Fondo Amundi Funds European Equity Value: Conviene Investire?

In questo articolo analizzo il fondo comune di investimento Amundi Funds European Equity Value. Di seguito ti illustrerò nel dettaglio le caratteristiche principali: la politica di investimento, i costi, i rischi e le performance. 

Tutte queste informazioni le trovi naturalmente all’interno del KIID e del Prospetto informativo. Però se non mastichi il linguaggio finanziario potresti incontrare delle difficoltà nella lettura. 

Io intendo fornirti tutti i mezzi per poter interpretare correttamente i documenti, così sarai in grado di giudicare da solo se ti conviene sottoscrivere questo fondo oppure no. 

Buona lettura.

Informazioni introduttive

Prima di analizzare il prodotto devo fare alcune precisazioni: European Equity Value è un comparto d’investimento, non è propriamente un fondo, anche se il principio è lo stesso.

Esso fa parte di un contenitore più grande: Amundi Funds, una SICAV di diritto lussemburghese con struttura a multi-comparto. 

In pratica è simile a un fondo suddiviso in tanti portafogli, con obiettivi e strategie d’investimento diverse per soddisfare le esigenze di ogni tipologia di investitore. 

Amundi Funds appartiene al gruppo Amundi Asset Management che si occupa di investimenti e gestione fondi in Italia e in tutta Europa. A sua volta esso fa parte del Gruppo Crédit Agricole.

La SGR che amministra e gestisce gli investimenti (cioè i comparti) è Amundi Luxembourg SA, con sede legale in Lussemburgo. Gli investitori italiani possono investire nei comparti tenendo presente che il fondo è soggetto alla legislazione fiscale del paese dov’è domiciliato.

Per avere maggiori informazioni sulla complessa struttura che sta dietro al comparto d’investimento devi consultare il Prospetto informativo di Amundi Funds (lo trovi sul sito). 

Analisi del comparto azionario europeo

E ora occupiamoci per davvero del comparto d’investimento denominato “European Equity Value”

Investe principalmente in un’ampia gamma di azioni di società con sede nell’UE. L’obiettivo d’investimento è la crescita del capitale sul lungo periodo.

Come benchmark viene utilizzato l’indice MSCI Europe Value, che serve come linea guida nella scelta degli emittenti e dei titoli da mettere nel paniere, e anche per la regolazione del rischio. 

Ma il fondo può discostarsi dal benchmark in misura significativa essendo a gestione attiva, la SGR mira infatti a “sovraperformare” il benchmark. 

Analisi dello stile “Vvalue”

La caratteristica più significativa del comparto – che lo distingue da altri panieri azionari europei – è lo stile d’investimento adottato dal gestore: lo stile “value”. Cosa vuol dire? 

Semplificando un po’, possiamo paragonare questo approccio all’atteggiamento di chi vuole mantenere un “profilo basso”. Nel senso che la politica di investimento non punta a quelle azioni con un elevato potenziale di crescita (anche nel breve periodo), ma mira alle aziende che operano in settori ormai maturi e le cui azioni sono sottovalutate dal mercato. 

Non contano le performance dei titoli ma il valore reale degli emittenti. Il gestore seleziona appositamente delle società solide con un business consolidato, che distribuiscono dividendi alti e hanno dati di bilancio costanti nel tempo. Lo stile è difensivo e mira al contenimento della volatilità.

È coerente con un orizzonte d’investimento lungo, minimo di 5 anni, ma più la permanenza nel comparto è lunga meglio è. 

Profilo di rischio e rendimento

Il comparto ha uno specifico livello di rischio/rendimento che è valutato, in base all’Indicatore sintetico, alla categoria 6: rischio alto.

Il grado 6 (su una scalda di 7 valori) indica un livello di rischio e di profitto coerente con un portafoglio che ha titoli azionari, una classe di attività che tende ad essere più volatile rispetto alle obbligazioni. 

Perciò, se intendi investire in questo comparto, assicurati che il tuo profilo di rischio sia coerente.

Sottoscrizione, disinvestimento e distribuzione dei proventi

Passiamo alle informazioni pratiche. L’acquisto delle azioni del comparto può essere effettuata con un versamento unico (PIC) di qualsiasi importo.

In alternativa è anche possibile investire attraverso un Piano di accumulo del capitale (PAC) con rate minime di 100 €.

Per quanto riguarda l’uscita dal comparto non ci sono restrizioni, in qualsiasi momento è possibile chiedere il rimborso parziale o totale del valore delle azioni possedute.

I proventi sono ad accumulazione, pertanto sono conservati e reinvestiti automaticamente nel comparto stesso. 

Costi

Quelli che ti segnalo di seguito sono i costi relativi alle azioni di classe G, rivolte a tutte le tipologie di investitori:

  • Spese di sottoscrizione, 3,00%;
  • Spese di rimborso non previste;
  • Spese annuali di gestione, 1,35%;
  • Spese annuali di amministrazione, 0,20%;
  • Spese annuali di distribuzione, 0,40%;
  • Spese di performance, il 20% del rendimento ottenuto dal comparto, solo quando esso supera le performance dell’Indice MSCI Europe Value. 

Sia le spese iniziali di sottoscrizione che quelle correnti annue (max 2,00%) rischiano di mangiarsi parte del tuo capitale iniziale e del rendimento realizzato nel tempo. Per una corretta valutazione, confronta questo comparto con altri fondi simili e scegli quello che ti costa meno a parità di rischi e rendimenti.

Rendimenti passati

Solitamente, a questo punto, analizzo le performance del fondo (o del comparto) realizzate negli anni passati.

Tuttavia, il comparto è stato lanciato solo nel 2019, perciò non è possibile avere uno storico delle performance relativo ad un arco temporale significativo. 

Opinioni di Affari Miei su Amundi Funds European Equity Value 

Abbiamo finito di analizzare il comparto azionario europeo di Amundi Funds. Cosa possiamo concludere? Conviene investire? 

Non posso darti una risposta categorica perché ci sono molte valutazioni da fare in base a qual è la tua strategia di investimento, il tuo profilo di rischio/rendimento e quali strumenti hai già in portafoglio.

Un investimento che non è coerente con i tuoi obiettivi e le tue possibilità difficilmente potrà essere fruttuoso. Viceversa, ogni strumento, se ben utilizzato e compreso, è potenzialmente utile.

Devo ammettere però che il prospetto dei costi mi lascia perplesso, si vede che dietro al comparto c’è da remunerare una complessa struttura di gestori, amministratori e collocatori. 

Questa non è una critica al Gruppo Amundi, sia chiaro, ma è un parere personale sul comparto in esame, che peraltro presenta i tipici difetti dei prodotti di risparmio gestito.

Quando investire e quando non farlo

Se desideri investire proprio in questo strumento devi essere in grado di sopportare il mercato azionario. Anche se lo stile di gestione è più difensivo non significa che stai comprando dei titoli di Stato!

Assicurati che la tua sopportazione del rischio sia adeguata al profilo del fondo. Inoltre, i tuoi obiettivi devono essere coerenti con un orizzonte temporale lungo. 

Personalmente preferisco i panieri globali che diversificano meglio sul piano geografico. Devi chiederti se un investimento esclusivo nel mercato europeo è proprio quello che ci vuole nel tuo portafoglio.

Se la tua propensione al rischio è molto bassa ti consiglio di lasciar perdere. Se poi ti interessa un approccio all’investimento di tipo “growth” anziché “value”, allora è evidente che la politica del fondo non è adatta alla tua strategia – ma sto dicendo delle ovvietà.

Prima di scegliere lo strumento definisci la tua strategia 

Il panorama degli strumenti di investimento è molto ampio, non necessariamente i fondi comuni a gestione attiva, le SICAV e simili sono la soluzione migliore, visti i costi generalmente alti e altri problemi che sollevo in questo articolo: “Cose da Sapere Prima di Investire nei Fondi Comuni”.

Non voglio dire che i fondi comuni sono strumenti da evitare però capita, a volte, che non siano coerenti con le esigenze del risparmiatore.

Ecco perché bisognerebbe prima definire gli obiettivi e la propria strategia di investimento, valutando anche altri prodotti, come ad esempio gli ETF, dei fondi a gestione passiva che si prestano ad un investimento più economico e trasparente.

A prescindere dallo strumento utilizzato, lo studio e la formazione sono il miglior investimento, l’unico che può garantirti dei vantaggi importanti: anzitutto sarai più autonomo nelle tue scelte e poi non ti farai fregare da chi vuole venderti soluzioni preconfezionate.

Se ti interessa una formazione finanziaria avanzata allora dai uno sguardo alla recensione di “Fast Investments Planner”.

Si tratta del Servizio di Affari Miei pensato per chi vuole investire in autonomia, ma con la certezza di basarsi su dati e informazioni di qualità, come quelli offerti dal Centro Studio di Affari Miei.

Il Centro, inoltre, mette a disposizione dei portafogli modello da imitare. Chissà che questo servizio non sia quello che stai cercando!

Conclusioni

La strategia viene prima della scelta degli strumenti per investire, ma senza una corretta informazione non è possibile definire in modo efficace quali sono gli obiettivi da raggiungere e il percorso da seguire per realizzarli.

Ecco perché creo continuamente contenuti altamente formativi, ma poiché mi piace fare informazione gratuita cerco soprattutto di arricchire le tematiche del mio blog. 

Per quelli come te che stanno muovendo i primi passi nel mondo degli investimenti ho realizzato dei percorsi guidati di investimento, specifici per le varie fasi della vita:

Io ti saluto e ti auguro buoni investimenti!


Scopri che Investitore Sei

Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:

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Davide Marciano
Imprenditore e Investitore
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, ha sviluppato nel tempo la passione per la finanza personale e lo sviluppo individuale. Nel 2019 ha scritto il libro "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" ed ha fondato la Affari Miei Academy.

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