BFP a 3 anni Plus: Conviene Investire con i Nuovi Buoni Fruttiferi Postali?

A partire dal 29 maggio 2017 sono stati messi a disposizione dei risparmiatori nuovi strumenti postali, in particolare la serie TF103A170529. Si tratta dei Buoni Fruttiferi postali 3 Anni Plus, ossia la soluzione pensata per chi vuole investire nel medio periodo i propri risparmi senza correre rischi.

Conviene investire in questo strumento? In questo articolo ci concentriamo sull’analisi dello stesso, valutandone i vantaggi e gli svantaggi, così da capire se si tratta di un investimento che fa o meno al caso nostro. Dunque continuiamo a leggere!

Buoni fruttiferi postali 3 anni plus: come funzionano e cosa hanno da offrire

Questi Buoni postali sono strumenti finanziari nominativi e intestabili esclusivamente a persone fisiche, che hanno, come è facile capire, una durata fissata a tre anni, il cui rendimento viene liquidato, insieme al capitale, allo scadere del terzo anno.

A fronte di un vincolo di durata pari a 3 anni, i BFP a 3 anni Plus assicurano, oltre al rimborso del capitale investito al netto di eventuali obblighi fiscali, un rendimento che si presenta come maggiore rispetto ai tradizionali Buoni a tasso fisso per durata analoga, tenendo presente che gli interessi maturati vengono riconosciuti solo in caso di rimborso a scadenza.

I rendimenti sono calcolati su base annuale in regime di capitalizzazione composta e ammontano allo 0,40% del capitale, un tasso che pare particolarmente goloso in questi ultimi anni, in cui i vari prodotti finanziari hanno sempre meno da offrire ai risparmiatori.

I Buoni Dematerializzati 3 anni plus recano la stessa intestazione del libretto di risparmio postale oppure del conto corrente postale, necessari alla sottoscrizione.

Poste italiane, investimenti 3 anni: la possibilità di cointestazione

Sebbene siano riferibili soltanto alle persone fisiche, come già anticipato, i BFP 3 anni plus possono essere sottoscritti fino a quattro soggetti, i quali possono ricevere, allo scoccare della scadenza, un rimborso disgiunto. Sono esclusi da questa sottoscrizione i minorenni, poichè tale strumento si rivolge ai maggiori d’età.

BFP 3 anni plus: è possibile il rimborso anticipato? Qual è il termine di prescrizione?

Il titolare  ha la possibilità di chiedere il rimborso anticipato, tenendo però presente che verrà rimborsato il capitale sottoscritto secondo quanto previsto all’articolo numero 4 del Regolamento del prestito.

Anche i buoni dematerializzati 3 anni plus possono essere rimborsati anticipatamente, per importi sottoscritti di 50 euro e multipli con diritto alla restituzione del capitale sottoscritto. Tuttavia nessun interesse viene corrisposto qualora si richieda il rimborso anticipato.

Per quanto riguarda la prescrizione, invece, essi si prescrivono trascorsi 10 anni dal termine della sottoscrizione, e sono cedibili soltanto per quanto riguarda la materia di successione testamentaria.

Buoni Postali 3 anni plus: la tassazione, e costi e interessi. Il regime fiscale

Vediamo ora un argomento particolarmente ostico: la tassazione dei buoni: gli interessi fissi sono soggetti al regime dell’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura del 12,50%, ma non viene applicato il prelievo fiscale nè vi è imposta di successione. Tuttavia, i buoni sono assoggettati ad imposta di bollo, che è esente per i buoni il cui valore non sia superiore a euro 5.000.

L’applicazione dell’imposta di bollo, in caso di rimborso anticipato dei BFP a 3 anni Plus rispetto alla loro scadenza naturale, può comportare un valore netto di rimborso inferiore al valore nominale sottoscritto.

In questi specifici casi, però, ai risparmiatori non viene addebitato l’importo uguale alla porzione dell’imposta di bollo applicata che abbia determinato un valore netto di rimborso inferiore al capitale investito. Infine non sono previste nessuna spesa  e nemmeno nessuna commissione per la sottoscrizione ed il rimborso dei BFP a 3 anni Plus.

Questi buoni sono sicuri?

Rispondiamo all’ultima domanda: si tratta di prodotti sicuri? La  risposta è sì, a partire dal presupposto che questi buoni non possono essere dati in pegno. Inoltre i buoni fruttiferi postali nel 2017 sono da considerarsi sicuri poiché lo Stato, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti (CDP), si fa da garante sull’investimento.


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Ulteriori risorse utili

Pewr concludere vogliamo indicarvi una serie di altri articoli sui prodotti postali presenti su Affari Miei:

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

 

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