Maternità facoltativa e obbligatoria INPS: retribuzione e normativa

La maternità obbligatoria è un istituto inerente al Diritto del Lavoro e prevede, per le gestanti prima e per le mamme poi, un periodo di astensione dal lavoro della durata di 5 mesi in totale.

Si tratta di un istituto posto ovviamente a salvaguardia della donna in quanto madre e lavoratrice, e che permette al tempo stesso di offrire al neonato la possibilità di stare vicino alla madre, con costanza e senza l’ossessione del lavoro, nei primi mesi di vita.

Vediamo insieme quali sono le caratteristiche di questo istituto, cosa cambia rispetto alla maternità facoltativa, come va richiesto, quanta parte della retribuzione “normale” si ottiene e se ci sono cavilli da conoscere per non rimanere a bocca asciutta.

Ricordiamo che alla maternità obbligatoria, prevista dal sistema assistenziale statale, si affiancano altre forme integrative come ad esempio il FondoEst di cui abbiamo parlato in un’apposita guida.Maternità

Che parte dello stipendio vi spetta durante la maternità?

Seguendo la norma di legge, che è operativa in senso generale nel caso in cui i Contratti Collettivi Nazionali non vi deroghino, durante la maternità obbligatoria si percepisce l’80% della retribuzione ritenuta normale.

L’importo viene calcolato sull’ultimo periodo di paga, il precedente immediato dell’ultimo periodo di paga scaduto. Le norme per calcolare l’80% in questione possiamo trovarlo, per chi ne fosse interessato, agli articoli 22 e succ. del T.U.

Ci sono però contratti collettivi che derogano alla norma stabilita in carattere generale (in quanto la possibilità è comunque prevista dalla legge) e possono permettere alla gestante di raggiungere il 100% della copertura dell’ultimo periodo di paga, fino a parto avvenuto e oltre.

Voltiamo pagina e continuiamo con il nostro approfondimento.

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