Starbucks e La Situazione in Cina

Gli investitori di Starbucks sono preoccupati per la situazione in Cina.

Ma facciamo un passo indietro…

Le vendite di Starbucks sono cresciute negli Stati Uniti durante il secondo trimestre del 2022: la notizia data agli investitori prometteva molto bene.

La società attiva nel settore della commercializzazione di caffè, the, bevande varie nonché di macchine da caffè e vari oggetti correlati, ha fatto registrare delle vendite trimestrali pari a 7,6 miliardi di dollari. 

Le vendita sono aumentate del 15% anno su anno, mentre invece gli utili sono aumentati solo del 4%. Questo però se lo aspettavano tutti, quindi nessuna delusione.

Soffermiamoci sui numeri…

Starbucks come già detto, ha dipinto in forte crescita le vendite negli USA, dove sono cresciute le operazioni in negozio nonché la quantità di denaro che i clienti hanno speso da Starbucks (crescita del 12%).

Questo però è ciò che è avvenuto negli Stati Uniti, mentre al di fuori del paese americano la situazione non è affatto così.

Vi è stato infatti un calo sia del numero di operazioni che della quantità di denaro speso per transazione, e di conseguenza anche un calo delle vendite nei negozi dell’8%.

I numeri peggiori sono giunti dalla Cina, in quanto i blocchi per rallentare la diffusione del Covid hanno devastato letteralmente l’attività di Starbucks.

Sono stati il 20% in meno i cinesi che hanno frequentato Starbucks nel secondo trimestre del 2022 rispetto all’anno precedente e quelli che si sono presentati hanno speso il 4% in meno, con un conseguente enorme calo del 23% delle vendite nello stesso negozio in Cina.

Gli investitori infatti aspettavano delle notizie da Starbucks proprio riguardo alla situazione cinese, anche se a dire la verità non sono arrivate notizie vere e proprie.

Il CEO Howard Schultz ha detto qualcosa come:

“Le condizioni in Cina sono tali che non abbiamo quasi nessuna capacità di prevedere la nostra performance in Cina nella seconda metà dell’anno.

Data la materialità e l’elevato livello di incertezza intorno alla Cina, con l’inflazione che sale e gli investimenti significativi che stiamo pianificando, l’unica linea d’azione responsabile da intraprendere per noi è sospendere le indicazioni per il terzo e il quarto trimestre”

E quindi?

Ciò che ha detto ha senso.

Secondo i dati di S&P Global Market Intelligence la Cina rappresenta più di 1 dollaro ogni 8 dollari guadagnati da Starbucks.

Se Starbucks non sa cosa accadrà in Cina, non ci si può ragionevolmente aspettare che fornisca una guidance sulla sua attività nel suo insieme.

Tuttavia, è abbastanza strano che Starbucks abbia promesso una guida prima, per poi cambiare idea soltanto un’ora dopo.

Staremo a vedere…


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.
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