Cos’è il Direct Indexing? Come Funziona? Tutto sull’Indicizzazione Diretta

Che cos’è il Direct Indexing? Come funziona? Se stai cercando di capire cos’è l’indicizzazione diretta e come funziona, continua a leggere, perché in questa guida cercheremo di capire insieme di cosa si tratta.

In parole semplici, si tratta di un meccanismo che cerca di replicare la performance di un indice, ciò acquistando le singole azioni sottostanti anziché inserire un ETF o un fondo comune di investimento nel portafoglio dell’investitore.

Sebbene si tratti di un concetto di lunga data, solo recentemente ha iniziato a farsi strada nel linguaggio comune, grazie al fatto che le piattaforme di trading e di investimento hanno reso il metodo del Direct Indexing accessibile a un ventaglio più ampio di investitori, estendendolo anche a chi ha capitali meno importanti.

Vediamo come funziona il Direct Indexing, quali vantaggi offre e quali sono gli svantaggi associati.

Come funziona l’indicizzazione diretta?

Questo meccanismo potrebbe non essere adatto per tutti gli investitori, ma per capire se fa per noi bisogna comprendere a fondo questo concetto: per renderlo più semplice, mi rifaccio alle parole di Michael Neuenschwander, pianificatore finanziario certificato presso Outlook Wealth Advisors a Houston.

Egli afferma che l’indicizzazione diretta è l’idea di possedere un indice: per fare un esempio, piuttosto che acquistare un fondo comune che detiene tutte le azioni dell’S&P500, gli investitori potrebbero acquistare singolarmente le azioni di tutte le 500 azioni.

Questo è reso possibile dagli investimenti frazionati: il trading azionario frazionario permette di investire somme di denaro molto basse in ciascuna posizione, consentendo anche al più piccolo investitore di partecipare.

Si tratta di un vantaggio per tutti gli investitori che mirano investire in società più grandi, come Amazon, ma non hanno la cifra sufficiente per una singola azione.

Tale strategia si basa sull’idea che possedere tutti i titoli in una classe di attività sottostante potrebbe fornire un premio superiore al rendimento dell’indice stesso: i dati sembrano dimostrare che il gestore attivo non riesce a battere il mercato la maggior parte e che gli investitori hanno una maggiore possibilità di successo se possiedono solo l’indice.

I vantaggi del Direct Indexing

Questa tecnica potrebbe fornire numerosi vantaggi: vediamo quali.

#1 Efficienza fiscale

Il primo lato positivo è legato all’efficienza fiscale. Infatti, un portafoglio a indicizzazione diretta permette al gestore del portafoglio di intervenire per evitare o ridurre le perdite fiscali a livello di posizione individuale a favore del patrimonio investito, qualora se ne presentasse l’opportunità.

Questo offre un più ampio controllo su guadagni e perdite durante tutto l’anno, pur mantenendo il profilo rischio/rendimento del benchmark che l’investitore sta cercando di eguagliare.

Insomma, diventa più facile ottimizzare i risultati fiscali, riducendo al minimo le possibilità di ricevere una fattura fiscale imprevista per le plusvalenze: con una strategia indiretta, l’intero fondo dovrebbe essere acquistato o venduto per contenere le perdite, offrendo un livello inferiore di personalizzazione al profilo dell’investitore.

#2 Ridurre i costi

Un secondo vantaggio è legato alla riduzione dei costi operativi per l’investitore che negozia i titoli di un indice attraverso un conto di intermediazione: tale obiettivo si raggiunge quando il conto di trading è abbastanza grande da assorbire i costi di transazione associati alle negoziazioni.

Quando si scambiano fondi comuni di investimento su indici o ETF, gli investitori pagano infatti non solo i costi di transazione, ma anche i rapporti di spesa individuali per ciascun fondo. L’indice di spesa riflette il costo annuo di proprietà del fondo, espresso in percentuale.

L’acquisto di azioni di azioni intere o frazionarie individualmente evita tale costo.

#3 Gestire il rischio

Infine, l’indicizzazione diretta può essere utile per la gestione del rischio. Infatti, i dati dimostrano che gli investitori possono ridurre il rischio aziendale “possedendo più società”.

Per contro, possedendo l’indice di una parte minore dell’indice si riduce la volatilità complessiva del proprio portafoglio.

Quando non fa per te: gli svantaggi

Come detto, questo meccanismo dell’indicizzazione indiretta potrebbe non essere adatto a tutti gli investitori.

Il primo lato negativo è quello legato al fatto che l’indicizzazione diretta può essere semplice quando si acquistano titoli per un indice come l’S&P 500, ma può diventare meno appropriata quando si vuole di replicare, ad esempio, il Russell 2000, dove possono esistere problemi di liquidità con le attività sottostanti.

Inoltre, la frequenza degli scambi potrebbe essere più alta, in particolare se il mercato azionario entra in un periodo di volatilità. Questo vorrebbe dire più in commissioni di negoziazione o di gestione: le spese extra potrebbero non valere la pena indicizzare direttamente.

Il confronto tra le commissioni di transazione e gli indici di spesa del fondo potrebbe aiutarti a  mettere i costi in prospettiva.

Per questi motivi, l’indicizzazione diretta può essere più adatta per gli investitori che hanno grandi investimenti al netto delle imposte.

Gli investitori con meno disponibilità o i meno esperti possono continuare a essere meglio serviti dalla semplicità e dall’efficienza dei costi di un fondo indicizzato o ETF.

E se fa al caso tuo?

Se pensi che questo meccanismo possa fare per te, dovrai capire come determinare la combinazione di indici più adatta ai tuoi obiettivi, e quindi dovrai comprendere come diversificare e mantenere i rischi tali da rispecchiare il tuo profilo di investitore.

Noi di Affari Miei abbiamo introdotto questa metodologia avanzata all’interno dei nostri prodotti di punta quali “Fast Investments Planner”, #IOPUNTOSULLITALIA e “SMART REAL ESTATE” fornendo dei modelli che semplificano di molto l’operatività e rendono agevole l’investimento.

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Davide Marciano
Imprenditore e Investitore
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l’economia e la finanza conseguendo un Master in Consulenza Finanziaria Indipendente. Nel 2019 ha scritto il libro "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" ed ha fondato la Affari Miei Academy.

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