Giacenza Media Annua su Conto Corrente: Come si Calcola?

Il calcolo della giacenza media sul conto corrente e sul libretto postale non è più importante soltanto al fine di calcolare l’imposta di bollo da pagare, ma anche perché, a partire dal 2016, deve entrare nel calcolo ISEE.

Tutti i contribuenti che devono dunque richiedere per un motivo o per l’altro il rilascio della Dichiarazione Sostitutiva Unica, devono dichiarare (sotto pena di falso) dati che sono di fondamentale importanza per il calcolo del patrimonio mobile di un soggetto, ovvero sia il saldo, sia la giacenza media.

Quest’ultima altro non è che la somma di denaro di cui noi disponiamo nel periodo di un anno, ovvero l’importo medio che è rimasto depositato sul conto.

Calcolo della Giacenza media: perché è importante?

Perchè viene appunto utilizzato sia per il calcolo ISEE, sia perché al tempo stesso deve essere considerato per il calcolo dell’imposta di bollo.

Nell’ISEE va inserito nel riquadro FC.2, prima sezione, alla voce depositi e conti correnti bancari e postali.

Va scritto sia il saldo attivo sia la giacenza media annua, che va calcolata nel modo che vi indicheremo tra pochissimo.

Allo stesso tempo, e anche di questo parleremo in modo più approfondito tra qualche paragrafo, il calcolo della giacenza media ci permette di sapere se pagheremo o meno l’imposta di bollo.

Secondo le leggi attualmente vigenti, infatti, l’imposta di bollo è dovuta soltanto quando la giacenza media, appunto, superi i 5.000 euro.

Un approfondimento: come e dove bisogna dichiarare il saldo del C.c. sul modello ISEE 2018

Come abbiamo anticipato, la giacenza media ed il saldo del conto corrente vanno segnalati nel riquadro del modulo FC.2, alla prima sezione (depositi e conti correnti bancari e postali).

Bisogna ricordarsi di segnare alla colonna “tipo-rapporto” il codice legato al tipo di rapporto finanziario posseduto.

In particolare:

  • Codice 01 in caso di  conti correnti bancari o postali. In questa sezione vanno considerati anche i conti in valuta, vincolati o di pagamento.
  • Codice 03 nel caso di  titolare di Conto deposito a risparmio libero oppure vincolato. Bisogna considerare anche i libretti al portatore e nominativi, sia della Banca che delle Poste Italiane.
  • Codice 09 se a conto terzi individuale/globale. Questa voce si riferisce, in altre parole, a conti aperti in maniera temporanea o occasionale, in vista di particolari operazioni da compiere. Tali conti, seppur occasionali, possono essere sia intestati al cliente, sia globali, qualora in essi vi confluissero somme derivanti da operazioni effettuate a nome di persone differenti.  Parliamo di ricavi di cedole, diritti di custodia e così via per citare alcuni esempi.

Il soggetto contribuente, dopo questa fase di compilazione, legata al rapporto finanziario detenuto, segna il codice fiscale dell’operatore finanziario e anche l’importo del saldo contabile attivo al lordo degli interessi al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della documentazione in questione. Infine va segnata la giacenza media annua dell’anno stesso.

Vi è poi un’altra tabella che va compilata, in cui inserire la data di inizio e di fine del rapporto, nel caso in cui il conto fosse stato anche chiuso nell’anno di riferimento.

Come si calcola la giacenza media sul conto corrente?

Calcolare la giacenza media non è eccessivamente complicato ed è un’operazione che volenti o nolenti dovremo imparare a svolgere, soprattutto se compiliamo il modulo ISEE per i fatti nostri.

Giacenza Media Conto Corrente

Avremo bisogno innanzitutto di tutti gli estratti conto, che la banca o l’ufficio postale ha emesso nel corso dell’anno.

Se la banca li emette su base mensile, ne avremo 12, se invece li emette su base trimestrale, ne avremo in mano 4.

Per ogni estratto conto, devono essere individuati i numeri creditori totali (sono indicati chiaramente nell’estratto conto e dunque non dovrebbero esserci problemi) e devono essere divisi per 365. Otterremo così l’importo della giacenza media.

Facciamo un esempio pratico di calcolo:

  • cominciamo con il calcolare la giacenza quotidiana. Immaginiamo di avere avuto sul conto 100 euro per 100 giorni. 100 x 100 = 10.000 euro. Segnamelo a parte;
  • per gli altri giorni immaginiamo di avere avuto per 250 giorni 150 euro, 250 x 50 = 12.500, a cui vanno sommati i 10.000 euro di prima;
  • per i restanti 15 giorni immaginiamo di aver avuto invece 200 euro sul conto. 200 x 15 = 3000, che dobbiamo sommare ai 10.000 e ai 12.500 di prima.

Avremo ottenuto come somma totale 25.500, che dobbiamo dividere per 365. Il risultato è 69,86 euro, che può essere facilmente arrotondato per ogni tipo di calcolo fiscale, a 70 euro, incluso il calcolo dell’ISEE.

Per quanto riguarda però il calcolo dell’imposta da pagare, conosciamo sicuramente il limite di 5.000 euro, ma probabilmente non conosciamo tutti i casi in cui comunque saremo costretti a pagare qualcosa anche nel caso in cui la media non fosse, su base annua, superiore ai 5.000 euro.

Vediamo cosa c’è da sapere.


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Quando si deve pagare l’imposta di bollo?

L’imposta di bollo è uno dei balzelli imposti dalla Repubblica Italiana più odiati nel nostro paese.

Ci si sente, spesso giustamente, vessati solo per il fatto di aver risparmiato delle somme che sono comunque minime.

Si tratta però di un’imposta che è dovuta allo stato soltanto nel caso in cui si sia superata una giacenza media di almeno 5.000 euro sul conto corrente.

Si tratta però, ed è questa la giurisprudenza più recente in materia, di un calcolo che va effettuato per trimestre per trimestre e non solo su base annuale.

Facciamo l’esempio del caso tipico, ovvero quello del soggetto che durante i primi tre trimestri ha avuto una giacenza media di 4.000 euro sul conto (e dunque non ha dovuto pagare alcuna imposta) e che però sul quadro trimestre ha avuto una giacenza media di 6.000 euro.

In questo caso la giacenza media impone di pagare per l’ultimo trimestre 1/4 dell’imposta totale (trattandosi appunto di 1/4 di anno), ovvero di 8,55 euro.

...

Il calcolo della giacenza media e l’imposta di bollo con due conti presso lo stesso istituto

La situazione si fa ancora più complessa da calcolare quando in capo allo stesso soggetto ci siano due conti correnti presso il medesimo istituto.

In questo caso il calcolo su base trimestrale sarà determinato dalla somma delle giacenze medie dei due conti. Su base annuale invece i conti potranno essere ritenuti completamente separati.

Come si calcola la giacenza media quando il conto è cointestato

Quando il conto è cointestato invece, la giacenza media va calcolata dividendo la giacenza media totale per il numero dei partecipanti alla contestazione.

Se il conto è cointestato tra voi e vostra moglie o tra voi e vostro marito, ad esempio, dovremo dividere per due la giacenza media.

Solo nel caso in cui ogni soggetto superasse la soglia dei 5.000 euro su base annua (o su base trimestrale, come abbiamo visto poco sopra), l’imposta di bollo sarà dovuta.

La rendicontazione: ogni quanto avviene?

Si tratta di una questione piuttosto spinosa, in quanto la giacenza media viene calcolata per diversi tipi di obblighi fiscali:

  • quando la giacenza media ci interessa per il calcolo dell’ISEE, sarà più che sufficiente calcolare la rendicontazione su base annua;
  • per quanto riguarda invece, e da quanto abbiamo scritto sopra dovrebbe essere ormai chiaro, il pagamento dell’imposta di bollo, la rendicontazione delle banche è in genere su base trimestrale.

Si tratta comunque di differenze minime e pressoché irrilevanti al fine del calcolo totale di quanto corrispondere allo stato per aver dei conti deposito o dei conti correnti.

Come si paga l’imposta di bollo?

Non dovrete fare nulla e a dire il vero non dovrete neanche calcolare quella che è la giacenza media, perchè si occuperà di tutto e in modo automatico la banca.

Una volta che l’imposta è dovuta, dovrete assolutamente pagarla, anche se un modo per risparmiare in realtà c’è.

Molte realtà bancarie infatti offrono ai propri clienti, proprio per invogliarli ad aprire un conto presso il loro istituto, l’intera imposta di bollo.

Ovviamente l’imposta non sparisce, ma in questo caso viene esclusivamente pagata dalla nostra banca.

Il calcolo della giacenza media, e questo è qualcosa che sembra essere particolarmente caro al nostro legislatore, è complesso oltre modo.

Ci si può fidare di quello che la banca ha calcolato, dato che sono applicati degli algoritmi automatici che non possono, in alcun modo, sbagliare.

Consiglio smart di Affari Miei per risparmiare

Chiudiamo con un consiglio assolutamente legale che si può utilizzare per non pagare l’imposta di bollo sul conto. Se la vostra giacenza media potrebbe superare di poco i 5 mila euro, infatti, potete pensare nel corso dell’anno di aprire una carta prepagata con IBAN a zero spese su cui depositare una parte dei vostri soldi.

La migliore in questo momento è Hype perché è completamente gratuita fino a 2.500 euro di ricariche (poi si paga appena 1€ al mese), si apre in 5 minuti con un selfie e non richiede la compilazione e l’invio di documenti cartacei.

In sintesi, i vantaggi sono:

  • apertura in 5 minuti con un selfie, la carta viene poi spedita in 3 giorni lavorativi;
  • zero spese di apertura e di gestione (fino a 2.500€ di ricariche);
  • no imposta di bollo fino a 5.000 euro di giacenza media;
  • si gestisce comodamente con app tramite smartphone;
  • grazie al codice IBAN si effettuano e si ricevono bonifici gratis.

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Continueremo ad aggiornare questa guida fornendo sia supporti operativi che normativi. Buona navigazione su Affari Miei!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

5 COMMENTI

  1. vorrei avere una risposta chiara per togliermi ogni dubbio…. se ho capito bene questo fatto della giacenza cmq vuol dire che se io per TUTTO L’ANNO ho sempre MENO di 5000 euro sul conto…. anche tipo 4800 insomma non ho MAI piu di 5000…. mai….. l’imposta di bollo non la pago affatto giusto??? senza nemmeno fare il calcolo della giacenza… visto che non supero mai i 5000 è giusto?

  2. salve se io ho un libretto smart postale aggiornato al 1-1-2017 con 16000 euro ( imposta di bollo gia pagata relativa al 2016) e investo in buoni ordinari alle poste 12000 a partire da febbraio 2017 ( non so quale giorno) avendo quindi saldo da febbraio – marzo sul libretto smart euro 4000 a gennaio 2018 paghero l’imposta di bollo. il seguente libretto ha solo prelievi al momento e nessun deposito grazie

  3. Buonasera, ho un conto deposito nel quqle per 9 mesi ho tenuto 4500euro.
    Negli ultimi mesi dell’anno ho versato una certa cifra e pensavo di pagare l’imposta di bollo
    sul valore medio ma la mia banca (Che banca) ha applicato l’imposta al saldo presente il 31/12/16.
    Ho contestato la cosa ma sostengono di aver ragione.

  4. Buongiorno, la certificazione rilasciata dalle poste per la giacenza media di un libretto postale, indica la giacenza media annua e la giacenza media annua somme accantonate. Ai fini isee si indica solo la prima o la somma di entrambe? Grazie. Cordiali saluti

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