Conviene Aprire un Negozio di Abbigliamento? Che Costi ha? Consigli e Idee

Vale la pena oggi di aprire un negozio di abbigliamento? Tra le idee più gettonate tra coloro che hanno deciso di mettersi in gioco e avviare un’attività in proprio troviamo certamente quella di aprire un negozio: abbigliamentoscarpeanimali… Le opzioni sono infinite.

In questo articolo vogliamo analizzare quanto costa aprire un negozio di abbigliamento e se conviene. Su due piedi, in via del tutto generale, non sembra essere un’idea facilmente praticabile: il settore, infatti, è uno dei più colpiti e nell’ultimo anno hanno chiuso in 3300.

Le ragioni sono varie: crisi economica che si riflette sui consumi in discesa, tassazione troppo elevata, sviluppo del mercato online.

Conviene, quindi, aprire un negozio per vendere vestiti? Una strada alternativa potrebbe essere quella del franchising, che ormai sta spopolando ovunque. Ma anche questa, da sola, non garantisce il successo e non fa di certo arricchire.

Se, nonostante ciò, credi che questa sia la tua strada, continua a leggere!

Cosa fare per aprire un negozio e tentare questa avventura? Analizziamo oggi questo importante capitolo che va ad alimentare la sezione di Affari Miei sulle idee imprenditoriali.

L’iter burocratico

Per prima cosa, affrontiamo insieme cosa serve per avviare un negozio di abiti: quali pratiche burocratiche bisogna mettere in atto?

In primis,  devi seguire un particolare iter burocratico. Dopo aver individuato il locale adatto e aver contattato l’azienda, dovrai aprire una partita IVA, iscriverti all’INPS e all’INAIL e iscriverti al registro delle imprese andando alla camera di commercio.

Dovrai anche segnalare al comune l’avvio della tua attività (la SCIA) almeno 30 giorni prima dell’apertura. Per la corretta cura della parte amministrativa consigliamo di affidarti ad un commercialista competente che vi aiuterà in tutto l’iter.

Anche la ASL controllerà che il negozio abbia tutti i requisiti per l’apertura. Il negozio dovrà necessariamente rispettare tutte le norme igienico sanitarie, altrimenti non otterrà l’autorizzazione.

Se il locale scelto necessitasse di una ristrutturazione dovrai presentare nel tuo comune una Denuncia di inizio attività in edilizia (chiamata anche D.I.A.). Dopo aver presentato la D.I.A. bisogna aspettare trenta giorni, solo allo scadere si può iniziare con i lavori, ma solo se il comune non avrà presentato obiezioni.

Costi e spese da affrontare

E adesso passiamo alle questione meno tecniche e più brucianti; quelle dei costi da sostenere per diventare imprenditori in un’attività del genere.

Non posso purtroppo darti una risposta chiara, poiché il costo varierà a seconda di molti elementi, a partire dalla zona in cui aprirai, dalla dimensione del locale, dall’affitto che dovrai pagare…

Fondamentalmente è auspicabile mettere in conto almeno 10.000 euro nel caso in cui fossi molto fortunato e avessi già un locale a tua disposizione, fino a cifre pari a 50.000 euro.

Bisogna infatti mettere in conto l’affitto, comprensivo di caparre per eventuali agenzie immobiliari, lavori di ristrutturazione e messa a norme dei locali, gli arredi e l’acquisto della merce, senza contare il costo legato all’apertura della partita Iva, commercialista, iscrizione alla camera di commercio e così via.

Possiamo riassumere i costi per aprire un negozio di abbigliamento tra quelli in fase di start-up, come l’acquisto o l’affitto dei locali, eventuali ristrutturazioni edilizie, l’arredamento, e le spese ricorrenti come l’acquisto della merce, le utenze, le spese amministrative, le tasse, il personale e spese pubblicitarie.

Dove aprire un negozio di abbigliamento

Adesso che sai che cosa devi fare per la burocrazia e quanto dovrai spendere approssimativamente, vediamo di capire dove aprire il negozio:

Il primo consiglio che ti do è quello di scegliere una zona centrale, trafficata, ma dove la concorrenza non sia spietata.

Verifica la presenza di altri negozi e controlla che vendano abiti che non vendi tu, in modo da essere certo di attirare la clientela.

Farsi aiutare da un esperto di geomarketing potrebbe essere una buona scelta per non spendere soldi affittando e arredando un locale che è destinato a non avere successo!

Cosa vendere: la scelta del target

Fondamentalmente, a seconda del locale che hai individuato e dai competitor che vi sono intorno, potrai capire cosa vendere: inutile optare per abiti da donna se ci sono già altri negozi. Meglio preferire ad esempio, in questo cso, abbigliamento da bambini, o sportivo.

Cerca di effettuare una scelta intelligente, che rispecchi i tuoi sogni ma anche le necessità del bacino d’utenza della zona: spesso gli altri negozi sino fidelizzati e sperare di poter strappare la clientela potrebbe essere rischioso e controproducente.

Meglio fare di necessità virtù! Questo significa ragionare in termini di marketing, ricordandosi dell’elevata concorrenza e competitività del mercato.

Bisogna saper individuare il proprio target, impegnandosi a conoscere i propri clienti e quelli che vorremmo attrarre nel nostro negozio, perché essere attenti osservatori organizzatori vuole dire essere braci imprenditori ed avere  successo.

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Individuare il proprio target

Abbiamo parlato di target, ma come individuarlo? Esattamente come ti ho consigliato poco fa: attraverso un’analisi del mercato, nel piccolo contesto e nel grande contesto.

Il mercato dell’abbigliamento è molto vasto: e permette di scegliere tra l’abbigliamento per bambini, donna uomo, sportivo, elegante, da sposa e di scarpe.

Capire a chi ci si vuole rivolgere, e come sperare di farsi scegliere, è un passaggio da non sottovalutare, un obiettivo di marketing importantissimo, perché permette di articolare le proprie strategie in vista del raggiungimento di uno scopo, ossia la sopravvivenza sul mercato.

Vediamo dunque quali sono le opzioni, in modo che tu possa iniziare ad elaborare la tua strategia personale.

Aprire in franchising

Se temi di non poter affrontare con la dovuta serenità la tua idea imprenditoriale, perché temi di sbagliare qualcosa, allora l’opzione del franchising potrebbe fare al caso tuo: aprire in franchising ti permetterebbe di avviare un negozio sapendo di essere consigliato supportato da un brand di successo, che ha già alle spalle anni di esperienza e un piano di marketing elaborato.

Avremo modo di approfondire più avanti questo tema: per ora continuiamo ad esaminare le possibilità.

Abbigliamento da uomo

Se vuoi vendere questi articoli, devi capire l’età dei clienti a cui vuoi rivolgerti, e anche che genere vendere: sportivo o elegante?

Analizzare la zona può aiutarti a capire a chi devi rivolgerti. Se si tratta di negozi vicino alle scuole e alle università, dovrai allestire un tipo di negozio e vendere un certo di tipo di capi, se venderai accanto a uffici in zone eleganti, forse optare per abiti meno casual potrebbe essere la soluzione migliore.

Su Affari Miei puoi trovare una guida di approfondimento pensata per chi vorrebbe avviare un negozio di abiti maschili in franchising. Ti consiglio di leggerla se vuoi approfondire!

Abbigliamento da donna

Se vuoi vendere alle donne, invece, devi considerare che si tratta di u n mercato molto più ampio.

Anche qui la scelta si divide però tra abiti eleganti e quelli più casual e sportivi. Considera che in un negozio di abiti da donna sarà importante dedicare una bella sezione agli accessori come borse, scarpe e magari bigiotteria.

Se vuoi saperne di più su questo tema, ecco la guida dedicata ai franchising di abbigliamento femminile.

Abbigliamento da bambino

Anche i bambini hanno bisogno di vestiti, spesso con più frequenza degli adulti, perché crescono in fretta! Considera che i veri acquirenti sono i genitori, dunque dovrai accontentare non solo la fantasia dei più piccoli, ma la ricerca di qualità degli adulti.

Naturalmente ho dedicato un articolo anche ai marchi di negozi per abiti infantili…. Corri a leggerlo!

Abbigliamento firmato o no?

Se vuoi avviare un negozio dal target misto potrai cercare di valutare se offrire abiti di marca oppure no.

Se decidi di vendere abiti delle grandi firme, dovrai capire se vuoi concentrarti su un negozio di un’unica marca oppure vendere più marchi. Sia noti che magari ancora non troppo conosciuti nel panorama italiano.

Negozio dell’usato

I vestiti usati spesso non hanno il gusto spazio e vengono accantonati, senza poter godere di una seconda vita.

Si tratta di un discorso valido soprattutto per gli abiti dei bambini, ma non solo. Per questo sta prendendo piede l’iniziativa di avviare negozi di abiti usati, sia privati che in franchising, dove proporre appunto merce in ottimo stato ma che i proprietari non sfruttano più.

Sta ovviamente al titolare controllare che chi porta i vestiti li porti in ottimo stato: vendere abiti con qualche pecca e segno di usura, in questo business del riciclo, è un modo certo per perdere la fiducia del cliente.

I migliori marchi in franchising per chi vuole vendere vestiti

Finalmente iniziamo a riprendere il tema legato alle opportunità in franchising, come promesso.

Vediamo quali sono alcuni dei marchi con cui potresti affiliarti nel caso in cui tu volessi appoggiarti ad un solido brand per gettarti in questa avventura!

1) Alcott

Alcott è un marchio solido e conosciuto da tutti, obiettivo primario del marchio è essere sempre alla moda e al passo con i tempi. Propone abbigliamento giovane e di qualità a costi ridotti.

L’azienda è nata nel 1990 a Napoli come negozio di abbigliamento maschile, ma pochi anni dopo Alcott crea anche una sua linea femminile: Alcott Donna.

Il marchio propone abbigliamento per tutte le occasioni d’uso, vende accessori e calzature per un look completo e impeccabile sotto ogni aspetto. L’azienda conta oltre 44 punti vendita diretti e ben 108 affiliati in Italia a cui si aggiungono gli 80 affiliati all’estero.

L’impresa punta sulla sua identità per questo motivo i punti vendita Alcott devono essere sempre riconoscibili e avere tutti lo stesso arredamento.

Per diventare affiliato Alcott devi disporre di un locale che sia almeno di 200 metri quadri per ogni linea. Quindi per aprire Alcott donna dovrai trovare un locale che sia almeno 200 metri quadri; qualora decidessi in futuro di aggiungere la linea uomo, dovrai trovare un negozio che sia almeno 400 metri quadri.

Il marchio chiede l’apertura dei negozi in centro città o in zone con grande afflusso o nei principali centri commerciali o negli aeroporti. Il bacino di utenza minimo è di 40 mila persone.

Non sono richiesti nè fee di ingresso né royalties, il contratto di affiliazione dura 5 anni e prevede un rinnovo tacito. L’azienda non richiede esperienza nel settore perché consente agli affiliati di seguire corsi di formazione.

L’investimento iniziale è di 600 euro al metro quadrato e il fatturato medio annuo richiesto dovrà essere di non meno di 5 mila euro al metro quadro. La casa madre si occuperà del progetto, dell’illuminazione e di tutti allestimenti.

Non dovrai preoccuparti delle rimanenze perché il marchio ti consente di pagare solo il venduto. Per ulteriori informazioni su come fare per affiliarsi visita il sito ufficiale Alcott alla sezione franchising.

Ti consiglio, poi, di leggere la guida specifica dedicata all’apertura di un negozio Alcott.

2) Lattementa

Lattementa Abbigliamento donna è il negozio in franchising per le donne formose e per le taglie comode.

L’azienda produce i suoi capi di abbigliamento esclusivamente in Italia e punta sul rapporto qualità prezzo. La casa madre offre consulenza e aiuti finanziari, assistenza durante l’allestimento del negozio e assistenza per l’apertura.

Non è richiesta esperienza perché Lattementa offre corsi di formazione iniziale. L’investimento minimo richiesto per entrare a far parte della famiglia Lattementa è di 20 mila euro.

Per ulteriori informazioni su come fare per affiliarsi visita il sito ufficiale Lattementa alla sezione franchising.

3) Exiagirl

Exiagirl è il marchio per donna sempre di tendenza, nei suoi negozi troverai capi di abbigliamento di ogni genere per tutte le occasioni d’uso, scarpe e accessori dal design sempre accattivante e divertente.

L’investimento iniziale richiesto per iniziare a lavorare con Exiagirl è di 25 mila euro. La cifra comprende l’allestimento, gli arredi e la prima fornitura di prodotti.

L’azienda richiede che il negozio venga collocato nei centri storici, in centri commerciali primari o in zone di forte passaggio di persone. Il bacino minimo richiesto per l’apertura è di circa 20 mila abitanti.

La superficie minima per l’apertura di un nuovo punto vendita Exiagirl è di 70 metri quadri. Il marchio richiede da una a tre persone (titolare compreso) per ricoprire tutti i ruoli necessari alla gestione del negozio.

Non è richiesta esperienza, Exiagirl organizza accurati corsi di formazione. Il contratto dura 5 anni con clausola rescissoria a partire dal primo anno. Non sono richieste fee d’ingresso o canoni periodici nè contributi per la pubblicità.

Per ulteriori informazioni su come fare per affiliarsi visita il sito ufficiale Exiagirl alla sezione franchising.

4) Camomilla Italia

Camomilla Italia è un marchio che da anni fa tendenza, vende abbigliamento e accessori per un total look sempre perfetto. Camomilla consente di pagare solo i capi venduti, quindi non dovrete preoccuparvi delle giacenze in magazzino.

Per l’affiliazione non sono richieste fee d’ingresso o royalties. Affiliandoti a Camomilla avrai l’esclusiva territoriale. Non viene richiesta esperienza nel settore perché Camomilla offre corsi di formazione e assistenza a 360 gradi.

La spedizione della merce è sempre gratuita. Camomilla aiuta i suoi affiliati anche nella progettazione del negozio. Il negozio deve essere aperto in centri urbani con un bacino di non meno di 20 mila abitanti o in centri commerciali primari.

La superficie minima richiesta per un nuovo punto vendita è di 120 metri quadri. Per l’arredamento dovrai investire circa 350/400 euro al metro quadro. L’investimento di partenza per aprire un negozio a marchio Camomilla è di 35 mila euro.

Per ulteriori informazioni visita il sito ufficiale Camomilla alla sezione franchising.

5) Invidia Spa

Invidia Spa è una linea di abbigliamento uomo che punta sull’eleganza classica. Camicie e cravatte sono i prodotti di punta del marchio. Invidia consente di limitare le perdite causate dalle rimanenze in magazzino, pagherete solo il venduto e potrete restituire il resto.

La metratura minima richiesta per l’apertura di un punto vendita è di 50 metri quadrati, il locale dovrà essere posizionato in centro città o in zone di grande afflusso o in centri commerciali primari. Il bacino minimo richiesto eè di 50.000 abitanti.

Per l’affiliazione non sono previste fee di ingresso o royalties. L’investimento minimo richiesto parte da 25 mila euro a cui bisogna aggiungere il costo della fideiussione bancaria. Non è richiesta esperienza perché Invidia organizza corsi di formazione dettagliati per i nuovi affiliati.

Invidia dà l’esclusiva di zona, ma per continuare a restare in questa grande famiglia dovrete fatturare 285 mila euro iva compresa, se il negozio si trova in centro città, o 550 mila euro Iva compresa sei il negozio si trova nei centri commerciali.

6) Berkeley

Berkeley è un marchio che punta sull’abbigliamento uomo sia casual che elegante. I suoi prodotti puntano sul rapporto qualità prezzo e sulla varietà degli stili.

Il costo medio per l’arredo è di circa 350 euro al metro quadro, ma non dovrete aggiungere i costi per la progettazione che viene offerta dalla casa madre.

Non è richiesta esperienza perché l’azienda mette a disposizione dei nuovi affiliati dei corsi di formazione oltre che un team di esperti per l’affiancamento durante l’apertura.

L’investimento iniziale richiesto è ridotto, ma non sono disponibili ulteriori informazioni. Per conoscere tutti i dati relativi alla metratura minima del locale e all’investimento iniziale minimo dovrai necessariamente compilare il modulo alla sezione franchising sul sito ufficiale,

7) Oviesse

Oviesse è una catena di negozi celeberrima, che consente di aprire in franchising negozi di abbigliamento per i più piccoli con la formula Oviesse Kids.

Propone abbigliamento per bambino e bambina 0-14 anni adatto a tutte le occasioni d’uso. La casa madre offre supporto continuo a 360 gradi, formazione del personale e aiuto nella gestione.

Richiede un negozio che abbia una superficie minima di 150 mq, e l’investimento iniziale richiesto è di circa 350 euro + Iva al metro quadro.

Per diventare parte della famiglia Oviesse Kids e per conoscere tutti i dettagli utili per la vostra affiliazione dovrai compilare il modulo di richiesta alla sezione franchising sul sito ufficiale.

Aprire un negozio di abbigliamento in franchising: una valida alternativa?

Il franchising è la soluzione adatta? I vantaggi sono molteplici, tuttavia tale percorso va valutato alla luce del fatto che esistono pur sempre spese fisse che non si possono eliminare e che gravano fin da subito: eventuale canone di locazione, utenze, tasse, contributi Inps.

In via generale, con circa 15.000 euro – 20.000 euro si può dar vita ad un progetto non troppo grande: i costi, però, salgono se ci si inserisce in un centro commerciale, in una zona centrale o in un locale molto ampio che necessita di tanta merce e un grosso arredo.

Dunque, c’è una soluzione per evitare che i soldi spesi vadano perduti a causa di una elaborazione di business plan non del tutto efficace? La risposta sta nel franchising, motivo per cui vi abbiamo elencato questi marchi.

Il franchising in certi casi può aiutare alcuni imprenditori meno esperti: occorre però realizzare un business plan chiaro da sottoporre al franchisor per avere l’uso del marchio e godere dell’affiliazione e godere dell’assistenza nell’elaborazione delle strategie di marketing.

In queste ipotesi si riescono talvolta a strappare anche prezzi più bassi sui prodotti, oppure dilazioni sui pagamenti.

Ma non è sempre così: varia a seconda dell’azienda con cui si collabora, anzi il rischio è quello di dover spendere di più proprio per pagare il servizio di supporto di cui si sta usufruendo. Tuttavia potrebbe essere garanzia di successo.

Quanto all’aspetto degli adempimenti burocratici, sono sempre gli stessi relativi alle attività non alimentari: apertura di Partita Iva, segnalazione di inizio attività, iscrizione alla Camera di Commercio, iscrizioni Inps e Inail.

Conviene aprire un negozio di abbigliamento?

In conclusione, conviene aprire un negozio di vestiti? E’ una domanda a cui è difficile dare una risposta. In linea di principio è molto difficile e bisogna studiare attentamente la strategia di marketing vincente, in modo da non avviare un’attività fallimentare.

Affiliarsi ad un marchio conosciuto, per esempio, può essere un’idea brillante anche se non necessariamente vincente.

Inoltre puntare su un outlet o comunque sul low cost può rappresentare un’alternativa da tenere in considerazione, così come quella di aprire un negozio di abbigliamento online, puntando sul semplice e commerce.

In ogni caso, come per ogni nuova impresa, occorre una valutazione ponderata che miri ad offrire alla clientela una novità in grado di attrarre l’attenzione e di durare nel medio periodo garantendo buoni guadagni.

Risorse utili

Per approfondire questi argomenti, vorrei infine proporti la lettura di queste guide, che sono correlate al vestiario, anche se non rientrano nella categoria specifica: si tratta di articoli dedicati al mondo della biancheria e della calzature.

Buon proseguimento!

 

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

 

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mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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