Come Aprire un Call Center: Costi e Prospettive, Conviene?

Il business dei call center, nonostante nuove norme estremamente restrittive in materia, continua ad essere molto interessante per chi voglia iniziare la propria attività.

Offre ottimi sbocchi, un bacino di clienti praticamente infinito e anche buone possibilità di guadagno.

Ma come si può aprire un call center? Quali sono le procedure per cominciare a mettere in piedi un’attività del genere? Quali sono i costi collegati a questo tipo di attività? E per l’apertura? Quali sono i clienti che possono essere interessati?

Vediamolo insieme, in una guida che non lascerà nulla al caso e che vi aiuterà a far partire quella che potrebbe essere l’attività che darà la svolta alla vostra vita economica.

Cosa fa un call center?

Sembrerà una domanda lapalissiana, ma anche chi si avvicina a questo business con gli occhi dell’imprenditore non ha sempre chiare le possibilità che un call center può offrire.

Spesso associamo il call center alle operazioni di telemarketing, ovvero alle operazioni di vendita e di chiusura di contratti, con quella che in gergo tecnico si chiama una cold call.

Non sono però soltanto queste le possibilità di business offerte da un call center. Di seguito analizzeremo le più interessanti, quelle che possono davvero farci svoltare.

Help desk aziendale

L’help desk aziendale è una struttura in stile Assistenza clienti che le grandi aziende hanno cominciato a delocalizzare ormai da diversi anni.

La nuova legge impone agli operatori di indicare il paese dal quale si risponde e questo ha dato ai call center che operano in Italia un buon vantaggio competitivo.

Un’azienda che vuole mostrarsi come seria e affidabile preferirà praticamente sempre affidarsi ad una ditta esterna che chiama dall’Italia.

I contratti sono relativamente di lungo periodo e ben retribuiti, anche se bisogna sottostare per filo e per segno a quelle che sono le indicazioni della casa madre che si affida a noi per il servizio clienti.

In questo caso le retribuzioni possono essere relativamente alte, ma c’è anche da contare il fatto che il personale va formato con corsi specifici, che l’azienda non sempre mette a disposizione.

Ufficio di segretaria virtuale

Sono sempre di più le ditte che, pur aprendo, non hanno un ufficio dove condurre il lavoro, semplicemente perché non ne hanno bisogno.

Molti liberi professionisti sono in giro tutto il giorno e al tempo stesso non hanno un volume di affari tale da poter pagare un ufficio e una segretaria che rimarrà 6 ore al giorno in ufficio.

Anche se in netto ritardo rispetto ad altre economie del mondo sviluppato, anche l’Italia si sta aprendo a questo tipo di pratiche, e un piccolo call center con poche persone può essere trasformato in un ufficio di segreteria in esterna, che può occuparsi di diversi clienti al tempo stesso, garantendo a questi un costo più basso e all’agenzia call center un buon volume di affari.

Il settore è relativamente nuovo e potrebbe essere proprio questo il momento giusto per cominciare ad investire.

Gestione numero Verde

Si può convertire il proprio call center anche in gestore numero verde per aziende terze. In questo caso le problematiche sono in genere meno complesse di quelle che devono essere affrontate da un’assistenza clienti completa e più tipicamente di carattere strettamente commerciale. Tramite il numero verde, ormai, si raccolgono esclusivamente nuovi clienti.

Come dovrebbe essere chiaro a questo punto della trattazione, sono moltissime le possibilità che sono offerte da un call center: una struttura ben organizzata può davvero inserirsi nel mercato, ritagliarsene una fetta ed avere profitti molto, molto interessanti.

I requisiti burocratici e fiscali per aprire un Call Center

Anche per aprire un Call Center è necessario seguire degli iter burocratici, comuni a tutte le attività di tipo commerciale e senza l’adempimento delle quali non è assolutamente possibile dare il via alla propria attività.

  1. Bisogna decidere la forma societaria che la ditta dovrà assumere: potremo scegliere tra ditte individualisocietà di persone o società di capitali. Le differenze sono sostanziali [troverai una guida dettagliata sulle pagine del nostro sito] e possono condizionare di molto le modalità operative del call center, soprattutto nel caso in cui dovessimo ingrandirci;
  2. iscrizione al registro delle imprese;
  3. Regolazione sia delle posizioni INPS che di quelle INAIL.

Le procedure non sono eccessivamente onerose, in quanto non è necessario essere in possesso di licenze particolari o autorizzazioni di alcun tipo.

Di cosa abbiamo bisogno e quanto costa aprire il nostro call center?

Una volta affrontato il nodo delle lungaggini burocratiche, sarà il caso di cominciare a pensare agli oggetti e agli strumenti che sarà necessario utilizzare per svolgere il proprio lavoro.

Il call center ha tra i suoi innegabili vantaggi il fatto di non aver necessità di particolari strumentazioni. Basteranno infatti:

  • Terminali PC: non serve che siano nuovissimi, basta che funzionino; possono essere acquistati anche usati;
  • Cuffie e microfono, da collegare al pc; anche in questo caso non c’è assolutamente bisogno di acquistare prodotti estremamente cari: basta qualcosa che funzioni e che sia comodo per chi dovrà usare gli apparecchi
  • Una connessione internet di buona qualità: dalla connessione internet dipende interamente la nostra capacità di operare; se la connessione non è buona, sarà impossibile per noi anche telefonare, dato che tutte le telefonate saranno gestite via VOIP, ovvero appunto via internet;
  • Un software gestionale specifico per i call center – ce ne sono in commercio moltissimi, basta scegliere quello che può servire le nostre necessità, senza andare a spendere moltissimo.

Questo per quanto riguarda i costi “fissi”. SI dovrà anche ovviamente tenere conto delle persone da assumere, part time o full time, che dovranno essere pagate.

Allo scopo sarà necessario ricordare che la forma di retribuzione “a contratto” concluso non è legale in Italia, a meno che il lavoratore non sia dotato di Partita IVA.

Le differenze tra call center inbound e outbound

Un’altra delle differenze di cui tenere conto prima di aprire il proprio call center e prima di scegliere verso quale dei settori di questa attività orientarsi, è quella tra call center inbound e call center outbound. Analizziamo brevemente le differenze tra questi due tipi di attività.

Aprire un call center outbound

In questo caso da gestire ci saranno le chiamate in uscita. I nostri operatori chiameranno clienti per proporre contratti e promozioni, nonché vendita di beni e servizi.

In questo caso si riceve mandato da aziende che hanno interesse a vendere determinati prodotti e servizi, come possono essere quelli di telefonia, pacchetti pay per view televisivi, integratori, prodotti da parafarmacia, etc.

Un’altra delle opportunità interessanti per questo tipo di servizio è la vendita di contratti luce e gas, che in seguito alla liberalizzazione delle distribuzioni sono diventati tra i più redditizi.

In questo tipo di settore si guadagna a contratto, nel senso che l’azienda paga per contratto che viene concluso. Più si vende, più si guadagna.

Aprire un Call Center Inbound

Diversissimo il discorso dei call center inbound. In questo caso infatti il call center dovrà preoccuparsi di ricevere chiamate e di operare in qualità di assistenza clienti, assistenza tecnica oppure come numero verde.

In questo caso si viene pagati in genere a forfait per chiamata ricevuta, oppure su contratti spalmati su un determinato periodo.

Potrebbe convenire sia questa opzione sia l’altra, a seconda delle capacità di vendita dirette del team che si mette insieme.

Chi è in grado di assemblare una squadra di buoni venditori, farebbe forse bene a scegliere il sistema outbound. Chi invece preferisce lavorare nel settore dell’assistenza, dovrebbe scegliere il sistema inbound.

Aprire un call center all’estero: conviene ancora?

Moltissime aziende, soprattutto negli anni passati, hanno trasferito le proprie attività di call center all’estero, in paesi dove è facile recuperare parlanti italiano (pensiamo ad Albania e Romania, ma non solo) e dove il costo del lavoro e i costi fiscali sono molto più bassi.

Aprire un call center in Albania: vantaggi e svantaggi

Il paese dove si sono trasferiti con maggiore insistenza i call center italiani è l’Albania. Capirne le motivazioni non è difficile, una volta che saranno stati analizzati i vantaggi che questo tipo di paese offre:

  • tasse più basse rispetto all’Italia; ci rimane in tasca una percentuale maggiore dei guadagni che abbiamo conseguito con la nostra attività di impresa;
  • salari più bassi: in media parliamo di un risparmio del 50% sul costo del personale, anche nel caso in cui dovesse essere pagato a vendita;
  • possibilità di trovare con relativa facilità parlanti italiano: in Albania la nostra lingua è parlata in modo diffuso e non è difficile trovare personale che sia in grado di operare in call center.

Per l’Albania vale come enorme svantaggio però lo stesso che troviamo anche negli altri paesi stranieri: è necessario trasferirsi per seguire passo per passo la nascita, lo sviluppo e la crescita del nostro call center.

Cambiare vita in modo così radicale non è facile per tutti, soprattutto quando non ci si sta spostando per un lavoro dal guadagno sicuro, ma per un’attività di impresa che, se non organizzata nel modo giusto, può trasformarsi in un grande buco dell’acqua.

Aprire un call center in Romania: vantaggi e svantaggi

Lo stesso discorso che abbiamo appena fatto per l’Albania vale anche per la Romania. Il paese presenta infatti:

  • imposizione fiscale più bassa che in Italia: si può dunque operare con margini ristretti rispetto a quelli necessari per guadagnare bene in Italia;
  • salari più bassi: anche in Romania parliamo di un costo personale che è circa del 50% più basso rispetto a quello italiano;
  • presenza di parlanti italiano: l’italiano è una lingua estremamente comune in Romania e per questo motivo è possibile mettere in piedi squadre anche di grandi dimensioni senza alcun tipo di problema.

Non ci sono vantaggi particolari offerti dalla Romania rispetto all’Albania. Si dovrà piuttosto scegliere in relazione al paese che è più congeniale per vivere secondo i nostri bisogni e le nostre aspettative.

Ma ora passiamo alla pagina successiva e vediamo di rispondere alla domanda clou: aprire un call center conviene? Quanto si guadagna?

Si può guadagnare bene con un Call Center?

Chiudiamo con le considerazioni di carattere più squisitamente economico: si può ancora guadagnare bene con i call center? Oppure siamo davanti ad un settore ormai stantio, dove i guadagni sono molto bassi e spesso troppo bassi per fare attività di impresa?

Si può sicuramente guadagnare bene, a patto di organizzare il proprio lavoro in modo intelligente e soprattutto a patto di crescere passo per passo, partendo con commesse piccole e periferiche, per cercare poi di arrivare, dopo un percorso lungo e piuttosto frastagliato, a portare a casa commesse dalle più importanti imprese italiane e europee.

La differenza tra chi fallisce e chi invece guadagna bene con il call center è tutta di tipo organizzativo: c’è lavoro a sufficienza per sviluppare una buona attività di impresa, anche se questo non vuol dire necessariamente che sia un business di tipo automatico.

C’è da sbattersi, e parecchio, per mettere in piedi una buona squadra che possa portare risultati importanti, e c’è da sbattersi altrettanto per cercare clienti che paghino e bene.

Le basi per sviluppare un buon business ci sono: a fare la differenza saranno le nostre capacità imprenditoriali.

Le possibilità offerte dal Franchising

Una delle alternative quando si decide di avviare un’attività è quella di aprire in franchising, affidandosi alla competenza ed esperienza del marchio.

Ci sono delle offerte di franchising per l’apertura di call center anche in Italia. In questo caso i vantaggi sono fondamentalmente due:

  • lavorare con un sistema che è stato già testato e che è già, a modo suo, funzionante
  • partecipare al parco clienti della casa madre

Si pagano però commissioni, che spesso potrebbero rendere la questione meno conveniente di un call center gestito autonomamente.

Sta a voi valutare se sia il caso o meno di procedere con un franchising oppure muovendo, con difficoltà, i primi passi da solo.

Prima di salutarvi, vogliamo rimandarvi alla nostra sezione legata alle idee imprenditoriali, dove troverete moltissime idee per fare soldi avviando un’attività vostra, in franchising e non!

In bocca al lupo!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

 

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

1 COMMENTO

  1. Salve, se uno apre un call center all’estero, gli operatori di tale call center sono comunque obbligati ad indicare al cliente il Paese da dove sta chiamando? Faccio rifermento al comma 243 della legge n. 232/2016. Qui si parla degli operatori economici che delocalizzano i propri call center all’estero. Mentre se invece uno lo apre direttamente all’estero le cose cambiano? Grazie

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