dover passare molti anni in tribunale per riuscire a rientrare dei propri soldi.

Anche se non si considera questo caso limite, comunque, il fondo Cometa rappresenta un’importante possibilità di investimento alternativo.

Ciò permette al lavoratore di ottenere un rendimento che difficilmente potrà avere investendo in altri strumenti con questo profilo di rischio.

Infatti, bisogna anche sottolineare che spesso chi parla di strumenti finanziari alternativi dai rendimenti altissimi, non fa riferimento al rischio insito in essi: questo aspetto l’ho sottolineato anche nella nostra guida agli investimenti sicuri che ti suggerisco di consultare.

Perdere un capitale così importante per un lavoratore, è certamente un’opzione che nessuno vuole prendere in considerazione.

Il fondo Cometa offre, quindi, un servizio di investimento professionale che permette a chiunque di avere una maggiore possibilità di percepire una pensione rivalutata e sicura.

Alternative migliori scelte da Affari Miei

Come sempre, non mi limito soltanto a recensire una prospettiva ma provo a fornire anche qualche consiglio differenziante. Abbiamo visto insieme i pro ed i contro dei fondi pensione in più articoli oltre che in questo: il problema fondamentale, come sottolineato più volte, è l’assenza di flessibilità e le difficoltà nel poter prendere il denaro depositato in caso di problemi.

MoneyFarm: un’alternativa made in Italy

Il web sta portando in auge tante soluzioni agli strumenti d’investimento tradizionali. Tra queste segnalo la startup italiana MoneyFarm, scelta già da oltre 1.500 utenti di Affari Miei negli ultimi 3 mesi.

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MoneyFarm è stata premiata da quotidiani economici europei ed italiani come miglior consulente finanziario indipendente e sta conquistando la fiducia di tanti risparmiatori che preferiscono questa realtà alle banche tradizionali.

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Ulteriori risorse utili

Ecco altre letture che potrebbero interessarti se stai pensando di aderire ad un fondo di previdenza integrativa:

Buon proseguimento su Affari Miei!

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

4 COMMENTI

  1. Buongiorno Davide.
    Grazie per i tuoi preziosi consigli / pareri informati.
    Due domande.
    1- In un precedente articolo del marzo 2017 eri piuttosto critico sul trasferire il TFR ai fondi pensione, mentre Il fondo cometa sembra avere riscosso il tuo “entusiasmo”. Vorrei un tuo approfondimento in merito.
    2- Ho il fondo cometa con Profilo Crescita visto che ho circa 45 anni. Pensavo di fare lo switch a comparti meno rischiosi, quando sarò più vicino alla pensione. Oppure mi consigli di ritirare il capitale. Mi confermi che dopo 5 anni posso chiede il rimborso del capitale ed averlo a disposizione sotto forma di liquidità?

    Grazie.
    Buon lavoro

    Ciro.

    • Ciao Ciro,

      grazie per l’intervento, cerco di risponderti in breve:
      1) Lo sono ancora, TFR e versamenti volontari sono due cose diverse. Non sono entusiasta del Fondo Cometa, penso solo che se uno non ha molta voglia di sbattersi sia meno peggio rispetto ad altre alternative;

      2) Dipende da quello che vuoi fare. Se vuoi investire da solo (cosa che ti consiglio di fare solo dopo aver studiato a fondo) puoi pensare di ritirare il capitale (all’epoca della recensione ricordo che le condizioni sul ritiro erano quelle esposte, bisognerebbe verificare se è cambiato qualcosa ed in questo l’unica soluzione è consultare l’informativa contrattuale ed eventualmente farsi assistere); se, invece, vuoi continuare a delegare, puoi pensare allo switch: non so la tua situazione ma credo che ti tocchi lavorare altri 18-20 anni almeno e non so da quanto tempo stai versando, quindi non posso darti un parere qualificato.

      Per conoscenza, segnalo che ho realizzato un corso, comunque, dedicato al tema che in maniera approfondita tratta tutti questi aspetti:
      https://www.100milaeurosulconto.it/

      In bocca al lupo,
      Davide

  2. Grazie mille, Davide.
    Sull’ipotesi “studiare a fondo”. Ci faccio una pensata.
    Se posso chiedere un tuo ultimo parere su quando fare lo switch e in quale comparto, la mi situazione è la seguente:
    – eta 45 anni
    – Anni di contribuzione INPS: 17
    – Anni di contribuzione a Cometa: ho aderito al fondo con l’entrata in vigore della legge per il trasferimento
    del TFR ai fondi.

    Grazie per la disponibilità
    Ciro

    • Ciao Ciro,

      non c’è una risposta standard e non posso darti consigli individuali. Dipende dai tuoi obiettivi, dalle tue aspettative, dalla tua situazione economica attuale e potenziale.

      Insomma, devi definire tu l’obiettivo: fare lo switch o non fare lo switch è solo una delle azioni che puoi fare per raggiungerlo.

      In bocca al lupo!

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