Come Aprire un Pastificio Artigianale per Produzione Pasta Fresca

La buona cucina merita una riscoperta della tradizione. In molti stanno pensando negli ultimi tempi di aprire un pastificio artigianale per la produzione di pasta fresca all’uovo e ripiena: una specialità italiana da diffondere sulle tavole degli amanti del buon gusto.

Tortellini, gnocchi, agnolotti e lasagne sono le principali leccornie che si possono produrre in un pastificio per creare un nuovo business.

Gli ingredienti necessari per questa attività non incidono molto sul prezzo finale e, in linea di principio, possono garantire un buon guadagno sul prezzo finale a chi decide di aprire un laboratorio di pasta fresca.

Se state pensando anche voi di buttarvi in questa attività e diventare pastificatori, allora siete nel unto giusto: in questo articolo vedremo infatti come fare ad aprire un pastificio, esaminando ciò che occorre e quali pratiche burocratiche bisogna mettere in atto.

E allora cominciamo e scopriamo come aprire un pastificio!

Cosa serve per aprire un negozio di pasta?

Vediamo quale iter dovremo seguire per capire il nostro pastificio: sapere quali passaggi seguire e quanti soldi bisogna investire sono le prime due grandi e variegate curiosità che balenano nella testa degli aspiranti imprenditori.

Il primo passo è quello di aprire la Partita Iva, registrando poi l’attività presso la locale CCIAA, l’albo delle imprese artigiane.

Inoltre è fondamentale chiedere ed  ottenere un’ispezione volta a verificare l’igiene dei locali, grazie all’autorizzazione dell’Asl di competenza e al nullaosta del Comune di ubicazione della sede del laboratorio, oltre alle autorizzazioni urbanistiche per i locali se servissero delle ristrutturazioni.

Inoltre ogni persona addetta alla produzione artigianale devono essere in possesso di attestato HACCP per l’igiene degli alimenti. I requisiti e le autorizzazioni richiesti sono quelli previsti per le attività di commercio di alimenti e bevande.

Infine bisogna iscriversi all’INPS e all’INAIL .

Dunque, sulla base di quanto appena detto, potrebbe tornarvi utile approfondire i diversi aspetti burocratici che bisogna conoscere. Al riguardo, vi raccomandiamo le due nostre letture in tema:

Ora che abbiamo visto gli aspetti burocratici, vediamo gli aspetti pratici: per prima cosa occorre cercare un locale rivolto esclusivamente alla preparazione della pasta fresca e alla vendita del prodotto finito: si parla di un locale di circa 50 mq.

Bisogna poi acquistare i macchinari, ossia l’impastatrice, il tavolo da lavoro, una macchina per fare gli gnocchi e una per i ravioli, il macchinario per poter tagliare la pasta corta, oltre a frigoriferi di dimensioni adatti a una grande produzione, il tritacarne, una cucina di medie dimensioni.

Non dimentichiamo l’occorrente che esula dal materiale pratico della cucina, e che invece riguarda la vendita, ossia un registratore di cassa, il POS, la  bilancia elettronica per pesare la e un banco dove esporre i proprio prodotti!

Quanto costa aprire un pastificio?

Detto questo, vediamo quanto ci può costare quanto sopra elencato: il costo potrebbe raggiungere anche i 70.000- 100.000 euro, se non di più, a seconda del luogo in cui si trova il locale e degli eventuali lavori da effettuarvi.

Anche la scelta dei macchinari può fare la differenza, perché sceglierli nuovi o usati causa una differenza di prezzo notevole. Estremamente importante è scegliere attrezzature che rispettino appieno la normativa in materia di igiene.

L’investimento necessario per dedicarsi alla vendita di pasta fresca è relativamente contenuto ed essendo un’attività artigianale si può ricorrere al microcredito e ai finanziamenti e contributi agevolati.

Per quanto riguarda le proprie capacità, se non avete qualifiche nel settore potrebbe tornarvi utile seguire un corso professionale nella propria città laddove non si sia già in grado di svolgere il lavoro per via di una pregressa esperienza: durante il corso potrebbe essere utile apprendere nozioni necessarie a poter cucinare pasta per celiaci, oppure per intolleranti ad altre farine, o per vegani.

Tali corsi, ovviamente, possono richiedere un ulteriore investimento, che però potrebbe portare a maggiori entrate grazie ad una maggior affluenza di clienti con richieste specifiche: infatti aprire un negozio per celiaci o vegani vuole dire investire in un ramo che ha una domanda crescente.

Valutare attentamente la zona ed il tipo di prodotto che si intende creare

Prima di iniziare bisogna valutare attentamente la zona che si intende servire. Oltre ai consumatori finali si deve puntare a fornire i propri prodotti a ristoranti, agriturismi, gastronomie, tavole calde, mense o supermercati.

Ovviamente si tratta di una produzione di nicchia o comunque di livello mediamente superiore rispetto a quanto offrono le marche industriali, quindi bisogna considerare una clientela che ama spendere un po’ in più per comprare cibi sani e migliori.

Questo è estremamente importante soprattutto in questa particolare fase storica in cui si sta diffondendo nella popolazione una certa sensibilità verso la buona cucina ed il mangiar bene: dopo aver visto per anni l’esplosione della grande distribuzione, infatti, stiamo assistendo alla crescita di una domanda qualificata, di un certo numero di persone che desiderano approcciarsi al cibo come un’esperienza e non guardano sempre e solo al prezzo finale.

La conoscenza corretta delle regole è uno step fondamentale per fare impresa, non dimenticatelo mai.

Franchising pasta fresca: una soluzione alternativa

E se non ci si sentisse abbastanza sicuri da indebitarsi con un investimento di tali dimensioni avendo poco (se non nulla) esperienza?

La soluzione che molte persone cercano di scegliere per sentirsi in qualche modo protetti, è quella di affidarsi ad un franchising.

Aprire in franchising, infatti, vuol dire avere alle spalle un marchio solido e collaudato che mette a disposizione dell’affiliato competenze e esperienza, permettendo al fattore di rischio di diminuire notevolmente.

I requisiti e iter per aprire un pastificio sono sempre gli stessi, poiché l’iter burocratico è il medesimo: bisogna aprire Partita Iva, iscriversi presso la Camera di Commercio, iscriversi al Registro delle Imprese Artigiane, aderire al sistema di autocontrollo HACCP  e comunicare l’inizio attività al Comune competente, presso il quale bisogna anche richiedere l’autorizzazione all’esposizione dell’insegna.

I costi per coloro che aprono in franchising aumentano a seconda del marchio a cui ci si appoggia, ma non si tratta di cifre particolarmente alte, poiché si pagano comunque i macchinari (che si acquisterebbero comunque) e l’affitto: in più vi sono le spese di affiliazione (fee d’ingresso e royalities).

Alcuni franchising scelti per te

Per farvi qualche esempio, uno dei marchi più conosciuti nel settore è Pasta&Co. (La Gerretana SRL).

Si tratta di un’azienda specializzata nella produzione, commercializzazione e assistenza post vendita di attrezzature certificate e di alta qualità, oltre che di di arredamenti  personalizzati, per locali pubblici e commerciali food e no-food. Dietro il suo lavoro c’è l’attenta analisi del bacino d’utenza e della domanda che da esso proviene.

Il format prevede due varianti, quello in versione take away e quello Gourmet, con la differenza che il secondo permette di esporre più merce, comprese bevande.

Il secondo è la Bottega della Pasta, che vuole recuperare i valori della dieta mediterranea, in particolare della pasta fresca, conferendogli una nota di tendenza ed innovazione e trasformandola in uno street food sano e di qualità.

E’ un laboratorio di pasta espressa la cui preparazione viene realizzata al momento. Il marchio offre i seguenti vantaggi:

  • un margine medio sul prodotto del 400%;
  • un prodotto esclusivo, con prezzi davvero competitivi;
  • un mercato in crescita esponenziale caratterizzato da una importante domanda;
  • un’offerta completa di pasta espressa, adatta ad ogni gusto;
  • la possibilità di aprire un’attività propria, con un investimento davvero contenuto, su un prodotto sempre richiesto affiancato ad una immagine curato nel dettaglio.

Infine suggeriamo di informarvi sul marchio Pasta & Sugo Italian Street Food, un modello di ristorazione che privilegia il requisito della qualità proponendo esclusivamente un prodotto tipico della cucina italiana: la pasta fresca, ripiena, lunga o corta, accompagnata da sughi della migliore tradizione.

L’investimento parte da 70.000 euro, rispondendo ai canoni sopraelencati.

Conviene aprire un pastificio artigianale?

In conclusione, quante volte capita di chiederci: “Cosa aprire oggi? Conviene”? Fare impresa vuol dire creare valore, quindi è chiaro che bisogna valutare la convenienza economica del business.

La cosa che si può fare è cercare tramite il Registro delle imprese le altre aziende già operative per una prima indagine.

Bisogna poi analizzare, almeno idealmente, la clientela potenziale per poter valutare le prospettive. Non esiste una ricetta perfetta: fare impresa, del resto, è pur sempre un rischio.

Ulteriori risorse utili

Prima di salutarci, vi rimandiamo ad una serie di altri articoli affini a questo che vi proponiamo per allargare il discorso e stimolare la vostra creatività imprenditoriale.

Buona lettura dallo staff di Affari Miei!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

Scarica Gratis "Mettersi in Proprio - Metodo Affari Miei"
La tua privacy è al sicuro
mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

LASCIA UN COMMENTO


Ricevi gli aggiornamenti da Affari Miei