Eurofer, il Fondo Pensione per i Lavoratori Ferroviari e del Gruppo ANAS: Caratteristiche e Opinioni

Hai sentito parlare di Eurofer? Ti stai interessando di previdenza complementare e vorresti sottoscrivere questo fondo pensione per integrare la pensione pubblica?

Oggi cercheremo di vedere insieme tutte le caratteristiche di questo fondo pensione, che è destinato ai lavoratori dipendenti nelle attività ferroviarie e quelli del gruppo ANAS.

Il fondo pensione è uno strumento importante che potrebbe permetterti di integrare la pensione che percepirai, e che, date le previsioni, non sarà delle migliori.

Se lavori in questi settori potresti essere interessato a scoprire di più sul fondo pensione.

Vediamo quindi insieme le sue caratteristiche.

Buona lettura!

Che cos’è Eurofer

Prima di tutto cerchiamo di capire a grandi linee di cosa si tratta, per poi analizzare nello specifico le caratteristiche del fondo pensione stesso.

Eurofer è il fondo pensione di riferimento per i lavoratori dipendenti cui si applica il CCNL Mobilità/area attività ferroviarie o il CCNL del gruppo ANAS.

Si tratta di un fondo iscritto all’albo tenuto dalla COVIP ed è autorizzato dal 2002. Il fondo ha l’obiettivo di consentire a chi lo sottoscrive di poter mantenere un tenore di vita adeguato anche al momento della pensione, garantendo appunto di ottenere una rendita integrativa a quella che percepiamo dal pubblico.

Come funziona

Eurofer è un fondo pensione a contribuzione definita. Cosa significa? La contribuzione viene stabilita mentre non è definita a priori la prestazione che si riceve. La percentuale minima dei contributi versati da ogni lavoratore e dal suo datore di lavoro viene definita dalle parti istitutive ed è modificabile soltanto da esse.

Il fondo inoltre è a capitalizzazione individuale, ovvero le somme versate confluiscono nella posizione individuale dell’iscritto.

L’adesione 

L’adesione al fondo Eurofer può essere:

  • Esplicita: il lavoratore compila volontariamente il modulo di adesione al fondo e sceglie quindi di aderire al fondo e di versare i contributi per poter ricevere poi una pensione integrativa;
  • Tacita: il lavoratore neo-assunto che entro 6 mesi non sceglie dove destinare il tuo TFR verrà iscritto con il solo TFR al fondo;
  • Contrattuale: il lavoratore non iscritto volontariamente o tacitamente al fondo Eurofer si vedrà aprire una posizione a suo nome nel fondo, e potrà ricevere il contributo del datore di lavoro esattamente come previsto dal suo contratto lavorativo.

Possono aderire i lavoratori con almeno 3 mesi di anzianità di servizio, i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato e quali ai quali non si applica l’istituto dell’adesione contrattuale o che non conferiscono tacitamente il TFR.

La contribuzione

Per contribuire al fondo il lavoratore può versare i contributi a suo carico, oppure farseli versare dal datore di lavoro o ancora utilizzare il TFR maturando.

Nel caso di adesioni contrattuali la misura della contribuzione è indicata dalla fonte di riferimento, nella quale è indicato anche il comparto a cui affluiscono i contributi contrattuali.

Si può anche aderire soltanto tramite il conferimento del TFR maturando, e questo non comporta l’obbligo di versamento della contribuzione a carico del lavoratore né del datore di lavoro. 

È importante sapere che l’aderente può in ogni momento sospendere la contribuzione a proprio carico e può riattivarla in qualsiasi momento.

Riepilogano quindi è possibile destinare al fondo o solo il TFR, o sia il TFR che la contribuzione a proprio carico e a carico del datore, oppure il TFR, una percentuale della contribuzione a proprio carico maggiore rispetto a quella prevista dagli accordi e anche la contribuzione a carico del datore di lavoro.


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La prestazione pensionistica

Quando il lavoratore matura i requisiti per ricevere la pensione del regime obbligatorio, allora potrà acquisire anche il diritto alla prestazione pensionistica del fondo pensione.

Quando verranno maturati i requisiti e il lavoratore risulterà essere iscritto da almeno 5 anni alla previdenza complementare, allora potrà richiedere la prestazione a Eurofer sia sotto forma di rendita, che di capitale.

Nel caso del capitale può essere ricevuto soltanto fino ad un massimo del 50% della posizione individuale accumulata. Questa soluzione è utile se hi bisogno subito di una somma di denaro.

La prestazione può essere richiesta interamente sotto forma di capitale nei seguenti casi.

  • Se convertendo il 70% della posizione individuale si ha una rendita annua di importo inferiore al 50% dell’assegno sociale;
  • Se al momento del pensionamento l’associato risulta iscritto a forme di previdenza complementare da meno di 5 anni.

La rendita

Vediamo adesso invece il caso della rendita: essa viene calcolata in base alle somme accumulate e all’età del lavoratore al momento della richiesta.

La rendita risulterà essere maggiore nel caso in cui saranno maggiori le somme accumulate e l’età dell’aderente al momento della richiesta.

Ci sono quattro tipologie di rendita:

  • Vitalizia immediata: si tratta di una rendita adatta a chi desidera avere l’importo più elevato a partire dalla somma trasformata in rendita;
  • Reversibile: è una rendita adatta a chi desidera proteggere un superstite dall’eventuale perdita di una fonte di reddito in caso di decesso. Infatti il beneficiario designato non può essere modificato dopo l’avvio dell’erogazione della prestazione;
  • Certa per 5-10 anni: questa è invece una rendita vitalizia immediata certa per 5 o 10 anni. È adatta a chi vuole proteggere i superstiti dall’eventuale perdita di una fonte di reddito per un periodo limitato di tempo;
  • Controassicurata: in questo caso è una rendita adatta a chi desidera proteggere i superstiti dall’eventuale perdita di una fonte di reddito, in modo tale da garantire che possano ricevere la parte residua di quanto non è stato ricevuto sotto forma di rendita. Il beneficiario designato può essere modificato anche dopo l’inizio dell’erogazione della prestazione.

I versamenti

Passiamo adesso ai versamenti nel fondo pensione.

Se versi delle somme maggiori, potrai ottenere un ritorno economico migliore.

Vediamo come si versano i contributi: ogni aderente versa i suoi contributi in base a due principi:

  • Contribuzione definita;
  • Capitalizzazione individuale.

I contributi possono essere propri dell’aderente, del suo datore di lavoro, e derivanti da parte o tutto l’accantonamento del TFR. 

Se lo desideri puoi optare anche soltanto per versare il TFR (trattamento di fine rapporto) senza contribuire ulteriormente con versamenti volontari. 

Se vuoi saperne di più, puoi leggere questa guida nella quale ho parlato proprio di TFR. 

Anticipazione o riscatto

Dal momento che otterrai la tua rendita o il capitale soltanto al momento del raggiungimento dei requisiti per andare in pensione, è bene che tu però sappia che ci sono dei casi particolari in cui è possibile chiedere i propri soldi in anticipo.

L’anticipazione può avvenire soltanto in determinati casi:

  • Per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa per sé o per i figli;
  • Per sostenere spese sanitarie per terapie o interventi straordinari;
  • Per sostenere delle spese per congedi o per la formazione.

L’investimento

Arriviamo a una delle parti più importanti, ovvero come il fondo Eurofer investe i soldi degli aderenti. 

Eurofer permette di scegliere tra tre diverse opzioni di investimento, ovvero tra tre differenti comparti:

  • Comparto garantito: con un orizzonte temporale breve, fino ai 5 anni dal pensionamento. La gestione in questo caso presenta una garanzia, per poter soddisfare le esigenze di un soggetto con una bassa propensione al rischio, essendo ormai prossimo alla pensione;
  • Comparto bilanciato: in questo caso il comparto è adatto a un soggetto che ha un orizzonte temporale medio, quindi tra i 5 e i 10 anni dal pensionamento. La gestione quindi si rivolge a quei soggetti che non sono vicinissimi al pensionamento ma che accettano lo stesso un’esposizione al rischio moderata;
  • Comparto dinamico: in questo caso invece l’orizzonte temporale è lungo, fino a 15 anni dal pensionamento, con una gestione che risponde alle esigenze di un soggetto che cerca rendimenti più elevati nel lungo periodo ed è quindi disposto ad accettare una maggiore esposizione al rischio.

I costi di Eurofer

Analizziamo adesso la parte più importante, ovvero quella dei costi.

Cominciamo con le spese di adesione: abbiamo 5,16€ da versare al momento dell’adesione, suddivisi a metà tra lavoratore e azienda, e poi abbiamo 2,58€ a carico del lavoratore aderente da versare al momento dell’iscrizione del soggetto fiscalmente a carico.

Abbiamo poi le spese da sostenere durante la fase di accumulo: 

  • Direttamente a carico: 11€ prelevati alla prima contribuzione utile;
  • Indirettamente a carico: queste sono invece prelevate ogni tre mesi con un calcolo mensile dei ratei, e variano sulla base del comparto in cui si investe:
    • Comparto garantito: 0,53% del patrimonio su base annua;
    • Comparto bilanciato: 0,18% del patrimonio su base annua;
    • Comparto dinamico: 0,11% del patrimonio su base annua.

Infine vi è la commissione della banca depositaria che è pari allo 0,02% del patrimonio, e viene calcolato sul patrimonio di ogni comparto.

Non sono previste invece spese di anticipazione o di trasferimento per cessazione dei requisiti di appartenenza al fondo, e nemmeno per il riscatto o la riallocazione del flusso contributivo.

Sulla rendita integrativa temporanea anticipata invece occorre pagare 10€ su ciascuna rata erogata.

Per completezza d’informazione ti allego anche l’ISC, ovvero l’indicatore sintetico dei costi.

I vantaggi della pensione complementare

Dopo aver analizzato tutte le caratteristiche del fondo pensione, possiamo adesso capire quali sono i vantaggi della sottoscrizione di un fondo pensione.

Il primo vantaggio relativo alla previdenza complementare fa riferimento alla possibilità di avere una pensione aggiuntiva rispetto a quella pubblica.

Dal momento che conosciamo tutti quanti la situazione attuale della previdenza in Italia, crearsi una pensione integrativa è senza dubbio un’ottima idea.

Il secondo vantaggio ha natura fiscale, il terzo vantaggio invece si riferisce alla possibilità che avrai di investire avvalendoti di un gestore appartenente a una società specializzata che si occuperà del tuo investimento, anche se dovrai comunque pagare delle commissioni più alte.

Trattandosi di un fondo in forma di associazione dei lavoratori, potrai contare su una maggior trasparenza rispetto al passare magari attraverso banche o società di investimento.

Gli svantaggi della pensione complementare

Crearsi una pensione integrativa è conveniente per certi punti di vista, soprattutto alla luce delle modifiche al nostro sistema pensionistico che sposta sempre più in avanti l’età pensionabile e cambia l’importo della pensione.

Proprio per questo motivo costruirsi una rendita ulteriore potrebbe essere utile per mantenere uno stile di vita simile a quello dell’età lavorativa, e potrebbe anche essere utile per crearsi un cuscinetto per attingere in caso di problemi o semplicemente per continuare il proprio tenore di vita.

Se vuoi investire sappi però che ci sono anche altre metodi alternativi al fondo pensione, che potrebbero portare dei rendimenti più elevati.

Il trattamento fiscale

Prima abbiamo parlato del vantaggio fiscale: le agevolazioni riguardano sia i contributi versati che i rendimenti conseguiti.

I dipendenti pubblici e privati possono dedurre dal reddito imponibile IRPEF i contributi versati al Fondo con un limite massimo di  5.164,57 €. 

Alla determinazione del tetto massimo di deducibilità concorre anche il contributo del datore di lavoro, mentre il TFR e l’ulteriore accantonamento dell’1,5% per i lavoratori assunti a tempo indeterminato prima del 1 gennaio 2001 non concorrono a costituire l’importo complessivamente deducibile. 

Per quanto concerne i rendimenti invece, essi sono tassati con aliquota del 20% con esclusione dei titoli di Stato che sono assoggettati ad aliquota del 12,50%, a fronte del 26% applicato su tutti gli altri strumenti finanziari.

Eurofer: Opinioni di Affari Miei

Arrivati a questo punto non ci resta che cercare di dare una conclusione alla nostra recensione e quindi tirare le somme.

Non conoscendoti e non conoscendo la tua situazione personale e finanziaria non posso certo dirti cosa fare o cosa non fare.

Il fondo Eurofer è un fondo pensione interessante ed è, come abbiamo avuto modo di vedere, destinato ai lavoratori di un determinato settore.

Abbiamo visto tutte le sue caratteristiche e i suoi costi, che sono una delle parti più importanti da considerare, dal momento che essi impattano poi sui rendimenti finali.

Investire in questo fondo potrebbe essere una buona scelta nel caso in cui tu sia un lavoratore di circa 50 anni con un buon reddito, magari con anche altri investimenti attivi, e quindi investire in questo fondo per integrare la pensione potrebbe essere un buon investimento, soprattutto per i vantaggi fiscali di cui andresti a beneficiare.

Potrebbe anche essere un’ottima scelta se tu fossi all’inizio della tua carriera lavorativa: in questo caso infatti potrai contare su un orizzonte temporale lungo e beneficiare della tua età, dell’orizzonte temporale e optare per un investimento più rischioso anche per ottenere maggiori rendimenti.

Prima di scegliere cosa fare quindi ti invito a riflettere se sottoscrivere oppure no questo fondo pensione, e di pensare anche ai vantaggi e agli svantaggi, per avere un quadro completo e di conseguenza prendere la migliore decisone per te.

Prima di congedarti ci tengo anche a lasciarti alcune risorse che penso potranno esserti utili:

Buon proseguimento!


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei
Ha fondato Affari Miei nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente. É autore dei libri "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" (2019) e "Investimenti Sicuri - Come Proteggere il Tuo Patrimonio e Vivere di Rendita" (2023).

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