Inventarsi un Lavoro Redditizio e Creativo: Consigli Fondamentali e Idee

Come inventarsi un lavoro redditizio e creativo oggi, nel 2017? Sono tanti che si pongono questa domanda, spinti essenzialmente dagli insuccessi nella ricerca di un impiego.

La crisi economica degli ultimi anni ha trasformato radicalmente la nostra società: molti non hanno capito che non torneremo mai ai livelli precedenti semplicemente perché il modello capitalistico che ci hanno inculcato fin dalla nascita ha evidenziato tutti i suoi limiti.

Sicuramente non è fallito, ma si è dimostrato incapace di rispondere alle aspettative di tutti quanti volevano trovare un lavoro redditizio e soddisfacente.

Tanti di quelli che oggi vogliono crearsi un’occupazione lo pensano perché sono rimasti senza reddito e senza speranza.

L’intuizione è giusta e, accompagnata da una pianificazione adeguata, può aiutare chi cerca un futuro migliore a cambiare radicalmente il proprio modo di intendere l’economia ed il lavoro.

Se siete capitati su Affari Miei per la prima volta e volete una risposta ai vostri problemi da questo articolo, smettete di leggere: non abbiamo le soluzioni perché non esiste una strada valida per tutti che sia in grado di risollevare l’esistenza delle persone.

Noi possiamo indicare un metodo, una serie di principi da applicare se volete dare una svolta alla vostra vita ed uscire dalla “prigione” che il sistema ci ha costruito intorno, con la nostra collaborazione.

Partiamo insieme alla scoperta del tema del giorno: nel corso di questo articolo scopriremo una serie di consigli fondamentali e valuteremo tutte le strade da seguire attraverso una lunga serie di risorse di valore da approfondire subito.

Soluzioni pratiche per inventarsi un lavoro redditizio

Se siete alla ricerca di idee da attuare subito, in questo paragrafo vedremo le migliori presenti su Affari Miei. La rassegna che proponiamo mette in mostra idee valide e meno valide che spesso vengono associate al generico proposito di guadagnare soldi mettendosi in proprio.

La vostra capacità di discernimento, unitamente alle nozioni che forniamo sulle singole pagine, è più che sufficiente per una corretta valutazione:

La lista che abbiamo proposto è in continuo aggiornamento. Anche grazie ai vostri suggerimenti sarà per noi un piacere modificarla periodicamente, rendendola ancora più ricca di informazioni.

Se volete davvero inventarvi un lavoro, è bene che vi prendiate tutto il tempo necessario per leggere e meditare: la soluzione a portata di mano non ce l’ha nessuno ma, con un po’ di impegno, potrebbe venir fuori l’intuizione vincente a cui non avevate mai pensato fino ad ora.

Abbiamo inserito subito le idee perchè probabilmente volete degli spunti pratici più che dei consigli veri e propri. Se, però, volete davvero fare grandi passi nel business è bene che sappiate fin da subito che prima dell’idea viene la meditazione.

Continuiamo quindi a leggere passando ad una serie di riflessioni imprescindibili per chi vuole mettersi in proprio.Come inventarsi un lavoro

Inventarsi un lavoro redditizio e creativo oggi: internet e i “vecchi” mestieri, cosa scegliere?

Fino alla Rivoluzione Industriale, le corporazioni sociali più influenti erano quelle di coloro che sapevano svolgere un mestiere. Avere delle competenze era un modo per guadagnare soldi e prestigio nella società.

Poi è arrivata l’industria ed il controllo l’ha assunto chi aveva grandi capitali da impiegare: si è realizzata l’alienazione, con le competenze che sono passate dai singoli alle aziende che “formano” le persone, rendendole del tutto interscambiabili e quindi deboli contrattualmente.

I sindacati ed i partiti di massa hanno cercato, con alterne fortune, di dare una risposta alla questione sociale: in Italia, negli ultimi anni, hanno fallito clamorosamente, vendendosi alle multinazionali ed ai poteri economico-finanziari che ci governano occultamente.

Le persone sono state progressivamente svuotate delle proprie competenze tecnico-pratiche, le masse sono sempre più apatiche e prive di interessi: l’unica esigenza è quella di avere dei soldi da spendere per sopravvivere.

Qui interviene il capitale che offre un lavoro (molto spesso odiato perchè accettato a malincuore e sottopagato) e propone una “soluzione” al problema.

In realtà il lavoro si appropria progressivamente della vita del povero individuo, sempre più “schiavo” di chi gli permette di campare.

Dal 2008 in poi questo modello è entrato in crisi perché l’economia, ormai interamente figlia della finanza, vede un continuo mercanteggiare sui costi che si traduce in un abbattimento dei diritti: il Jobs Act approvato in Italia nel corso del 2015 è una dimostrazione pratica.

Cosa c’entra con tutto questo internet e la mia volontà di capire come inventarsi un lavoro redditizio e creativo?

L’avvento della rete, in qualche modo, sta assorbendo l’impatto dell’esplosione della crisi economica globale.

Lo sviluppo di nuovi fattori (informatica, meccanizzazione e robotizzazione) rende il lavoro umano sempre più marginale: non è un caso che diminuiscono gli occupati in agricoltura, nell’industria e, ormai, anche nel terziario.

Qualcuno dice che ci saranno sempre più disoccupati, secondo chi scrive non è così: la storia è andata sempre in questo senso e sono nati costantemente nuovi lavori.

La rete ha dato la possibilità a migliaia di persone di crearsi un lavoro: nella guida gratuita sul tema guadagnare online illustriamo meticolosamente e con rimandi ai post di dettaglio come fare soldi sul web sia come prima attività che per arrotondare lo stipendio.

Abbiamo spiegato più volte che non è un giochino per tutti, qualsiasi cosa si decide di fare necessita di competenze ed impegno: bisogna creare valore per chi è dall’altra parte e cerca informazioni, compra consulenza o prodotti.

Per questo motivo oggi, saper svolgere un mestiere, può tornare nuovamente utile e redditizio: internet è la fonte principale per tornare parzialmente a vedere il mondo com’era prima della rivoluzione industriale ma esistono anche altre vie che abbiamo visto nelle guide sui lavori redditizi senza laurea e sui lavori ben pagati che nessuno vuole fare.

Come inventarsi un lavoro redditizio e creativo: monetizzare le proprie passioni

Chi scrive non mira ad essere un guru che sa dare soluzioni a tutti: è solo uno dei tanti neo-laureati italiani che, piuttosto che mettersi in fila ad inviare curricula in giro per il Paese, invece di studiare per concorsi pubblici truccati con posti da parassiti (e molto spesso produttivi solo per chi viene pagato) da assegnare ai raccomandati, ha deciso di dar libero sfogo alle proprie passioni.

All’Università, in tanti dicevano che con la mia laurea in giurisprudenza sarebbe stato difficile: è così, se si considerano solo le strade tradizionali.

Nel post su cosa fare con la laurea in legge ne abbiamo detto, illustrando le criticità: in quello successivo, però, dedicato alle opportunità offerte da internet, abbiamo invece offerto qualche spunto per portare professioni “vecchie” come quella dell’avvocato nel 21esimo secolo.

Come si fa a vivere delle proprie passioni?

Mi permetto di parlare solo in questa parte dell’articolo in prima persona (generalmente non lo faccio mai). Mi ero iscritto a giurisprudenza con il sogno in testa di tutti i ragazzi del nostro tempo: prendere una laurea, fare carriera e ricoprire un impiego dignitoso e redditizio.

Ho sempre avuto la passione per il giornalismo (ancora oggi faccio anche il giornalista, anche se non potrei abusare del termine perché non sono iscritto all’ordine), altro settore in cui si guadagna sempre meno e si viene sfruttati alla grande.

Ho la fortuna di saper scrivere ma è una qualità che, da sola, non basta: tanti sanno farlo in maniera accettabile, ciò rende tutti uguali agli occhi degli editori.

Sono sempre stato una persona a cui piace osservare, che all’Università era brava a preparare gli esami in pochi giorni (salvo poi dimenticare tutto o quasi perchè imparato meccanicamente a memoria come volevano i professori).

Mi hanno sempre preso in giro che sono un gran tirchio, così ho pensato di rendere il mio desiderio di non sprecare soldi un fatto pubblico nella sezione sul risparmio. Un bravo risparmiatore, poi, deve proteggersi dall’inflazione: di qui la necessità di “studiare” tutte le strade migliori per investire i propri soldi che recensisco periodicamente su Affari Miei.

Ovviamente per avere dei soldi bisogna lavorare, e per questo cerco di raccontare tutte le modalità valide per fare soldi nelle sezioni idee imprenditoriali e “lavoro e formazione”: non tutti possono o vogliono vivere dal web, chiudere alle altre occasioni sarebbe da presuntuosi e poco corretto nei confronti di chi legge.

Cosa viene dopo il lavoro? La pensione, e per questo cerco di raccogliere tutte le notizie sul tema dopo averlo “studiato” nella mia altra attività da giornalista.

Trascorro dalle 10 alle 12 ore giornaliere al pc, anche se ne dedico solo alcune a questo spazio: non tutti sono disposti a lavorare così tanto tempo ma, facendo cose che fondamentalmente mi piacciono, non avverto la stanchezza.

Sono solo all’inizio ma spero, alla lunga, di rendere questo blog la mia principale ed unica attività lavorativa.

Se ci riuscirò, avrò trovato un modo per rispondere a chi vuole sapere come inventarsi un lavoro redditizio e creativo.

Io, ovviamente, sono solo uno che ci sta provando: esempi come Salvatore Aranzulla, invece, certificano che la possibilità è concreta e che si può raggiungere il successo.

Ok, ma io volevo una risposta: che me ne frega della tua vita?

E’ vero, per questo torniamo “istituzionali” e smettiamo di parlare in prima persona. La storia è solo una delle tante che permettono di monetizzare le proprie passioni creando valore.

Ognuno di noi ha un talento, un interesse nel fare qualcosa: sia esso un lavoro intellettuale o manuale ha il medesimo valore.

Chi non ha interessi o passioni è figlio di questa società, quindi non è colpevole di essere incapace o stupido: è andato a scuola dove non gli hanno insegnato nulla, ha guardato per anni la televisione ingurgitando tutto il peggio che il piccolo schermo offre.

Capire di non avere passioni (seguire il calcio e guardare un reality show non sono passioni ma tempo sprecato a far arricchire gli altri e ad annichilire la mente) è il primo passo per cambiare vita: liberarsi dalle solite abitudini, infatti, può aiutare ad appassionarsi di qualcosa.

Saper fare una cosa o imparare a fare qualcosa è il primo passo: ciò che si fa deve essere utile, cioè deve creare valore per chi riceve quanto si mette a disposizione.

Come fare per inventarsi un lavoro redditizio e creativo? 

Individuato ciò che si vuole fare, bisogna capire se c’è un “marcato”: occorre rendersi conto della reale presenza di persone che hanno quel problema o necessitano di quel prodotto.

Fatto questo, bisogna individuare la “sede” in cui attuare il proprio progetto: può essere internet, come abbiamo scritto, o anche un negozio, una stanza, un garage.

Per realizzare un programma idoneo a mettersi in proprio, bisogna possedere due tipi di competenze differenti tra loro che sono state ricostruite dal noto blog Aprire Azienda di Alessandro Nicoletti.

  • Competenze primarie: conoscenza della materia. Volete aprire un blog di benessere? Dovete capire ciò di cui scrivete. Volete aprire una falegnameria? Dovete saper fare i falegnami.
  • Competenze secondarie: conoscenza della sede in cui si decide di vendere. Se volete aprire il blog preso a mo’ di esempio, dovete studiare la rete e le sue regole. Se volete aprire una falegnameria, dovete invece capire come funziona il business: quali fornitori contattare, a che pubblico rivolgervi nel vostro territorio, in che modo promuovere la vostra attività per far sì che sempre più potenziali acquirenti possano venire a bussare. Magari tra 10 anni il passaggio su internet sarà obbligato, oggi è ad avviso di chi scrive indispensabile ma non è l’unico strumento da utilizzare per trovare clienti.

Le competenze secondarie sono complementari rispetto a quelle primarie: ci sono decine di blogger che mollano ogni giorno perché scelgono un settore che non conoscono.

Stesso può dirsi per il nostro esempio della falegnameria: se non siete in grado di afferrare un martello, è bene che vi rivolgiate ad un mastro per imparare come si fa e solo una volta che avete appreso il mestiere potrete pensare di lavorare per conto vostro, impostando una strategia per fare soldi nel medio-lungo periodo.

Quelli che abbiamo visto oggi sono spunti e bozze di un metodo per avere successo: non esiste, non ci stanchiamo mai di dirlo, una ricetta valida per tutti.

Applicando, però, una serie di principi si possono ridurre i rischi di un salto nel vuoto.

Il nostro consiglio è di provarci se siete giovani e non avete bisogno nell’immediato di denaro: ok, i soldi fanno comodo ma se avete studiato tanti anni senza lavorare, un anno o due per impegnarvi in qualcosa in cui credete e che amate non vi peserà.

Se avete già un impiego, invece, è preferibile iniziare a lavorare a qualcosa che possa essere sviluppata inizialmente come secondo lavoro: un impegno crescente che possa, alla lunga, portare a dire “addio” al posto fisso in favore di una nuova vita.

Conclusioni

Abbiamo visto sia delle idee pratiche che una serie di riflessioni fondamentali per avviare un percorso indipendente.

Questo articolo sarà arricchito anche grazie ai vostri commenti ed alle vostre opinioni in merito. Non esitate a darci spunti e suggerimenti nei commenti.

In bocca al lupo!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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