Come Scegliere un Fondo di Investimento Senza Commettere Errori? Proteggi il tuo Patrimonio!

Se vuoi investire ma non sai scegliere il fondo di investimento migliore per i tuoi risparmi, allora sei arrivato nel posto giusto. In questa guida, infatti, troverai alcune dritte per investire al meglio i tuoi soldi, senza commettere scelte magari avventate che potrebbero costarti care.

Per prima cosa voglio porre l’accento su una differenza molto importante, ma che non tutti conoscono. Infatti, tra i fondi distinguiamo i fondi attivi (che personalmente sconsiglio) e quelli attivi (ETF).

Vediamo subito di approfondire il tema!

Una premessa

Prima di iniziare, ecco la distinzione essenziale tra i due tipi di fondo:

  • Fondi a gestione attiva: il loro obiettivo è quello di fare meglio del proprio riferimento, ovvero il benchmark, con lo scopo di offrire un rendimento extra all’investitore rispetto al mercato in cui sta investendo;
  • Fondi a gestione passiva: ossia gli ETF. Essi eliminano ogni forma di intermediazione “attiva” e si limitano a replicare l’andamento del proprio benchmark di riferimento.

Fatta questa distinzione, che forse conoscevi già ma che ho pensato fosse importante sottolineare, entriamo nel merito e vediamo subito come scegliere i fondi.

Convengono i Fondi?

Tendenzialmente i fondi comuni di investimento (attivi) sono uno strumento poco efficace  per investire, a causa dei costi. I costi sono parecchi, ma qui inizio a riportare quelli più evidenti e che li accomunano tutti:

  • commissioni di ingresso, che vengono pagate dal cliente. Esse ammontano a circa il 3-5% della cifra investita;
  • commissioni di gestione: queste vengono prelevate dal portafoglio del fondo e contribuiscono alla cattiva performance di molti prodotti. La gestione attiva costa: infatti, dietro vi è una società che investe i tuoi soldi mettendo in essere scelte. La società in questione quindi guadagna cercando di fare meglio del benchmark al posto tuo ma con i tuoi soldi.

In realtà non è sempre stato così: fino al 2002, (ovvero l’anno in cui anche in Italia fecero la loro comparsa gli ETF – fondi passivi) i fondi comuni rappresentavano l’unico strumento finanziario che poteva consentire  una diversificazione del portafoglio piuttosto ampia.

C’è da dire che, fino ad allora, tale strumento era accessibile esclusivamente a coloro che fossero stati in possesso di grandi capitali.

Chi non era in questa situazione rosea e florida, invece, poteva compiere due scelte:

  1.  poteva investire in pochi titoli, cercando di concentrare i risparmi;
  2.  poteva optare per i fondi comuni di investimento, che potevano ridurre la volatilità e permettere di affrontare i mercati finanziari. È vero, i costi erano alti, ma la maggior diversificazione poteva sembrare una merce che giustificava il prezzo.

Tutto è cambiato quando sono arrivati gli ETF: essi offrono costi molto più bassi e replicano indici finanziari ampi. Ed è per questo che i fondi comuni, oggi, non hanno lo stesso valore e convenienza di qualche anno fa.

Investire in fondi cosa comporta?

Ma continuiamo la nostra analisi: sottoscrivere i fondi comuni di investimento comporta l’acquisto di due servizi contemporaneamente, ovvero:

  • la diversificazione;
  • la gestione dei tuoi risparmi con lo scopo di guadagnare di più del mercato sottostante nel suo complesso… Ma, come anticipato, questo obiettivo non viene quasi mai raggiunto, o comunque viene vanificato dalle spese.

Se sei completamente a digiuno ed hai qualche minuto puoi guardare il video che segue se no continua a leggere:

Ora voglio farti riflettere su un aspetto: grazie agli ETF, oggigiorno puoi ottenere la diversificazione a costi molto contenuti. Quindi, bisognerebbe sottoscrivere fondi comuni decisamente molto performanti per poter giustificare le commissioni e non vanificare l’investimento stesso con un fondo attivo (e dunque per poterli preferire ai decisamente più vantaggiosi ETF).

A tal proposito possiamo dire che ci sono delle categorie di fondi da evitare e altre che sono leggermente meno negative.

In quali fondi investire?

Per capire quali sono da evitare come la peste e quali possono essere valutate, tieni a mente che i fondi comuni di investimento sono suddivisi in categorie, in relazione al mercato in cui investono.

Alcune categorie sono molto precise e specializzate, altre sono più ampie come nel caso dei fondi azionari internazionali solo per fare un esempio.

Sappi che non è una mossa particolarmente sensata quella di  investire in fondi comuni troppo specifici, ovvero in prodotti che investono su un singolo mercato. È meglio optare per quelli più ampi e con una storia di performance positiva.

Da preferire anche i fondi azionari a quelli obbligazionari, i quali hanno costi troppo alti rispetto a ciò che offrono. Infatti, se il gestore ha poca libertà e, per esempio, non può comprare nulla di diverso dalle azioni di un solo Paese, allora le probabilità di guadagno rispetto ad un ETF sono decisamente più limitate.

Il fondo ha costi superiori se paragonati ai costi di un prodotto che si limita a replicare le performance dell’indice sottostante, senza contare che il gestore ha pochi strumenti per battere il mercato.

Infatti o riesce ad individuare i titoli migliori all’interno del mercato stesso, oppure deve riuscire ad entrare e uscire dal mercato nel momento migliore.

In più i fondi comuni di investimento hanno delle regole che limitano l’attività dei gestori, in quanto spesso i titoli che sembrano promettere rendimenti più interessanti sono quelli a bassa capitalizzazione e poco scambiati, eppure il fondo non li può comprare in quanto troppo “sottili”.

Inoltre, il regolamento impone al gestore di avere investito almeno il 70-80% del patrimonio in azioni e il gestore non può allontanarsi da questa soglia nemmeno se il mercato dovesse “crollare”.

Queste sono alcune ragioni per cui non ha senso optare per fondi comuni di investimento  specializzati, poiché i costi non vengono ripagati.

Dunque, per investire su un mercato azionario o su un mercato obbligazionario specifico, è meglio puntare sugli ETF.

Ma quindi quali fondi scegliere? Convengono?

Se proprio vuoi investire in un fondo comune d’investimento, ricordati che andrai a pagare (cara) la gestione. Quindi, almeno, opta per quelli che permettono di farti guadagnare qualcosina in più e non vincolano troppo il gestore, ovvero:

  • azionari globali
  • flessibili
  • bilanciati

Soprattutto gli ultimi due mi piacciono meno ma se proprio ti interessa investire in fondi sono quelli che danno un po’ di margine di manovra in più al gestore per cercare delle performance.

Opinioni di Affari Miei

Personalmente non apprezzo i fondi a gestione attiva. I costi di gestione sono troppo alti perché io abbia voglia, da investitore consapevole, di investire su questo genere di strumento. Preferisco di gran lunga gli ETF.

Se ancora non sei convinto ti lascio leggere questa guida, in cui mi sono dilungato sul tema.

Su Affari Miei ci sono moltissimi contenuti di approfondimento su queste due categorie, salva nei preferiti sia la sezione dedicata ai fondi a gestione attiva che quella dedicata agli ETF.

Se stai cercando di investire, ma proprio non sai da dove iniziare, ecco alcune guide da consultare:

A presto!


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Davide Marciano
Imprenditore e Investitore
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l’economia e la finanza conseguendo un Master in Consulenza Finanziaria Indipendente. Nel 2019 ha scritto il libro "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" ed ha fondato la Affari Miei Academy.

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