Che fine ha fatto Evergrande?

Il collasso di Evergrande e l’effetto-domino di questa società sul resto dell’economia cinese è stato un tema centrale del 2021. A distanza di quasi un anno, però, i prezzi delle case in Cina sono scesi solo del 3,5% rispetto a quelli pre-crisi. Considerando anche i lockdown che si sono protratti nel 2022, è una flessione ben lontana dal maxi collasso che gli investitori temevano.

Per chi non si ricordasse dell’accaduto, ecco un breve riassunto:

Una gigantesca bolla speculativa immobiliare, in Cina, ha continuato a gonfiarsi per anni prima di esplodere nel 2021. I prezzi medi di un appartamento a Shangai erano oltre 50 volte il reddito medio di un lavoratore locale, contro le 10 volte di un appartamento a New York.

I costruttori hanno approfittato del trend rialzista per indebitarsi sempre di più con le banche, consapevoli che i tassi di interesse sarebbero stati insignificanti rispetto al margine di profitto. La maggior parte degli appartamenti viene venduta abbondantemente prima del termine dei lavori.

Quanto la bolla speculativa è esplosa, con diverse aziende che non hanno onorato i debiti verso gli obbligazionisti, la paura di un contagio nell’economia cinese -dove il settore delle costruzioni rappresenta circa il 25% del PIL secondo JP Morgan- era alle stelle. Molte società hanno dovuto anche sospendere i lavori su appartamenti già venduti su carta, portando a un’ondata di proteste. A distanza di un anno, però, non sembra cambiato niente.

Il piano del governo cinese, per quanto sia emerso in ritardo rispetto ai problemi, è stato abbastanza lineare e interessante. Come prima cosa sono stati sistemati i creditori in ordine di priorità:

  1. Clienti che avevano già comprato le case su carta
  2. Fornitori
  3. Investitori che avevano comprato i prodotti di wealth management di Evergrande
  4. Banche cinesi
  5. Banche non cinesi
  6. Obbligazionisti cinesi
  7. Obbligazionisti non cinesi
  8. Azionisti

Sapendo che al più i soldi sarebbero bastati per pagare 0,10€ ogni 1€ di debito verso gli obbligazionisti, il governo ha dovuto fare delle decisioni un po’drastiche…ma a quanto pare, efficaci. In buona sostanza, è stato stabilito di aiutare le prime tre categorie di creditori, lasciando le altre al loro destino.

Prima dell’esplosione della bolla, Evergrande usava i pagamenti dei compratori su carta come garanzia per richiedere prestiti a banche e obbligazionisti. Con il prestito veniva finanziata la costruzione, rendendo tutti felici.

A forza di esagerare con questo schema, ormai Evergrande era arrivata a usare gli acconti quasi soltanto per ripagare gli interessi su mutui e obbligazioni.

Dopo l’esplosione della bolla, invece, i governi provinciali cinesi hanno iniziato a raccogliere gli acconti in conti correnti protetti, che potevano essere toccati solo per finanziare i cantieri. In questo modo, ad aprile 2022 già il 95% dei progetti in corso avevano ripreso i lavori.

Non dovendo ripagare gli obbligazionisti e le banche, i soldi sono sufficienti per terminare i cantieri, vendere gli appartamenti finiti e aumentare il saldo di Evergrande sul conto corrente. Questo, nel medio termine, dovrebbe permettere all’azienda di incassare abbastanza da poter ripagare anche i secondi e i terzi creditori in ordine di importanza.

Dal momento che le banche cinesi sono in gran parte controllate o di proprietà dello Stato, non c’è un gran timore per la solidità degli istituti di credito. Per quanto riguarda azionisti e obbligazionisti, invece, dispiace…ma sono creditori di Serie B. Erano consapevoli del rischio quando hanno investito, e il fatto di non ripagarli non può comunque causare un collasso economico nella società cinese.

Cosa ne pensate di questo piano? Avreste fatto le cose diversamente?

Nel frattempo, sappiate comunque che molti di questi progetti che stanno venendo terminati sono in città fantasma, totalmente vuote, in cui le persone comprano appartamenti nella speranza che in futuro la città venga abitata e gli edifici prendano valore. Per cui la bolla è ancora in corso, ma il vero tracollo è rimandato a data da destinarsi.


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

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