Fondo Arca Bond Paesi Emergenti: Costi, Rischi e Performance

Conviene investire nel Fondo Arca Bond Paesi Emergenti? Come viene gestito l’investimento? Quanto è rischioso? Quanto rende e quanto costa? 

In questa guida risponderò a tutte le tue domande.

I fondi comuni sono tra gli strumenti di investimento collettivo del risparmio più diffusi in Italia. Le banche e i promotori finanziari tendono a insistere sui vantaggi della gestione attiva e continuano a proporla perché conviene anche a loro.  

Ma se mi leggi da un po’, avrai imparato che non ti puoi fidare ciecamente di quello che ti viene detto e propinato da terzi. Ognuno di noi dovrebbe essere consapevole delle scelte che fa, perché l’ignoranza è il peggior investimento! 

Se ti interessa leggere un’analisi critica e oggettiva del fondo Arca Bond Paesi Emergenti, sei capitato nel posto giusto. Continua a seguirmi perché ti darò tanti consigli utili.

Cominciamo.

Profilo del fondo

Arca Bond Paesi Emergenti (P) è un fondo obbligazionario internazionale gestito da Arca Fondi SGR, che raccoglie i soldi di una moltitudine di investitori. La lettera “P” identifica la classe di quote riservate ai clienti retail.

Il patrimonio raccolto è utilizzato per comprare titoli obbligazionari governativi e corporate dei mercati emergenti, ossia tutti quei paesi che non fanno parte del gruppo delle economie sviluppate. 

Si tratta di economie giovani che stanno attraversando una fase di forte crescita e che sono terreno fertile per gli investimenti. Il rischio di default degli emittenti è però maggiore, perché chiaramente un sistema economico in fase di sviluppo è meno strutturato. Proporzionalmente, i rendimenti sono più elevati.

Ti illustro le caratteristiche salienti delle obbligazioni in paniere:

  • Sono denominate in euro, in dollari e in sterline. È prevista la copertura strutturale del rischio di cambio;
  • La duration, cioè la durata media finanziaria delle obbligazioni, è compresa tra 3 e 7 anni;
  • Gli emittenti sono scelti in base ad un rating di solvibilità da medio a basso, nel secondo caso si parla di investimenti di tipo speculativo.

Stile di gestione

La SGR adotta uno stile di gestione attivo, orientato a creare un extra-rendimento rispetto al benchmark. Ricordo che il benchmark è un parametro oggettivo che viene utilizzato dai gestori come riferimento per la definizione dell’asset allocation e del livello di rischio. 

Serve anche a te per valutare l’andamento del fondo di anno in anno, e per capire se le strategie adottate dal gestore sono efficaci e coerenti con gli obiettivi d’investimento.

Le banche e i promotori fanno leva sul valore aggiunto della gestione attiva, che in certi casi può essere reale se, il gestore, è molto bravo. Ma il più delle volte i fondi hanno rendimenti uguali o inferiori al parametro oggettivo. 

La SGR, per cercare di ottenere un rendimento-extra, potrebbero anche mettere in atto politiche non troppo chiare e che espongono il capitale degli investitori a rischi maggiori di quello che essi pensano.

In conclusione, la gestione attiva può essere un vantaggio, ma non c’è nessuna garanzia al riguardo.

Profilo di rischio/rendimento

All’interno del KIID, il documento informativo, è illustrato l’Indicatore sintetico di rischio, che misura, in modo semplificato, l’esposizione al rischio delle attività del fondo e la loro redditività potenziale. 

Il nostro fondo è classificato alla categoria 4 su una scala da 1 a 7, un livello di rischio medio, maggiore di un fondo obbligazionario standard, ma inferiore ad un fondo misto o azionario.

Il tuo capitale potrebbe essere esposto a maggiori rischi se disinvesti troppo presto. La SGR raccomanda infatti un periodo minimo di 4 anni. Per tanti versi le obbligazioni dei Paesi emergenti somigliano alle azioni, nel senso che si prestano maggiormente ad un investimento di alcuni anni, non troppo breve.

Modalità di sottoscrizione, uscita e utilizzo dei proventi

La partecipazione al fondo si realizza sottoscrivendo un tot di quote corrispondenti alla cifra investita. 

Il regime commissionale applicato alla classe di quote “P” prevede un investimento minimo iniziale di 100 euro, in un’unica soluzione, ma è anche possibile effettuare versamenti periodici di minimo 50 euro semplicemente aprendo un Piano di accumulo del capitale (PAC). 

Uscire dall’investimento è molto semplice, puoi chiedere in qualsiasi momento il rimborso totale o parziale delle tue quote – il valore del rimborso dipende dal valore unitario della quota in quel momento. 

In ultimo, la politica di distribuzione dei proventi è ad accumulazione, ciò vuol dire che gli utili maturati ogni anno sono reinvestiti nel fondo stesso.

Oneri

Chiaramente la permanenza nel fondo ha un costo che, se troppo alto rispetto ai profitti, potrebbe a lungo andare mangiarsi i rendimenti e il capitale investito.

In genere la gestione attiva costa di più, perché fare meglio del mercato richiede più lavoro. Prima di investire confronta questo fondo con altri portafogli simili e scegli quello che, a parità di rischi, ti fa spendere di meno.

Ma vediamo quali sono le spese applicate da Arca SGR:

  • Spesa di sottoscrizione non previste;
  • Spese di rimborso non previste;
  • Spesa di gestione annua prelevata dal patrimonio del fondo, pari all’1,36%;
  • Commissione di performance annua non previste.

Ci sono indubbiamente fondi più onerosi. È positivo che la SGR non applica costi di entrata e commissioni di performance. 

Rendimenti storici

Il prospetto dei costi deve essere messo in relazione al grafico dei rendimenti, che registra l’andamento del fondo nel corso degli anni. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri perciò vanno presi con le pinze.

I dati che abbiamo a disposizione riguardano un arco di 10 anni. La volatilità è maggiore rispetto a un paniere obbligazionario tradizionale e, com’era prevedibile, i risultati sono stati altalenanti.

Salta all’occhio una cosa: il gestore non è praticamente riuscito a superare il benchmark, ma ha sempre realizzato qualche punto percentuale in meno. Questo ti insegna che non c’è garanzia rispetto al valore aggiunto apportato dalla gestione attiva. I vantaggi tanto decantati dalle banche sono relativi.

Opinioni di Affari Miei: conviene investire oppure no?

Prima di concludere la recensione voglio condividere con te alcune riflessioni che ti serviranno per capire se investire o meno.

Abbiamo visto che il fondo Arca Bond Paesi Emergenti investe in un paniere di attività interessanti per gli investitori che, pur mirando a titoli meno rischiosi delle azioni, non si accontentano di rendimenti bassi.

Una via di mezzo tra un investimento troppo rischioso e lungo, e un investimento troppo piatto e breve, potrebbe fare al caso tuo se nel deposito titoli hai già strumenti molto sicuri. 

Comprare delle quote di Arca Bond Paesi Emergenti è sensato nell’ottica di aggiungere un po’ di rischio al portafoglio, e con l’obiettivo di diversificare su classi di attività non tradizionali. 

Io non consiglio e neppure sconsiglio di investire nei mercati emergenti, però penso che la scelta debba essere dettata dal buon senso. Le obbligazioni dei Paesi non sviluppati hanno un potenziale maggiore ma il rischio di default è alto, a causa (lo ricordo) di situazioni economiche (ma anche politiche e sociali) più instabili. 

Investi in obbligazioni ad alto rendimento solo se sei in grado di sostenere un rischio di credito superiore alla media e maggiore imprevedibilità.

I fondi comuni a gestione attiva non sono l’unica opzione

Se mi leggi da un po’ saprai bene che per investire io NON utilizzo i fondi comuni di investimento, li trovo troppo costosi e poco trasparenti, mi piace sapere con esattezza come e dove vengono investiti i miei soldi e, ovviamente, preferisco pagare il meno possibile in commissioni.

In quest’ottica io mi trovo meglio con gli ETF, una categoria di fondi negoziati in borsa che sono a gestione passiva, quindi si limitano a replicare 1:1 un indice di riferimento, in questo modo sono sicuro della direzione che prenderà il mio investimento, e i costi di gestione saranno contenuti.

Tuttavia, i vantaggi e gli svantaggi di uno strumento sono relativi, perché dipendono dal punto di vista dell’investitore di turno. Nessun fondo è universalmente buono o dannoso, perciò ti lascio un paio di link da consultare se vuoi approfondire le differenze tra fondi a gestione attiva e passiva, così puoi crearti una tua opinione: 

Conclusioni

Prima di investire sarebbe meglio aumentare la propria formazione finanziaria e ridefinire la strategia di investimento; ti consiglio caldamente di approfondire il tema tramite il mio video corso gratuito “Investi con Buon Senso”, in cui ti mostro i rischi a cui sei esposto come investitore e le opportunità che puoi cogliere acquisendo le conoscenze giuste.

Se stai muovendo i primi passi nel mondo degli investimenti, indipendentemente dalla tua età e dalla situazione personale, puoi appoggiarti ai percorsi guidati di Affari Miei che sono pensati per tutte le situazioni:

Buon proseguimento.


Scopri che Investitore Sei

Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:

>> Inizia Subito <<


Davide Marciano
Imprenditore e Investitore
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, ha sviluppato nel tempo la passione per la finanza personale e lo sviluppo individuale. Nel 2019 ha scritto il libro "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" ed ha fondato la Affari Miei Academy.

0 Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ricevi gli aggiornamenti da Affari Miei