SPDR S&P 500 ETF: Recensione completa, Conviene?

L’ETF SPDR S&P 500 è il più grande fondo indicizzato al mondo.

Si tratta senza dubbio di un fondo molto interessante, soprattutto per gli investitori alle prime armi.

In questo articolo andremo quindi ad analizzare le caratteristiche di questo fondo, i suoi costi, i suoi vantaggi e gli svantaggi, e infine ti fornirò le mie opinioni al riguardo.

Continua a leggere per saperne di più!

Due parole su SPDR S&P 500 ETF

Prima di cominciare con l’analisi del fondo, occorre fare una precisazione in quanto vi è un po’ di confusione al riguardo.

Il titolo SPY è il titolo del trust SPDR S&P 500 e viene negoziato sul NYSE Arca. Il simbolo di riferimento è NYSE Arca: SPY.

Inizialmente il fondo si chiamava per esteso Standard & Poor’s Depositary Receipts, poi è stato preferito l’acronimo.

Il fondo negoziato in borsa è stato creato nel 1926.

In cosa investe?

Esso innanzitutto è il più grande fondo sull’S&P 500, ovvero l’indice azionario che investe nell’economia americana.

Esso possiede tutte le azioni dell’indice Standard & Poor’s 500. Forse lo sai, ma  SPDR S&P 500 è usato come misura di mercato sia da trader che investitori, in quanto tiene traccia dell’ascesa e della discesa dei 500 titoli più grandi negoziati nelle borse americane.

Infatti, l’indice S&P 500 è composto da 500 azioni che riescono a coprire più di 24 gruppi settoriali tra cui i servizi di telecomunicazioni, industria, beni di consumo, energia, il settore finanziario e quello tecnologico informatico.

Più in generale questo indice segue l’andamento di un paniere che è formato da 500 azioni emesse dalle società statunitensi a più grande capitalizzazione. Queste azioni sono di società quotate sul Nasdaq, sull’Amex (American Stock Exchange) e sul NYSE (New York Stock Exchange). L’indice associa un particolare peso alle singole azioni sulla base del loro valore di mercato e di fatto rappresenta l’indice più importante della borsa americana.

Dunque, parliamo di un ETF (ETF SPDR S&P 500 (SPY): altro non è che un fondo il cui obiettivo è quello di replicare nel miglior modo possibile la performance ed il prezzo dell’indice S&P 500, cioè l’indice più importante della Borsa Americana.

Principali caratteristiche dell’ETF

Il fondo ha una dimensione grande pari a 5.093 milioni di euro, ed è stato quotato a marzo 2012, quindi si tratta di un fondo abbastanza maturo.

Il metodo di replica è fisico e non ha copertura valutaria.

Il fondo è domiciliato in Irlanda.

La politica sui dividendi è a distribuzione, e le cedole vengono distribuite trimestralmente agli investitori.

Il Fondo investe principalmente nei titoli inclusi nell’Indice. Tali titoli comprendono le prime 500 società del mercato azionario statunitense.

Il Fondo si propone di detenere tutti i titoli dell’Indice con ponderazioni molto simili a quelle di tale Indice. Il Fondo utilizzerà una strategia di replica per creare un’immagine quasi speculare dell’Indice. In circostanze limitate il Fondo può acquistare titoli non compresi nell’Indice.

Il Fondo può ricorrere all’uso di strumenti finanziari derivati (ossia, contratti finanziari i cui prezzi dipendono da una o più attività sottostanti) ai fini di una gestione efficiente del portafoglio.


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Il benchmark

Il benchmark è un parametro che viene utilizzato come riferimento dal gestore del fondo per poter misurare i rischi e le performance del fondo rispetto ad un paniere di attività simili che rappresentano al meglio il mercato nel quale esso investe.

Come abbiamo visto il benchmark di riferimento per questo ETF è l’S&P 500: questo indice replica i 500 titoli azionari statunitensi ad alta capitalizzazione.

La composizione

Come abbiamo visto l’indice S&P 500 include le 500 aziende quotate sulla borsa di New York con la maggiore capitalizzazione di mercato

Vediamo ora più nel dettaglio com’è la composizione dell’ETF, andando a riportare la composizione per settore con i pesi percentuali:

  • Informatica: 27,25%;
  • Sanità: 14,20%;
  • Beni di consumo ciclici: 11,57%;
  • Servizi finanziari: 10,98%;
  • Servizi di comunicazione: 8,64%;
  • Industria: 7,95%;
  • Beni di consumo non ciclici: 6,82%;
  • Energia: 4,16%;
  • Immobili: 2,91%;
  • Utilities: 2,87%;
  • Materiali: 2,75%.

Tra le principali 10 posizioni possiamo annoverare Apple, Microsoft, Amazon e Tesla.

Profilo di rischio

Il profilo di rischio di questo strumento è elevato: parliamo infatti di un grado di rischio 6 su 7.

I principali fattori di rischio sono:

  • Rischio di concentrazione: se il Fondo concentra i propri investimenti in un determinato modo, le questioni che incidono sugli investimenti avranno un effetto maggiore rispetto a quanto
    accadrebbe se il Fondo fosse più diversificato. Questa concentrazione può anche limitare la liquidità del Fondo;
  • Rischio dei derivati: questo implica rischi diversi e possibilmente superiori ai rischi associati all’investimento diretto in titoli;
  • Rischio di replica dell’indice: il rendimento del fondo potrebbe non replicare esattamente il rendimento dell’indice;
  • Rischio della categoria di azioni: poiché le categorie di azioni non sono segregate, le transazioni potrebbero determinare passività per le altre Categorie.

I costi

Vediamo ora nel dettaglio la parte dei costi, ovvero una delle parti più importanti in quanto sono proprio i costi che impattano sui rendimenti e che determinano quindi il “risultato” del tuo investimento.

Non sono previste né spese di sottoscrizione e nemmeno spese di rimborso.

Le spese correnti, ovvero i costi di gestione annui, ammontano allo 0,09% annuo.

Le commissioni legate al rendimento sono assenti.

Rendimenti storici

Tenendo a mente che le performance passate non possono comunque dirci quanto renderà in futuro perché i rendimenti passati non sono predittivi di quelli futuri, vediamo qualche dato.

Durante gli anni, ovvero dal 2012, il fondo si è quasi sempre equivalso con l’indice, anche se lo ha leggermente sovraperformato durante quasi tutti gli anni, di qualche punto percentuale.

Opinioni di Affari Miei

Siamo alle conclusioni: conviene investire sull’ETF SPY?

Questo ETF offre agli investitori un modo efficiente per diversificare la propria esposizione al mercato azionario statunitense, senza però dover investire in più azioni.

Il fondo SPY si rivolge principalmente agli investitori che desiderano includere azioni statunitensi nel proprio portafoglio assumendo solo un livello di rischio moderato, potendo contare quindi su un’ottima esposizione settoriale.

I vantaggi di questo fondo sono senza dubbio i costi di gestione contenuti, la diversificazione del portafoglio elevata e conveniente e la sicurezza abbastanza forte, dal momento che non vi sono grandi rischi di fallimento per la società emittente, visto che il fondo è slegato da essa.

Lo svantaggio maggiore invece è quello relativo al fatto di puntare tutto su un unico paese, e quindi di avere poca diversificazione.

L’altro rischio è ovviamente quello collegato alle oscillazioni della moneta americana.

Non posso dirti quindi con certezza se conviene oppure no investire in questo fondo, ma posso dirti che si tratta senza dubbio di un fondo sicuro, e che se lo inserisci nell’ottica di un portafoglio diversificato e con una strategia d’investimento ben delineata allora potrebbe essere per te un investimento conveniente.

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Prima di investire, formati!

Prima di scegliere lo strumento per investire serve un po’ di formazione: è indispensabile per  definire al meglio la tua strategia di investimento, mettendo a fuoco i tuoi obiettivi e il tuo profilo come investitore.

Senza, non si va da nessuna parte.

Per questo ho preparato alcune guide per te, per aiutarti a muoverti in questo mondo complesso che merita preparazione:

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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.
Categorie: ETF

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