Elon Musk Lancia un Ultimatum ai suoi Dipendenti!

Elon Musk, CEO di Tesla, sta dando un ultimatum ai suoi dipendenti.

Giovedì ha risposto a un’email che invitava i dipendenti a tornare in ufficio, nella quale diceva praticamente che il lavoro a distanza non era più accettabile.

La pandemia di Covid-19 aveva fornito a milioni di lavoratori la possibilità di lavorare in remoto, pur essendo produttivi come quando erano in ufficio.

Adesso si è presentata la situazione per la quale occorre decidere e confrontarsi con le aziende sull’opportunità di tornare in ufficio a tempo pieno dopo più di 2 anni di lavoro da casa.

La situazione di Tesla

Tesla, che impiega circa 100.000 dipendenti in tutto il mondo, ha già ricevuto un respingimento in Germania dove impiega 4.000 lavoratori e prevede di espandersi a 12.000.

Il sindacato IG Metall nello stato tedesco del Brandeburgo Sachsen, dove ha sede lo stabilimento tedesco di Tesla, non ha reagito gentilmente al dictat di ritorno o licenziamento di Musk, invitando chi non fosse d’accordo con queste richieste unilaterali e volesse opporsi a farlo, con il potere dei sindacati alle spalle in Germania, come per legge.

I dipendenti possono avere basi legali negli Stati Uniti per lavorare in remoto ai sensi dell’Americans with Disabilities Act se hanno una condizione medica che li rende particolarmente vulnerabili al COVID-19.

Musk nell’email affermava che l’ufficio doveva essere un ufficio principale di Tesla, e non una filiale remota estranea alle mansioni lavorative, come per esempio se sei il responsabile delle relazioni umane della fabbrica Fremont ma hai il tuo ufficio in un altro stato.

Cosa succederà?

Tom Murphy, professore di management presso la MIT Sloane School of Management di Cambridge, Massachusetts, ha affermato che è difficile prevedere cosa dirà e farà Musk, ed è difficile dire cosa accadrà con Tesla, anche se pare quasi sicuro che nel lungo termine i dipendenti sceglieranno di lavorare in aziende che daranno loro maggiore flessibilità su dove e quando lavorare.

Il professore aggiunge che è così che funzionano i mercati: acquirenti e venditori trovano persone con cui vogliono fare affari, in questo caso sta accadendo con il mercato del lavoro.

Molte aziende infatti daranno a più lavoratori maggiore libertà su dove lavorare, in quanto la tecnologia rende possibile tutto ciò e, in molti casi, essere più o altrettanto produttivi in un modo che sia efficiente in termini di tempo e allo stesso tempo favorevole alla vita dei lavoratori è una cosa buona.

Alcuni sondaggi globali suggeriscono che una percentuale alta di lavoratori prenderebbe in considerazione l’idea di andarsene, e di contro invece ci sarebbe un punto di svolta che potrebbe indurre i lavoratori a restare fermi, ovvero lo spettro di una recessione.

Non solo Musk…

Musk non è il primo CEO a sfogarsi. 

Jamie Dimon di JPMorgan Chase aveva detto ai lavoratori in un evento del Wall Street Journal nel maggio 2021 che il lavoro a distanza “non funziona per le persone che vogliono fare affari, non funziona per la cultura, non funziona per la generazione di idee. Stiamo ricevendo un contraccolpo dal ritorno internamente, ma questa è la vita.”

Ma Dimon ha recentemente riconosciuto nell’ultimo rapporto annuale della banca che “il lavoro da casa diventerà più permanente negli affari americani”.

E quindi?

Quello che ha twittato Musk molto probabilmente riflette quello che molte aziende stanno pensando riguardo al lavoro da casa, e alla necessità di riportare i lavoratori in ufficio.

La soluzione migliore potrebbe essere quella di dare valore alla flessibilità dei lavoratori e alla capacità di lavorare da casa, trovando in questo modo un compromesso.


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.
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