Buoni Fruttiferi Postali Indicizzati all’Inflazione Italiana: Conviene Investire Oggi?

Cosa sono i buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione italiana? E’ possibile acquistarli nel 2017?

In tanti si chiedono se vale la pena sottoscrivere i Bfp in questo periodo e cercano opinioni e pareri su internet, spulciando blog e forum specializzati.

Ma può essere un investimento redditizio e, soprattutto, oggi è ancora possibile mettere i propri risparmi sui Bfp indicizzati all’inflazione del nostro Paese?

Purtroppo questo genere di Bfp non sono più sottoscrivibili a partire dal mese di febbraio 2016. Tuttavia sono un prodotto ancora attivo per chi li avesse sottoscritti prima di questa data.

E dunque ci rivolgiamo a chi si trova in possesso di questo prodotto: è conveniente? La risposta non può mai essere univoca, dipende come al solito dalle vostre esigenze.

In questo articolo proveremo a rispondere a queste domande, valutando i vantaggi e gli svantaggi di una scelta improntata sui Buoni postali indicizzati all’inflazione.

Buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione italiana: una scelta conveniente? 

«I BFP indicizzati all’inflazione – si legge dal sito di Poste Italiane e da Cassa Depositi e Prestiti – sono dedicati a chi vuole proteggere i propri risparmi dall’incremento dei prezzi al consumo in Italia, preservando e valorizzando nel tempo il potere d’acquisto del capitale investito».

«Ok ma se li compro quanto ci guadagno?» avrete sicuramente pensato al momento dell’acquisto.

Cerchiamo di capire come funzionava tale prodotto di risparmio, soprattutto alla luce dell’ultima emissione (Serie J48), quella del 20 marzo 2015.

I Buoni postali fruttiferi indicizzati all’inflazione italiana erano un prodotto particolarmente apprezzato dagli italiani, in quanto risultava essere il miglior buono di Poste Italiane.

La qualità dell’investimento si rivelava sia sul risparmio a breve termine che su quello a lungo termine.

Infatti la durata dell’investimento era decennale ma, come sempre, vi era l’opportunità di svincolare il denaro in qualsiasi momento.

I Bfp potevano essere sottoscritti sia presso gli uffici postali che, in forma materializzata, da casa tramite il conto Bancoposta click o il Libretto Postale Smart.

Era assicurato un rendimento fisso crescente ed un rendimento collegato all’indice Istat FOI (esclusa la componente tabacchi).

Vuoi Guadagnare il 5,41%? Leggi la Guida

Ecco la tabella degli ultimi rendimenti, in grado di aiutarvi nel calcolo dei buoni fruttiferi postali e dei lori rendimenti:

Periodo di possesso – Rendimento garantito

Anno 1 – 0,10%

Anno 2 – 0,10%

Anno 3 – 0,10%

Anno 4 – 0,10%

Anno 5 – 0,25%

Anno 6 – 0,25%

Anno 7 – 0,25%

Anno 8 – 0,25%

Anno 9 – 0,50%

Anno 10 – 0,50%

Il rendimento lordo può apparire molto basso però considerate la componente dell’inflazione che può far crescere il vostro guadagno.

Al decimo anno, per esempio, con uno 0,50% garantito e un’inflazione superiore al 2,50% potete ottenere un tasso netto almeno del 2,50%.

Considerate che la tassazione degli interessi è pari al 12,50% contro il 26% dei conti deposito, appare evidente come l’investimento postale dei Buoni fruttiferi indicizzati all’inflazione italiana non è poi molto inferiore (anzi, forse è addirittura superiore) rispetto ai rendimenti dei conti deposito.

Fino a 5 mila euro, come sempre, non si paga l’imposta di bollo che è pari allo 0,20% della somma investita.

Leggi anche: Come investire 20.000 euro oggi: investimenti garantiti nel 2017

I Buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione italiana convenivano davvero?

La risposta è più semplice della domanda: è “ni”. Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da una bassa inflazione, generalmente però a periodi di bassa inflazione ne seguono altri con crescita più sostenuta.

Parliamo di inflazione, non di crescita economica: potrebbe anche esserci un aumento dei prezzi senza che segua una crescita del PIL.

A nostro avviso il Quantitative easing messo in atto dalla BCE, oltre a ridurre i profitti degli investimenti postali “sicuri”, avrebbe proprio lo scopo di far ripartire l’inflazione.

Quindi per capire se, in generale, poteva convenire questo tipo di investimento postale, era necessario domandare a se stessi se si riteneva che l’inflazione nei dieci anni successivi poteva crescere oppure no.

Se la risposta fosse stata positiva, allora acquistare i Buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione italiana poteva essere una buona scelta.

In caso contrario, vi consigliamo di guardare altrove.

Non sai come investire i risparmi? Scarica la guida di Affari Miei per gestire in autonomia il tuo portafoglio!

Ulteriori risorse utili

Ecco una serie di guide da leggere per approfondire in tema BFP

Buona lettura!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

Scarica Gratis l’E-Book per Gestire i Risparmi

Un Bonus di Benvenuto per i Lettori di Affari Miei!

Inserisci i tuoi dati!

Nome:
Cognome:
E-Mail:

Affari-Miei
mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

2 COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO