ETC, ETN, ETF: Scopri le Differenze e Leggi i Consigli per Investire in Autonomia

Oggi ti parlo di una differenza importante, sulla quale però i promotori finanziari non pongono mai il giusto accento. La guida che ti appresti a leggere parlerà infatti delle differenze tra ETFETC e ETN, tre strumenti che all’apparenza potrebbero sembrare identici ma che in realtà hanno rischi, sottostanti e metodi di funzionamento decisamente diversi.

Prima di investire in una qualunque di queste tre categorie di prodotto, ti consiglio fortemente di leggere fino in fondo questa guida. La conoscenza è il fattore fondamentale che ti permette di curare.. gli Affari Tuoi.

Vediamo insieme cosa c’è da sapere su queste tre categorie di titoli.

Cos’è un ETF

Un ETF è un Exchange Traded Fund, o per chi non è particolarmente preparato sull’inglese finanziario, un fondo comune che viene scambiato su una piazza borsistica.


Ti spiego gli ETF semplicemente: ascolta il Podcast!


La differenza con i fondi comuni di investimento è decisamente ampia ed è proprio in virtù di questa differenza che in genere ti consiglio di optare su questi titoli rispetto ai fondi comuni:

  • Gli ETF replicano un indice, avendo in paniere, in funzione della capitalizzazione relativa, tutti i titoli che lo compongono;
  • Gli ETF sono a gestione passiva, ovvero si limitano tramite algoritmo a replicare l’andamento di un determinato indice; non c’è una scelta autonoma dei titoli che faranno parte del paniere – ci si attiene alla composizione di un determinato titolo;
  • Sono in genere azionari, nel senso che seguono appunto indici composti di azioni, divisi per nazione e per mercato borsistico;
  • Hanno commissioni estremamente basse rispetto ai fondi, anche grazie al fatto di avere appunto una gestione passiva.

Ricapitolando, quando acquisti un ETF stai acquistando la quota di un fondo che ha come andamento, al netto degli errori di tracciamento, un determinato indice.

Quando invece si parla di Fondi di questo tipo che hanno però come sottostante una materia prima, dobbiamo necessariamente parlare di ETC.

Gli ETC, ovvero gli ETF con sottostante che è materia prima

Gli ETC, acronimo che sta per Exchange Traded Commodities sono dei fondi a gestione passiva, anche in questo caso, che però invece che replicare l’andamento di un paniere di beni racchiusi in un indice, replica l’andamento di una certa materia prima.

Qui il confronto andrebbe fatto tra l’ETC e l’investimento diretto nella materia prima di riferimento.

  • Gli ETC ti permettono di investire capitali molto più bassi – i contratti diretti in materie prime o anche i futures hanno tagli minimi molto alti, il che vuol dire che o ti prepari a mettere sul banco cifre da capogiro, oppure che ti accontenti di operare con leva finanziaria, moltiplicando i rischi del tuo investimento;
  • Le commissioni sono molto basse;
  • Il tracking error è minimo;
  • Puoi vendere quote con una grande facilità, trattandosi di titoli che vengono scambiati anche a Piazza Affari.

La differenza sostanziale tra ETF e ETC è che i primi investono in indici azionari, i secondi invece seguono l’andamento, appunto, di materie prime.

In entrambi i casi puoi avere a disposizione un ETF/ETC che incorpora anche una certa leva finanziaria, ovvero che moltiplichi l’andamento dell’indice o della materia prima. Facciamo l’esempio di un ETF con leva 5 sul FTSE MIB. In questo caso se FTSE MIB dovesse far registare +1,5%, ti troveresti ad aver incassato in realtà 1,5% x 5 = 7,5%.

Questo è valido ovviamente anche al contrario. Una perdita del 2% con leva 5 vuol dire una perdita effettiva del 10%!

Gli ETN, un ibrido poco sicuro e che ti espone a rischi maggiori

Quando invece parliamo degli ETN parliamo di uno strumento che è decisamente diverso dagli ETF. Si tratta infatti di un titolo che viene emesso da una banca o un istituto finanziario, che segue l’andamento di un determinato indice, di determinati panieri di asset o di altri strumenti finanziari.

Le differenze sostanziali con gli ETF sono le seguenti:

  • I titoli non vengono acquistati direttamente: questo permette un errore di replica praticamente 0, ma anche l’assenza totale di una contropartita rispetto alla “quota acquistata”;
  • Il funzionamento è quello di una cambiale: in realtà stai prestando denaro infatti all’ente che ha emesso l’ETN e non stai acquistando quote di un fondo che ha capitale separato da quello del gestore;
  • Incorporano spesso anche investimenti liquidi in determinate valute;
  • Possono avere un funzionamento particolare, nel senso di incorporare anche sottostanti non omogenei.

Queste particolarità dovrebbero già farti aver compreso quelle che sono le criticità degli ETN:

  1. Hai il rischio che, se dovesse fallire l’emittente dell’ETN, i tuoi capitali diventino impossibili da recuperare;
  2. I capitali non sono separati da quelli dell’emittente, anzi, non esiste a nessun livello un fondo;
  3. Stai in realtà prestando denaro e quindi operando come creditore di chi ha emesso il titolo;

Potresti a questo punto pensare che le banche e gli istituti finanziari che emettono ETN sono, come dicono gli americani, too big to fail, ovvero troppo grandi per fallire.

Peccato che non sia così: se hai la memoria corta mi prenderò la briga di ricordarti cos’è successo a JP Morgan soltanto qualche anno fa – fallimento, con i creditori alla porta cercando di arraffare quanto possibile per rientrare dei crediti.

Bene: JP Morgan ai tempi del suo fallimento gestiva 3 diversi ETN: prova ad indovinare quello che è successo a chi li aveva acquistati.

Anche dunque se all’apparenza ETF e ETN potrebbero sembrare simili, e anche se qualche promotore finanziario sciagurato è pronto a giurarti che sia proprio così, in realtà siamo davanti a due strumenti diversi sia per funzionamento che per profilo di rischio.

Puoi comunque inserire ETN in portafoglio, ma non puoi soltanto preoccuparti di come andrà l’indice di sottostanti – dovrai anche preoccuparti della solidità di chi ha emesso il titolo. I mercati fanno in genere un buon lavoro nel “Prezzare il rischio”, anche se non sempre ci riescono quando in ballo ci sono quelle stesse istituzioni finanziarie che sono coinvolte pesantemente sui mercati finanziari.

A te la scelta: ricordati soltanto che il funzionamento e i rischi connessi a ETF e ETN sono radicalmente diversi.

Una nota conclusiva: cos’è il tracking error / errore di replica

GLi ETF operano ovviamente in ritardo sui mercati, nel senso che per adeguare i rapporti di capitalizzazione tra i titoli che li compongono non possono che operare con un certo ritardo. Inoltre il capitale non potrebbe essere frazionato a sufficienza per replicare esattamente l’andamento di ogni titolo all’interno dell’indice.

Questo porta ad un lieve discostamento tra l’andamento reale dell’indice e quello dell’ETF. Si tratta comunque in genere di differenze minime, che non dovrebbero interessarti a meno che tu non stia investendo somme davvero elevate.

L’errore di tracciamento e replica, nel caso degli ETN, non esiste: no, non sono più brave le banche che emettono strumenti – è soltanto l’ovvia conseguenza del fatto che i titoli non vengono acquistati realmente e che dunque non c’è alcun tipo di operazione sottostante.

Per approfondire

Se questa è la prima volta su Affari Miei puoi leggere le seguenti risorse sul tema:

Buoni investimenti!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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