ETF Multi-fattoriali, ecco i Migliori su Borsa Italiana: Investi nel Multi-Fattore

Stai cercando informazioni sugli ETF multi-fattoriali? Questo tipo particolare di ETF differisce dagli ETF di tipo settoriale perché fa riferimento ad una particolare strategia, ovvero quella di raccogliere al suo interno le diverse strategie quantitative, dette anche ‘Smart Beta’ e creare quindi un indice che possa comprendere alcune delle più importanti strategie per ottenere ulteriori benefici.

Un ETF è un prodotto finanziario caratterizzato da una gestione passiva, mentre gli ETF settoriali si indicizzando ad un benchmark di riferimento.

Gli ETF Smart Beta puntano a battere il mercato oppure a replicarlo assumendosi dei rischi (questo è il tipico comportamento di un prodotto di investimento attivo) e allo stesso tempo seguono un indice come i loro ‘gemelli’ settoriali (questo è un comportamento tipico di un prodotto di investimento passivo, che persegue infatti lo scopo di eguagliare il mercato).

Questo particolare tipo di ETF raggruppa quindi al suo interno il comportamento di un ETF Smart Beta, e adesso vedremo che si tratta di una sorta di ‘insieme’ di tutte le strategie fattoriali a disposizione degli investitori.

Multi-fattore: di cosa si tratta?

Come possiamo facilmente intuire dal nome, un ETF multi-fattoriale raggruppa al suo interno più fattori.

Parliamo dei criteri fattoriali che si utilizzano per creare gli strumenti di investimento Smart Beta.

Possiamo aggiungere che gli ETF Multi-fattoriali sono lo step successivo dell’approccio fattoriale, e sembrano offrire agli investitori delle buone opportunità.

L’approccio fattoriale è divenuto nel corso degli anni uno dei metodi di selezione degli strumenti finanziari più diffuso ed utilizzato nel mondo degli investimenti.

Prima di spiegarti meglio i vantaggi di un approccio multi-fattoriale ci tengo ad elencarti i sei fattori più noti che si utilizzano per la creazione degli indici:

  • Value: si tratta di titoli che hanno valutazioni basse rispetto ai loro fondamentali, ma che nel corso del tempo sovraperformano i titoli con valutazioni più elevate. Questi titoli vengono individuati esaminando dei parametri come il rapporto prezzo/valore contabile e prezzo/utili;
  • Minimum volatility: si tratta di titoli o azioni con una volatilità storica più bassa, che hanno tendenzialmente una performance migliore rispetto alle loro controparti più volatili;
  • Size: in questo casali parametro di riferimento è la bassa capitalizzazione, poiché azioni di società simili hanno generalmente una performance superiore rispetto a quella delle società con una capitalizzazione maggiore.
  • Dividend: si tratta di titoli che distribuiscono regolarmente dei dividendi elevati, e che hanno una performance superiore a quelli con dividendi più bassi;
  • Momenutm: in questo caso si parla di predizione, ovvero i titoli che hanno avuto una buona performance in passato solitamente continueranno a sovraperformare quelli che invece hanno deluso;
  • Quality: i titoli di società con basso indebitamento e con una crescita stabile degli utili hanno solitamente un rendimento superiore rispetto a quelli di società che hanno una qualità inferiore.

Questi criteri di per sé servono per selezionare titoli che possano fare meglio rispetto alla media di mercato.

La strategia di cui stiamo parlando, ovvero la strategia multi-fattoriale, ricerca attraverso la scelta e l’unione di questi diversi fattori di aumentare ancora di più le possibilità di sovra-performare rispetto ad un investimento passivo standard.

Attraverso l’approccio multi-fattoriale infatti possiamo ottenere dei benefici non indifferenti: una sovra performance più stabile, una selezione del fattore migliore per ogni società investita nel paniere grazie a ribilanciamenti periodici ed infine l’eliminazione dei rischi di timing con una strategia basata sul buy and hold di lungo periodo.

Adesso vediamo quali sono i migliori ETF che seguono questo approccio multi-fattoriale!

I tre migliori ETF presenti su Borsa Italiana

Iniziamo la nostra analisi.

iShares Edge MSCI World Multifactor UCITS ETF

L’indice di riferimento dell’ETF è MSCI World Diversified Multiple-Factor che replica le società dei mercati azionari sviluppati di tutto il mondo.

La scelta del titolo per questo questo fondo si basa su 4 fattori: Value, Momentum, Qualità e Piccola dimensione.

La dimensione del fondo è media, pari a 478 milioni di euro, ed è stato lanciato relativamente da poco tempo, ovvero a settembre 2015.

Il metodo di replica è fisico e non ha copertura valutaria.

Il domicilio del fondo è in Irlanda, e la politica sui dividendi prevede l’accumulazione, con le cedole che non vengono distribuite ma reinvestite nel fondo stesso.

I costi di gestione sono pari allo 0,50% annuo. Il profilo di rischio è di 6, in una scala da 1 a 7, quindi si tratta di un fondo abbastanza rischioso.

Se diamo un’occhiata all’allocazione settoriale, il settore IT è quello maggiormente rappresentato con il 25,99%, seguito dal settore industriale con il 15,76% e dai consumi discrezionali che contano un 13,35%.

L’esposizione geografica vede prevalere le aziende statunitensi, con il 69,37% del totale.

Invesco Goldman Sachs Equity Factor Index World UCITS ETF

Per questo ETF l’indice di riferimento è il Goldman Sachs Equity Factor World, che replica i mercati azionari di tutto il mondo.

La selezione e la ponderazione dei titoli azionari viene effettuata in base a 5 fattori (basso Beta, dimensione, valore, momentum e qualità).

La dimensione di questo fondo è media, di 267 milioni di euro, e la sua quotazione è avvenuta a gennaio 2014.

Il metodo di replica è sintetico e non ha copertura valutaria.

Il fondo è domiciliato in Irlanda, e anche in questo caso la politica sui dividendi prevede l’accumulazione, ovvero il reinvestimento delle cedole nel fondo.

I costi di gestione ammontano allo 0,55% annuo.

Il profilo di rischio è alto, pari a 6 in una scala da 1 a 7.

L’allocazione settoriale vede l’informatica prevalere con il 19%, seguita del settore finanziario di 13,9% e dal settore sanitario con il 12,4%.

Amundi Index Equity Global Multi Smart Allocation Scientific Beta UCITS ETF 

Il benchmark per questo fondo è l’indice Scientific Beta Developed Multi Beta Multi-Strategy Equal-Weight, che replica titoli da mercati sviluppati internazionali.

La selezione dei titoli è basata su quattro stili fattoriali: Dimensione, Value, Momentum, Bassa volatilità. I titoli sono ponderati utilizzando varie strategie: Indice di Sharpe Massima Efficienza, Efficiente Minima Volatilità, Massima Deconcentrazione, Massima Decorrelazione e Parità di Rischio Diversificato.

La dimensione del fondo è piccola, di 46 milioni di euro. La data di lancio è aprile 2017, quindi parliamo di un fondo abbassa giovane.

La replica è fisica, e il fondo non ha copertura valutaria; questo lo espone al rischio di cambio.

L’ETF è domiciliato in Lussemburgo e prevede una politica sui dividendi ad accumulazione.

I costi di gestione ammontano allo 0,40% annuo.

Anche in questo caso il profilo di rischio è pari a 6 in una scala che va da 1 a 7.

L’allocazione geografica vede in testa gli Stati Uniti, con il 65,47%, seguiti dal Giappone con il 7,80% e dal Regno Unito con il 4,53%.

Conviene investire in ETF multi-fattoriali?

Ora che abbiamo analizzato i migliori ETF multi-fattoriali, cercando di capire la strategia che vi è alla base della costruzione di questi ETF dobbiamo fare un ragionamento per cercare di capire se puntare su ETF simili possa portare un vantaggio al nostro portafoglio.

Gli ETF Smart Beta sono un’opportunità molto interessante per gli investitori, che puntano sempre di più su di essi. Infatti un ETF costruito scegliendo un criterio fattoriale ha più probabilità di battere il mercato rispetto  ad un ETF settoriale, proprio perché le aziende vengono scelte sulla base di alcune strategie predefinite.

Gli ETF multi-fattoriali tentano di fare ancora meglio degli ETF Smart Beta, in questo cercano di prendere il meglio di ogni strategia e costruire quindi un indice che sia il più possibile in grado di sovraperformare e quindi fare ottenere maggiore rendimenti agli investitori.

Si tratta sicuramente di una buona opportunità: possiamo valutare di inserirne alcuni in portafoglio, avendo sempre cura di selezionarli e di non eccedere nel loro inserimento.

Abbiamo infatti visto come i profili di rischio di questi ETF siano tutti pari a 6, ovvero si tratta comunque di ETF rischiosi, poiché se ti vengono promessi rendimenti maggiori devi sempre fare i conti con un investimento che presenta anche dei rischi maggiori.

Degli ETF ho parlato in tantissime guide, se questa fosse la tua prima volta su Affari Miei puoi consultare queste guide:

Se vuoi leggere le mie recensioni sui principali strumenti, ti consiglio di dare uno sguardo alla sezione del blog dedicata agli ETF.

Se stai cercando idee per investire, ecco altre risorse molto utili per te:

Buon proseguimento.


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Imprenditore e Investitore
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l’economia e la finanza conseguendo un Master in Consulenza Finanziaria Indipendente. Nel 2019 ha scritto il libro "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" ed ha fondato la Affari Miei Academy.
Categorie: ETF

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