Obbligazioni CDP 2029 IT0005568719: cedole, rendimento e opinioni

Le obbligazioni CDP 2029, con codice ISIN IT0005568719, sono un titolo a tasso misto: nei primi tre anni pagano il 5% lordo annuo, nei successivi tre le cedole dipendono dall’Euribor.

Se le hai già in portafoglio, ti interesserà capire come cambieranno gli incassi. Se stai valutando di acquistarle sul mercato secondario, invece, devi guardare al prezzo che paghi e agli interessi che restano da ricevere.

In questa recensione vediamo le caratteristiche dell’obbligazione, la sua storia, il passaggio dal fisso al variabile e i rischi. Poi ti mostrerò un confronto con un BTP di scadenza simile, per ragionare sulla convenienza con numeri concreti.

Caratteristiche delle obbligazioni CDP 2029 IT0005568719

Il nome completo del prestito è CDP Obbligazioni a Tasso Misto 2023-2029. Nella piattaforma della tua banca potresti trovarlo con una denominazione abbreviata, come “CDP MC DEC29 EUR”: per identificarlo senza ambiguità usa l’ISIN.

Le caratteristiche essenziali sono queste:

  • Emittente: Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.;
  • ISIN: IT0005568719;
  • Valuta: euro;
  • Emissione: 4 dicembre 2023;
  • Scadenza: 4 dicembre 2029;
  • Valore nominale e lotto minimo: 1.000 euro;
  • Cedole: trimestrali, prima fisse e poi variabili;
  • Rimborso previsto: 100% del valore nominale a scadenza;
  • Mercato di negoziazione: MOT di Borsa Italiana.

Il rimborso del nominale è un obbligo dell’emittente: resta quindi subordinato alla sua capacità di pagare. Inoltre, se compri sopra 100, il capitale restituito a scadenza sarà inferiore al prezzo a corso secco che hai pagato.

Chi è l’emittente e che cosa stai comprando

Cassa Depositi e Prestiti è una società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che finanzia, tra le altre cose, imprese, infrastrutture e soggetti pubblici.

Acquistando questa obbligazione diventi creditore di CDP: hai diritto alle cedole e al rimborso secondo le condizioni del prestito.

Il titolo va distinto sia dai BTP, il cui debitore è lo Stato italiano, sia dai buoni fruttiferi postali. Il nome CDP può essere familiare a chi risparmia alle Poste, ma condizioni di rimborso e garanzie devono essere valutate sul singolo prodotto.

Emissione, quotazione e storia del titolo

Il collocamento rivolto alle persone fisiche residenti in Italia iniziò il 7 novembre 2023. Doveva terminare il 27 novembre, ma fu chiuso anticipatamente il 15 novembre 2023.

L’offerta iniziale di 1,5 miliardi di euro fu aumentata a 2 miliardi, poi integralmente collocati. Questo fu l’importo effettivamente emesso: le richieste superiori a tale cifra non vanno confuse con la raccolta finale.

Chi aderì al collocamento sottoscrisse alla pari: 1.000 euro per ogni obbligazione da 1.000 euro nominali. La data di emissione fu il 4 dicembre 2023, che coincise con l’avvio delle negoziazioni sul MOT.

Da quel momento il titolo ha un prezzo di mercato. Chi lo compra sul secondario acquista da un altro investitore, alle condizioni disponibili in quel momento.

La durata originaria di sei anni comprende due fasi: tre anni al tasso fisso del 5% e tre anni con cedole indicizzate all’Euribor. Alla data di questa analisi, il 13 ottobre 2026, siamo vicini al passaggio tra le due.

Cedole e rendimento: dal 5% fisso al tasso variabile

Il punto da capire è che il 5% non dura fino alla scadenza del 2029. È il tasso della prima parte della vita dell’obbligazione.

Quando termina il 5% e come funzionano le nuove cedole

Le cedole fisse vengono pagate trimestralmente dal 4 marzo 2024 al 4 dicembre 2026, incluso. Ogni cedola ordinaria equivale all’1,25% lordo del nominale.

Dopo il 4 dicembre 2026 gli interessi diventano variabili. La prima cedola variabile è prevista il 4 marzo 2027; seguono i pagamenti di giugno, settembre e dicembre, fino alla scadenza. Quando la data cade in un giorno non lavorativo, il pagamento segue le convenzioni contrattuali.

Il tasso annuo della fase variabile si ottiene sommando Euribor a tre mesi + 0,90 punti percentuali, con un minimo complessivo dello 0%. Il valore dell’Euribor viene rilevato due giorni lavorativi prima dell’inizio del relativo periodo cedolare.

Attenzione: lo 0,90% è il margine aggiunto al parametro, non una cedola minima garantita. Se l’Euribor fosse negativo, ridurrebbe la somma; il limite a zero impedisce che il tasso cedolare complessivo diventi negativo.

Per esempio, con Euribor allo 0% il tasso sarebbe lo 0,90%; con Euribor al −0,50% sarebbe lo 0,40%; con Euribor al −1% sarebbe zero.

Quanto potresti incassare con diversi livelli di Euribor

Facciamo un esempio su 10.000 euro nominali. Per una cedola trimestrale ordinaria, senza considerare bollo e commissioni:

  • Con Euribor all’1%, il tasso annuo sarebbe l’1,90%: 190 euro lordi su base annua equivalente e 47,50 euro lordi per trimestre, circa 41,56 euro dopo l’imposta del 12,50%;
  • con Euribor al 2%, il tasso annuo sarebbe il 2,90%: 290 euro lordi su base annua equivalente e 72,50 euro lordi per trimestre, circa 63,44 euro dopo l’imposta;
  • con Euribor al 3%, il tasso annuo sarebbe il 3,90%: 390 euro lordi su base annua equivalente e 97,50 euro lordi per trimestre, circa 85,31 euro dopo l’imposta.

Durante la fase al 5%, lo stesso nominale produce una cedola trimestrale di 125 euro lordi, circa 109,38 euro dopo l’imposta.

Gli esempi sono ipotesi, non previsioni. L’Euribor viene rilevato per ciascun periodo: per incassare quattro cedole identiche servirebbe che il parametro assumesse lo stesso valore nelle quattro rilevazioni.

Questi importi descrivono gli interessi sul nominale. Il rendimento del tuo investimento dipenderà anche da quanto avrai pagato per acquistare il titolo.


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Quotazione e acquisto sul mercato secondario

Puoi cercare il titolo nella sezione obbligazioni della tua banca o del tuo intermediario attraverso IT0005568719. Prima di inserire un ordine controlla prezzo, quantità disponibile, mercato e commissioni.

Al 12 ottobre 2026, il prezzo di riferimento sul MOT era 100,08. Nel 2026 il titolo aveva toccato un massimo di 102,82 il 18 febbraio e un minimo di 99,57 il 2 ottobre.

Sono prezzi espressi in percentuale del nominale. Su 10.000 euro nominali, 100,08 corrisponde a 10.008 euro a corso secco, prima del rateo e delle commissioni. Il prezzo di riferimento di una seduta non è necessariamente quello al quale riuscirai a comprare.

Prezzo, rateo e commissioni: quanto paghi davvero

Il titolo è negoziato a corso secco: la quotazione non comprende gli interessi maturati dall’ultimo periodo cedolare.

Quando acquisti tra due pagamenti, riconosci al venditore il rateo, ossia la parte di interessi maturata fino alla data di regolamento. Riceverai poi la cedola intera alla data prevista.

Per questo una cedola incassata poco dopo l’acquisto non rappresenta interamente un guadagno maturato sui tuoi soldi: una parte è stata pagata al venditore tramite il rateo.

Il conteggio finale deve comprendere:

  • prezzo a corso secco moltiplicato per il nominale;
  • rateo, con il trattamento fiscale applicabile;
  • commissioni di negoziazione della tua banca.

Guarda anche la differenza tra denaro, il prezzo disponibile per vendere, e lettera, quello disponibile per comprare. Questo spread incide soprattutto se fai operazioni frequenti o investi importi piccoli.

Un esempio: acquistando 10.000 euro nominali a 102, spendi 10.200 euro a corso secco. A scadenza il rimborso previsto è 10.000 euro: la differenza di 200 euro deve entrare nella valutazione insieme alle cedole.

Perché la cedola non coincide con il rendimento

La cedola è calcolata sul nominale. Il rendimento a scadenza considera anche il prezzo d’acquisto, il rateo, le date degli incassi e il rimborso finale.

Chi compra nell’ottobre 2026 non riceve le cedole già pagate dal 2024. Acquista il diritto ai flussi residui: una cedola della fase fissa e quelle successive della fase variabile, oltre al rimborso.

Per rendere concreta la differenza, ipotizziamo di acquistare a 100,08, con regolamento il 14 ottobre 2026, e di conservare il titolo fino alla scadenza. Consideriamo il rateo lordo, la cedola fissa residua e dodici cedole variabili, assumendo un Euribor identico a ogni rilevazione.

Il rendimento annuo effettivo lordo simulato sarebbe circa:

  • 2,03% con Euribor costante all’1%;
  • 3,00% con Euribor costante al 2%;
  • 3,98% con Euribor costante al 3%.

Sono simulazioni del tasso interno di rendimento dei flussi residui, con capitalizzazione annua. Escludono imposte, bollo e commissioni; utilizzano le date cedolari contrattuali senza gli spostamenti per giorni festivi e presuppongono il regolare pagamento dell’emittente.

Non esiste quindi un unico rendimento futuro certo per questa obbligazione: il prezzo d’ingresso è osservabile, ma le cedole variabili dipendono da rilevazioni ancora da effettuare.

Quali rischi comportano le obbligazioni CDP

Il rimborso previsto a scadenza e il nome dell’emittente non rendono il titolo privo di rischi. Bisogna capire quali rischi stai assumendo e quanto pesano sul tuo patrimonio.

Rischio dell’emittente e rapporto con lo Stato italiano

Le obbligazioni sono senior, non subordinate e non garantite dallo Stato. Se CDP non fosse in grado di rispettare i propri impegni, potrebbero essere compromessi sia gli interessi sia il rimborso del capitale.

Il controllo pubblico è una caratteristica dell’emittente; una garanzia dello Stato sul singolo prestito sarebbe una protezione contrattuale diversa. Non bisogna confondere le due cose.

Nella pagina ufficiale dei rating consultata il 13 ottobre 2026, CDP riportava questi giudizi di lungo termine:

  • S&P: BBB+, outlook positivo, ultima azione del 3 febbraio 2026;
  • Moody’s: Baa2, outlook stabile, ultima azione del 25 novembre 2025; rating non sollecitato;
  • Fitch: BBB+, outlook stabile, ultima azione del 24 ottobre 2025;
  • Scope: BBB+, outlook positivo, ultima azione del 12 novembre 2025.

Sono giudizi nella categoria investment grade, ma non certificano l’assenza di rischio e possono cambiare.

CDP ha un legame forte con l’economia e con lo Stato italiano. Se hai già molti BTP, aggiungere questa obbligazione cambia il debitore, ma non elimina la concentrazione sul rischio Italia.

Tassi, prezzo e liquidità se vendi prima della scadenza

Nella fase variabile, un calo dell’Euribor riduce gli interessi incassati. Il rovescio della medaglia è che, se il parametro aumenta, le cedole si adeguano alle successive rilevazioni.

Rispetto a un titolo a tasso fisso, il periodico aggiornamento degli interessi tende a ridurre la sensibilità del prezzo alle variazioni dei tassi. Tuttavia il prezzo continua a risentire del rischio di credito, delle condizioni di mercato e della liquidità.

Se vendi prima della scadenza, potresti ottenere meno di quanto hai speso. Anche un titolo quotato può avere uno spread significativo o quantità disponibili insufficienti al prezzo che vedi sullo schermo.

Considera inoltre l’inflazione: il rimborso del nominale non equivale al mantenimento del suo potere d’acquisto. Questa obbligazione non rivaluta il capitale in base all’aumento dei prezzi.

Le mie opinioni: conviene investire nelle obbligazioni CDP 2029?

Io partirei dal motivo per cui vuoi inserirla nel tuo patrimonio. Ti serve una somma nel 2029? Vuoi incassi prevedibili oppure accetti che cambino? Quanta esposizione hai già verso l’Italia?

La notorietà di CDP e il 5% iniziale possono aver attirato la tua attenzione, ma la convenienza dell’acquisto sul secondario va giudicata sui flussi che restano, al prezzo effettivamente pagato.

Il confronto con un BTP di scadenza simile

Un confronto pertinente è il BTP 3,85% con scadenza 15 dicembre 2029, ISIN IT0005519787. Scade undici giorni dopo l’obbligazione CDP, quindi l’orizzonte temporale è molto vicino.

Con riferimento alla seduta del 12 ottobre 2026:

  • CDP aveva un prezzo di riferimento di 100,08 e cedole future prevalentemente variabili;
  • il BTP aveva un prezzo di riferimento di 100,30 e un rendimento effettivo a scadenza lordo indicato da Borsa Italiana del 3,77%, con cedole fisse semestrali.

Il 3,85% scritto nel nome del BTP è la cedola, non il rendimento ottenibile a qualsiasi prezzo. Vale lo stesso principio che abbiamo visto per CDP.

Per controllare i rendimenti aggiornati dei titoli di Stato e cercare altre scadenze, puoi usare il nostro tool gratuito sui rendimenti dei BTP. Il confronto va rifatto ai prezzi disponibili nel momento in cui valuti l’acquisto.

Confrontando il dato del BTP con le simulazioni CDP, emerge una differenza concreta: con Euribor costante al 2%, CDP offrirebbe circa il 3,00% lordo annuo; con Euribor costante al 3%, circa il 3,98%.

I numeri servono a capire il ruolo del parametro, non a prevederlo. Il BTP consente di conoscere in anticipo i flussi nominali, assumendo che lo Stato paghi regolarmente; CDP lascia variabile una parte rilevante degli incassi futuri. Entrambi hanno tassazione agevolata al 12,50%, ma emittente e struttura cedolare sono diversi.

Per chi vuole programmare entrate definite fino al 2029, considero il tasso fisso più semplice da valutare. Chi accetta incassi variabili può prendere in esame CDP, purché il prezzo e il rischio siano coerenti con il suo piano.

Non farei una scelta basandomi soltanto sul confronto “5% contro 3,85%”: quel confronto trascura la fine imminente della fase fissa di CDP e i prezzi ai quali compri i due titoli.

Se le hai già in portafoglio o vuoi comprarle oggi

Se le possiedi dal collocamento, hai già incassato una parte delle cedole al 5%. Sono soldi ricevuti e fanno parte del risultato storico, ma non aumentano gli interessi che il titolo produrrà da oggi in avanti.

Per valutare se conservarlo, io guarderei al valore al quale puoi venderlo oggi, agli incassi futuri e alle alternative disponibili, considerando costi e conseguenze fiscali dell’eventuale operazione. Il fatto di averlo comprato a 100 non basta a stabilire che mantenerlo sia sempre la scelta migliore.

Se invece vuoi acquistarlo, chiediti prima di tutto se la componente variabile ti serve. Un prezzo vicino alla pari può rendere più immediata la lettura dei numeri, ma non risolve la questione degli interessi futuri.

Il mio giudizio è questo: CDP 2029 è uno strumento da valutare per la sua funzione, senza attribuirgli una convenienza automatica. La cedola variabile può essere coerente con alcune esigenze; può essere poco adatta a chi conta su un reddito fisso già quantificato.

E vale sempre il tema della diversificazione. Comprare una singola obbligazione per la cedola, senza guardare a quanto pesa insieme a BTP e altri investimenti, rischia di farti concentrare il patrimonio più di quanto immagini.

Se hai dubbi sul ruolo di questo titolo nei tuoi investimenti, può essere utile un confronto di consulenza finanziaria sull’insieme del patrimonio, prima di decidere sul singolo acquisto.

Ulteriori risorse utili per approfondire

Prima di salutarci vorrei proporti la lettura di qualche articolo che potrebbe interessarti, circa le modalità per investire oggi:

Buona lettura.


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Fonti
  • Cassa Depositi e Prestiti, CDP Obbligazioni a Tasso Misto 2023-2029. Condizioni definitive, depositate il 3 novembre 2023.
  • Cassa Depositi e Prestiti, CDP Obbligazioni a Tasso Misto 2023-2029. Nota di sintesi, depositata il 3 novembre 2023.
  • Cassa Depositi e Prestiti, CDP Obbligazioni a Tasso Misto 2023-2029. Avviso relativo al margine applicabile e alle spese, 16 novembre 2023.
  • Cassa Depositi e Prestiti, CDP Obbligazioni a Tasso Misto 2023-2029. Avviso relativo alla chiusura anticipata dell’offerta, 14 novembre 2023.
  • Cassa Depositi e Prestiti e responsabili del collocamento, CDP Obbligazioni a Tasso Misto 2023-2029. Avviso relativo ai risultati dell’offerta, 16 novembre 2023.
  • Cassa Depositi e Prestiti, CDP Obbligazioni a Tasso Misto 2023-2029. Avviso di inizio delle negoziazioni, 21 novembre 2023.
  • Cassa Depositi e Prestiti, CDP. Comunicato di avvio dell’emissione obbligazionaria destinata al pubblico retail, 3 novembre 2023.
  • Cassa Depositi e Prestiti, CDP. Rating di credito, pagina consultata il 13 ottobre 2026, con date delle azioni riportate nel testo.
  • Borsa Italiana, CDP MC DEC29 EUR, ISIN IT0005568719. Scheda e dati completi del titolo, dati di riferimento al 12 ottobre 2026, consultati il 13 ottobre 2026.
  • Borsa Italiana, BTP TF 3,85% DC29 EUR, ISIN IT0005519787. Scheda e rendimenti effettivi, dati di riferimento al 12 ottobre 2026, consultati il 13 ottobre 2026.
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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei
Ha fondato Affari Miei nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente. É autore dei libri "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" (2019), "Investimenti Sicuri - Come Proteggere il Tuo Patrimonio e Vivere di Rendita" (2023) e "Indipendenza Finanziaria for Dummies" edito da Ulrico Hoepli (2026).
Categorie: Obbligazioni

17 Commenti

Nicola · 16 Novembre 2023 alle 10:10

“A mio parere solo a chi non conosce le cose e sottoscrive strumenti finanziari a caso.” Visto il successo straordinario che ha avuto il collocamento, la chiusura super anticipata, dovresti cambiare un tantino la tua linea…Queste saranno meglio delle Eni come stabilità dei prezzi, tra tre anni saranno connesse al tasso variabile quindi con ancor meno oscillazione del prezzo

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    Davide Marciano · 17 Novembre 2023 alle 15:57

    Ciao Nicola,

    questo è il classico commento da utente che non sa di cosa parla e fa anche il presuntuoso.

    CDP ha raccolto 3,5 miliardi che sono BRICIOLE se consideriamo che BTP Valore ha raccolto circa 40 Miliardi in due emissioni: lo scrivo a beneficio di chi sa fare almeno addizioni e sottrazioni, non pretendo che lo comprendano tutti.

    L’iniziativa non poteva non essere un successo perché il target di compratori è praticamente sovrapponibile a quello dei BTp, per quello che mi riguarda non ho mai avuto alcun dubbio che questo prodotto potesse avere successo visto il timing e viste le premesse.

    Infatti ho scritto l’articolo proprio perché sapevo che sarebbe stato letto da decine di migliaia di persone: in caso contrario non avrei proprio perso tempo.

    Questo articolo, dunque, era un sondaggio sul successo commerciale dell’iniziativa ma un’analisi oggettiva sullo strumento e, di base, la penso esattamente come quando ho analizzato l’obbligazione: il fatto che altre persone l’abbiano comprata non sposta di una virgola la mia valutazione, infatti io non le ho acquistate per le ragioni espresse.

    E le mie premesse non erano campate per aria: il 74% degli Italiani, secondo l’ISTAT, è considerabile finanziariamente analfabeta. Quanto vale il parere di una persona che non conosce le cose? Sicuramente tanto per chi vuole intercettarlo a suo favore, sicuramente poco sul piano fattuale e culturale.

    Questo prodotto è, di base, quello che gran parte di quel 74% oggi, a torto o ragione, richiede.

    Chi visita questo sito vuole un parere, poi può prenderlo e farci quello che vuole, compreso scrivere commenti senza senso come il suo.

    Il mio augurio è di aver fatto un buon servizio a tutte quelle persone che, invece, volevano riflettere un attimino prima di seguire il gregge. Se sono riuscito ad essere di aiuto anche ad una sola persona delle circa 50 mila che mi risulta hanno letto questa pagina ne sono felicissimo.

    Un caro saluto.

    PS: sempre a beneficio delle persone normodotate che generalmente sono la maggioranza silenziosa che visita questo blog, il principio espresso da Nicola è astraibile anche in altri ambiti ed è pericolosissimo.

    C’è chi, per esempio, ritiene che in Parlamento possiamo mandare anche gli incapaci: l’importante è che abbiano un mandato popolare, cioè che tante persone pensino che siano all’altezza di fare cose che non capiscono nemmeno. Non c’è da sorprendersi, poi, se con la peggiore classe dirigente dell’Occidente siamo diventati un Paese decadente sul piano economico e culturale.

    A buon intenditor poche parole.

Ettore Torinese · 6 Novembre 2023 alle 17:45

Quanto mi puzza di interessato questo commento ! si vede lontano un miglio che vuoi incanalare i risparmi dei polli verso i tuoi interessi

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    Davide Marciano · 7 Novembre 2023 alle 8:49

    Signor Ettore,

    certo che ogni mio contenuto è interessato: io sono qui a lavorare, non a scrivere scemenze come lei.

    Ed il mio scopo, nel limite del possibile, è aiutare chi vuol essere aiutato da noi.

    Tutto qui, linearmente, palesemente, onestamente.

    Un caro saluto.
    Davide Marciano

    Mario · 13 Novembre 2023 alle 16:44

    Quanto vi piace parlare. Un vecchio detto afferma che ognuno porta acqua al proprio mulino. Guarda caso quello che gli altri decidono è sempre peggio di quello che voi proponete. La disamina delle cose deve essere obbiettiva cosa che in questo caso non lo è. Grazie comunque 👋👋

      Avatar photo

      Davide Marciano · 15 Novembre 2023 alle 9:42

      Ciao Mario,

      mi dispiace che pensa tutto questo perché l’analisi è oggettivamente obiettiva: se ci fosse stata una convenienza reale avrei investito con i miei soldi e lo avrei detto pubblicamente.

      Trovo commenti come questo fastidiosi perché partono sempre dal voler in qualche modo insinuare sull’onestà intellettuale dello scrivente quando, in realtà, da quasi dieci anni creo contenuti che hanno permesso, anche a chi segue solo i materiali gratuiti, di imparare cose che non conoscevano.

      Se si sente esperto o più capace, semplicemente, Affari Miei non è il posto adatto a Lei fermo restando che queste obbligazioni, io, non le ho comprate (direttamente, potrei anche averle in qualche strumento passivo che le comprerà senza che io lo sappia, immagino che tutti i cervelloni che vengono a fare i professori qui lo sappiano) per le ragioni che ho espresso nell’articolo.

      Un caro saluto.
      Davide Marciano

Giuliano · 6 Novembre 2023 alle 10:19

ho investito su btlp e fondi sto perdendo 16000€

Giuliano · 6 Novembre 2023 alle 9:30

Capisco che vuoi tirare acqua al tuo mulino di trader, ma le cose non stanno così, io ho investito una cifra cospicua nel 2017 dovuta alla vendita di un appartamento in fondi consigliati da Unicredit mediante i loro consulenti. Dal 2017 sono in continua perdita e si giustificano dando la colpa al mercato, al Covid, alla guerra in Ucraina, ecc. Ho cambiato alcuni fondi sempre su loro consiglio ma non è cambiato niente. Adesso che i tassi sono aumentati ed anche i rendimenti ultimamente ho investito il Btp e adesso aspetto mercoledì per investire nel bond Retail della CDP che arriva come una manna a calmierare le perdite. Sono stufo di foraggiare le banche, Amundi, Pinco, Morgan Stanley e compagnia bella, le cui attività hanno l’unico scopo di lucrare sui clienti delle banche. Mi dirà che non è così ma dopo sette anni è impossibile non crederci. Buona giornata

    Avatar photo

    Davide Marciano · 7 Novembre 2023 alle 8:54

    Buongiorno Giuliano,

    non c’è nessuna acqua da tirare a nessun mulino anche perché noi non siamo trader ma investitori di lungo termine: ci occupiamo di educazione e consulenza finanziaria indipendente.

    Per chi volesse approfondire in merito, qui c’è il nostro approccio:
    https://www.affarimiei.biz/investimenti/percorso-per-investire-in-maniera-redditizia

    Ciò detto, Lei è in perdita perché ha sottoscritto prodotti tramite la grande industria bancaria e, con ogni probabilità, se non comprende che la gestione del patrimonio è un affar suo e non della banca perderà soldi a vita.

    Il perché è spiegato qui (https://www.affarimiei.biz/investire-in-fondi-conviene/48133) e, da quasi 10 anni, lo spieghiamo su Affari Miei: se ha piacere di approfondire partendo dai contenuti gratuiti ha solo da guadagnarci.

    Mi spiace dirle che il suo approccio non è risolutivo del problema: non saranno i bond a tasso fisso che comprerà adesso a risolvere il problema dell’elefante nella stanza rappresentato dai fondi che ha sottoscritto.

    Anzi, sarà solo una perdita di tempo (e soldi ulteriori che paga alla sua banca) che non risolverà nulla.

    Le consiglio caldamente di partire da quel problema invece di cercare una “consolazione” effimera in altri strumenti. Glielo dico come se fosse un mio amico, i soldi sono i suoi e non i miei e, fortunatamente, io i miei li so gestire.

    Sia meno diffidente, mi creda: non tutti su questo mondo sono qui per fregarla, anzi, noi siamo qui proprio per aiutare chi vuole uscire da situazioni come la sua.

    Un caro saluto!
    Davide Marciano

      ferdinando · 7 Novembre 2023 alle 20:07

      Sperando di non suscitare L ira di nessuno, esprimo la mia opinione sui fondi: Hanno il vantaggio della diversificazione tanto cara a consulenti bancari ed autonomi; causa dei maggiori costi, rendono 1/ 1,5% all’ anno meno degli etf; se bisogna pagare onorari ai consulenti autonomi che li suggeriscono, la differenza si riduce. Giuliano è in perdita probabilmente perché ha investito in prodotti prevalentemente obbligazionari. Con gli etf non sarebbe andata meglio. L etf ishares global bond euro hedged dal 2019, data in cui è stato quotato sulla borsa Italiana, perde circa il 12%. Ora il mercato del reddito fisso è cambiato. Rispetto ai Btp o bond cassa depositi e prestiti, è uno strumento diversificato ma anche più complesso perché a “duration costante”. Questo etf era consigliato da molti consulenti (non mi riferisco a questo sito che seguo da poco) anche prima che esplodessero i rendimenti dei bond di tutto il mondo.

Davide · 6 Novembre 2023 alle 9:08

Grazie dell’articolo, ma perché non considerare il caso di acquisto ora e vendita prima dei 3 anni, ovviamente assumendosi i rischi del caso soprattutto sull’andamento del prezzo che, tuttavia, al momento può prospettarsi favorevole?

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    Davide Marciano · 7 Novembre 2023 alle 8:55

    Ciao Davide,

    semplicemente perché questa che prospetti è un’operazione di trading e per un investitore privato, a nostro parere, non ha senso avventurarsi in iniziative di questo tipo.

    Quando tra tre anni hai venduto cosa farai? Ricomincerà il giro di cercare altre opportunità e, 9 volte su 10, facendo così si perdono i soldi.

    Non è questo l’approccio giusto, se desideri approfondire ne parliamo qui:
    https://www.affarimiei.biz/investimenti/percorso-per-investire-in-maniera-redditizia

    Un caro saluto,
    Davide Marciano

Enrico Pugliese · 5 Novembre 2023 alle 18:37

Ottimo articolo…come sempre bravo Davide

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    Davide Marciano · 5 Novembre 2023 alle 21:11

    Grazie Enrico,

    un caro saluto!
    Davide

    Antonio De Cesari · 6 Novembre 2023 alle 19:54

    Caro amico, capisco che fondi comuni ed etf sono il vostro pane…ma a noi costano, spesso in maniera occulta…

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