Come Coprirsi dal Rischio di Cambio?

Stai cercando delle informazioni su come coprirsi dal rischio di cambio?

Vorresti investire o fare trading su strumenti quotati in valute diverse dall’euro ma prima di cominciare vuoi capire nel dettaglio a quali rischi andrai incontro?

Allora sei nel posto giusto visto che oggi cercheremo di capire meglio insieme cos’è il rischio di cambio, di cosa si tratta nello specifico e come fare per proteggersi da esso.

Cominciamo!

Le basi: cos’è il tasso di cambio

Come sempre cominciamo la nostra analisi partendo dalle basi, ovvero vedendo prima di tutto cosa si intende con tasso di cambio. Il tasso di cambio è semplicemente un numero che esprime il valore di una moneta estera.

Possiamo dire, volendo semplificare e parlare “pane e salame” come piace dire a me, che esso è il prezzo di una valuta o di una moneta estera, nel nostro caso diversa dall’euro.

Diciamo infatti tasso di cambio quel numero che rappresenta l’unità di moneta estera che possiamo acquistare con una unità di moneta nazionale (sempre euro nel nostro caso).

Per esempio, se noi abbiamo a disposizione 1 euro, possiamo chiederci quanti dollari americani possiamo acquistare con questa cifra.

Attualmente con 1 euro possiamo acquistare 0.994895 dollari statunitensi.

Occorre ricordare però che il valore di una moneta è determinato da diversi fattori, e che esso può mutare nel tempo.

Il tasso di cambio viene infatti influenzato da diversi fattori, in primis dalla politica monetaria, ovvero dalle decisioni strategiche che vengono prese dalle banche centrali relativamente ai tassi di interesse, al debito pubblico e anche ai tassi di inflazione.

Un altro fattore importante da considerare quando si tratta di tasso di cambio è quello relativo agli scambi commerciali tra Stati: stiamo parlando quindi dell’attività di import/export e dei capitali che entrano o escono da un determinato Paese.

Infine ricordiamo anche la stabilità nazionale: se in un Paese si verificano degli importanti conflitti interni, oppure ancora se vi è una situazione di governi instabili, questo si riversa inevitabilmente sull’economia e sul tasso di cambio della moneta nazionale.

Per essere ancora più precisi poi, dobbiamo distinguere tra il tasso di cambio nominale e quello reale:

  • Tasso di cambio nominale: rappresenta il valore di una unità di valuta nazionale espressa in termini di valuta estera (se quotato “certo per incerto”). Al contrario rappresenta il prezzo di una unità di valuta estera espressa in termini di valuta nazionale se viene invece quotato “incerto per certo”. Utilizzando la prima quotazione, allora un aumento del tasso di cambio corrisponde a un apprezzamento della valuta nazionale, mentre una diminuzione dello stesso rappresenta una svalutazione della valuta nazionale;
  • Tasso di cambio reale: esso invece rappresenta il rapporto tra i prezzi di beni o servizi che vengono prodotti in un paese espressi in termini di beni o servizi che vengono prodotti in un altro paese. I prezzi dei beni di entrambi i paesi devono essere espressi in una valuta comune. Nel pratico, per ottenere il tasso di cambio reale si moltiplica il rapporto tra il livello dei prezzi nel paese tenuto in considerazione e il livello dei prezzi del paese estero per il tasso di cambio nominale quotato certo per incerto. In formula: E x Pi/Pe, dove E sta per tasso di cambio nominale certo per incerto, Pi è il livello dei prezzi nel paese preso in considerazione e Pe è il livello dei prezzi del paese estero.

Cosa si intende con rischio di cambio negli investimenti

Il rischio di cambio colpisce in primis le imprese, che con le loro attività di import/export devono fare attenzione ai rischi legati alle fluttuazioni della valuta estera. Infatti alcune volte queste variazioni potrebbero portare alle aziende una perdita economica.

Ma oggi ci interessa capire come impatta il rischio di cambio sugli investimenti.

Sappiamo bene che operare sui mercati finanziari comporta tutta una serie di rischi, legati al mercato, al denaro e al profilo di rischio dell’investimento stesso.

Ti sarà sicuramente capitato leggendo il KIID di un fondo comune d’investimento o di un ETF di soffermarti sulla parte del profilo di rischio e di leggere appunto di tutti i rischi che ti trovi a correre se scegli di investire con quel determinato strumento. 

Per esempio, come puoi vedere da questo KIID preso da un fondo comune d’investimento a caso, ti viene specificato che lo strumento finanziario è esposto al rischio di credito, di liquidità e di controparte.

Anche in quest’altro caso, analizzando il KIID preso da un comune ETF possiamo notare i vari rischi a cui dobbiamo fare attenzione.

Il rischio di cambio è un rischio aggiuntivo che deve essere preso in considerazione quando, facendo sempre riferimento all’Italia e all’euro, decidiamo di operare sui mercati con strumenti quotati in dollari, in sterline, o in qualsiasi altra valuta che sia ovviamente diversa dall’euro.

Infatti se operiamo sui mercati nazionali con strumenti quotati nella stessa valuta del nostro paese non corriamo il rischio di cambio, mentre in caso contrario si.

Infatti se compriamo un qualsiasi titolo denominato in valuta estera ci assoggettiamo in maniera automatica al rischio di cambio, che riguarda sia le azioni, che le obbligazioni, che gli ETF se sono appunto quotati in una valuta diversa dall’euro.

Attenzione però perchè il rischio di cambio a volte può anche non essere un rischio ma essere un punto a favore.

Visto che il cambio varia in modo continuativo, è bene capire come proteggersi dal rischio di cambio, per evitare di essere sorpresi dalle sue oscillazioni.


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Il rischio di cambio nelle azioni

Se decidi di acquistare delle azioni estere e di inserirle nel tuo portafoglio, allora devi essere consapevole del rischio di cambio.

L’andamento della valuta potrà infatti avere una doppia valenza per te:

  • Se ci sarà una rivalutazione della valuta estera allora i tuoi guadagni aumenteranno;
  • Se invece il cambio perderà valore nei confronti dell’euro, allora i tuoi guadagni subiranno delle perdite.

Nel caso delle azioni però dobbiamo anche tenere conto di un fattore importante, ovvero la volatilità.

Infatti essa è in grado di mitigare il rischio di cambio, dal momento che se il tuo titolo sale, allora potrai comunque guadagnare nonostante una svalutazione della valuta. 

Il rischio di cambio nelle obbligazioni

Vediamo adesso un altro asset, ovvero le obbligazioni.

Se scegli un’obbligazione denominata in valuta estera dovrai fare i conti necessariamente con un rischio maggiore rispetto a un’obbligazione denominata in euro.

Come ben saprai, le obbligazioni sono costituite da “due parti”: il capitale che viene rimborsato alla scadenza e gli interessi che maturano. 

Ebbene, entrambi sono esposti al rischio di cambio, quindi se hai comprato un’obbligazione denominata in dollari americani e il dollaro si deprezza contro l’euro, subirai il rischio di cambio.

Questo è evidente soprattutto nel caso in cui tu scelga delle valute “deboli”.

Una valuta debole infatti tende a deprezzarsi regolarmente, quindi è bene porre davvero molta attenzione quando si scelgono delle obbligazioni espresse in valute differenti dall’euro.

Il rischio di cambio negli ETF

Gli ETF (Exchange-Traded Fund) hanno bisogno di una riflessione più approfondita.

Essi infatti spesso vengono espressi in una valuta che a volte non riflette il rischio che l’investitore deve assumersi.

Per esempio un ETF globale spesso è denominato in una valuta diversa rispetto a quelle dei titoli che possiede in portafoglio.

Se vuoi capire che tipo di rischio corri infatti, dovrai esaminare soprattutto le aree geografiche nelle quali il fondo investe: se un fondo investe in America, in Cina e in Giappone, allora a questo punto il rischio che corri è verso il dollaro, ma anche verso le valute di Cina e Giappone.

Inoltre negli ETF a volte la copertura dal rischio di cambio può essere più costosa del rischio di cambio stesso, quindi ogni decisone di investimento merita una riflessione a parte.


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Come proteggersi dal rischio di cambio: Opinioni di Affari Miei

Dal momento che esso è legato al tipo di valute degli strumenti finanziari che scegliamo di inserire nel nostro portafoglio per diversificarlo, per diminuire il rischio intrinseco del nostro investimento potremmo in primis ridurre l’esposizione a strumenti finanziari esteri.

Come dicevamo in precedenza, il rischio di cambio può anche trasformarsi in opportunità per noi.

Una cosa importante quando scegliamo gli strumenti finanziari espressi in valute diverse dalla nostra è quella di farlo sempre seguendo una strategia ben precisa, e soprattutto farlo nell’ottica di diversificazione del nostro portafoglio.

Non dobbiamo infatti dimenticare che scegliere valute diverse ci permette anche di tutelare il nostro patrimonio dall’inflazione, nel caso in cui la nostra valuta dovesse subire delle svalutazioni. Optare per un investimento creato solo con strumenti espressi in un’unica valuta infatti non è un’idea brillante proprio sotto il punto di vista della gestione del rischio di cambio.

Un portafoglio diversificato sotto il profilo delle valute è anche importante per proteggersi durante determinate situazioni di mercato difficili, che possono essere legate alle situazioni geopolitiche (si pensi al conflitto russo-ucraino del momento).

Spesso per proteggersi dal rischio di cambio si acquistano egli strumenti che incorporano una protezione del tasso di cambio. Essi infatti hanno come scopo quello di replicare le performance che si sarebbero ottenute nel caso in cui un investitore avesse comprato lo strumento in valuta locale.

Questi strumenti che hanno al loro interno una protezione (hedge) solitamente hanno un livello di complessità maggiore, e questo è un fattore ovviamente da considerare nel caso in cui si scegliesse di inserirne uno in portafoglio. Inoltre uno strumento simile spesso comporta dei costi di gestione maggiori.

Conclusioni

Siamo giunti al termine della nostra trattazione e abbiamo cercato di capire al meglio cos’è il rischio di cambio, come proteggersi da esso e soprattutto come poterlo anche sfruttare a nostro favore quando da rischio si trasforma in opportunità.

Prima di salutarti ci tengo però a lasciarti alcune risorse utili che potrebbero servirti se vuoi cominciare un percorso di investimento consapevole:

Buon proseguimento!


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.
Categorie: Investimenti

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