Riscatto di Laurea Agevolato: Conviene? Come funziona?

In questa guida parliamo di un tema che bene o male torna molto spesso alla ribalta, ossia del riscatto di laurea: agevolato o tradizionale (di cui ho parlato qui)? La normativa varia spesso sul tema, creando confusione.

Come se non ce ne fosse già abbastanza a riguardo! Infatti, quando si parla di questo argomento, la domanda principale è sempre la stessa: il riscatto di laurea conviene? In realtà non sempre rappresenta un’operazione vantaggiosa, e potrebbe essere più conveniente invece investire in un fondo pensione.

La questione è di nuovo molto attuale poiché recentemente è stato annunciato che da ora il riscatto flessibile e agevolato della laurea varrà per tutti, senza tenere conto dell’età.

Scopriamone di più.

Un’introduzione: il riscatto della laurea agevolato cos’è?

Prima di iniziare con la nostra guida voglio fare un po’ di chiarezza e capire cos’è il riscatto della laurea agevolato.

Questa formula è stata introdotta dal decreto numero 4/2019 e consente di riscattare gli anni universitari non coperti da contribuzione in maniera meno onerosa rispetto a quello che prevede il regime ordinario.

Il riscatto della laurea agevolato offre l’occasione di riscattare fino a un massimo 5 anni di università, anche non continuativi e anche per gli anni di studio antecedenti al 1996.

Anche chi ha conseguito il titolo di studi all’estero può usufruire del riscatto agevolato, purché il titolo abbia valore legale in Italia.

Le novità sul riscatto di laurea

Le commissioni Lavoro della Camera e Affari Sociali hanno recentemente approvato l’emendamento che permette anche a chi ha più di 45 anni di usufruire delle agevolazioni introdotte con la riforma delle pensioni.

L’unico vincolo che troviamo è che tale possibilità è rivolta soltanto a chi è privo di anzianità contributiva a partire dalla data del 31 dicembre 1995: questa data, infatti, è quella che ha decretato il passaggio dal calcolo retributivo a contributivo.

Tale condizione limita a poche persone con più di 45 anni di poter effettivamente beneficiare del riscatto agevolato (che per questo si differenzia dal riscatto di laurea ordinario).

L’eliminazione del limite anagrafico è una decisione mirata a impedire che il decreto 4/2019, il quale presto diventerà legge a tutti gli effetti, possa essere tacciato di incostituzionalità, proprio perchè saranno pochi ad essere agevolati da questo emendamento.

Inoltre, il riscatto “agevolato” della laurea sarà prorogato di un anno, ovvero ancora per tutto il 2022. Si tratta di una notizia  confermata da più fonti governative, ma continueremo ad aggiornare questa notizia.

In altre parole… requisiti e funzionamento

E quindi, come funziona il riscatto della laurea agevolato?  Quali sono i requisiti da rispettare? Stando alle circolari INPS degli ultimi mesi,  il riscatto della laurea agevolato è applicabile anche per periodi antecedenti al 1996 o di competenza del metodo retributivo: tuttavia, gli anni da riscattare in ogni caso devono essere collocati nel sistema contributivo.

Ciò significa che coloro che richiedono il riscatto agevolato devono esercitare l’opzione contributiva.

I requisiti per rientrare in questa categoria sono i seguenti:

  • bisogna avere meno di 18 anni di contributi versati prima del 1996;
  • devono esserci almeno 15 anni di contributi versati al momento della richiesta di riscatto della laurea;
  • sono necessari almeno 5 anni di contributi versati dopo il 1996;
  • è necessario che vi sia un contributo accreditato prima del 1996.

Ovviamente, non possono accedere allo strumento del riscatto tutti coloro che non abbiano mai versato contributi all’INPS.

Riassumendo:

È quindi possibile usufruire del riscatto se:

  • è possibile riscattare gli anni di studio collocati successivamente al 31 dicembre 1996;
  • oppure,  bisogna poter esercitare l’opzione contributiva per poter riscattare anni antecedenti al 1996.

Nel 2021 l’INPS ha fatto chiarezza specificando che, qualora il corso di studi sia collocato temporalmente nel periodo da valorizzare ai fini del calcolo della pensione parzialmente con il sistema retributivo e parzialmente con il sistema contributivo, allora l’onere di riscatto viene quantificato adoperando due diverse modalità:

  • per i periodi che collocati nel sistema di calcolo retributivo della pensione, si usa il metodo della riserva matematica;
  • per i periodi collocati nel sistema di calcolo contributivo della pensione, si utilizzerà il metodo di calcolo a percentuale.

    Quali sono vantaggi e svantaggi?

    Per capire i pro e i contro di questa scelta, dobbiamo mettere a fuoco alcune differenze tra il riscatto agevolato e quello tradizionale.

    Indubbiamente il costo è il vantaggio più evidente della versione agevolata: parliamo di 5.241,30 € per il riscatto di ogni anno di studio. Dunque, un corso universitario di 5 anni costa intorno ai 26.000 €.

    Tuttavia, penso che non ci siano tanti altri vantaggi, anzi, ne vedremo giusto un altro tra poco (la flessibilità, che è un’arma a doppio taglio).

    Sebbene il costo previsto da pagare sia decisamente inferiore rispetto a quello del riscatto ordinario, bisogna tenere a mente che gli anni di contributi riscattati non porteranno all’aumento del montante contributivo riguardo gli anni dell’università ma a partire dal momento in cui effettui il riscatto.

    Per questo motivo ti suggerisco di riflettere attentamente se può davvero essere conveniente sfruttare tale possibilità, o se virare verso altre soluzioni.

    Quanto costa? Come calcolare l’onere

    L’onere viene calcolato moltiplicando l’aliquota IVS vigente (33%) x il reddito minimo soggetto a imposizione della Gestione Inps di artigiani e commercianti, che ammonta a 15.710,00€.

    La differenza rispetto al riscatto ordinario, è che in questo caso è viene calcolato moltiplicando l’aliquota al 33% x l’ultima retribuzione imponibile del richiedente. Se il richiedente è inoccupato, allora si utilizza come riferimento il reddito minimo della Gestione INPS artigiani e commercianti, dunque l’onere è sempre di 5.241,30 €.

    Se invece il riscatto viene richiesto da qualcuno che possiede un lavoro, ecco come bisogna effettuare il calcolo: per fare un esempio, se la retribuzione è di 40.000€, l’onere ammonterà a 13.200€ l’anno, corrispondente a 66.000€ per l’intero corso di studi.

    È possibile rateizzare i pagamenti

    Continuiamo ad esaminare le differenze tra le due formule: aderendo al riscatto della laurea ordinario si maturano altri cinque anni di contributi, ma si aumenta il montante contributivo.

    Ciò vuol dire che vi saranno conseguenze anche sull’assegno previdenziale, che avrà un importo più elevato.

    Invece, il riscatto agevolato ha altri vantaggi, perché è più flessibile e dunque il richiedente può decidere quanti anni riscattare (da uno minimo fino al corso completo).

    Inoltre, è possibile pagare tramite rate, fino ad un massimo di 120 rate (equivalenti a 10 anni): il costo mensile, quindi, sarebbe appena maggiore di 200 euro.

    Non ultimo, è prevista una deduzione del 50% sull’onere sostenuto, distribuita in cinque quote annuali.

    Sembra tutto bello, no? Ma siamo proprio sicuri che il riscatto di laurea agevolato sia bello come lo dipingono?

    Come presentare la domanda?

    Sei deciso, vuoi riscattare gli anni di studio: ma come fare? La domanda va inoltrata telematicamente accedendo al servizio dedicato sul sito dell’INPS.

    Per accedere puoi farlo con:

    • Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID);
    • Carta d’Identità Elettronica (CIE);
    • Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
    • PIN INPS (dal 1° ottobre 2020 INPS non rilascia più nuovi PIN).

    L’ente verificherà  la documentazione e i requisiti una volta inoltrata la domanda.

    Puoi anche appoggiarti a un intermediario (chiedendo ad esempio al commercialista) per fare le pratiche.

    Conviene riscattare la laurea?

    Il riscatto laurea agevolato conviene? Se ti stai informando, probabilmente vorresti maturare con questo espediente più anni di contributi, in modo da anticipare l’accesso alla pensione. Oggettivamente, il riscatto serve proprio a questo, ma potrebbe anche essere che gli anni di contributi riscattati non servano a raggiungere questo obiettivo.

    Ed è per questo che poco fa ho parlato di un’arma a doppio taglio: anche se ad oggi potresti davvero anticipare la pensione riscattando la laurea, in verità non possiamo sapere in futuro cosa accadrà e quali riforme vedremo nel mondo pensionistico.

    Attualmente è necessario avere 42 anni e 10 anni di contributi indipendentemente dall’età, ma domani non si sa. Potresti, alla fine dei conti, andare in pensione alla stessa età a cui andresti grazie alla pensione di vecchiaia, e non di anzianità contributiva.

    Dunque, non sempre il riscatto agevolato è conveniente, perché potresti non aver avuto una carriera lavorativa continuativa tale da permetterti di maturare il requisito contributivo della pensione anticipata prima del raggiungimento dell’età richiesta per la pensione di vecchiaia – anche se hai riscattato i 5 anni di laurea.

    Decidere di riscattare la laurea, alla fine dei conti, richiede una attenta previsione utile a capire se 5 anni in più di contributi possono davvero essere cruciali nell’anticipare l’accesso alla pensione.

    Ma tale previsione è difficile da fare perché, come già detto, i requisiti per la pensione cambiano continuamente.

    Quali alternative ci sono? Opinioni sul riscatto di laurea

    Insomma, sono stato abbastanza chiaro: nonostante l’idea di fondo sia promettente, la verità è che il riscatto della laurea agevolato potrebbe rivelarsi un buco nell’acqua, anche perché, a differenza del riscatto ordinario, non garantisce nemmeno un incremento dell’assegno.

    Il riscatto ordinario ha dei costi più alti, e non garantisce effettivamente l’anticipo della pensione, ma almeno promette che i soldi investiti tornino nelle tue tasche, ritorno che con l’opzione agevolata non è detto avvenga.

    Se stai cercando una soluzione alternativa per investire sulla pensione futura, potresti valutare piuttosto un fondo pensione.

    Anche se l’investimento (pari a quello che metteresti nel riscatto) non ti permetterà di anticipare l’accesso alla pensione, perlomeno ti assicurerà un aumento della pensione futura, con la possibilità di aumentare l’investimento iniziale anche dell’1% annuo (escluse le tasse e i costi di gestione).

    Conclusioni

    Siamo perennemente bombardati da pubblicità che ci vendono la possibilità di guadagnare interessi migliori, di arricchirci senza muovere un muscolo, di andare in pensione prima.

    È ovvio, si tratta di pubblicità e lo scopo è proprio vendere a noi. Sta a noi, però, informarci e capire la reale bontà ed efficacia dello strumento che stanno cercando di venderci, perché siamo gli unici responsabili delle nostre scelte e delle conseguenze che esse porteranno al nostro patrimonio.

    Per questo ti sconsiglio il riscatto di laurea agevolato, e per questo, qui su Affari Miei, ti sprono sempre a studiare e non essere passivo nella gestione dei tuoi soldi.

    Solo così potrai davvero effettuare le scelte più consapevoli e davvero in linea con il tuo profilo!

    Ulteriori risorse

    Se sei arrivato qui è perchè stai cercando modi per investire e proteggere il tuo futuro. Si tratta di un’ottima idea, e per questo ho voluto raccogliere alcune guide utili per aiutarti a destreggiarti:

    Buon proseguimento!


    Scopri che Investitore Sei

    Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:

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    Imprenditore e Investitore
    Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l’economia e la finanza conseguendo un Master in Consulenza Finanziaria Indipendente. Nel 2019 ha scritto il libro "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" ed ha fondato la Affari Miei Academy.

    1 Commento

    Ortoban · 28 Aprile 2021 alle 18:07

    Potresti spiegarti meglio quando dici che i versamenti per il riscatto laurea agevolato “non porteranno all’aumento del montante contributivo, e così l’assegno previdenziale rimarrà inalterato”?

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