Come Aprire una Casa Famiglia per Anziani

Come aprire una casa di riposo? Come aprire una casa famiglia per anziani? Di fronte all’invecchiamento, statisticamente impossibile da fraintendere, della popolazione italiana, i servizi ai più anziani dei cittadini sono opportunità di lavoro e impresa decisamente interessanti.

Vediamo insieme quali sono i requisiti, gli iter burocratici, le particolarità di questa attività, che potrebbe essere, anche per chi non ha capitali enormi da investire, la professione che cambia la vita.

Di cosa si occupano le case di riposo?

Le case di riposo per anziani, almeno secondo l’ordinamento vigente, si dividono in due tipologie principali, senza tenere conto, almeno per il momento, di quelle che sono le case famiglie, assoggettate ad un regime completamente diverso.

Le case di riposo possono essere infatti:

  • le RSA: sono destinate principalmente a pazienti non auto-sufficienti, anche se possono ospitare soggetti “sani” e perfettamente autosufficienti, di quelli che hanno semplicemente bisogno di un monitoraggio costante del loro stato di salute. Le RSA devono essere meglio preparate, sia a livello di struttura che di personale medico e para-medico, per ospitare gli anziani: è necessaria la presenza fissa di almeno un medico e soprattutto assumere personale infermieristico specializzato;
  • le case di riposo avere e proprie invece non necessitano in genere di grosse formalità, in quanto sono destinate a pazienti che non hanno problemi particolari di salute e neanche di un monitoraggio costante del loro stato di salute

Tra le due dunque cambia lo scopo, con le RSA che sono strutture para-ospedaliere, con tutto quanto ne comporta sotto il profilo operativo e legislativo.

Le case di riposo invece sono principalmente destinate ad essere una sorta di residenza alternativa per gli anziani, che per un motivo o per l’altro non possono o non vogliono rimanere a casa da soli.

La prima alternativa, sebbene più costosa, permette di operare su due fronti, mentre le possibilità operative delle case di riposo sono oggi estremamente ristrette.

Aprire una casa di riposo: i requisiti

Per aprire una RSA o una casa di riposo sarà necessario avere a disposizione locali con delle particolari caratteristiche, che dovranno passare al vaglio anche delle autorità.

È necessario inoltre il rispetto di determinate regole a livello di personale impiegato, sui quali, soprattutto nel caso della RSA, non è assolutamente possibile transigere:

  • non devono essere presenti delle barriere architettoniche che possano rendere difficili gli spostamenti degli ospiti
  • devono essere presenti degli spazi comuni, nonché degli spazi privati in grado di dare adeguata privacy agli ospiti
  • deve essere necessariamente istituito un registro degli ospiti
  • deve essere presente un Coordinatore Responsabile che abbia una qualifica di questo tipo
  • al massimo la struttura deve avere al massimo 80 posti letto: ogni posto letto deve avere servizi igienici collegati, un campanello per le emergenze
  • deve esserci una linea telefonica a disposizione degli ospiti
  • gli ospiti devono inoltre avere a disposizione una lavanderia e un servizio deposito di biancheria sporca
  • è necessario avere una cucina
  • nel caso in cui la struttura dovesse essere a 2 piani, sarà necessario avere un ascensore, adatto anche allo spostamento di degenti, anche se in barella.

Casa famiglia per anziani: la normativa

I requisiti per aprire una casa famiglia sono invece estremamente meno rigidi, in quanto la struttura in sé è pensata per fornire servizi meno essenziali e meno, se vogliamo, puntuali.

La casa famiglia per anziani è infatti concepita come struttura dove l’anziano vivrà in condizioni “normali” e senza assistenza particolare.

Le dimensioni possono essere estremamente limitate:

  • soggiorno da 18–22 metri quadrati
  • camere da letto singole da almeno 9 metri quadrati
  • camere doppie da almeno 14 metri quadrati

La casa deve essere inoltre facilmente accessibile (scale ridotte al minimo), nonché l’assenza di spazi angusti.

L’ambiente inoltre, anche se questo non è poi stabilito dalla legge, dovrebbe essere fornita delle comodità e degli stimoli minimi: libri, computer, riviste, la possibilità di organizzare anche dei corsi di cucina, di cucito, di attività culturali, dando ovviamente la proprietà a quelle attività che possono aiutare a socializzare.

Le case famiglia non sono tenute inoltre a richiedere alcun tipo di autorizzazione, a patto che:

  • ospitino un massimo di 6 anziani
  • non forniscano alcun tipo di assistenza sanitaria

L’inizio di attività prossimo va segnalato al Dirigente dei Servizi Diretti dell’Assessorato alle Politiche sociali del comune di riferimento.

Quanto costa aprire una casa di riposo?

I costi per aprire una casa di riposo o RSA possono variare enormemente. C’è da tenere conto della particolarità della struttura, il cui affitto può essere anche molto caro, nonché di quelli che sono i letti, i mobili, le strutture per l’assistenza sanitaria.

Per una struttura in piena regola i costi possono essere molto elevati, superando anche i 250.000 euro.

A questo si sommano le voci di spesa corrente, molto importanti soprattutto a livello di salari, dato che sarà necessario assumere almeno 2 medici (ce ne deve essere uno 24/24 nella struttura, quindi distribuirli almeno su due turni) e personale di assistenza qualificato (tipicamente infermieri).

Diverso, come vedremo più avanti, il caso della casa famiglia per anziani.

I costi per l’apertura di una casa famiglia per anziani

Per quanto riguarda invece la casa famiglia per gli anziani, i costi si fanno estremamente ridotti.

Spesso è infatti necessario semplicemente intervenire sulla propria abitazione, ritagliando spazi e distribuendo arredi per il comfort degli ospiti.

Qui però si deve tenere conto anche del fatto che sarà necessario provvedere al ristoro degli ospiti, all’alimentazione, alla lavanderia, al riscaldamento, alle utenze, etc.

Il costo per ospitare 6 anziani in una casa famiglia, secondo le stime più recenti, si aggira intorno agli 80.000 euro l’anno come minimo.

I prezzi vanno praticati, per intenderci, di conseguenza. C’è chi riesce a mettere in opera soluzioni decisamente più economiche, anche se, tenendo conto anche dell’affitto della casa (che dovremo considerare a tutti gli effetti un costo di impresa, in quanto senza gli ospiti non avremmo bisogno di un’abitazione così grande), possono ridurre o far lievitare i costi.

L’opzione franchising per le case famiglia

Soprattutto per la soluzione casa famiglia operano ormai da diversi anni nel nostro paese diversi gruppi di franchising, che offrono formule chiavi in mano a costi estremamente contenuti, che possono prevedere anche lo “sharing” di personale qualificato, che si recherà appunto nella casa famiglia a scadenze fisse.

I prezzi partono dai 5.000 euro per le soluzioni meno complesse e strutturare, per superare i 30.000 euro per le agenzie più popolari e strutturate.

Per chi non abbia alcuna esperienza a riguardo e voglia godere delle economie di scala che, anche in un settore di “nicchia” come questo pur esistono, si potrebbe trattare di una importantissima alternativa, da tenere sempre in considerazione.

Oltre alla possibilità di avere pacchetti chiavi in mano, può essere importante rivolgersi a questo tipo di strutture anche per il lato pubblicitario della questione: si entra infatti a far parte dei network pubblicitari (siti internet e anche pubblicità offline) del marchio che abbiamo scelto per la nostra casa famiglia.

Potenzialmente un buon risparmio e una buona spinta per l’attività che abbiamo appena fatto iniziare.

Interessante per l’opzione comunità alloggio per anziani

Il franchising diventa inoltre estremamente interessante per tutti quei casi in cui si vorrebbe avere una struttura più importante, con più di sei posti letto e organizzata in modo più netto come un’impresa di carattere sociale.

In questo caso salgono i costi fissi e i costi variabili e rivolgersi ad un franchising può dai una mano a superare moltissimi grattacapi.

Si può guadagnare bene con le case famiglia e con le case di riposo?

Sì. L’assistenza agli anziani è un settore sempre più florido in Italia, paese che anche all’interno del contesto generale di invecchiamento nei paesi occidentali, emerge come paese con una popolazione estremamente anziana.

La situazione demografica sicuramente non sarà destinata a cambiare nei prossimi anni e in tutto il mondo sviluppato l’assistenza agli anziani diventerà un settore sempre più importante delle economie nazionali.

Questo potrebbe essere davvero il momento giusto per fare il proprio ingresso nel mercato, a prescindere dal segmento che vorremo occupare, se quello delle case famiglia economiche o quello delle cliniche / case di riposo di altissimo livello.

Chi ha una particolare formazione nel settore e si trovi ad operare in una grande città, potrebbe anche optare per mettere a disposizione dei pazienti strutture di nicchia, specializzate nel trattamento di determinate patologie.

Le opportunità offerte sono letteralmente infinite e chi ha buone capacità gestionali nonché una forte predisposizione all’impresa sociale e di assistenza potrà sicuramente raccogliere le opportunità offerte da un settore letteralmente in fermento.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

 

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

3 COMMENTI

  1. Salve anch’io vorrei aprire una casa di riposo ma mi chiedevo una cosa leggendo, per quanto riguarda costi e amministrazione a quali enti vanno dichiarati /registrati gli ospiti della casa?

  2. Per Linda
    Ospiti vanno registrati in comune solitamente via e-mail e in questura tramite un programma entro 24 ore. Retta va comunicata al comune entro 31.12. per prossimo anno, cosi in Friuli Venezia Giulia.

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