Come Aprire una Libreria: 6 Consigli per Avere Successo – Conviene Ancora?

Aprire una libreria è un sogno di molti, soprattutto in questi anni in cui reinventarsi un lavoro è spesso un’azione che tocca a tutti. E allora, perchè non lanciarsi in qualcosa che davvero ci appassiona, come la vendita di libri?

In realtà questa domanda è corretta: fare qualcosa che amiamo è importantissimo per la riuscita dei nostri progetti, ma la domanda che davvero bisogna farsi è: conviene aprire una libreria? E’ davvero un’attività redditizia?

In questo articolo vogliamo occuparci di questo tema, guidando gli aspiranti librai nell’apertura di una libreria, spiegando come destreggiarsi nell’iter burocratico e nella scelta delle letture da vendere.

Continuate a leggere per capire se si tratta del lavoro giusto per voi!

1. Aprire una libreria indipendente

La prima scelta che si può effettuare è quella di avviare una libreria indipendente, elemento che mette questo genere di attività in contrasto con le grandi catene legate a un marchio, per lo più in franchising (di cui parleremo nei prossimi paragrafi).

Negli ultimi anni effettuare questa scelta è diventata un’azione particolarmente coraggiosa, se si considera che chi avvia questo genere di attività ha un ideale purista legato all’importanza di non vendere soltanto libri di autori famosi, nomi di personaggi già noti, ma cercare di proporre un’offerta più variegata che metta a disposizione un catalogo costituito anche da testi scelti con cura per i contenuti.

In altre parole, oltre alle grandi case editrici, si venderanno anche libri di case editrici minori e testi che trattano argomentazioni in qualche modo di nicchia (e qui sta l’azzardo).

Proprio per questo viene da chiedersi se convenga davvero aprire una libreria indipendente.

Partiamo dal presupposto che il fatturato medio di una libreria indipendente è pari a circa (se avviata) 250.000 euro, con un margine di guadagno lordo che oscilla tra il 30 e il 35%.

Siete convinti di voler effettuare questa scelta? Allora è bene sapere gli elementi di successo per intraprendere questa via, a partire dall’importanza di sapersi ritagliare un ruolo importante nel cuore degli abitanti della città/paese/ quartiere.

Altri consigli utili potrebbero essere la specializzazione in determinati temi, fornire sempre consulenza ai clienti e integrare l’attività con il lavoro sul web (grazie all’e-commerce), essere sempre informati sui circuiti nazionali di librerie indipendenti e saper fornire materiale adatto a tutti, sia ai lettori occasionali che quelli seriali.

Ovviamente giocano un ruolo fondamentale l’ubicazione del locale e il business plan in generale.

Attenzione, dovrete anche scegliere un buon software gestionale e un rapido canale di rifornimento dei libri.

Ma quale iter bisogna seguire per avviare questa attività? Leggetelo con cura, perchè sarà analogo anche nei prossimi paragrafi, con qualche eccezione che diremo!

Partiamo dal presupposto che l’attività di libreria rientra nel quadro del commercio al dettaglio. Per questi si tratta di una attività soggetta alla normativa del D.Lgs 114/98.

L’imprenditore deve comunicare la Segnalazione di Comunicazione  Inizio Attività (SCIA) presso il comune di ubicazione del locale e dimostrare che lo svolgimento dell’attività sarà subordinato al possesso dei requisiti soggettivi morali e professionali, quelli stabiliti nel rispetto della normativa antimafia.

Bisogna poi scegliere un locale che risponda ai requisiti in materia di urbanistica, di igiene pubblica ed edilizia, di tutela ambientale, di tutela della salute nei luoghi di lavoro, oltre che in materia di sicurezza alimentare, regolamenti locali di polizia urbana annonaria.

E’ necessario poi conseguire eventuali autorizzazioni o titoli preliminari necessari allo svolgimento dell’attività oggetto della segnalazione, senza scordare che la regolamentazione degli orari dei pubblici esercizi è prevista da appositi provvedimenti.

Infine (non dimentichiamolo!) è necessario, oltre a presentare la già citata SCIA, aprire Partita Iva, registrarsi presso INPS e INAL e iscriversi al registro delle imprese.

Il costo totale dovrebbe avvicinarsi ai 100.000 euro per l’avvio della libreria, ma potrebbe essere anche più alto: tutto dipende dalla zona in cui si apre, dalle dimensioni del locale, dal software gestionale scelto e così via.

2. Caffè letterario…ovvero la libreria bar

Un escamotage che spesso è adoperato dai librai indipendenti è quello di unire l’attività di vendita di libri a quella alimentare, in modo che gli avventori possano sorseggiare un cafè o un tè mentre sfogliano i libri.

L’iter burocratico sopracitato, però, si arricchisce, in quanto in questo caso si somministrano anche cibi e bevande. Quindi, oltre a dover rispettare i parametri d’igiene e di sicurezza, bisogna aggiungere i corsi HACCP (ex libretto sanitario) e S.A.B. (Somministrazione di Alimenti e Bevande, ex REC).

Inoltre l’attività di ristoro va svolta una superficie non superiore al 10% della superficie di vendita e non deve avere accesso diretto dalla pubblica via, ma allo stesso tempo non può essere separata dal resto dell’attività commerciale.

Il locale dove aprire un caffè letterario dovrà essere molto ampio, almeno 100 mq più il magazzino, visto che l’attività svolta non è una, ma due!

L’investimento totale dovrebbe ammontare anche in questo caso a oltre 100.000 euro circa.

3. Cartolibreria

Altro espediente per poter vendere libri, ma attirare anche clientela diversa è quella di aprire una cartoleria/ cartolibreria, dove vendere anche prodotti di cancelleria per l’ufficio e la scuola.

L’iter non muta nemmeno qui, mentre si amplia l’organizzazione per quanto concerne il rifornimento: oltre al fornitore di libri, dovremo informarci e cercare di stipulare il miglior contratto anche per il rifornimento di penne e pennarelli, biglietti d’auguri, agende e quaderni.

Questa idea apre un’altra possibilità, che può essere sia compresa nel progetto, che in maniera indipendente. Parliamo della…

4. …libreria scolastica, testi nuovi e usati

La libreria scolastica è una buona soluzione, sia presa singolarmente, che unitamente ad una cartoleria (sorella dei negozi che vendono testi per la scuola!), che studiata insieme al progetto di avviare una libreria di testi scolastici nuovi ed usati.

Vendere libri usati vuole dire ovviamente essere informati come se si vendessero volumi nuovi circa i codici ISBN e le nuove edizioni, che vengono aggiornate in maniera frequente (spesso con cadenza annuale) e fanno così diventare inutili molti libri, non più accettati dalle scuole.

Se non volete trovarvi intasati di libri fuori commercio, dovrete tenere conto di questo fattore ed appoggiarvi anche stavolta ad appositi e validi software gestionali.

Attenzione! Quando si vende materiale usato in conto terzi (tramite il conto vendita) è necessario seguire un iter burocratico differente in modo da essere in regola con il fisco.

Per questo bisogna, per una corretta definizione della pratica in CCIAA, oltre alla Scia, allegare i seguenti documenti:

  • il mandato di vendita che viene sottoscritto dai clienti che vendono i libri;
  • la tabella provvigioni, obbligatoria ai sensi del TULPS: essa va vidimata dal Comune e esposta nei locali;
  • una pagina di vidimato, timbrata dal comune, relativa al registro degli affari: la libreria è da considerarsi, in questo caso, agenzia d’affari (che prende una provvigione sulla vendita).  Per questo si è obbligati a detenere questo registro.

I mercatini dell’usato vanno iscritti con il codice Atecofin corretto, in camera di commercio. Consigliamo in ogni caso di informarsi presso il proprio commercialista per verificare che non vi siano normative locali specifiche per la vendita di materiale usato.

5. Libreria in Franchising

Infine ecco la soluzione che potrebbe sembrare più sicura, soprattutto per chi non è esperto del settore e ha paura di fare il salto: aprire in franchising.

Questa è una soluzione che comporta l’aumento dei prezzi di investimento e di apertura e gestione, poichè vi sono le royalities da pagare al Marchio, ma questo è molto utile a scegliere il locale, a destreggiarsi nelle pratiche burocratiche e a scegliere il software e il fornitore migliori.

Non dimentichiamo l’importanza della formazione che viene offerta agli affiliati: sono tutti elementi che possono essere rassicuranti per un neo imprenditore, il quale potrebbe un giorno comunque staccarsi e diventare autonomo, se lo desiderasse.

Aprire una libreria in franchising, in altre parole, potrebbe essere un buon  modo per fare esperienza.

6. Aprire una libreria per bambini

Ovviamente si può decidere anche di aprire una libreria rivolta esclusivamente ai bambini, organizzando anche in questo caso giornate ed eventi rivolti ai più piccole e alle loro famiglie.

Come aprire una libreria per bambini? Anche in questo caso valgono le regole del franchising e della libreria indipendente, in quanto l’unica differenza sta nel target di riferimento dell’impresa.

Conclusioni: conviene aprire una libreria nel 2017?

E ora cerchiamo di rispondere a questa domanda che sicuramente sarà chiodo fisso di chi sogna di lavorare in libreria: conviene gettarsi in questa avventura?

Si sa che gli italiani leggono poco, siamo infatti in fondo alle classifiche europee, senza dimenticare l’avvento degli e-book, molto apprezzati e in larga espansione.

La concorrenza, poi, è spietata: per questo potrebbe essere utile cercare di appoggiarsi ad un marchio già collaudato in Italia, in modo da avere in qualche modo le spalle coperte.

Se proprio non desiderate affiliarvi e volete aprire una libreria indipendente, allora potrebbe essere una saggia mossa quella di aprire una libreria che offra altri servizi, come la cartoleria oppure il bar.

La vendita dei testi scolastici e/ o universitari, pii, può garantire un boom di vendite a settembre e nei nuovi semestri accademici. In questo caso la creatività è importante.

Offrire poi spazi di incontro aggiuntivi, organizzare presentazioni di autori, anche emergenti, oppure giornate con i più piccoli, magari nel dopo scuola e così via può essere un altro metodo per attirare clientela e riuscire a trasformare una “semplice libreria” in un’attività di successo.

Noi, come sempre, consigliamo sempre di valutare in maniera oculata le proprie mosse: avviare una attività di qualunque genere richiede un grande investimento: essere certi di ciò che si fa è il primo passo per non rischiare di perdere tutto.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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