I falsi miti dell’investitore italiano: Aspettative vs Realtà

Oggi mi sento un po’ come il medico, botanico, naturalista e accademico svedese, Linneo, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, solo che, a differenza sua, io passerò a classificare gli strumenti finanziari più comuni sottolineando aspettative dei clienti che li acquistano e la realtà dei fatti.

Conto Deposito

Aspettative: vorrei che il mio conto deposito rendesse il 2,5% all’anno come il buon caro Conto Deposito Arancio del 2005, altrimenti che senso ha aprirlo?

Realtà: i rendimenti della liquidità a breve termine attualmente sono molto bassi o addirittura negativi. L’inflazione incalza e l’unica cosa certa per il risparmiatore è quello di non riuscire a proteggere il capitale, che tradotto vuol dire: perdere denaro.

BTP

Aspettative: investo i miei soldi come ho sempre fatto in BTP (oggi scade l’adesione per il BTP Futura) tanto sono sicuri e rendono come hanno sempre fatto. E poi, mi danno una rendita…meglio che niente!

Realtà: i tempi sono cambiati anche i BTP non sono uno strumento utile per proteggere il proprio capitale dall’inflazione. Puoi andare incontro al rischio tasso di interesse (uno dei tanti rischi delle obbligazioni) che per te vuol dire, nuovamente, perdere parte del capitale che hai investito.

Fondi Attivi

Aspettative: io investo in fondi attivi che, specie ultimamente, si sono ripresi brillantemente dopo il COVID. Il mio consulente, poi, è molto bravo: mi dice cosa fare, quando sottoscrivere un nuovo fondo (e ci mancherebbe aggiungerei!), quando è il caso di investire in un nuovo settore. Sento che sta facendo quello che è giusto per me, quindi difficilmente cambierei.

Realtà: i costi, sempre loro. I fondi attivi sono pieni di costi e questo incide pesantemente sui tuoi rendimenti. Il tuo fondo avrà pure recuperato bene dopo il Covid, ma le commissioni ti vengono applicate sul controvalore che, se aumenta, questo vuol dire maggiori ritorni per la banca.

Obbligazioni ad alto rendimento

Aspettative: Bella questa obbligazione che mi rende l’8%, è un’occasione unica che non si trova facilmente di questi tempi che i tassi sono bassi. Ci investo!

Realtà: rendimento elevato significa rischio elevato, che tradotto vuol dire non vedersi più rimborsato il capitale perché l’emittente semplicemente fallisce ed i tuoi soldi non potrai più riaverli indietro. Sei sicuro che così facendo stai proteggendo i tuoi risparmi?

Investimento Diretto in Azioni

Aspettative: io investo direttamente in azioni perché sono esperto di un determinato settore e perché ora ho in portafoglio 3 azioni (aggiungo io: scelte a caso in un periodo storico dove anche mia nonna non avrebbe faticato molto a trovarne una a rendimento positivo) che mi stanno rendendo molto bene. Ho deciso che ci investo perché se adesso è così allora ho buone ragioni per pensare che lo sarà anche in futuro (sono un esperto, sottolineo).

Realtà: investire in azioni è complesso, richiede moltissime valutazioni e l’investimento in sé incorpora un grado di rischio elevato che non tutti sono in grado di sopportare. Uno storno dei mercati potrebbe non essere tollerabile dall’investitore medio avventuriero e l’impatto con la realtà potrebbe essere estremamente amaro.

Criptovalute, crowdfunding, investimento in start-up

Aspettative: le criptovalute saranno il futuro. Con il crowdfunding immobiliare ottengo rendimenti al di sopra della media. La start-up X rivoluzionerà il settore ne sono sicuro al 100%. Voglio approfittare di questa modalità nuova di investire perché i rendimenti sono buoni e perché soprattutto le cripto sono il futuro.

Realtà: ancora una volta vale la dicotomia rischio-rendimento. Quelli appena menzionati sono modi per diversificare un patrimonio già allocato in strumenti finanziari solidi e robusti, non per investirvi tutto il patrimonio che si ha a disposizione. Sia chiaro, non sono contro queste forme nuove ed alternative di investimento ma per me fanno parte della categoria che si chiama “speculazione” alla quale dobbiamo destinare una parte infinitesimale del nostro patrimonio: quello che per intenderci siamo disposti anche a perdere.

Alcune riflessioni

Questo è lo spaccato reale dei clienti e potenziali clienti che mi capita sovente di ascoltare: tutti pattern e convinzioni radicate e ricorrenti che ho cercato di riassumere e classificare qui.

I tempi sono cambiati: FINE. Non possiamo investire come abbiamo fatto in passato perché sarebbe fallimentare in partenza. Il mondo si è complessizzato sia nell’offerta di strumenti sia nelle aspettative che noi stessi abbiamo del nostro patrimonio.

In giro è pieno di persone di ogni tipo che ti promettono l’1% di rendimento al mese o che ti fanno credere che si possa vivere di rendita con un capitale da 100.000€ (oggi non è assolutamente scontato farlo nemmeno con 500.000€: con i rendimenti al minimo, se ciò avviene è perché ti vuoi assumere rischi maggiori).

A me tocca dire la verità e cercare di portare le persone sulla Terra, quella fatta di prese di consapevolezza di sé, dei potenziali rischi insiti nell’investimento stesso e di obiettivi realistici perseguibili nel lungo periodo (non di certo domani!).

Questi sono i tre punti cardine su cui si fonda l’intera opera di educazione e formazione finanziaria che facciamo nei nostri percorsi avanzati come Easy Investments Formula e Fast Investments Planner. 

Posso capire che nell’epoca del “è tutto facile” questi consigli possano risultare noiosi ma questo mi permette di dormire sonni tranquilli e di essere sicura che il patrimonio venga protetto da rischi assolutamente inutili.

Chest’è… come direbbe una persona che credo di conoscere bene! 😉


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Consulente Patrimoniale e Co-fondatrice di Affari Miei

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