Recessione in Arrivo al 100%: Come Difendersi Dalla Catastrofe?

Il mondo sta andando verso la recessione, i mercati finanziari ormai danno questo dato per certo. La guerra in Ucraina sembra impantanata e, intanto, i prezzi delle materie prime sono arrivati alle stelle.

I rapporti con la Cina restano tesi, qualsiasi passo in avanti di uno dei due blocchi potrebbe portare a una escalation incontrollabile.

L’inflazione è all’8% e non accenna a calare, il tentativo delle Banche Centrali di alzare i tassi potrebbe essere disperato, perché l’aumento dei prezzi non è sempre e solo collegato alle politiche monetarie.

Un errore di FED e BCE potrebbe portare alla stagflazione, cioè allo scenario in cui il PIL decresce e i prezzi aumentano.

I mercati, già affaticati da uno dei peggiori semestri della storia, potrebbero precipitare disintegrando miliardi di euro.

Milioni di persone potrebbero perdere il lavoro, appesantendo ulteriormente le casse già molto indebitate dello Stato italiano: meno reddito per loro, meno soldi in giro per tutti.

Lo spread potrebbe esplodere: i mercati internazionali guardano da sempre all’Italia con sospetto e stavolta il Bel Paese potrebbe essere troppo grande per essere salvato.

Ciò vuol dire meno Welfare, meno sussidi, meno pensioni, meno benessere per tutti.

L’emergenza siccità ci sta mostrando quanto è fragile il nostro pianeta: anche l’acqua potabile, prima o poi, potrebbe essere razionata.

Il Covid è tutt’altro che sconfitto: i contagi stanno aumentando di nuovo e, con essi, ricoverati e morti.

Sono riuscito a metterti paura?

Credo di sì, ormai l’unico modo per farsi prendere seriamente è agitare tutte le sciagure possibili.

Oggi, però, facciamo un esercizio: proviamo ad ipotizzare che tutte le situazioni tirate in ballo, unitamente a qualcun’altra che ho dimenticato, si realizzino davvero.

Se non tutte, la maggior parte.

Facciamola arrivare davanti a noi questa paura che i media ogni giorno diffondono rovinandoti la vita e creandoti ulteriori problemi, come se non ne avessi già per i fatti tuoi, e proviamo a capire se e come ci si può salvare da uno scenario del genere.

Economia mondiale VS economia individuale

Scomponiamo il problema in due parti: economia mondiale ed economia individuale. Per quanto intimamente legati, i due ambiti presentano delle note di diversità su cui possiamo concentrarci.

In particolare, mentre possiamo fare praticamente nulla sull’economia mondiale, abbiamo un potere maggiore sulle nostre vicende private. Del resto, la finanza personale è esattamente questo.

Da anni, nei miei percorsi educativi, dedico un ampio modulo alla pianificazione finanziaria individuale, un tema assai più esteso del “mi dici come investire?” che porta molte persone a conoscere Affari Miei.

Nello specifico, da sempre affermo che la pianificazione è l’attività preparatoria per potersi presentare sui mercati finanziari con serenità: “Prima di andare in guerra, proteggiti” sono solito dire.

Ipotizzando che la tempesta stia arrivando davvero, proviamo a capire se possiamo davvero fare qualcosa.

Hai già costruito le tue fondamenta?

La gente è ossessionata dal come far rendere i propri soldi: sia che abbiano milioni, sia che abbiano qualche migliaio di euro sotto il materasso, in tanti ci scrivono sperando di ricevere la “dritta” per massimizzare i rendimenti.

La verità è che, a parte rari casi spesso transitori (ogni riferimento al “to the moon” del mondo crypto è intimamente voluto), per ottenere davvero una grossa crescita sui mercati servono due cose:

  • anni, affinché possiamo affrontare tutte le fasi cicliche del mercato;
  • soldi, perché senza questi ultimi non si cantano messe.

Aver bisogno di anni significa necessariamente non dover disporre dei propri averi per tantissimo tempo: dobbiamo, in un certo senso, essere pronti a separarci dal nostro denaro.


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E come si fa? Per alcuni il concetto è chiaro, si vive con le proprie entrate e, soprattutto, bisogna spendere meno di quello che entra; ma per altri questo concetto non è così scontato: la prima domanda che si fanno le persone è “Entro quanto tempo potrò riavere i miei soldi?”.

Se sei in questa situazione, sei ancora in tempo per “salvarti”: lascia perdere per un po’ i mercati e comincia a costruire le tue “riserve”, quelle che nei nostri percorsi educativi chiamo “cuscinetti”.

Banalmente, prima solo di pensare alla Borsa, devi avere da parte un bel po’ di soldi che ti possano tornare utili nelle fasi di emergenza che, statisticamente, picchiano di più durante una recessione.

Sicuramente è più probabile che, in caso di crisi economica, tu possa:

  • guadagnare meno;
  • perdere il lavoro e non trovarne uno rapidamente anche se sei qualificato e fino all’altro ieri non avevi mai avuto problemi: ciò accade perché le aziende, in periodi negativi, riducono le assunzioni e gli investimenti;
  • perdere potere di acquisto;
  • avere altre urgenze in famiglia che richiedono un accesso immediato a capitali che devi avere (se non ne hai, devi fare debiti, ammesso che qualcuno ti conceda credito in un momento dove senza garanzie nessuno presta soldi a soggetti non finanziariamente ok).

Capisci che non è un problema di quale azione o quale ETF devi scegliere, anzi “puntare” come dicono tanti, ma devi prima metterti a posto sotto questo punto di vista.

La regola è valida sempre, sia in tempi di pace che in tempi di guerra.

Una volta che hai messo da parte i soldi necessari per le emergenze, viene la parte di protezione: banalmente, ci si deve assicurare.

Cosa succede alla tua famiglia se ti ammali gravemente, ti fai male o (gesto scaramantico) muori?

Altro step fondamentale, spesso ignorato.

Potresti non essere giovanissimo: hai già pianificato la tua successione? Cosa succederebbe se, facciamo gli scongiuri, venissi a mancare durante una recessione?

I tuoi eredi potrebbero litigare, regalando risorse preziose agli avvocati e tempo alla giustizia italiana, oppure sono già in qualche modo “sistemati”? Un litigio durante un periodo di difficoltà economica è assai più teso e pericoloso di una questione che nasce in un periodo di espansione e prosperità.

Andiamo avanti e pensiamo al “motore” della tua ricchezza: il capitale umano.

Probabilmente il tuo benessere, come gran parte degli Italiani, è un combinato disposto di quanto hai ereditato e di quello che riesci a mettere da parte: variano le proporzioni ma, quasi per tutti, è così.

Qualcuno mi ha detto, negli anni: “Ma io i soldi ce li ho già”. Ottimo, sono contento per te.

Ammesso che non ne abbia infiniti, e ciò non accade neanche a Bill Gates, i soldi che hai già sono soggetti ad un agente atmosferico enorme: l’erosione.

Terra terra, se ogni anno vivi “intaccando” il tuo patrimonio per accedere ad uno stile di vita che non puoi permetterti di sostenere con le tue entrate, prima o poi i soldi finiranno.

Ed è assai più probabile che possano finire durante una recessione perché, come gli altri, sei esposto ai pericoli di cui sopra che possono limitare le tue entrate.

Quali domande farsi, sia in tempi di pace che di guerra? Semplicemente, bisogna interrogarsi sulle proprie competenze lavorative: hai veramente raggiunto l’apice? Puoi in qualche modo migliorarti per guadagnare di più?

A parte poche realtà, in Italia il tessuto imprenditoriale è fatto da micro imprese che, a differenza delle multinazionali, non possono pagare corsi professionali ai propri dipendenti quindi la crescita deve essere una voce di spesa del tuo bilancio privato.

Ed è fondamentale perché, in caso di crisi, sei in qualche modo più resiliente: sei l’ultima persona da licenziare, se lavori in azienda; hai più possibilità di trovare un impiego, se perdi comunque il lavoro; riesci in qualche modo a sbarcare il lunario se, invece, lavori in proprio.

Solo dopo aver fatto tutti questi ragionamenti viene la parte di investimenti finanziari. E come si investe in tempi di crisi?

Per prima cosa, bisogna prendere il controllo del proprio patrimonio e posizionarsi su asset in generale più rischiosi per il lungo termine: nessuno è diventato ricco comprando i BTP con la cedola all’1,5%: se i tuoi capitali devono crescere hai bisogno di ben altro.

Per far maturare il tuo patrimonio devi staccarti mentalmente dalla volatilità di breve termine e, come dicevo all’inizio, devi avere il tempo di “aspettare”.

Ancora, ripeto per essere chiaro, in Borsa devi investire soldi che non ti servono affinché possano affrontare le varie avversità e crescere nel tempo con l’interesse composto.

Investire non equivale a speculare: non c’è un’azione o un settore che, oggi, potrebbe spiccare il volo al 100%, in quanto l’unico modo sicuro per guadagnare è posizionarsi sui vari scenari del ciclo economico con un orizzonte temporale di lungo termine.

Ah, poi ci sarebbero gli immobili di cui tutti, in Italia, sono “imbottiti”: dovrei parlare per giorni, ma mi limito a dire che il grande problema è rappresentato spesso dall’illiquidità dell’asset.

Se hai immobili sfitti che non riesci a vendere, durante una recessione può andare solo peggio.

Se hai immobili situati in zone di scarso pregio, è più probabile che possano essere sfitti o addirittura occupati da gente che non paga perché in difficoltà economica.

Ma io volevo dei consigli a rapida implementazione…

Eccoci, per prima cosa complimenti se stai ancora leggendo.

Con ogni probabilità, qualcuno obietterà a questo messaggio scrivendo che si sarebbe aspettato dei consigli immediatamente attuabili.

La realtà è che per i grandi eventi ci si prepara con il tempo e una recessione, per quanto dolorosa, è parte del ciclo economico.

Esattamente come le formiche si preparano in estate per affrontare l’inverno, anche noi dobbiamo essere attrezzati per tutte le stagioni.

Non è solo una questione di allocazione del portafoglio finanziario, è proprio un tema di gestione generale del patrimonio.

In sintesi possiamo dire che per affrontare le avversità servono:

  • soldi, possibilmente liquidi e immediatamente utilizzabili sia per emergenze (cuscinetti) che per eventuali investimenti a sconto (liquidità del portafoglio finanziario);
  • programmazione: se non abbiamo ottemperato al punto precedente e non ci siamo protetti da tutti i vari scenari ad impatto diretto sulla nostra persona o famiglia siamo in un mare di guai;
  • calma e pazienza: non esistono soluzioni di breve termine ma solo strategie con orizzonte temporale medio lungo.

Se hai già fatto almeno in parte quello che ho detto puoi affrontare la tempesta con relativa tranquillità: magari non sarà facile ma, in un modo o nell’altro, dovresti farcela.

Se, invece, non hai fatto quello che ho scritto e non hai mai approcciato la vita pianificando i vari scenari, ho una brutta notizia per te: devi avere veramente paura di quello che potrebbe accadere perché sei molto più a rischio degli altri.

Come vedi, la pianificazione finanziaria abbraccia solo parzialmente la costruzione del portafoglio di investimenti: ci sono tanti ambiti che, con la giusta attenzione, vanno affrontati.

La buona notizia che voglio darti al termine di questo mio ragionamento è che non è scontato e sicuro che tutti gli scenari catastrofici ipotizzati in partenza si realizzeranno davvero e, soprattutto, non è detto che la catastrofe arrivi subito.

Hai sempre tempo per recuperare, rimediare ed eventualmente farti aiutare per sistemare i vari componenti affinché possa gestire con serenità il tuo patrimonio.

Pensaci, secondo me ne vale la pena.

Chest’è… come amo dire!


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

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