Imposta di Bollo Deposito Titoli: Come Si Calcola e Come Evitarla

L’imposta di bollo sul deposito titoli è una delle varie tasse che bisogna pagare se abbiamo un po’ di soldi da investire. Chi deve farlo? Come calcolarla e come evitare (legalmente) di pagarla, se possibile?

In questa guida parliamo proprio di questo argomento. Dunque, continua a leggere!

Cos’è l’imposta di bollo sul deposito titoli?

Innanzitutto cerchiamo di inquadrare il contesto: intanto, definiamo il deposito titoli. È uno strumento di investimento alla cui base troviamo il classico e noto conto corrente.

Dal 2014, per quasi tutti i depositi bancari e per il Deposito Titoli l’imposta di bollo è stata aumentata allo 0,2%, con l’eliminazione del minimo a 34,20 euro di imposta per alcune specifiche categorie (precedentemente l’imposta di bollo ammontava allo 0,1%).

Insomma, un bello smacco per i risparmiatori e per gli investitori.

Facciamo chiarezza: conto deposito vs deposito titoli

Già che siamo qui a chiarirci le idee, voglio brevemente sottolineare la differenza tra un conto deposito e il deposito titoli.

Il primo ti offre un rendimento grazie ai tassi d’interesse, il deposito titoli ti consente di custodire ed acquistare digitalmente strumenti finanziari quali azioni, obbligazioni, quote di etf o fondi e tanto altro.

Il deposito titoli, come anticipato, è un conto di appoggio che collegato generalmente ad un conto corrente tradizionale.

Se vuoi investire in obbligazioni ed azioni, derivati o vari prodotti finanziari, è indispensabile: puoi aprirlo presso una qualunque banca che si impegna a custodire ed amministrare i titoli e gli strumenti finanziari, oltre a ricevere e dare esecuzione agli ordini di acquisto, sottoscrizione e/o vendita o rimborso da te stabiliti e richiesti.

La tassazione…

Ogni investitore è obbligato a pagare una vera e propria imposta sulla propria capacità di profitto (tassazione rendita finanziaria) e sulla sua capacità di disporre di denaro o titoli depositati (imposta di bollo).

Ciò la rende una tassa particolarmente odiata (chi accetta con il sorriso di essere tassato sui propri sudati risparmi?), ed è per questo che in tanti si mobilitano per cercare legalmente modi per evitarla senza dover pagare multe o more.

Come si calcola l’imposta di bollo sul deposito titoli

E vediamo dunque come calcolare questa imposta. Come ti ho già riferito, attualmente tale imposta ammonta allo 0,20% delle giacenze presenti sul conto.

Un esempio? Se sul tuo conto si trovano 50.000 euro, l’imposta da pagare ammonterà a 100 euro. Se vuoi effettuare il calcolo d solo, ricorda che stiamo parlando del 2 per mille degli importi depositati.

Ovviamente dovrai calcolare in una seconda fase anche il prelievo sugli interessi, ossia il 26% sugli interessi maturati.

In entrambi i casi, generalmente, è la banca a fare tutto quando siamo nel regime amministrato mentre tocca fare tutto a te quando opti per soluzioni in regime dichiarativo.

Perché devi sapere queste cose? Te lo dico sempre, gli investimenti sono una tua responsabilità, e quindi devi sapere quali costi andrai a sostenere, in modo da valutare in piena consapevolezza l’effettiva convenienza (o meno) dello strumento che stai scegliendo.

Quando si paga

Ora che sai quanto si paga, vediamo di capire quando bisogna farlo. Tale imposta va pagata alla data di produzione dell’estratto conto, la quale può sia essere annuale che semestrale, trimestrale oppure mensile.

Il tetto massimo dell’imposta è di 14.000 euro – solamente per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Le strategie per non pagare

Ed eccoci arrivati al punto focale: esiste un modo legale per non pagare questa imposta?

Teoricamente si: non devi avere una lira. Se non hai un soldo e non ti occupi di investimenti, il problema per te non esiste.

Se, invece, ti approcci al mondo degli investimenti, queste sono le regole.

Là fuori troverai tanti siti che ti invitano ad iscriverti a piattaforme di trading o cose simili dove spesso non si paga l’imposta di bollo: chiudi e lascia perdere in quei casi perché parliamo di cose completamente differenti.

Quello di cui ti parlano loro si chiama trading e non c’entra con gli investimenti: stai giocando ad un altro sport che, in questa sede, non intendo approfondire.

Conclusioni

L’imposta di bollo si paga, il problema non è bypassare il 2 per mille con strati stratagemmi ma comprendere come investire i propri soldi al meglio.

Su questo portale ne parlo in lungo ed in largo, se questa è la tua prima volta su Affari Miei puoi cominciare da questi percorsi:

Buon proseguimento.


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mm
Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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