Aprire un Negozio per Animali: Come Avviare un Pet Shop nel 2017

La passione per gli animali e per tutto ciò che li riguarda può essere fonte di grande ispirazione e addirittura può sfociare nella creazione di una vera e propria attività. D’altronde, come ho sempre sostenuto, più si fa quel che ci piace e meglio si lavora.

Oggi vedremo quindi come aprire un negozio per animali: cosa occorre, di che investimenti necessita e cosa richiede la legge per avviare un pet shop.

Sei pronto per tuffarti in questa nuova avventura? Prendi carta e penna, è il momento di pianificare attentamente quelle che saranno le azioni da compiere prima di fare il grande passo per mettersi in proprio.

Affari Miei è da sempre vigile riguardo le ultime frontiere del business: se questa è la tua  prima volta sul mio portale, ti consiglio di leggere la sezione Idee Imprenditoriali. Troverai spunti e suggerimenti per realizzare i tuoi sogni in maniera informata e diligente.

Se ti piacciono gli animali, potrebbe interessarti anche la nostra guida sull’apertura di un allevamento di cani.

Ma ora concentriamoci sul tema di oggi, ossia la possibilità di aprire un negozio che venda articoli e cibo per animali e, perché no, magari che offra anche servizi alternativi, come quelli dedicati alla toelettatura.

Aprire un pet shop: guida per avviare un negozio per animali

Come puoi immaginare, in realtà negozio per animali è una definizione troppo generica: bisogna infatti scegliere quali prodotti vendere e di cosa occuparsi, in maniera abbastanza specifica.

Solitamente gli imprenditori che si tuffano in questo mercato hanno tre vie a loro disposizione:

  • vendita di alimenti e accessori per animali;
  • vendita di animali;
  • vendita di fitofarmaci.

In realtà in un solo negozio possono essere presenti tutti e tre gli elementi, ma ognuno di essi richiede particolari requisiti: vediamo insieme le differenze.

Accessori per animali

La vendita di alimenti e accessori per animali è forse la più facile tra le tre, in quanto è regolamentata come una normalissima attività commerciale.

L’unica differenza presente rispetto agli altri negozi che tratterò riguarda due requisiti: non avere procedure concorsuali in corso e non essere stati dichiarati falliti.

Inoltre, i mangimi non sono più considerati dalla legge come alimenti, quindi non dovrai possedere autorizzazioni sanitarie particolari.

Le spese principali a cui dovrai rispondere riguarderanno: l’affitto del locale, fornitori, bollette ed eventuale personale.

Vendita di animali

Il discorso nel caso in cui tu voglia vendere animali vivi è diverso, in quanto dovrai produrre una specifica richiesta di autorizzazione sanitaria ai servizi veterinari della Asl competente. In tale documento bisogna specificare e fornire la planimetria e l’elenco completo degli animali detenuti nel negozio.

Inoltre bisogna allegare il pagamento su bollettino di una tassa per il servizio, che varia in base ai mq del locale commerciale e può costare tra i 50 e i 500 euro.

A chi presentare tale documentazione? Non ai servizi sanitari, come si potrebbe immaginare, ma allo sportello attività produttive del Comune di appartenenza, oppure presso degli uffici comunali appositamente istituiti.

Sono tali enti che esaminano i documenti e inoltrano la richiesta ai servizi veterinari della Asl, per poi eventualmente confermare l’autorizzazione all’impresa entro trenta giorni dall’approvazione.

Vendita di fitofarmaci

Infine, per la vendita di fitofarmaci dovrai ottenere l’abilitazione alla vendita di questi prodotti e un attestato che dimostri l’idoneità del locale nel mantenerli. Anche questa attività può essere davvero redditizia. Essa è regolata dai seguenti riferimenti normativi:

  •  DPR 290/2001;
  • Circolare del Ministero della Sanità 15 del 30/04/1993.

In realtà è difficile trovare un negozio che si occupi soltanto di questo aspetto, poichè si tratta d un servizio che completa i negozi precedenti.

Per aprire hai bisogno di due autorizzazioni: una per ottenere l’abilitazione alla vendita dei prodotti, l’altra per attestare che i locali in cui immagazzinerai i fitofarmaci e antiparassitari siano idonei.

A differenza delle altre autorizzazioni, che non hanno scadenza, le licenze riferite a questi particolari prodotti, vanno rinnovate ogni 10 anni.

Ottenere tale autorizzazione, però, apre una buona porta di vendita, poiché se l’otterrai, potrai rivendere anche tutti i medicinali che non prevedono la prescrizione medica ma soltanto per quanto concerne alcune specie di animali domestici e esotici.

Come ho detto fin dall’inizio, tutte e tre le tipologie possono essere presenti in un’unica attività: ovviamente la fatica iniziale sarà maggiore, ma in questo modo riuscireste ad aprire un negozio per animali completo sotto ogni punto di vista.

Altri servizi, attualmente molto richiesti, che non ho ancora nominato e che potresti aggiungere alla tua attività sono: toeletta animali, educatori cinofili e servizi di pet sitting.

Iter burocratico: cosa serve per aprire un negozio?

Oltre a queste autorizzazioni di cui abbiamo parlato in base ad ogni specifico caso, vediamo ora qual è l’iter da seguire genericamente per avviare un’attività commerciale.

In primis dovrai essere certo di avere la giusta disponibilità economica per poter aprire il tuo shop.

Oltre all’affitto, dovrai considerare i costi di apertura della partita Iva oppure della costituzione di una società, qualora tu decidessi di lavorare con qualcun altro. Dovrai considerare le gabbie e l’arredamento, e i rifornimenti di accessori e/o cibo o fitofarmaci.

E quindi, quanto costa aprire un negozio di animali? L’investimento minimo, nel caso in cui disponessi di un locale tuo, è di 15-20.000 euro, ma spesso supera tale cifra.

Detto ciò, sappi che dovrai iscriverti al registro delle imprese ed effettuare la SCIA, oltre a scegliere un bravo commercialista. Bisogna poi dichiarare l’inizio dell’attività al comune di appartenenza.

Non dimenticare l’aspetto molto importante della scelta dei fornitori: anche tale servizio ha un costo che va considerata come spesa fissa, perché ne avrai sempre bisogno.

Aprire in franchising: animali, accessori e toellettatura

Se la trafila burocratica ti spaventa e temi di perdere troppo tempo a barcamenarti nella compilazione delle pratiche, la soluzione del franchising può essere quella che fa al caso tuo.

Si tratta infatti della possibilità di avviare l’attività dei tuoi sogni appoggiandoti ad un marchio già avviato e che segue i suoi affiliati passo passo nella realizzazione dell’impresa, a partire dalla ricerca di un locale idoneo, all’espletamento delle pratiche burocratiche e così via.

I vantaggi di questa soluzione sono molteplici, infatti:

  • potrai diminuire le tempistiche di avviamento, in quanto i clienti conosceranno già i tuoi prodotti;
  • potrai usufruire della consulenza specializzata di esperti che sapranno valutare i guadagni e le potenzialità del tuo negozio;
  • sarai costantemente formato dai professionisti messi a tua disposizione dal marchio stesso.

Naturalmente dovrai considerare anche alcuni aspetti meno positivi della possibilità di affiliarti, in quanto, sebbene tale opzione ti permette di procedere a passi più sicuri, comporta anche dei costi:

  • le Royalties (ossia una percentuale da versare periodicamente al franchisor per continuare ad usufruire dell’autorizzazione a vendere prodotti riportanti il marchio);
  • diritto o feed d’ingresso (ovverosia un pagamento “una tantum” richiesto al franchisee per poter entrare a far parte del brand;
  • investimento iniziale: una cifra che può raggiungere facilmente i 50.000 euro.

Ho scritto una guida dedicata ai migliori marchi in franchising per avviare un negozio con gli animali: scopri quali sono!

Gli e-commerce

Ecco un aspetto da tenere in debita considerazione, perché rappresenta una buona opportunità per incrementare (se non sostituire del tutto) le opportunità di vendita.

Si tratta del commercio virtuale, attraverso il computer o un altro dispositivo e il pagamento con carte o in contrassegno, che permette di vedersi recapitare la spesa a casa propria.

Ovviamente per avere un buon negozio digitale bisogna essere in possesso di determinate competenze, poiché si tratta di un’attività differente rispetto ad un tradizionale negozio.

Per questo ho creato una guida per te, nel caso in cui volessi gettarti in questa impresa sul web e non sapessi da dove cominciare.

Conviene aprire un negozio per animali?

Le recenti statistiche segnalano il settore in forte espansione. Un italiano su tre ha un animale domestico (principalmente cani e gatti) e la spesa dei consumatori, nonostante la crisi economica, è aumentata del 70 per cento negli ultimi anni.

Questo indica che sicuramente c’è una maggiore propensione, rispetto ad una volta, ad investire una parte considerevole del budget familiare a favore di un animale domestico.

Tuttavia, bisogna tenere presente che è entrata di gran carriera la grande distribuzione organizzata e nelle principali città italiane ci sono tanti supermercati per animali che stanno un po’ monopolizzando la scena come è accaduto per l’industria alimentare.

Una buona scelta, più che sul commercio, potrebbe essere quella di puntare ai servizi da destinare agli animali di cui ho parlato in precedenza.

Prima di salutarti vorrei consigliarti di leggere la guida che ho scritto per chi, come te, vorrebbe lavorare con gli animali: qui puoi trovare moltissime opportunità!

Buona fortuna!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
Affari-Miei
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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